dolore lombare

Mal di schiena: una guida passo dopo passo

Il mal di schiena è un dolore molto diffuso e rappresenta senza dubbio il più comune problema tra quelli di natura muscolo scheletrica.

Prenderlo in tempo e sottoporsi in modo tempestivo ad un trattamento adeguato è l’unica strada per evitare che questo vada a cronicizzarsi, fino a diventare un fastidio con cui convivere.

Il mal di schiena si manifesta con una sensazione dolorosa avvertita in una o più zone del dorso, in modo localizzato o esteso, fino ad arrivare, in alcuni casi, ad irradiarsi anche verso la zona del tratto cervicale, dei glutei e della coscia.

In genere, chi ne soffre non riferisce un dolore locale in punti definiti, salvo che si tratti di un caso di frattura vertebrale.

Nei casi più problematici, invece, il dolore arriva anche a colpire il soggetto a livello viscerale e, in questa ipotesi, è necessario agire con terapie molto specifiche.

In ogni caso, è sempre fondamentale individuare l’origine e la causa scatenante dei problemi alla schiena, così da intervenire in modo più specifico e mirato.

In genere, dunque, il mal di schiena è una condizione diffusa e che, nella maggior parte dei casi, non desta grandi preoccupazioni.

Tuttavia, vi sono delle situazioni specifiche di dolore alla schiena che devono essere tenute d’occhio in modo particolare e che possono far suonare i campanelli d’allarme del vostro medico curante.

Si tratta di tre casi specifici, ossia quando vi è la presenza di comorbilità, che potrebbero avere maggiori complicazioni nella zona lombare, quando il mal di schiena è invalidante o recidivante e quando vi è un evidente e importante coinvolgimento dei nervi.

Esistono, poi, ulteriori sintomi, che, accompagnati al mal di schiena, devono spingervi a contattare subito il medico e questi sono:

  • formicolii non riconducibili alla sciatica;
  • incontinenza urinaria o intestinale;
  • sensazione di debolezza diffusa;
  • problemi motori privi di una causa apparente.

Come accennato, quello del mal di schiena è un problema più diffuso di quanto si creda: basta pensare che più dell’80% della popolazione ha sperimentato almeno una volta nella sua vita un caso di dolore lombare.

Di questo 80%, la maggior parte dei casi è di tipo benigno e va a regredire in modo spontaneo in un periodo che va da una a 8 settimane, con una scarsissima incidenza di casi in cui il dolore persiste addirittura per mesi.

Tuttavia, in una altri casi, è possibile che vi sia un rischio di recidiva, in particolare nei 12 mesi successivi alla prima manifestazione dolorosa.

Per quanto riguarda la sua diffusione nella popolazione, si segnala la sua maggiore frequenza tra le donne rispetto che tra gli uomini, di quasi il doppio.

Inoltre, gli episodi di mal di schiena si presentano in modo più assiduo con l’avanzare dell’età, soprattutto tra i 65 e gli 85 anni.

Mal di schiena tipologie

In generale, si distingue tra un mal di schiena acuto e un mal di schiena recidivante.

Per quanto riguarda il primo, la maggior parte dei casi di dolore lombare acuto deriva da traumi, posture scorrette o sforzi eccessivi, che vanno ad accumulare tensione, rigidità e stiramenti delle strutture collegate alla colonna vertebrale.

Nel caso del mal di schiena da sforzo, questo compare all’improvviso, sotto forma di dolore violento e di una completa impotenza funzionale, oltre a registrarsi una forte contrattura muscolare e un dolore intenso alla pressione dei muscoli paravertebrali e lombari.

In caso di mal di schiena dovuto a postura scorretta, questo si scatena dopo essere stati a lungo in una certa posizione, come nel caso di lavoro al PC o di guida per molto tempo.

Quando il dolore alla schiena deriva da una tensione accumulata nei muscoli, questa può essere dovuta a stress meccanico o psicologico, al sovrappeso o alla lassità dei muscoli addominali, lombari e dorsali.

Per quanto riguarda, invece, il dolore alla schiena recidivante, questo si può avere a causa di una compressione dei nervi, nella maggior parte dei casi dovuta, nei pazienti giovani, ad un’ernia del disco o, nei pazienti di età più avanzata, alla formazione di osteofiti.

Quando il mal di schiena è associato ad un’ernia del disco, il dolore peggiora da seduto o quando mantiene la posizione eretta per molto tempo, mentre si attenua una volta distesi.

Nel caso in cui la discopatia comprima una radice nervosa, anche fenomeni blandi come tosse o starnuti possono peggiorare il dolore.

Il mal di schiena da osteoporosi presenta dolore intenso, che deriva da micro fratture delle trabecole ossee e che può essere avvertito a seguito di sollecitazioni meccaniche della colonna dorso lombare, come avviene in caso di flessione in avanti o di torsione del troco.

Mal di schiena cause  

mal di schiena

Le cause del mal di schiena possono essere di diversa natura, tanto che si può distinguere tra cause di tipo muscolare, osteo articolare, nervose periferiche e centrali, infettive, viscerali, vascolari, tumorali e psichiatriche.

Per quanto riguarda, invece, la spondilolistesi, questa può essere causa di un dolore acuto, che insorge in modo brusco, in quanto legamenti e nervi vengono stirati in modo eccessivo.

Anche la scoliosi è causa di mal di schiena, soprattutto nei giovani, con una incidenza maggiore nella zona dorsale e nella zona lombare.

Come accennato, in alcuni casi, poi, i problemi alla schiena possono essere conseguenza di tumori, infesioni sistemiche o deficit neurologici.

Inoltre, esistono una serie di fattori di rischio specifici, la cui incidenza può essere molto variabile, a seconda del tipo di mal di schiena del caso concreto.

Tra questi, è possibile annoverare il fumo, l’obesità e il sovrappeso, lavori pesanti, postura scorretta, molto tempo trascorso in piedi, frequenti movimenti di torsione o flessione del busto, depressione e ansia.

In sostanza, dunque, le cause note di mal di schiena sono elencabili come segue:

  • acondroplasia;
  • alluce valgo;
  • amiloidosi;
  • anemia emolitica;
  • anemia emolitica autoimmune;
  • artrite idiopatica giovanile;
  • artrite psoriasica;
  • artrite reattiva;
  • artrite reumatoide;
  • artrosi;
  • artrosi cervicale;
  • brucellosi;
  • cancro della vescica;
  • cistopielite;
  • coccigodinia;
  • colpo della strega;
  • colpo di frusta cervicale;
  • endometriosi;
  • febbre di lassa;
  • febbre emorragica crimea congo;
  • febbre gialla;
  • fibrodisplasia ossificante progressiva;
  • gravidanza;
  • herpes genitale;
  • idronefrosi;
  • insufficienza renale;
  • linfogranuloma venereo;
  • malaria;
  • malattia di Lyme;
  • malattia infiammatoria pelvica;
  • miastenia gravis;
  • mieloma multiplo;
  • mielopatia;
  • morbo di Paget;
  • morbo di Scheuermann;
  • obesità;
  • osteite;
  • osteocondrosi;
  • osteoma osteoide;
  • osteomielite;
  • osteoporosi;
  • piede cavo;
  • piede piatto;
  • polimialgia reumatica;
  • poliomielite;
  • porfiria;
  • radicolopatia;
  • sacroileite;
  • sclerosi tuberosa;
  • sferocitosi;
  • sindrome da decompressione;
  • sindrome della cauda equina;
  • sindrome di Ehlers Danlos;
  • sindrome di Marfan;
  • sindrome di Reiter;
  • sindrome fibromialgica;
  • siringomielia;
  • spondilite anchilosante;
  • spondilolistesi;
  • spondilosi cervicale;
  • stenosi cervicale;
  • stenosi lombare;
  • stenosi spinale;
  • torsione annessiale;
  • tumore al rene;
  • tumori del midollo spinale;
  • vaiolo.

Mal di schiena diagnosi

Per capire da quale della cause indicate derivi il mal di schiena, non è sufficiente il mero esame clinico, in quanto la diagnosi può essere davvero complessa e, allo stesso modo, complessa risulterebbe anche l’individuazione del percorso terapeutico da seguire, soprattutto nel caso in cui sia necessario ricorrere a correzioni della postura o del generale stile di vita del soggetto.

Data la vasta casistica dell’eziologia del mal di schiena, è fondamentale analizzare la storia del paziente e le sue abitudini di vita.

Inoltre, svolgono un ruolo centrale l’esame da parte dello specialista, il quale spesso chiede di ricorrere ad un’indagine più approfondita a livello strumentale di immaginografia, come tac, risonanza magnetica o raggi.

Eseguire una corretta diagnosi è fondamentale, in quanto, se questa viene sbagliata, si rischia non solo di compromettere il percorso di guarigione, ma anche di creare danni ulteriori al soggetto.

Proprio per questo motivo, in genere i medici consigliano di aspettare alcune settimane, per vedere se si verifichi l’autonoma rimessione del mal di schiena o di altri sintomi associati.

In questo periodo di tempo, però, viene spesso prescritto un trattamento farmacologico, attraverso l’assunzione di antidolorifici o di antinfiammatori.

In alcuni casi, infatti, il riposo può contribuire ad alleviare i sintomi del dolore alla schiena, almeno nel breve periodo e in particolare se la causa è un’ernia del disco o una stenosi del canale spinale da osteoartrosi.

In questo caso, i sintomi sono ridotti al risveglio, ma vanno ad aggravarsi con il movimento; mentre, al contrario, si nota una maggiore rigidità e un peggioramento dei sintomi dopo un periodo di riposo prolungato nei soggetti che soffrono di una spondiloartropatia infiammatoria, come spondilite anchilosante, artrite psoriasica o artrite correlata ad una malattia infiammatoria cronica dell’intestino.

Nel caso in cui, nonostante la cura farmacologia, il dolore persista, allora si procede ad un esame obiettivo e funzionale da parte di un fisioterapista.

In seguito, anche in base all’entità del dolore, si può ricorrere ad un’indagine strumentale, per approfondire la condizione dolorosa.

Mal di schiena rimedi  

lombalgia

Nella maggior parte dei casi, il mal di schiena è di natura benigna e si risolve in modo spontaneo entro una settimana o in un periodo di tempo che va da 1 a 2 mesi, a seconda di quella che è la gravità dei sintomi e la causa all’origine degli stessi.

In casi più rari, invece, il dolore può durare anche fino a 6 mesi.

Inoltre, è elevato il rischio di recidive, soprattutto nei 12 mesi successivi alla guarigione.

Ma in caso di mal di schiena cosa fare?

Come accennato, il trattamento per questa patologia può variare in base alla sua causa scatenante.

Nel caso di mal di schiena cronico, che si protragga per lungo termine, cioè oltre i 3 mesi, si interviene sulla causa primaria per ottenere migliori risultati, in quanto portare avanti la sola cura farmacologica può essere utile per la prima fase, ma presenta un’elevata percentuale di recidive.

Mal di schiena acuto cura

Per il trattamento del mal di schiena acuta, il medico precede prescrivendo una terapia farmacologica, fondamentale negli stati infiammatori, e un periodo di riposo moderato e di astensione dalle attività che mettano sotto sforzo la schiena.

Inoltre, quando il mal di schiena si ad intensità bassa o moderata, il medico può prescrivere anche:

  • un percorso di fisioterapia o di osteopatia di tipo manipolativo, soprattutto in zona spinale;
  • la pratica di esercizi fisici di carattere riabilitativo e preventivo, che agiscono sulla flessibilità e sulla mobilità articolare e che vadano a potenziare i muscoli spinali;
  • un’alimentazione controllata, per favorire la perdita di peso, in quei casi di obesità;
  • un percorso posturale, per correggere la postura;
  • la modifica di alcune abitudini quotidiani o lavorative;
  • la valutazione delle calzatura, raccomandando l’utilizzo di scarpe comode e adatte alla fisiologia del piede;
  • l’ottimizzazione del sonno.

Il ricorso all’intervento chirurgico, invece, è riservato solo a rari casi.

Mal di schiena cronico cura

Per la cura della forma cronica, di frequente, i medici ricorrono ad un percorso terapeutico ben definito.

In primis, per i pazienti che presentino condizioni di sovrappeso o di obesità, viene prescritta la necessità di perdere il peso in eccesso.

Si procedere ad individuare un percorso di fisioterapia o di osteopatia, per la manipolazione manuale soprattutto in sede spinale, e di pratica di esercizi fisici di tipo preventivo e riabilitativo specifico, che curino la flessibilità e la mobilità articolare, il potenziamento dei muscoli spinali e il condizionamento motorio aerobico.

Inoltre, a questo tipo di terapia, viene aggiunta una serie di trattamenti multidisciplinari bio psicosociali.

Il tutto è abbinato ad una terapia farmacologica specifica, che coadiuva nel recupero più rapido dall’infortunio.

