Rieducazione Propriocettiva: a cosa serve e quando è indicata

Chiudi gli occhi e preparati alla Rieducazione Propriocettiva.

Rieducazione Propriocettiva: a cosa serve e quando è indicata

Chiudi gli occhi e preparati alla Rieducazione Propriocettiva.

Cos’è? La propriocezione è la percezione di se stessi. Nota anche come ‘cinestesia’, è la capacità di avere la piena consapevolezza della propria posizione (corpo e arti in posizione statica e dinamica) nello spazio in relazione al mondo esterno senza il supporto della vista.

Equilibrio, stabilità, coordinazione dei movimenti possono sembrare funzioni semplici, quasi ovvie. In realtà, la propriocezione rappresenta un meccanismo neurofisiologico complesso che ha un ruolo fondamentale nel controllo del movimento e della stazione eretta. Si colloca nel sistema nervoso centrale, ma la scienza non può ancora fornire risposte alle varie dinamiche che la regolano perché è legata alla sfera inconsapevole, inconscia dell’essere umano. Percezione, controllo, consapevolezza, sensibilità sono elementi soggettivi che ci rendono unici.

Oggettivamente, però, possiamo fare un esempio classico di cosa rappresenti per tutti noi la propriocezione: possiamo muoverci al buio in casa nostra senza problemi, nello spazio che conosciamo.

Se sei un paziente orientato nel tempo e nello spazio non hai bisogno di Rieducazione Propriocettiva, se sei un paziente non orientato sì.

Nel nostro focus, ti spieghiamo in che consiste questo tipo di rieducazione non senza prima approfondire il concetto di propriocezione, il suo meccanismo (per quello che ci è dato di sapere), a cosa serve, in quali casi è importante affidarsi ad un Fisioterapista qualificato.

Rieducazione Propriocettiva: a cosa serve e quando