Anche in questo caso, si procede con l’intervento chirurgico solo nelle ipotesi di deficit neurologici o di severa sciatica, con asportazione dell’ernia del disco.

Mal di schiena prevenzione

Per prevenire il mal di schiena, a volte è sufficiente adottare uno stile di vita corretto, mantenendo il corpo in esercizio e adottando alcuni accorgimenti, quando si compiono movimenti e sforzi fisici, che investano il rachide.

In merito a ciò, si consiglia sempre di:

  • controlla e gestire meglio lo stress;
  • eliminare le condotte inadeguate, in quanto il mal di schiena spesso si lega ad uno stile di vita inadeguato, per cui può essere efficace rinunciare al fumo , ad esempio;
  • mantenere un peso corporeo adatto, dimagrendo se si è in sovrappeso o aumentando di peso se si è sottopeso;
  • allenare la muscolatura della colonna vertebrale, attraverso allenamenti mirati a sviluppare il tono e l’elasticità dei più piccoli flessori ed estensori;
  • rendere il core stabile e solido, in quanto influisce in positivo sull’equilibrio e sulla postura;
  • correggere eventuali difetti di postura, paramorfismi e dismorfismi, incrementando il tono e la flessibilità dei muscoli di colonna vertebrale, tronco, braccia e le gambe;
  • non dormire in posizioni scomode;
  • fare attenzione anche allo postura da seduti, utilizzando una sedia ergonomica, per regolarne la posizione dello schienare, e dotandosi di un sostegno lombare, per mantenere la schiena dritta;
  • evitare di adottare posizioni scomode e sbagliate oppure, se necessario, fare pause frequenti, anche se brevi;
  • sollevare i pesi mantenendo una posizione corretta, ossia con i piedi allargati come base d’appoggio e orientati verso la direzione del movimento e le ginocchia flesse, mantenendo il carico da alzare vicino al proprio baricentro, inspirando a fondo e mantenendo la tonicità della zona lombare, senza inarcare la schiena.

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nervo sciatico

Nervo sciatico: tutto quello che devi sapere

Noto anche con il nome di nervo ischiatico, il nervo sciatico è un nervo pari, il quale nasce nella zona inferiore della schiena per poi estendersi lungo tutto l’arto inferiore, arrivando fino a raggiungere il piede.

Il nervo sciatico rientra nella categoria dei nervi misti, in quanto svolge una duplice funzione.

La prima funzione del nervo sciatico è una funzione di tipo motorio, che gli permette il controllo dei muscoli, mentre la sua seconda funzione è di tipo sensitivo, in quanto innerva delle aree cutanee.

Questo nervo nasce dall’unione tra una parte delle fibre nervose dei nervi spinali lombari L4 e L% con i primi tre nervi spinali sacrali, S1, S2 e S3 e, da questo incontro, si sviluppa la zona del gluteo all’altezza del muscolo piriforme.

Il percorso del nervo sciatico passa nella parte posteriore della gamba, per poi diramarsi in diverse branche, dopo aver superato la cavità poplitea.

Le branche in cui si divide il nervo si ripartiscono tra porzione posteriore della gamba, porzione latero anteriore della gamba, dorso del piede e pianta del piede.

Tuttavia, il nervo sciatico può essere fonte di forte dolore e di un’importante limitazione funzionale, nel caso in cui sia soggetto ad una compressione, che ne causa l’infiammazione, la quale prende il nome anche di sciatica o di sciatalgia.

Nervo sciatico cos’è

Quando si parla di sciatica sintomi e cause sono strettamente correlati all’anatomia del nervo sciatico.

Come accennato, infatti, il nervo sciatico rappresenta un nervo periferico pari del corpo umano e un nervo misto, oltre ad essere il nervo più lungo e voluminoso del corpo umano.

Per capirne l’importanza, basta pensare che i nervi sono strutture fondamentali del sistema nervoso, in quanto hanno la funzione di dare gli input necessari al movimento muscolare, di trasportare le informazioni sensitive e di controllare le risposto riflesse.

In particolare, il nervo sciatico origina dalla zona lombo sacrale della schiena, passa attraverso gluteo, coscia e gamba, estendendosi lungo tutto l’arto inferiore, fino a raggiungere il piede.

Arrivato all’altezza del ginocchio, il nervo si divide in due nervi più piccoli.

Il nervo sciatico nasce dall’unione di una parte delle fibre nervose che compongono gli ultimi due nervi spinali lombari e i primi tre spinali sacrali, creando il muscolo piriforme nel gluteo.

In questo modo, dunque, il nervo sciatico comincia nella zona inferiore della schiena.

Dal gluteo in poi, il nervo sciatico va verso il grande foro ischiatico, ossia un’apertura del bacino, attraversandolo e dirigendosi verso il piede, per poi svilupparsi lungo la faccia posteriore dell’arto inferiore.

Dalla coscia fino alla parte posteriore del ginocchio, poi passa dietro il grande muscolo adduttore e avanti al capo lungo del bicipite femorale.

Superata la cavità poplitea, si dirama in due nervi:

  • il nervo tibiale, che percorre longitudinalmente la zona posteriore della gamba, terminando sulla pianta del piede; in questo percorso, si creano diverse ramificazioni, quali quelle del nervo surale, del nervo plantare mediale e del nervo plantare laterale;
  • il nervo peroneo o fibulare comune, che si dirige verso la porzione laterale del ginocchio, per poi dividersi in nervo peroneo superficiale e nervo peroneo profondo, distribuendosi nei compartimenti laterale e anteriore della gamba e sul dorso del piede. il nervo peroneo crea a sua volta una ramificazione, che forma il nervo surale, insieme al nervo tibiale.

Nervo sciatico funzione

Il nervo sciatico è un nervo misto, in quanto deriva da alcuni nervi speciali.

Ciò significa che svolge una funzione sia di tipo motorio che di tipo sensitivo.

Per quanto riguarda la sua funzione motoria, il nervo sciatico inizia ad innervarsi nei muscoli a partire dalla coscia, mentre non innerva muscoli a livello del gluteo.

Nella coscia, invece, controlla il muscolo grande adduttore e i muscoli ischiocrurali, quali bicipite femorale, semitendinoso e semimebranoso.

Superata la divisione del nervo sciatico in nervo tibiale e nervo peroneo comune, innerva i muscoli della zona posteriore della gamba e i muscoli intrinseci del piede.

In particolare, attraverso il nervo tibiale e le sue ramificazioni, il nervo sciatico raggiunge i muscoli posteriori della gamba e buona parte dei muscoli intrinseci del piede, tramite il nervo plantare mediale e il nervo plantare laterale.

Attraverso il nervo peroneo comune e le sue ramificazioni, il nervo sciatico controlla i muscoli anteriori e laterali della gamba e i rimanenti muscoli intrinseci del piede.

Per quanto riguarda, invece, la funzione sensitiva del nervo sciatico, questi presenta solo innervazioni sensitive di tipo indiretto, attraverso il nervo tibiale, il nervo peroneo comune e il nervo surale.

Infatti, il nervo tibiale innerva il compartimento postero laterale della gamba e la superficie plantare del piede; il nervo peroneo comune innerva la zona antero laterale della gamba e la superficie dorsale del piede; il nervo surale innerva la regione cutanea postero laterale della gamba e la regione laterale di piede, calcagno e caviglia.

Infiammazione nervo sciatico

nervo sciatico cura

Il nervo sciatico infiammato è quella condizione medica che si manifesta come dolore avvertito nella zona in cui passa il nervo.

L’infiammazione del nervo sciatico prende anche il nome di sciatalgia o di sciatica e rappresenta una condizione molto comune, che, in genere, colpisce in modo più frequente i soggetti con un’età compresa tra i 40 e i 50 anni a salire, con un’incidenza maggiore tra gli uomini.

Infiammazione nervo sciatico cause e fattori di rischio

Di solito, l’infiammazione del nervo sciatico deriva da una compressione, che irrita il nervo o uno dei nervi spinali da cui origina.

Tale compressione può derivare da una serie di condizione, quali: patologie specifiche, come la discopatia degenerativa, l’ernia del disco, la stenosi vertebrale, la stenosi foraminale o la spondilolistesi del tratto lombo sacrale della colonna vertebrale; sindrome del piriforme; tumori spinali del tratto lombo sacrale della colonna vertebrale; gravidanza agli ultimi mesi.

Oltre alle cause elencate, esiste una serie di fattori di rischio, che possono favorire l’insorgere di un’infiammazione, quali:

  • l’età avanzata;
  • posture scorrette;
  • obesità;
  • frequente sollevamento di pesi;
  • ripetuti movimenti di torsione della schiena;
  • la sedentarietà;
  • il diabete;
  • traumi diretti alla zona di cosce, gambe o natiche;
  • patologie della colonna vertebrale;
  • l’intervento di protesi d’anca;
  • l’artrite della colonna vertebrale.

Nervo sciatico infiammato sintomi  

In presenza di un’infiammazione del nervo sciatico, il primo sintomo è il dolore al nervo sciatico avvertito in una o più aree lungo il percorso del nervo sciatico, quindi zona bassa della schiena, gluteo, retro coscia, zona posteriore della gamba o del piede.

Altri sintomi accusati nelle medesime zone di transito del nervo sciatico sono:

  • formicolio e intorpidimento;
  • debolezza muscolare;
  • difficoltà di controllo dei movimenti;
  • alterazione della sensibilità cutanea.

Nei casi in cui l’infiammazione sia grave e non viene trattata in modo tempestivo ed efficace, la sciatalgia può portare ulteriori problemi, quali la zoppia, la perdita di controllo di sfintere anale e sfintere viscerale, perdita di sensibilità lungo l’arto inferiore interessato, debolezza muscolare nell’arto coinvolto.

Infiammazione del nervo sciatico prevenzione

Purtroppo, non esistono sistemi specifici e sempre efficaci per prevenire l’infiammazione del nervo sciatico.

Tuttavia, è possibile agire sulle proprie abitudini e assumere determinati comportamenti, così da ridurre il rischio di imbattersi in questo dolore.

In particolare, tra gli accorgimenti che può essere utile adottare, rientra:

  • prestare attenzione durante il sollevamento di pesi, utilizzando in modo adeguato il corpo e assumendo la giusta posizione, così da evitare carichi eccessivi e torsioni scorrette della schiena;
  • lavorare sulla propria postura, costringendosi e facendo attenzione a mantenere una postura corretta, in particolar modo quando si è seduti, così da non alterale la naturale anatomia della colonna vertebrale;
  • svolgere attività fisica in modo regolare e controllato, in quanto l’inattività e l’eccessiva sedentarietà costituiscono un fattore di rischio nello sviluppo di infiammazioni a carico del nervo sciatico.

Infiammazione del nervo sciatico cura  

sintomi nervo sciatico infiammato

A seconda della causa scatenante, la cura del nervo sciatico infiammato può essere affidata a diverse figure mediche, che, in alcuni casi, devono collaborare tra loro ai fini di una pronta guarigione.

Le figure mediche che possono intervenire in un percorso terapeutico finalizzato alla risoluzione della sciatalgia possono essere il neurologo, l’ortopedico, il neurochirurgo e il fisiatra.

Per trattare il dolore nervo sciatico, è importante individuare prima la gravità dei sintomi e quale sia stata la causa scatenante.

Infatti, in presenza di infiammazioni lievi e non aventi cause clinicamente rilevanti, il trattamento si limita ad osservare un periodo di riposo, fino a quando vi sarà una scomparsa dei sintomi, e alla correzione di eventuali posture scorrete.

Quando si tratta, invece, di infiammazioni dovute a cause clinicamente rilevanti o quando la sintomatologia non migliora con il riposo, si passa ad un trattamento più deciso, che in genere comprende una terapia farmacologica, un percorso di fisioterapia o, nei casi più gravi, l’intervento chirurgico.

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, in genere, il medico specialista può prescrivere al soggetto che soffra di sciatalgia:

  • farmaci antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene o paracetamolo;
  • miorilassanti, come il muscoril;
  • farmaci antidepressivi triciclici o anticonvulsivanti, in quanto ne è stata evidenziata una notevole efficacia nel trattamento del dolore dovuto alla compressione dei nervi periferici, come il nervo sciatico;
  • farmaci corticosteroidi a somministrazione endovenosa, che svolgono un’azione antinfiammatoria considerevole, ma che possono avere gravi effetti collaterali, quali ipertensione, galucoma, diabete, osteoporosi, cataratta, per cui vengono prescritti dai medici solo in casi estremi.

Anche la fisioterapia è fondamentale nel programma finalizzato al recupero da un’infiammazione del nervo sciatico.

Infatti, il fisioterapista si occuperà di costruire un programma di riabilitazione con esercizi mirati e allo scopo di correggere la postura, rinforzare la muscolatura della schiena e aumentare la flessibilità della colonna vertebrale e del tronco.

Infiammazione del nervo sciatico: l’intervento chirurgico

Quando la terapia farmacologica e il percorso di fisioterapia non abbiano dato gli effetti sperati, può essere necessario dover ricorrere ad un intervento chirurgico.

In particolare, si opta per la strada dell’intervento nel caso in cui la sofferenza del nervo sia conseguenza di una malattia della colonna vertebrale, come ernia del disco lombo sacrale, spondilolistesi o stenosi spinale lombo sacrale, che presentano sintomi gravi e non rispondono ai farmaci e alla fisioterapia.

Inoltre, l’intervento è necessario quando la sciatalgia deriva da un tumore spinale del tratto lombo sacrale della colonna vertebrale.

In sostanza, dunque, si tratta dell’ultima opzione che il medico si lascia e solo per quei casi in cui l’infiammazione del nervo sia causata da problemi seri alla colonna vertebrale.

L’intervento per la cura di malattie e tumori della colonna vertebrale che possono essere all’origine di una problematica di infiammazione del nervo sciatico sono sempre interventi molto delicati e complessi da eseguire.

Infatti, il chirurgo che opera deve andare ad agire sulla zona della colonna vertebrale interessata dalla patologia, così da eliminare la parte danneggiata o il tumore localizzato, in modo da annullare la compressione nervosa sul nervo ischiatico, che investe le radici dei nervi spinali che costituiscono il nervo sciatico.

Trattandosi di un intervento complesso, è fondamentale che nel corso della fase post operatoria il soggetto rispetti un periodo di assoluto riposo e si affidi ad un percorso di riabilitazione e fisioterapia.

Solo in questo modo, infatti, sarà possibile raggiungere un completo recupero dall’intervento subito.

È bene sapere che, in genere, questo tipo di intervento chirurgico può richiedere tempi di guarigione di mesi interi, durante i quali i soggetto non deve in alcun modo compire sforzi né attività che possano compromettere il buon esito del percorso di riabilitazione post operatoria.

Infiammazione nervo sciatico rimedi naturali

Oltre alle cure mediche date da farmaci, fisioterapia e intervento chirurgico, esistono alcuni efficaci rimedi naturali e casalinghi da adottare per contrastare l’infiammazione del nervo sciatico.

In primis, si consiglia di prendersi un periodo di completo riposo da ogni attività sportiva e da quelle attività quotidiane più pesanti, senza che si trasformi in una completa inattività, in quanto potrebbe addirittura peggiora la sintomatologia dolorosa.

Un altro rimedio pratico e naturale è rappresentato dalla crioterapia, ossia dall’applicazione di impacchi freddi con impacchi caldi nella zona dolenti.

Inoltre, è fondamentale dedicarsi ad uno stretching dei muscoli della schiena ogni giorno, in quanto ciò permette di ottenere un allungamento muscolare costante, che aiuta ad ridurre in modo sensibile la compressione del nervo sciatico nella colonna vertebrale.

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colpo della strega

Colpo della strega: causa e cura

Il colpo della strega può presentarsi all’improvviso, in seguito a movimenti bruschi o a patologie specifiche, arrivando a bloccare la colonna vertebrale per alcuni giorni.

In genere, questo disturbo interessa le persone con un’età compresa tra i 35 e i 40 anni, in quanto muscoli e articolazioni iniziano ad invecchiare, presentandosi come meno tonici ed elastici.

In sostanza, con il colpo della strega si verifica una vera e propria contrattura della muscolatura lombare, che si manifesta sotto forma di un dolore molto forte, che prende il nome di lombalgia acuta.

Colpo della strega cause 

In genere, il colpo della strega deriva da un movimento insolito e brusco, che sollecita in modo anomalo o eccessivo la muscolatura paravertebrale.

A ciò, possono contribuire anche semplici colpi di freddo, l’assunzione di posizioni sbagliate durante il sonno o sforzi eccessivi.

Tuttavia, maggiore è l’elasticità della muscolatura paravertebrale, minore è la possibilità di essere colpiti da questa forma di lombalgia.

In sostanza, le condizioni di rischio che possono predisporre un soggetto al colpo della strega sono:

  • postura scorretta;
  • errato sollevamento di un peso;
  • eventi traumatici, come incidenti o cadute;
  • colpi di freddo;
  • sforzi che comportino un’eccessiva sollecitazione di muscoli e legamenti;
  • spondilolistesi;
  • discopatie;
  • ernia al disco;
  • disidratazione;
  • degenerazione artrosica delle vertebre.

Colpo della strega sintomi  

Come accennato, in genere, il colpo della strega si presenta come un dolore molto acuto e con una limitazione funzionale molto accentuata.

Basti pensare che il paziente arriva a non riuscire a svolgere neanche semplici movimenti della schiena o, nelle forme più gravi, a non riuscire a tenersi in posizione eretta, mantenendo, invece, un angolo innaturale di circa 45 gradi per alcuni giorni.

Si verifica, quindi, una estrema rigidità di tutta la muscolatura lombare, che limita fortemente i movimenti del soggetto colpito.

In genere, questa condizione si risolve in circa 2 o 3 giorni, pur protraendosi sotto forma di fastidio più attenuato per qualche giorno.

Colpo della strega rimedi  

La prima cosa da fare in caso di colpo della strega è mantenere la posizione antalgica, ossia la posizione in cui si è verificato il trauma, il ché costituisce una risposta spontanea del corpo al dolore percepito.

Fondamentale è il riposo, che non deve durare oltre le 12 e 48 ore, in quanto mantenere la muscolatura immobile troppo a lungo può portare ad un suo ulteriore indebolimento.

Dunque, trascorse le prime ore di riposo assoluto, è importante cercare di muovere lentamente la zona lombare, abbinandovi un massaggio delicato o l’applicazione di un impacco caldo.

Colpo della strega: osteopatia

Un aiuto importante viene dall’osteopatia, attraverso la manipolazione della colonna vertebrale, particolarmente indicata per questa problematica.

Infatti, l’osteopatia permette di trattare in modo efficace i disturbi muscolari e osteoarticolari.

Terminata la fase acuta del disturbo, l’osteopata mira a ridurre il dolore, attraverso l’esecuzione di manovre di mobilizzazione di muscoli, articolazioni e tessuti molli.

Schiacciamento vertebre lombari: cura e terapia

Schiacciamento vertebre lombari

Schiacciamento vertebre lombari: cura e terapia

Prima di approfondire l’argomento, chiariamo un aspetto importante: per schiacciamento vertebre lombari vero e proprio s’intende la frattura dovuta a compressione di una vertebra, conseguente ad un trauma. In gran parte dei casi, le vertebre schiacciate risultanti da una lastra o da una Risonanza Magnetica Nucleare indicano, piuttosto, la presenza di due o più vertebre lombari che, col passare del tempo, si sono avvicinate troppo tra loro. In tal caso, se vogliamo essere precisi, si verifica uno schiacciamento dei dischi, degli ‘ammortizzatori’ intervertebrali. Sono i dischi ad essere schiacciati, mentre le vertebre risultano integre.

Vogliamo parlarti principalmente di questo, del problema più comune: di schiacciamento discale piuttosto che di frattura vera e propria delle vertebre lombari.

Il più delle volte, lo schiacciamento discale interessa la terza vertebra lombare e successive (L3, L4, L5, S1).

Quali cause portano ad una situazione del genere? Come si manifesta il mal di schiena e quali sono i sintomi associati al dolore lombare? Cosa fare? Qual è la cura migliore, le terapie più efficaci e come interviene, in questo caso, la Fisioterapia d’avanguardia?

In questo articolo, ti spiegheremo tutto questo.

Schiacciamento vertebre lombari: cause

anatomia vertebrale

Perché, col passare del tempo, le vertebre lombari tendono ad avvicinarsi troppo?

Rispondiamo in due modi, distinguendo sempre lo schiacciamento discale dalla frattura da schiacciamento vertebrale.

Nel primo caso, il disco intervertebrale (costituito da acqua e materiale fibroso) si indebolisce, si usura a causa dell’invecchiamento, questioni genetiche, sovraccarico posturale o debolezza muscolare al punto tale da perdere volume. A seguito dello schiacciamento discale, ovviamente le vertebre non sono più supportate dall’ammortizzatore e si avvicinano tra loro.

Se, invece, ad indebolirsi sono le ossa (ad esempio, a causa di osteoporosi) sarà la vertebra a perdere volume e ad essere soggetta a frattura da schiacciamento. Il trauma riduce la vertebra in termini di altezza e la comprime.

A distanza di anni, chi subisce uno schiacciamento vertebrale vero e proprio dovuto a trauma, potrà comunque attingere informazioni da questo articolo. Il percorso di riabilitazione è lo stesso previsto per lo schiacciamento discale non traumatico.

Vertebre schiacciate sintomi

schiacciamento vertebrale lombare

Soffri di mal di schiena da tempo, ecco perché hai fatto una lastra o una risonanza magnetica.

Dai risultati di questi esami hai appreso la causa: schiacciamento vertebre lombari o, meglio, eccessivo avvicinamento delle vertebre dovuto a schiacciamento discale.

E’ questa la causa del dolore? Sì e no. Molte persone con discopatia non avvertono alcun dolore.

In certi casi, si supera il concetto stesso di avvicinamento: le vertebre si fondono l’una con l’altra (artrodesi spontanea) e questo provoca nel soggetto meno mobilità ma anche meno dolore.

In sostanza, ogni mal di schiena da vertebre schiacciate ha la sua storia: con o senza dolore, per risolvere bisogna lavorare soprattutto sui muscoli. Se i muscoli della colonna vertebrale risultano deboli, non possono svolgere la loro principale funzione ovvero assicurare stabilità e movimento alla colonna. Quindi, ‘sovraccarico’ può significare, talvolta, non carico eccessivo ma inadeguato alla tua struttura muscolare troppo debole per sopportarlo. E’ necessario rinforzare i muscoli indeboliti se vuoi risolvere il problema.

Vertebra schiacciata cosa fare

busto vertebre schiacciate

Il primo obiettivo è, come sempre, sbarazzarsi del mal di schiena.

Il tuo medico o lo specialista che ti ha visitato ti prescriverà, per un breve periodo, farmaci antidolorifici, antinfiammatori non steroidei, oppioidi che risolveranno temporaneamente il problema. Il medico può consigliarti anche di indossare, per un certo periodo, un busto ortopedico di sostegno.

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Spetterà alla Fisioterapia d’elezione offrire una soluzione a lungo termine attraverso trattamenti strumentali d’avanguardia, terapie manuali, manipolazioni, trazioni vertebrali ed esercizi mirati.

Quando ricorrere alla chirurgia

L’intervento chirurgico è inevitabile solo nei casi di rottura dei dischi intervertebrali, di fratture delle vertebre di origine traumatica o dovute all’osteoporosi.

Attraverso un intervento mini invasivo, il chirurgo procederà a risistemare il disco oppure ad introdurre cemento osseo nel corpo vertebrale eventualmente crollato (vertebro-plastica).

Come curare lo schiacciamento vertebre lombari con la Fisioterapia d’elezione

schiacciamento vertebrale

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Per intervenire sul dolore, i trattamenti strumentali d’avanguardia più efficaci sono:

  • Tecarterapia, ad azione antinfiammatoria, antidolorifica e rigenerante;
  • Laser Yag ad Alta Potenza, efficace, rapido, rigenerante, indicato per il trattamento di patologie muscolo-tendinee di origine traumatico-articolare.

Nella successiva fase riabilitativa, il Fisioterapista sceglierà tra i migliori trattamenti fisici per ridurre la rigidità e ripristinare la mobilità:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata (trazioni e delicate manovre);
  • Mobilizzazioni manuali e massaggi decontratturanti;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Esercizi terapeutici mirati (allungamento della catena posteriore, dell’ileo-psoas, stabilizzazione addominale, rinforzo muscolare) che non devono mai mancare in un programma riabilitativo per problemi lombari. L’obiettivo è ridurre la rigidità e migliorare struttura e prestazioni dei muscoli;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres, lo step finale di cui trattiamo nel prossimo paragrafo.

Il Fisioterapista qualificato è pronto a darti consigli utili:

  • Evita la vita sedentaria e tieniti in movimento;
  • Dimagrisci se sei in sovrappeso per evitare sovraccarichi alla colonna.

Sarà necessario un percorso riabilitativo anche in caso di intervento chirurgico sia per rinforzare i muscoli del core sia per ripristinare i movimenti e la postura attraverso la rieducazione posturale Mezieres.

Perché la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres aiuta  

mezieres

Lo schiacciamento vertebre lombari o discale necessita di allungamento della colonna e della catena posteriore per ripristinare il giusto spazio tra i dischi intervertebrali allo scopo di ridurre lo stress a carico della spina dorsale.

Dopo aver eseguito l’Esame Baropodometrico per il controllo di tutta la postura, il Fisioterapista raccomanderà al paziente la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres.

Questo metodo esclusivo serve a riequilibrare le tensioni globali della catena miofasciale posteriore, ristabilisce la corretta postura di tutta la colonna, allunga le strutture muscolo-fasciali attraverso una messa in tensione graduale. Consente ai muscoli di lavorare correttamente supportando al meglio la colonna. In questo modo, è possibile evitare recidive.

Per saperne ulteriormente puoi acquistare il libro che ho scritto per il mal di schiena e le patologie del rachide lombare.

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Crollo-vertebrale-lombare

Crollo vertebrale lombare

Crollo vertebrale lombare: come migliorare la sintomatologia dolorosa?

Quello che viene comunemente chiamato crollo vertebrale lombare (alias cedimento vertebrale) rappresenta una delle più comuni conseguenze dell’osteoporosi. La colonna vertebrale può andare incontro a rotture. In gran parte dei casi, le fratture sono la conseguenza di traumi ma esistono anche cause non traumatiche: osteoporosi, tumori, conseguenze della menopausa. Il cedimento strutturale delle vertebre può causare dolore e impossibilità di muoversi oppure essere asintomatico a seconda della gravità.

Una diagnosi precoce è altamente raccomandata alle persone a rischio e agli anziani, i soggetti maggiormente colpiti seppure questo disturbo non risparmi anche i più giovani. Di conseguenza, non bisogna sottovalutare i primi sintomi di mal di schiena ed alcuni segnali che invia il corpo.

Scopriamo i sintomi tipici, la diagnosi e, soprattutto, le cure, le terapie più efficaci per intervenire su questo problema.

Un video dell’anatomia vertebrale

Crollo vertebrale lombare: la prima causa è l’osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia che porta alla riduzione della densità minerale ossea (BMD) ed alterazione delle proteine non collageniche nell’osso. Si verifica una riduzione dello spessore della struttura ossea e, di conseguenza, un rischio maggiore di fratture vertebrali semplici, non causate da traumi o lesioni. Il T score è il valore che indica lo scostamento rispetto al valore massimo di densità ossea del soggetto.

E’ questa la causa più comune e frequente responsabile di crollo vertebrale lombare.

I soggetti più a rischio sono gli anziani, in particolare le donne: il 20-25% dei soggetti over 50 soffre di osteoporosi.

I fattori di rischio sono:

  • Familiarità;
  • Alimentazione sbagliata, con scarso apporto di calcio;
  • Sedentarietà;
  • Fumo;
  • Abuso di alcolici;
  • Ipertiroidismo;
  • Assunzione di certi farmaci (cortisonici, anticonvulsivanti).

Cedimento vertebrale: tutte le cause

schiacciamento vertebre lombari

Il cedimento osseo, il crollo vertebrale interessa principalmente persone anziane ma può colpire anche soggetti giovani.

La principali cause sono:

  • Osteoporosi, la causa più frequente di cedimento vertebrale;
  • Menopausa responsabile di perdita costante del tessuto osseo;
  • Tumori vertebro-midollari o metastasi vertebrali.

Sintomi

Il crollo vertebrale lombare può interessare uno o più corpi vertebrali.

Nei casi gravi, la frattura scatena i seguenti sintomi:

  • Dolore violento e persistente nell’area interessata al cedimento;
  • Limitazione funzionale che, nei pazienti in età avanzata, costringe a letto;
  • Sensazione di incrinatura nella schiena, che aumenta nei momenti di attività e si riduce a riposo;
  • Perdita di equilibrio della colonna e deformazioni (in caso di fratture multiple);
  • Riduzione della statura, in alcuni casi.

Il cedimento strutturale delle vertebre si presenta all’occhio con incurvature, difetti di postura e disallineamenti dovuti a caduta della colonna. Nei casi più gravi, si verificano difetti di respirazione e di equilibrio.

Esistono casi asintomatici: il paziente non manifesta dolore e non si accorge di nulla. Ecco perché, al primo dolore lombare, bisogna agire in maniera tempestiva effettuando controlli e accertamenti. Oltretutto, è importante eseguire un controllo periodico della postura e della statura in quanto una frattura vertebrale altera entrambe.

Trascurare o curare in maniera non adeguata questa patologia può trasformare un lieve crollo in un cedimento strutturale molto più serio col rischio di compromettere la stabilità del paziente.

Diagnosi precoce

crollo vertebrale lombare

In particolar modo per le persone a rischio, è fondamentale rivolgersi al medico al primo sintomo di mal di schiena per una diagnosi precoce. In tal modo, nell’eventualità di un cedimento, sarà possibile intervenire tempestivamente anche nei casi asintomatici.

Il medico prescriverà i seguenti esami strumentali:

  • Radiografia;
  • TAC;
  • Risonanza Magnetica Nucleare;
  • DEXA (densitometria ossea con tecnica di assorbimento a raggi X), il test più affidabile per confermare l’osteoporosi ed il livello di gravità.

Attraverso questi esami sarà possibile verificare l’eventuale presenza di una frattura e valutarne l’entità allo scopo di scegliere tempestivamente la terapia adeguata al singolo caso.

Crollo vertebrale lombare: cure e terapie consigliate

frattura vertebrale

Una diagnosi accurata e approfondita determinerà la terapia più adeguata da valutare a seconda della gravità del caso.

In situazioni non gravi (quando non sono presenti disallineamenti importanti), per evitare la progressione dell’osteoporosi lo specialista potrà prescrivere:

– Riposo per un certo periodo;

– Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e analgesici oppure oppiacei e, se necessario, miorilassanti per un periodo limitato;

– Farmaci specifici (bifosfonati, ormoni) in grado di inibire o rallentare un’ulteriore perdita di massa ossea stimolando la nuova formazione ossea (paratormone);

– Busto o corsetto correttivo per un periodo di 3-6 settimane circa allo scopo di tenere la schiena ferma nella giusta postura;

– Bastone o stampelle per prevenire cadute;

– Crema gel all’arnica, indicata per gonfiori e dolori articolari;

– Integratori a base di glucosamina e condroitina, selenio e zinco, calcio, vitamina D3 e K, omega 3, sali minerali;

– Fisioterapia e una dolce riabilitazione.

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Fa parte integrante della cura seguire una dieta e uno stile di vita sano, svolgere attività fisica.

Nei casi più gravi (circa il 10% di tutte le fratture osteoporotiche), quando il soggetto non riesce a mantenere la posizione eretta, sarà indispensabile l’intervento chirurgico.

Fisioterapia d’avanguardia per intervenire sul crollo vertebrale lombare

Nei casi più lievi di cedimento vertebrale lombare, dopo la terapia farmacologica ed un periodo di riposo consigliato dal medico, verrà consigliato al paziente un percorso fisioterapico presso centri specializzati.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per pianificare un programma terapeutico personalizzato.

Il Fisioterapista interverrà su infiammazione e dolore sottoponendo il paziente ai seguenti trattamenti strumentali d’avanguardia che consentono un graduale ripristino delle normali funzioni biologiche:

In una seconda fase, il Fisioterapista qualificato procederà con:

  • Cauti massaggi dei muscoli paravertebrali;
  • Esercizi riabilitativi funzionali e posturali (per rinforzare la colonna rieducandola ad una corretta posizione) ed esercizi di respirazione diaframmatica.

I trattamenti strumentali, manuali e gli esercizi terapeutici sono efficaci: servono ad evitare di peggiorare la situazione.

Crollo vertebrale lombare: chirurgia

chirurgia frattura vertebrale

Nei casi più gravi, quando il paziente ha difficoltà a mantenere la posizione eretta, sarà necessario ricorrere ad intervento chirurgico di vertebroplastica o cifoplastica. Entrambi gli interventi si eseguono in regime di day hospital, in anestesia locale o in sedazione.

La vertebroplastica è una tecnica che consente di stabilizzare la frattura iniettando un cemento acrilico molto fluido (polimetilmetacrilato) nella vertebra che, in pochi minuti, si solidifica. Permette di irrobustire la vertebra aumentandone le dimensioni.

La cifoplastica (variante della vertebroplastica) prevede l’introduzione di un palloncino (gonfiato col cemento acrilico) all’interno della vertebra che verrà, poi, chiusa grazie al cemento. Presenta diversi vantaggi: aumenta notevolmente la consistenza della vertebra, riduce il rischio di complicazioni, non è dolorosa ed evita una prolungata degenza in ospedale. Questa operazione mini invasiva funziona soltanto per fratture ‘giovani’ (di non oltre 3 mesi).

Sia con la vertebroplastica sia con la cifoplastica si ottiene una guarigione immediata della frattura con eliminazione del dolore e ripresa funzionale. I tempi di recupero variano dai 3 ai 6 mesi dall’intervento.

In ogni caso, è fondamentale il riposo prolungato e sedute di Fisioterapia mirata (inclusi gli esercizi riabilitativi e di respirazione).

Per saperne ulteriormente puoi acquistare il libro che ho scritto per il mal di schiena e le patologie del rachide lombare.

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I migliori trattamenti per il dolore lombare

I migliori trattamenti strumentali e manuali per il dolore lombare

Succede sempre, succede a tutti: dopo un breve periodo di terapia farmacologica, quando il mal di schiena torna a farsi sentire, ci si chiede “Quali sono i migliori trattamenti strumentali e manuali per il dolore lombare?”. Terapie fisiche che non si limitano a ridurre il dolore per pochi giorni ma che lo risolvono in modo stabile, duraturo, definitivo.

Tra tutte le terapie fisiche, le migliori (strumentali e manuali) si contano sulle dita di una mano.

I migliori trattamenti strumentali sono Tecar, Laser Yag ad Alta Potenza e TENS. Le terapie fisiche sono: manipolazioni osteopatiche, massaggi (Massoterapia) e metodo Mezieres.

Ognuno di questi trattamenti ha un compito specifico e vengono prescelti in base ad una precisa valutazione fisioterapica.

Il nostro Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale che determinerà la pianificazione di un programma terapeutico personalizzato, su misura per te. Ognuno ha la sua storia clinica ed è un essere unico per la Fisioterapia d’avanguardia.

Scopriamo insieme in cosa consistono le terapie d’elezione più rapide ed efficaci per risolvere il dolore lombare, gestire l’edema, decontrarre la muscolatura, ripristinare la funzionalità articolare e motoria, rigenerare i tessuti.

I migliori trattamenti strumentali e manuali per il dolore lombare: Laser Yag ad Alta Potenza

laserterapia yag

Attualmente, i migliori trattamenti strumentali per il dolore lombare, i più efficaci e rapidi, sfruttano l’elettromagnetismo, il calore e l’energia meccanica.

La Laserterapia, uno degli strumenti più utilizzati in Fisioterapia, è un dispositivo capace di generare ed amplificare radiazioni luminose (con una specifica lunghezza d’onda) per la cura di tanti disturbi e patologie, tra cui il dolore lombare. Molte patologie che interessano l’apparato muscolo-scheletrico, muscoli, legamenti, tendini e tessuti molli richiedono un intervento in profondità che manualmente è difficile eseguire.

Il Centro Ryakos ha scelto di utilizzare il Laser Yag ad Alta Potenza, l’evoluzione della Laserterapia Antalgica, un trattamento in grado di agire in profondità per combattere rapidamente dolore e infiammazione e, allo stesso tempo, rigenerare i tessuti.

Oltre all’effetto antidolorifico, antinfiammatorio e antiedemigeno (contro gonfiore e ritenzione dei liquidi in eccesso), il Laser Yag ad Alta Potenza energizza le cellule, favorisce la produzione di ATP, stimola il microcircolo e il sistema linfatico, rilassa i muscoli (azione decontratturante), riscalda e ripara i tessuti, rigenera le cellule (azione biostimolante). E’ particolarmente indicato per l’edema vertebrale.

Questo tipo di laser allo stato solido utilizza un materiale attivo (cristallo YAG): non provoca un effetto ionizzante in quanto la sua lunghezza d’onda supera i 600 nm: la sua emissione è di 1060 nm (‘finestra terapeutica’). La potenza (media e di picco) ed il potere di penetrazione del Laser Yag sono elevati. Può agire in modalità continua (cw), pulsata o in q-switch. In modalità termica E2C consente di ridurre notevolmente il dolore in soli 6 minuti, di ottenere risultati immediati, stabili e duraturi.

Soltanto uno specialista abilitato può utilizzare questo dispositivo valutando le controindicazioni (gravidanza, epilessia, aree emorragiche, nevralgie, patologie radicolari, tumori sospetti o conclamati), scegliendo modalità e caratteristiche adeguate alle condizioni del paziente per ottenere risultati in sicurezza.

I migliori trattamenti strumentali per il dolore lombare: Tecar

migliori trattamenti per il mal di schiena

Attualmente, la Tecar o Tecarterapia rappresenta il trattamento strumentale più utilizzato in Fisioterapia. Può (anzi, deve) essere associato alla terapia di tipo manuale, riabilitativa o posturale per ottenere risultati migliori, stabili e definitivi. Sostanzialmente, sfrutta l’energia interna del nostro corpo allo scopo di stimolare la riparazione dei tessuti danneggiati da un trauma o da un’infiammazione.

Nato nel 1998 come strumento nella Medicina dello Sport, oggi è ampiamente utilizzato nel trattamento di patologie osteo-articolari e muscolari acute e croniche.

In riferimento ai dolori lombari, interviene su ernia e protrusione discale, lombalgia, sciatica, artrosi vertebrale, schiacciamento vertebrale, contratture muscolari, traumi, post operatorio, spondilolistesi, sindrome del piriforme, sindrome miofasciale.

Attenzione: la prima e unica apparecchiatura efficace, denominata Human Tecar, è prodotta da Unibell. Perché? Perché ha una frequenza di lavoro brevettata (frutto di studi scientifici) che la rende davvero efficace, senza se e senza ma. Tutte le altre apparecchiature Tecar, non lavorando alla frequenza della Unibell, non assicurano gli stessi risultati.

Ryakos è un Centro autorizzato Human Tecarterapia. Di certo, non basta possedere un’apparecchiatura Unibell, bisogna saperla usare correttamente, quindi affidati solo a Fisioterapisti qualificati ed esperti.

Non è un trattamento doloroso, anzi è piacevole grazie al calore erogato dal dispositivo. E’ altamente consigliato, in particolare, per le contratture muscolari.

In base alla modalità di esecuzione, questo trattamento apporta i seguenti effetti:

–       Antalgico/sedativo, antinfiammatorio, antiedemigeno e drenante, in modalità atermica (senza calore);

–       Decontratturante e di vasodilatazione (per una maggiore ossigenazione dei tessuti) in modalità termica.

Gli sportivi si sottopongono a sedute di Tecar per recuperare più rapidamente l’attività agonistica.

La Tecarterapia produce nell’organismo l’attivazione dei naturali processi riparativi (azione rigenerante) accelerando i tempi di recupero e guarigione.

E’ un trattamento controindicato in soggetti portatori di pacemaker, in caso di neoplasia e nelle donne in stato di gravidanza.

TENS

tens antalgica

Tra i migliori trattamenti strumentali per il dolore lombare, includiamo la TENS terapia, particolarmente indicata per il dolore neuropatico. È un’elettrostimolazione nervosa transcutanea che utilizza impulsi elettrici alternati a bassa tensione per combattere il dolore acuto e cronico, incluso quello lombare.

In pratica, viene trasmessa corrente pulsata attraverso la superficie cutanea grazie ad elettrodi che stimolano le fibre nervose. Tali microimpulsi hanno la funzione di neutralizzare il segnale del dolore dei recettori cutanei ed articolari che arriva al midollo spinale e al cervello.

L’effetto analgesico della TENS, quindi, consiste nell’inibire i segnali nervosi che trasmettono il ‘messaggio’ doloroso dai recettori al cervello. L’effetto terapeutico antidolorifico degli impulsi elettrici, oltretutto, stimola la produzione di sostanze simili alla morfina (endorfine, neuropeptidi) che incrementano l’azione analgesica.

E’ un trattamento perfetto per chi non può assumere farmaci antidolorifici, non è invasivo, è indolore e non ha effetti collaterali (tranne lievi arrossamenti o irritazioni o formicolio che scompaiono in fretta). Come per gli altri trattamenti, può eseguire la TENS soltanto lo specialista abilitato e centri qualificati come Ryakos Center. La terapia è controindicata a donne in stato di gravidanza/allattamento, portatori di pacemaker, soggetti affetti da epilessia, neuropatia, disturbi del ritmo cardiaco, tumore, malattie della pelle di una certa entità.

I migliori trattamenti strumentali e manuali per il dolore lombare: massaggi

massaggio decontratturante schiena

Parlando di massaggi passiamo dai migliori trattamenti strumentali ad una delle migliori terapie manuali.

Il massaggio decontratturante o terapeutico è ideale in caso di contratture, tensioni muscolari e trigger point. Può essere eseguito solo da specialisti abilitati (fisioterapista, massoterapista): per il massaggio decontratturante possono operare senza alcuna prescrizione mentre in ambito terapeutico, riabilitativo e sportivo sono tenuti a seguire le indicazioni del fisiatra o medico ortopedico.

Per il dolore che interessa la zona lombare ed il trapezio, lo specialista esegue il massaggio decontratturante partendo dall’alto, prima con sfioramenti utili per riattivare la circolazione, poi aumentando gradualmente la digitopressione. Lavora posizionando i pollici in direzione della colonna vertebrale e facendoli scorrere fino alla zona lombare senza esercitare alcuna pressione sulle vertebre. Per sciogliere i muscoli esegue pizzicamenti.

Determinati massaggi, manipolazioni e manovre alleviano il dolore, ripristinano la mobilità, il tono muscolare e l’elasticità dei movimenti, riducono stress e tensioni muscolari. Il Massoterapista è in grado anche di riattivare i centri nervosi e la microcircolazione per migliorare il drenaggio linfatico, eliminare tossine, ossigenare i tessuti. Per raggiungere il massimo dei risultati, consigliamo di abbinare al massaggio esercizi di stretching e mobilizzazione e le migliori terapie strumentali che abbiamo visto (Tecar, Laser Yag, TENS).

I fisioterapisti del Centro Ryakos sono specializzati anche nel trattamento dei trigger point e della sindrome miofasciale sulla base del metodo Ticchi in grado di individuare rapidamente i trigger point che causano dolore o limitazione funzionale.

La sindrome dolorosa muscolare detta sindrome miofasciale è determinata dai trigger point. Cosa sono? Si tratta di masse o noduli dolorosi percepiti all’interno di bande tese del muscolo.

Manipolazioni osteopatiche

manipolazioni per il mal di schiena

Le manipolazioni osteopatiche servono sia a diagnosticare le cause di un disturbo sia ad eseguire una vera e propria terapia manuale. Secondo la visione olistica del corpo umano su cui si basa l’Osteopatia, un dolore lombare potrebbe essere causato anche da una disfunzione viscerale (ad esempio, dell’intestino) o da alterazioni posturali. La diagnosi osteopatica si basa sull’individuazione della causa, non sull’approccio sintomatico.

Riguardo al dolore lombare, questo genere di manipolazioni sono particolarmente indicate per le disfunzioni articolari. Vengono applicate particolari manovre di rilasciamento di muscoli e articolazioni con effetti meccanici e biochimici. Mobilizzazioni e manipolazioni possono essere dolci oppure intense. Sono principalmente tre i tipi di manipolazioni eseguite dall’Osteopata:

  • Articolari, mirate a correggere le posizioni spaziali delle articolazioni, che hanno una forte influenza neurologica oltre che meccanica;
  • Viscerali, che puntano a ristabilire la motilità e mobilità di un organo stimolandolo a funzionare correttamente;
  • Craniali, che agiscono a livello osseo, nervoso, meningeo e del liquor (liquido cefalorachidiano) stimolando la vitalità dell’organismo.

I migliori trattamenti strumentali e manuali per il dolore lombare: metodo Mezieres

trattamento posturale per il mal di schiena

Spesso, il dolore lombare può essere causato anche da cattive posture dovute a diversi fattori: sedentarietà, movimenti errati, lunghe ore davanti al PC o conformazione fisica.

Un deficit posturale (da verificare sottoponendosi all’Esame Baropodometrico e una serie di test posturali) può innescare l’insorgenza di dolori lombari (così come in altre parti del corpo) perché rompe l’equilibrio della struttura muscolo-scheletrica.

In tal caso, la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres può risolvere problemi a carico della colonna vertebrale, degli arti inferiori e superiori attraverso il riequilibrio della catena muscolare posteriore.

Risulta particolarmente efficace per problematiche della colonna vertebrale, discopatie (ernie discali), dimorfismi (scoliosi, cifosi, iperlordosi lombare), tutte le asimmetrie corporee, patologie ortopediche, traumatiche, neurologiche, reumatologiche.

Il metodo Mezieres, che prende il nome dalla sua ideatrice (la fisioterapista francese Françoise Mezieres), consente allo specialista di svolgere un lavoro sia di prevenzione sia di correzione della postura attraverso l’esecuzione di specifici esercizi e posizioni (posture di trattamento), allungamenti, stiramenti e movimenti in grado di mettere in tensione la catena muscolare posteriore per ristabilire l’equilibrio di tutto il corpo. Sono, in particolare, tre le posizioni maggiormente utilizzate (le Squadre di Mezieres), le più efficaci per la messa in tensione di tutte le catene muscolari.

La respirazione diaframmatica è il punto cardine di questo metodo: i fasci del diaframma (muscolo della respirazione) si inseriscono sulle ultime vertebre dorsali e sulle prime lombari. Una disfunzione del diaframma può portare a riduzione o aumento delle curve fisiologiche del rachide lombare o dorsale oppure ad accorciamento e rigidità muscolare.

Grazie all’esclusivo metodo Mezieres si ottengono diversi benefici: riduzione del dolore, eliminazione delle contratture, ripristino della funzionalità articolare, aumento della forza ed elasticità muscolare, miglioramento della postura eretta, del tono trofismo muscolare e del dispendio energetico muscolare.

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Ginnastica per il mal di schiena

Ginnastica per il mal di schiena: il Metodo Mezieres, amico della postura

Quando il dolore lombare è scatenato da cattive posture, interviene la ginnastica per il mal di schiena, il metodo Mezieres in particolare.

In gran parte dei casi, i responsabili della lombalgia sono contratture muscolari, vizi posturali, ansia e stress (che portano a tensione e rigidità muscolare), traumi non curati o curati male.

Muscoli sovraccarichi, contratti, rigidi causano dolore perché non consentono alla colonna vertebrale di funzionare come dovrebbe. A sua volta, una disfunzione alla colonna non fa che peggiorare i sintomi. Ecco perché è fondamentale per la salute della schiena sciogliere rigidità e tensioni ripristinando la funzionalità muscolare.

La postura riflette la condizione dei muscoli creando problemi alla colonna: la struttura muscolo-scheletrica subisce uno sbilanciamento. L’equilibrio si riattiva quando i muscoli permettono alla spina dorsale di lavorare bene.

La Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres ha l’obiettivo di riequilibrare la postura di tutta la colonna  e degli arti attraverso l’allungamento della catena muscolare posteriore. Più i muscoli si allungano, meno probabilità avrai di soffrire di mal di schiena o di deficit posturale.

Si tratta di un metodo esclusivo, indicato per il trattamento di numerosi disturbi e patologie. Nel caso specifico del mal di schiena, è efficace per diversi problemi ortopedici, reumatologici, neurologici o traumatici, ernie discali, scoliosi, cifosi, iperlordosi, ecc.

Come scoprire se hai problemi posturali? Dovrai sottoporti ad una valutazione posturale e/o ad un Esame Baropodometrico.

Come risolvere? Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale, necessaria per programmare un percorso terapeutico personalizzato, individuale.

Il metodo Mezieres, ideato dalla fisioterapista francese  Françoise Mezieres nel 1947, ha una doppia funzione (preventiva e terapeutica, ovvero di correzione della postura).

Scopri, nei dettagli, come funziona, benefici, esercizi, tecniche.

Ginnastica per il dolore lombare: il metodo Mezieres e lo stiramento globale

ginnastica per il mal di schiena

Il sistema fasciale influenza reciprocamente ogni distretto corporeo: è un tessuto connettivo che avvolge i muscoli creando una rete di collegamento globale. In caso di blocchi o disfunzioni, il metodo Mezieres riabilita, rieduca questo meccanismo per restituire al corpo la sua naturale armonia muscolare e articolare. Lo fa risolvendo, appunto, gli squilibri posturali attraverso l’allungamento globale (graduale e duraturo) della catena posteriore (complesso muscolare che va dai muscoli frontali alla pianta del piede).

I vari muscoli della catena posturale si comportano come un unico, grande e potente muscolo: talmente potente da poter deviare la corretta posizione di vertebre e capi articolari.

Non confondere questo metodo con la semplice ginnastica dolce: il metodo Mezieres è un percorso correttivo e riabilitativo impegnativo sul piano psicofisico. Ha come obiettivo ripristinare la simmetria delle parti con esercizi che favoriscono l’allungamento di muscoli che hanno perso elasticità o sono contratti, rigidi.

Gli esercizi possono essere svolti in maniera attiva o passiva sotto la guida di un fisioterapista specializzato nel metodo Mezieres.

Inizialmente, le varie posizioni vanno mantenute per un minimo di 10 minuti circa: progressivamente, la durata verrà incrementata, seduta dopo seduta (una a settimana). Il trattamento richiede una grande precisione da parte del terapista e di un’osservazione minuziosa, scrupolosa, rigorosa di tutto il corpo nei vari comportamenti adattativi. Per ogni posizione di stiramento globale, il terapista esercita una trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari. Il suo compito è impedire, durante lo stiramento, le compensazioni/adattamenti per quanto possibile.

Lo specialista assegnerà al paziente posture da eseguire a casa in base alle necessità.

Respirazione diaframmatica

respirazione diaframmatica

Prima di iniziare con gli esercizi, il paziente verrà rieducato, innanzitutto, alla tecnica di respirazione diaframmatica, il punto cardine del metodo Mezieres.

I fasci del diaframma (muscolo della respirazione) si inseriscono sulle ultime vertebre dorsali e sulle prime lombari. Una disfunzione del diaframma (ad esempio, una respirazione troppo corta causata da ansia o inquietudine costante) può provocare riduzione o aumento delle curve fisiologiche del rachide lombare o dorsale oppure accorciamento e rigidità muscolare.

Il lavoro di espirazione combatte le lordosi, allunga il muscolo diaframma, decisamente importante per la statica.

Le tre Squadre di Mezieres

Non si tratta di semplice ginnastica per il mal di schiena: il metodo Mezieres prevede l’esecuzione di esercizi semplici ma mirati, particolari posizioni (dette posture di trattamento), una serie di allungamenti, stiramenti, movimenti che mettono in tensione tutta la catena muscolare posteriore.

L’obiettivo della Rieducazione Posturale Globale è allentare le tensioni muscolari, riconsegnare ai muscoli accorciati la lunghezza originale per ristabilire l’equilibrio dell’intera colonna vertebrale, di arti inferiori e superiori, di tutto il corpo.

Sono principalmente tre le posture di trattamento più utilizzate: sono denominate Squadre di Mezieres, eseguite per mettere in tensione tutte le catene muscolari.

La prima Squadra, la più importante, si esegue in posizione supina. Le gambe vengono elevate a 90 gradi per ottenere l’allungamento massimo delle catene muscolari. Involontariamente, il paziente tende a sfuggire all’allungamento creando una serie di compensi, specie nelle aree più retratte, colpite da disfunzione muscolare. Lo stiramento dei muscoli contratti provoca una forma di dolore che i pazienti definiscono “salutare”, liberatorio.

La seconda Squadra si svolge da seduti mantenendo la schiena dritta a 90 gradi con le gambe allungate in avanti.

Per eseguire la terza Squadra si parte in posizione eretta, poi si flette il busto in avanti fino a poggiare i palmi delle mani a terra piegando lievemente le ginocchia. In seguito, il terapista chiederà al paziente di espirare stendendo le gambe, mantenendo sempre la mani a terra.

metodo mezieres per la schiena

Spesso, mantenere le varie posizioni può creare inizialmente intorpidimento e addormentamento degli arti superiori e inferiori: questo perché, insieme ai muscoli, si allungano tessuti che avvolgono il nervo stimolando la liberazione della radice nervosa.

Quando, durante la respirazione, gli arti inferiori inizieranno a vibrare vistosamente significherà che il paziente sta modificando con successo la postura, sbloccando muscoli e articolazioni. Il cambio di postura può provocare temporanei giramenti di testa.

Qui un video del Metodo Mezieres

Ginnastica per il dolore alla schiena: il metodo Mezieres, benefici

Il metodo Mezieres può essere applicato a tutti i soggetti a partire dai 7 anni fino ai 75 anni.

Grazie all’esclusivo metodo Mezieres si ottengono diversi benefici:

  • riduzione del dolore:
  • eliminazione delle contratture;
  • ripristino della funzionalità articolare;
  • aumento della forza ed elasticità muscolare;
  • miglioramento della postura eretta, del tono trofismo muscolare e del dispendio energetico muscolare.

Controindicazioni

Il metodo Mezieres è controindicato in caso di:

  • gravidanza;
  • stati infiammatori acuti e infettivi;
  • tumore;
  • stati psicotici, disturbi psichici come la depressione;
  • patologie degenerative dei muscoli (atrofia muscolare);
  • mancanza di motivazione e collaborazione da parte del paziente.

Ginnastica per il mal di schiena, il metodo Mezieres: sedute, costo

Ogni seduta (a cadenza settimanale) dura 50 minuti circa. Il percorso di base del trattamento, nei casi più semplici, è di circa tre mesi. Tutto dipende dalle condizioni del paziente e da come risponde (e collabora) al trattamento. Per trattare patologie come la scoliosi, il percorso è più lungo: si va dai 6 ai 12 mesi e viene periodicamente supervisionato attraverso controlli ortopedici.

Il trattamento di Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres deve rispettare una progressione, una serie di livelli da raggiungere. Le posizioni di allungamento globale devono essere eseguite per un tempo prolungato finché si raggiungerà l’obiettivo: un fluage, un allungamento che non ritorna nella posizione iniziale (avvertito come una sensazione di stretching prolungato).

Il percorso è individuale, ogni seduta deve essere personalizzata e rigorosamente seguita da uno specialista: richiede una grande precisione e l’osservazione minuziosa del corpo e dei suoi comportamenti adattativi. Non può, di certo, essere improvvisato: soltanto i Mezieristi abilitati possono praticare questo metodo.

Il costo di ogni seduta è di circa 50 euro. Il Centro Ryakos offre uno sconto del 20%, quindi il costo scende a 40 euro.

Ginnastica per la schiena: il metodo Mezieres funziona?

Il metodo Mezieres è estremamente efficace per correggere la postura responsabile del mal di schiena.

Gli esercizi previsti in questo percorso terapeutico aumentano di efficacia (su dolore e infiammazione) se abbinati a trattamenti strumentali mirati (Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza, TENS) e manuali (manovre, manipolazioni, massaggi decontratturanti, pompage, trattamento miofasciale dei trigger point), esercizi di rinforzo muscolare.

E’ questa la combinazione vincente per rendere ancora più efficace il metodo Mezieres e per velocizzare i tempi di guarigione.

Per saperne ulteriormente puoi acquistare il libro che ho scritto per il mal di schiena e le patologie del rachide lombare.

il mal di schiena fa paura
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Tutte le cause del mal di schiena

Tutte le cause del mal di schiena: dallo stress al tumore

Per intervenire sulla lombalgia, il primo step è scoprirne l’origine attraverso una corretta diagnosi: in questo focus, descriviamo tutte le cause del mal di schiena. Non quelle principali, ma proprio tutte: dallo stress ai problemi muscolari, dall’ernia al disturbi viscerali, dai deficit posturali ai tumori.

Per mal di schiena s’intende, prevalentemente, un dolore localizzato nella parte lombare (il 90% dei casi di mal di schiena) senza irradiazione agli arti inferiori. E’ un problema che interessa, principalmente, soggetti over 40 (soprattutto donne).

Studi dimostrano che la lombalgia colpisce fino all’80% delle persone almeno una volta nella vita. L’8590% della popolazione mondiale soffre di mal di schiena ‘aspecifico’ ovvero non associato a danni articolari, muscolari o neurologici significativi ma, piuttosto, legato a predisposizione genetica individuale, movimenti sbagliati, posture scorrette, sedentarietà o eccesso di attività fisica (sforzo muscolare).

Il dolore lombare è di per sé un sintomo, un campanello d’allarme: sarà di competenza dello specialista individuare la causa della tua lombalgia per scegliere una terapia mirata ed efficace. Può trattarsi di un dolore acuto o cronico ed essere accompagnato da sintomi associati a seconda dell’origine del mal di schiena. Può manifestarsi come un dolore episodico, che si risolve spontaneamente, oppure recidivante, sordo e fisso irradiandosi, talvolta, a gambe, glutei, addome.

Scopri di più sul ‘perché’ del tuo mal di schiena. La Fisioterapia d’avanguardia è pronta ad intervenire e risolvere il tuo disturbo attraverso trattamenti strumentali d’elezione e manuali nel caso in cui sia di causato da patologia osteo-articolari, muscolare e posturale.

Tutte le cause del mal di schiena: tipologie di dolore

tutte le cause del mal di schiena

Il mal di schiena si suddivide in tre principali gruppi:

  • Acuto, che insorge bruscamente (colpo della strega), dura meno di 4 settimane e, generalmente, si risolve da solo;
  • Subacuto, con durata compresa tra le 4 e le 12 settimane, che rappresenta una fase di transizione tra dolore acuto e cronico;
  • Cronico, della durata di oltre 3 mesi, spesso originato da cattive abitudini, che necessita di un intervento riabilitativo per ripristinare la mobilità.

Il mal di schiena acuto è, solitamente, causato da sforzi, stress meccanici e psicologici, traumi, debolezza dei muscoli addominali, dorsali e lombari, sovrappeso, sedentarietà, cattive posture responsabili di rigidità, tensione, stiramenti.

Il dolore alla schiena cronico, che non va via, può essere dovuto a ernia del disco (irradiandosi lungo la gamba, lombosciatalgia), formazione di osteofiti, osteoartrosi, stenosi del canale spinale, osteoporosi, patologie reumatiche o malattie infiammatorie croniche viscerali (ad esempio, dell’intestino), anomalie anatomiche (scoliosi), ecc.

Tutte le cause del mal di schiena: patologie, condizioni e disturbi

Ecco la lista di tutte le cause del mal di schiena:

  • Acondroplasia;
  • Anemia emolitica autoimmune;
  • Artrite idiopatica giovanile;
  • Artrite psoriasica;
  • Artrite reumatoide;
  • Artrosi;
  • Brucellosi;
  • Cistopielite;
  • Coccigodinia;
  • Colpo della strega;
  • Contratture muscolari (trigger point) che non risparmiano il muscolo diaframma e l’ileo-psoas;
  • Dengue (malattia infettiva che provoca febbre);
  • Difetti di deambulazione legati alla conformazione dei piedi;
  • Dismetrie degli arti inferiori;
  • Displasia dell’anca non corretta nei primi anni di vita;
  • Drepanocitosi;
  • Ernia del disco;
  • Febbre di Lassa;
  • Febbre emorragica Crimea-Congo;
  • Febbre gialla;
  • Frattura di una o più vertebre (spesso dovuta a osteoporosi);
  • Gravidanza, fase premestruale e mestruale (per le donne);
  • Idronefrosi;
  • Infezioni sistemiche;
  • Insufficienza renale;
  • Linfogranuloma venereo;
  • Malaria;
  • Malattia di Lyme;
  • Mieloma multiplo;
  • Morbo di Scheuermann;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Osteofiti;
  • Osteocondrosi;
  • Osteoporosi;
  • Posture errate;
  • Problemi viscerali come malattie renali, infiammazioni gastroenteriche (intestino, fegato, pancreas) o dovuti a disfunzioni ovariche, fibromi uterini, malattia infiammatoria pelvica, disfunzioni tiroidee, diabete, ecc.;
  • Radicolopatia;
  • Sacroileite;
  • Scoliosi, lordosi, cifosi (deviazioni della colonna);
  • Sindrome della Cauda Equina;
  • Sindrome di Marfan;
  • Sindrome fibromialgica;
  • Siringomielia;
  • Spondilite anchilosante;
  • Spondilolistesi;
  • spondilosi lombare;
  • Stenosi lombare o spinale;
  • Stress fisico (sforzi eccessivi, microtraumi ripetuti) e psicologico che provoca contratture muscolari. Lo stress psicologico, in particolare, indebolisce il sistema immunitario, abbassa le risorse dell’organismo provocando stati infiammatori;
  • Traumi accidentali e movimenti bruschi;
  • Tumore al rene, alla prostata, al colon-retto, alle ovaie;
  • Tumori del midollo spinale benigno (osteoma osteoide) o maligno (osteosarcoma).

Mal di schiena: fattori di rischio, approccio multidisciplinare

approccio multidisciplinare nel mal di schiena

La lista di cause responsabili del mal di schiena, come avrai notato, è lunga. Comprende malattie (anche rare) ma anche disturbi e condizioni del paziente che provocano dolore lombare.

Diverse ricerche hanno dimostrato che il mal di schiena persistente è, probabilmente, causato da una combinazione di fattori fisici, biologici, psicologici, sociali e altri disturbi della salute. Evidenziano la natura multidimensionale del problema ed è importante, quindi, un approccio multidisciplinare.

In gran parte dei casi, all’origine del mal di schiena ci sono condizioni patologiche che interessano la struttura muscolo-scheletrica. Le cause più frequenti sono lombalgia non complicata/aspecifica, artrosi, colpo di frusta, fratture vertebrali da compressione (osteoporosi).

Tra i principali fattori di rischio, ritroviamo:

  • età superiore ai 50 anni;
  • fumo;
  • obesità, sovrappeso;
  • sedentarietà, basso livello di attività fisica;
  • eccessiva pratica sportiva;
  • assunzione di immunosoppressori, corticosteroidi, farmaci iniettivi.

I sintomi associati al mal di schiena

Lo specialista valuterà con attenzione i sintomi, eseguirà test specifici e, dopo la visita, prescriverà indagini strumentali (lastra RX, Risonanza Magnetica Nucleare, TAC, test neurologici) a seconda delle condizioni del paziente. In caso di sospetti problemi viscerali, potrebbe prescrivere un’ecografia dell’addome completa per verificare la condizione degli organi interni.

Il sintomo numero uno (il dolore) varia a seconda dei casi: può essere semplice indolenzimento, dolore lancinante, trafittivo. Può aumentare in posizione supina, peggiorare quando si solleva o si piega la schiena, a riposo o camminando, irradiarsi verso gli arti inferiori o i glutei.

Al dolore possono associarsi altri sintomi in base alla problematica:

  • limitazioni funzionali articolari e muscolari;
  • rigidità;
  • blocco;
  • dolore e debolezza alle gambe con possibile irradiazione all’addome;
  • perdita di sensibilità (parestesie) con intorpidimento e formicolio (in caso di sciatica o stenosi lombare) se il problema interessa i nervi o il sistema nervoso centrale.

Il dolore sopraggiunto a seguito di un trauma (incidente, caduta) o sintomi come blocco intestinale o renale, febbre potrebbero essere la spia di una condizione medica grave.

Mal di schiena: come interviene la Fisioterapia d’elezione

cura del mal di schiena con la fisioterapia

Pur attenuando temporaneamente il dolore nella fase acuta, i farmaci antinfiammatori non steroidei, oppiacei, miorilassanti non apportano benefici a lungo termine e non risolvono il dolore lombare.

E’ importante correggere lo stile di vita, praticare regolare attività fisica, evitare la sedentarietà, seguire una dieta adeguata, dimagrire (in caso di sovrappeso), assumere posture corrette.

Nel caso in cui la diagnosi sia di un disturbo di tipo osteo-articolare, muscolare e/o posturale il Centro Ryakos pianifica un programma terapeutico personalizzato solo dopo aver eseguito una valutazione globale e distrettuale (con prima visita gratuita).

Per combattere ed eliminare il dolore scatenato da problemi meccanici e muscolo-scheletrici, i migliori trattamenti strumentali d’avanguardia sono:

  • Tecarterapia;
  • Laser Yag ad Alta Potenza.

Successivamente, il paziente verrà sottoposto a:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata (che interviene anche su disturbi viscerali);
  • Manipolazione miofasciale dei trigger point;
  • Massaggi decontratturanti;
  • Esercizi terapeutici mirati (allungamento, rinforzo del core, ginnastica posturale, tecniche di rilassamento e di respirazione diaframmatica) per migliorare la meccanica e la funzionalità dei principali muscoli colpiti dal disturbo (inclusi l’ileo-psoas e, in caso di stress, anche il diaframma).

Tutto questo per intervenire su blocchi, contratture, rigidità e ristabilire mobilità e funzionalità muscolare/articolare.

Sarà importante anche correggere la postura.

Dopo aver eseguito l’Esame Baropodometrico, se necessario, il Fisioterapista/Posturologo consiglierà la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres, l’unico percorso in grado di riequilibrare l’intera colonna vertebrale allo scopo di evitare recidive e recuperare una buona qualità della vita.

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La correlazione tra mal di schiena e Malocclusione

C’è correlazione tra mal di schiena e Malocclusione?

Ti sei mai chiesto se c’è correlazione tra mal di schiena e Malocclusione? Probabilmente, no.

In questo articolo, rispondiamo alla domanda senza limitarci ad un semplice “sì”.

Spieghiamo perché, quali sono i sintomi specifici che possono far sospettare la correlazione tra lombalgia e Malocclusione, la diagnosi da fare, le migliori terapie per intervenire efficacemente su questo problema da non trascurare.

La questione principale da considerare è questa: la Malocclusione dentale può influenzare la postura scatenando di riflesso dolori lombari.

Questo disturbo va affrontato sulla base di una diagnosi multidisciplinare con l’intervento di diverse figure professionali: dentista, ortopedico, gnatologo, fisioterapista, osteopata.

C’è correlazione tra mal di schiena e Malocclusione: ecco perché

malocclusione

Come anticipato, la correlazione tra mal di schiena e Malocclusione dentale c’è. Lo stretto legame tra loro è la postura. Questa correlazione è, oltretutto, reciproca nel senso che i dolori lombari possono essere causati da Malocclusione o, viceversa, la Disfunzione o Malocclusione dentale e mandibolare può essere provocata da problematiche a livello posturale (mal di schiena, cervicalgia).

L’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) è costituita da mandibola, osso temporale, disco (o menisco) temporo mandibolare e legamenti. In caso di disfunzione (sindrome temporo mandibolare), le due ossa temporali (normalmente simmetriche) subiscono un’alterazione che può essere responsabile di problemi muscolari, articolari e legamentosi scatenando anche i dolori lombari.

In caso di deficit posturale, funzioni come la respirazione o deglutizione si alterano creando problemi alla mandibola che si serra in maniera scorretta.

Devi sapere che la chiusura delle due arcate (superiore ed inferiore) è strettamente legata alla postura.

Nel corso del tempo, la postura potrebbe alterarsi a causa di una particolare forma del cranio (plagiocefalia), di una deviazione della colonna frontale (scoliosi) o sagittale (lordosi o cifosi).

La Malocclusione può portare ad uno sbilanciamento delle fasce e della muscolatura del corpo.

Le pressioni dovute ad una chiusura scorretta della mandibola causano disturbi a collo, schiena e viso al punto tale da alterare la postura stessa (come nel caso della lordosi lombare).

Tutta questa serie di cause/effetti possono portare, nei giovani e giovanissimi, uno sviluppo irregolare.

Le cause della Malocclusione

La Malocclusione può svilupparsi per varie ragioni:

  • Traumi (diretti o indiretti come quelli causati da denti sporgenti o bruxismo, il digrignare o serrare i denti durante il riposo notturno);
  • Conformazione congenita della mandibola;
  • Interventi ai denti (ortodonzia, estrazione dentale, ponti, cure canalari, ecc.);
  • Interventi chirurgici;
  • Posture sbagliate (anche di notte, mentre dormi);
  • Scarsa igiene dentale (anche le carie possono provocare, a lungo andare, Malocclusione);
  • Malattie sistemiche;
  • Problemi legati allo sviluppo;
  • Terapia radiante.

Ecco perché è importante curare la salute dei denti e sottoporsi a controllo periodico di un bravo dentista. In caso di problemi, il dentista può preparare un bite per influenzare la corretta chiusura dei denti.

Un percorso altrettanto importante per intervenire sulla Malocclusione è l’Osteopatia mandibolare. Te ne parleremo più avanti.

Scopriamo tutti i sintomi e i disturbi provocati dalla Malocclusione.

Sintomi per capire se c’è correlazione tra mal di schiena e Malocclusione

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Una mandibola sbilanciata può compromettere l’equilibrio e la salute della colonna vertebrale così come un mal di testa o mal di schiena costanti possono essere scatenati da problemi masticatori (malocclusione o spasmi muscolari).

Riequilibrare l’ATM (Articolazione Temporo Mandibolare) può rivelarsi un’ottima strategia per risolvere altri disturbi (scompensi posturali, infiammazione dei muscoli facciali, squilibri muscolo-scheletrici, problemi di respirazione).

Quali sintomi e segnali possono farci sospettare problemi di Malocclusione?

Ecco quali sono:

  • Dolori all’ATM localizzati all’orecchio;
  • Mal di testa frequente (cefalea, emicrania), fastidio alla mascella e alle orecchie;
  • Mal di schiena;
  • Tensioni muscolari a livello del collo, spalle, mascella;
  • Dolori cervicali, alle spalle e al viso;
  • Sensazione di ronzii nelle orecchie, acufeni, orecchie ovattate;
  • instabilità;
  • Rigidità alla mandibola o blocco mandibolare;
  • Difficoltà nel mordere;
  • Click o rumore quando si apre o chiude la bocca;
  • Otite;
  • Bruxismo;
  • Nevralgia del trigemino;
  • Sinusite e disturbi ai seni mascellari;
  • Stanchezza e difficoltà a concentrarsi;
  • Problemi alle gengive (più a rischio infezioni).

Tutti questi sintomi e disturbi sono la conseguenza di un problema di Malocclusione che può incidere in modo significativo sul sistema cranio-cervico-mandibolare e sulla postura.

Diagnosi

Per individuare se c’è correlazione tra mal di schiena e Malocclusione, sarà necessario sottoporsi ad un esame diagnostico accurato e preciso di tipo multidisciplinare, attraverso l’intervento di diverse figure professionali.

A seconda del singolo caso, l’iter diagnostico prevede:

  • Esame obiettivo di uno specialista che, attraverso la visita, indagherà sui sintomi;
  • Radiografia Rx completa delle arcate dentarie ma anche di testa/cranio e faccia per studiare eventuali problemi della struttura articolare mandibolare;
  • TAC per la ricostruzione in 3D della struttura anatomica dell’ATM;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per indagare le strutture molli (muscoli, disco, legamenti);
  • Analisi posturale attraverso l’utilizzo della pedana posturo-stabilometrica o Esame Baropodometrico computerizzato in grado di controllare con estrema precisione le condizioni posturali complessive del paziente.

Al pari della classica diagnosi medica, è di estrema importanza in Fisioterapia sottoporre il paziente a valutazione globale e distrettuale al fine di pianificare un programma terapeutico personalizzato e di scegliere trattamenti mirati per la soluzione del caso singolo.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita comprensiva dei più importanti test di valutazione globale e distrettuale.

Correlazione tra mal di schiena e Malocclusione: cosa fare

disfunzione atm

In fase acuta, il medico può prescriverti farmaci antinfiammatori non steroidei, analgesici o miorilassanti per ridurre il mal di schiena o un’eventuale contrattura muscolare. L’assunzione di questi farmaci risolve temporaneamente il problema.

Una volta superata la fase acuta, sarà compito della Fisioterapia d’elezione ridurre ulteriormente ed eliminare dolore ed infiammazione grazie ai trattamenti strumentali più efficaci del momento (Tecarterapia e Laser Yag ad Alta Potenza).

In seguito, avrai bisogno di recuperare la funzionalità articolare e muscolare. In questa seconda fase, il Fisioterapista procederà con i migliori trattamenti fisici:

  • Terapia manuale osteopatica;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Massoterapia;
  • Esercizi terapeutici (stretching, mobilizzazione, decompressione e rinforzo muscolare).

Se c’è correlazione tra mal di schiena e Malocclusione è necessario l’intervento e la collaborazione di diversi professionisti (Fisiatra, Ortopedico, Odontoiatra, Gnatologo, Fisioterapista, Posturologo, Osteopata). Sì, hai letto bene, anche l’Osteopata può contribuire a risolvere il problema.

Osteopatia mandibolare

manipolazione atm per mal di schiena

L’Osteopatia mandibolare rappresenta un percorso importante per intervenire sulla Malocclusione, su problemi dell’ATM responsabili di mal di schiena.

Fisioterapista, Gnatologo e Osteopata possono collaborare per risolvere efficacemente il problema allo scopo di trovare il miglior compromesso tra risultato estetico e funzionale.

L’Osteopata, la cui visione olistica considera il corpo nel suo insieme, nella sua unità, sa che il sistema della masticazione (denti, mandibola e relativi muscoli) è collegato a livello anatomico e funzionale con altre strutture del corpo come i muscoli lombari o cervicali.

Eseguirà la ‘sua’ diagnosi attraverso l’anamnesi, l’osservazione e la palpazione. Verificherà se chiusura e apertura della bocca influenzano effettivamente il movimento del cranio e della colonna vertebrale, controllerà la funzione orale, eventuali abitudini sbagliate o posture scorrette della lingua, la respirazione orale. In Osteopatia, la conformazione del palato corrisponde a quella del cranio.

L’obiettivo dell’Osteopata è ripristinare l’allineamento della mandibola e la corretta postura. Come ci riesce? Attraverso 6 differenti tecniche:

  • Craniale, che mobilita la base cranica;
  • Articolare, per riallineare l’ATM;
  • Viscerale, per lo sblocco di tensioni fasciali (come stomaco ed esofago) associate alla mascella oppure tensioni muscolari di legamenti e mascella;
  • Manovre per risolvere limitazioni articolari;
  • Manipolazioni per rilasciare gli adattamenti posturali in varie parti del corpo;
  • Correzione dell’Atlante, la prima vertebra cervicale particolarmente coinvolta in caso di Malocclusione.

Durante le sedute, l’Osteopata esegue delicate mobilizzazioni e manipolazioni articolari e muscolari a livello della mandibola ed un trattamento di correzione posturale.

Correggere la postura con il metodo Mezieres

Mezieres

Correzione posturale: la parola magica da pronunciare una volta di più, anche e soprattutto in caso di correlazione tra mal di schiena e Malocclusione. Abbiamo già ampiamente parlato di postura legata a questo problema.

Una volta concluso il ciclo di Fisioterapia e Osteopatia, se l’Esame Baropodometrico rivelerà un deficit posturale, il Fisioterapista raccomanderà al paziente un percorso importante e risolutivo: la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres. Questo metodo esclusivo permette di recuperare una postura corretta dell’intera colonna vertebrale. E’ in grado di riallungare tutta la catena muscolare posteriore, recuperare la corretta posizione dei muscoli e ripristinare la funzionalità delle superfici articolari.

Trascurare quest’ultimo step decisivo non conviene perché, senza la correzione della postura, il problema potrebbe ripresentarsi. Solo in questo modo è possibile evitare recidive.

Video di esercizi per l’articolazione temporo-mandibolare a cura di saluteinmovimento

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Coccigodinia: cause e cura

Coccigodinia: cause e cura

Il dolore al coccige (noto come coccigodinia) interessa il bacino; è localizzato alla base dell’osso sacro ovvero il coccige o l’area circostante. Quali sono le cause di questa patologia? Non è semplice curiosità ma la domanda numero uno per indagare, per eseguire una diagnosi scrupolosa allo scopo di scegliere l’approccio terapeutico più adeguato al singolo caso.

Il più delle volte, si associa ad una mobilità anomala del coccige (il tratto finale della colonna vertebrale composto da 3-5 vertebre).

Il coccige svolge funzioni importanti: protegge il canale spinale, ha un’azione stabilizzatrice, contribuisce a sostenere il peso del corpo in posizione seduta. Rappresenta il luogo di inserzione di vari legamenti e muscoli come il grande gluteo, il pubococcigeo e l’elevatore dell’ano che costituiscono il pavimento pelvico (perineo). Tali muscoli gestiscono la contenzione urinaria e fecale, sostengono la cavità dell’addome.

Il coccige ha un ruolo di notevole importanza nella mobilità: in caso di disfunzione, attività normalissime come sedersi o chinarsi diventano difficili o fastidiose. Una disfunzione del coccige può scatenare un processo infiammatorio cronico responsabile di degenerazione dei tessuti circostanti e di dolore. Si tratta di un disturbo che colpisce prevalentemente (nel 60-70% dei casi) le donne con età media di 40 anni.

Questa patologia non è particolarmente diffusa; in compenso, può rivelarsi invalidante se trascurata o curata non adeguatamente. Non rimandare e prenota una visita se avverti un dolore costante nell’area del coccige al punto da non poterti sedere o mantenere la posizione eretta senza soffrire. Guarire si può.

In questo articolo, ti spiegheremo quali sono i percorsi terapeutici e fisioterapici da seguire per risolvere il problema.

Coccigodinia e nervo pudendo: esiste una correlazione?

cura coccigodinia

Esiste una correlazione tra dolore al coccige e nervo pudendo? Prima di rispondere a questa domanda, chiediamoci: cos’è il nervo pudendo? E’ un nervo che origina dal secondo e terzo nervo sacrale fuoriuscendo dalla pelvi a livello del foro ischiatico: passa tra il muscolo piriforme e ischio-coccigeo penetrando nella regione del diaframma pelvico.

Svolge un’importante azione motoria e sensitiva: in caso di traumi al coccige o lesioni a livello del pavimento pelvico va in disfunzione provocando dolore in posizione seduta o a livello degli organi genitali.

In caso di coccigodinia, è importante anche l’intervento di un gastroenterologo per verificare lo stato di salute del colon e di tutto il sistema digerente. Una disfunzione del colon può causare un dolore sacroiliaco o alla zona del coccige in quanto tali distretti presentano correlazioni nervose e strutturali.

Coccigodinia: cause del dolore al coccige

Le cause della coccigodinia possono essere davvero tante e diverse tra loro:

  • Trauma diretto al coccige, la causa più frequente (caduta con atterraggio sulle natiche), che può provocare lesioni (frattura, lussazione). In alcuni soggetti, il dolore può presentarsi anche dopo anni dall’evento traumatico;
  • Lesioni da sforzo o movimenti ripetuti della regione sacro-coccigea che creano danni articolari scatenando infiammazione e dolore;
  • Problemi posturali;
  • Artrosi, usura dovuta all’età dei piccoli dischi di cartilagine che mantengono in posizione il coccige;
  • Sovrappeso e obesità, che aumentano la pressione a livello della zona del sacro in posizione seduta;
  • Gravidanza e parto, che possono causare un’eccessiva tensione di muscoli e legamenti del coccige. Durante il parto, un’eccessiva pressione sul coccige può provocarne la dislocazione;
  • Squilibri della colonna vertebrale;
  • Sperone osseo;
  • Cisti pilonidale o sacro-coccigea;
  • Cisti di Tarlov a seguito di lesioni delle radici dei nervi spinali;
  • Compressione delle radici nervose;
  • Infezioni nell’area ano-rettale;
  • Fistola anale;
  • Patologie reumatiche come l’artrite;
  • Virus dell’Herpes (neurotropo) che interessa il nervo pudendo e coinvolge il coccige;
  • Alcuni tumori, in casi rari (osteosarcoma, teratoma sacro-coccigeo).

Talvolta, la coccigodinia si presenta in forma idiopatica, nel senso che si manifesta in assenza di evidenti alterazioni patologiche.

Sintomi associati

coccigodinia rimedi

Alla coccigodinia (dolore al coccige che, di per sé, è già un sintomo) si associano altri sintomi:

  • Dolore a glutei, fianchi, arti inferiori;
  • Gonfiore, edema (in caso di trauma diretto);
  • Mal di schiena basso, localizzato appena sopra i glutei;
  • Ematoma (in caso di lacerazione dei tessuti);
  • Stipsi, evacuazione incompleta, dolore prima e durante l’evacuazione;
  • Dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia) per lesione o irritazione del nervo pudendo, un sintomo che compare raramente;
  • Aumento del classico dolore mestruale, dismenorrea (per le donne).

Ma torniamo al sintomo numero uno: il dolore al coccige. Come si manifesta?

Chi ne soffre lo avverte alla palpazione, quando si alza dalla sedia, quando si china o seduto su una superficie dura.

Il dolore può essere acuto o cronico. Nei casi più gravi, si manifesta anche durante la deambulazione o in posizione eretta ed il soggetto è costretto a cambiare di continuo la postura per trovare una posizione che possa ridurre i sintomi dolorosi. L’intensità del dolore è variabile e può peggiorare col passare del tempo se si trascura il problema.

In certi casi, può anche regredire spontaneamente per ripresentarsi a distanza di anni.

Diagnosi

L’iter diagnostico per individuare la causa dei problemi al coccige prevede:

  • Anamnesi (storia clinica, sintomi, fattori di rischio, raccolta dei dati del paziente);
  • Esame obiettivo, vale a dire la visita specialistica comprensiva di test specifici;
  • RX standard (proiezione anteriore, posteriore, laterale) eseguita da posizione eretta e seduta per verificare condizioni e mobilità del coccige;
  • TAC in caso di sospetta frattura, microfrattura o problematiche di origine viscerale;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per indagare i rapporti articolari, le condizioni dei tessuti molli (legamenti) e l’area interna. E’ un esame necessario se si sospetta un’infezione o la presenza di cisti:
  • Scintigrafia ossea e analisi del sangue per escludere una neoplasia.

Dolore al coccige: cure e rimedi

La terapia dipende dalla causa che ha scatenato il problema. Indipendentemente dalla causa, il primo obiettivo sarà quello di ridurre e migliorare i sintomi, dolore e infiammazione.

Il medico consiglierà, innanzitutto, di utilizzare sedie ergonomiche (o cuscino in memory foam) per evitare pressioni eccessive sul coccige e, allo stesso tempo, adottare una postura corretta.

Prescriverà anche:

  • Applicazione di ghiaccio 3-4 volte al giorno (10-15 minuti ciascuna);
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei, antidolorifici e (in caso di contratture muscolari) miorilassanti;
  • Iniezioni di corticosteroidi da eseguire una o due volte all’anno in quanto troppe iniezioni possono danneggiare il coccige e la parte bassa della schiena;
  • Iniezioni di bupivacaina (anestetico locale), in caso di dolore particolarmente acuto;
  • Fisioterapia;
  • Chirurgia, nei casi più critici.

L’effetto dei farmaci per combattere infiammazione e dolore è momentaneo. Una volta svanito, il dolore potrebbe ripresentarsi. A questo punto, interviene la Fisioterapia per offrire trattamenti e soluzioni a lungo termine.

Coccigodinia: curarla con la Fisioterapia e l’Osteopatia

coccigodinia

E’ impossibile optare per una terapia adeguata senza prima eseguire una diagnosi accurata.

Allo stesso modo, il Fisioterapista qualificato esegue una valutazione scrupolosa prima di decidere un trattamento mirato.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (comprensiva di tutti i principali test), necessaria per pianificare un programma terapeutico personalizzato, su misura per ogni paziente.

Il primo obiettivo è intervenire sul dolore attraverso i seguenti trattamenti strumentali d’elezione:

  • Tecarterapia, che oltre a ridurre infiammazioni acute o di tipo cronico rappresenta anche un trattamento rigenerante in quanto favorisce la riparazione dei tessuti danneggiati;
  • Laser Yag ad Alta Potenza, molto efficace e rapido, rigenerante e particolarmente indicato nelle patologie muscolo-tendinee di origine traumatico-articolare.

In una successiva fase, il Fisioterapista procederà con i migliori trattamenti fisici riabilitativi:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata basata su manipolazioni, trazioni e delicate manovre sul rachide e sulle ossa del bacino per riequilibrare la postura e rilasciare le altre strutture (muscoli, legamenti che si inseriscono sul coccige). L’Osteopata interviene anche in caso di disfunzioni del pavimento pelvico;
  • Mobilizzazioni manuali sia articolari sia tissutali (bacino e tratto lombare) e massaggi decontratturanti, sempre allo scopo di rilasciare i muscoli;
  • Esercizi terapeutici (allungamento di alcuni muscoli e rinforzo di gruppi muscolari che risultano indeboliti) che servono a stabilizzare i progressi ottenuti con la terapia manuale con l’obiettivo di evitare recidive;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres ideale anche per l’articolazione sacro-coccigea a cui dedichiamo il prossimo paragrafo.

Il trattamento manuale è importante anche nel caso in cui si verifichi una dislocazione dell’osso coccigeo, deviato internamente. Le manovre di riposizionamento interne devono essere eseguite esclusivamente da un medico.

Correggere la postura con il metodo Mezieres  

Di frequente, per risolvere la coccigodinia è necessario non soltanto trattare articolazioni e muscoli attraverso la terapia manuale ma anche indagare sulla postura, spesso responsabile di dolori al coccige.

Attraverso l’Esame Baropodometrico, il Fisioterapista potrà controllare con precisione le condizioni posturali del paziente. Questo esame è indicato per prevenire conseguenze e problemi legati a deficit posturali.

Anche in questo caso, la correzione della postura fa parte integrante del programma fisioterapico se il paziente presenta problemi posturali.

Esiste un metodo esclusivo in grado di ristabilire la corretta postura di tutta la colonna vertebrale in modo efficace, sicuro e a lungo termine: è la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres.

Serve a riequilibrare le tensioni globali della catena miofasciale posteriore, consente un progressivo e uniforme allungamento delle strutture muscolo-fasciali attraverso una messa in tensione graduale. Riposiziona le diverse articolazioni ripristinando la corretta funzionalità per evitare il rischio che il problema si ripresenti.

Cattive posture creano squilibri, portano i muscoli a lavorare non adeguatamente facendo soffrire la schiena e non solo.

Un video molto interessante di Esercizi a cura di Schiena Forte

Quando ricorrere alla chirurgia

In pochi casi, quando non si ottengono risultati soddisfacenti con la terapia conservativa, si consiglia l’intervento chirurgico per riparare le strutture compromesse oppure rimuovere parzialmente o completamente il coccige (coccigectomia).

L’asportazione chirurgica del coccige risulta inevitabile in caso di avanzata instabilità coccigea (sublussazione, grave frattura, ipermobilità).

Durante l’intervento, muscoli, tendini e legamenti attaccati al segmento osseo rimosso vengono ricollegati ad altre porzioni del bacino per preservarne la funzione.

L’intervento ha successo nell’80-90% dei casi con un netto miglioramento dei sintomi.

C’è da dire che in quasi un terzo dei casi insorge un’infezione post-operatoria e che i tempi di recupero, generalmente, sono piuttosto lunghi (diversi mesi).

Per saperne ulteriormente puoi acquistare il libro che ho scritto per il mal di schiena e le patologie del rachide lombare.

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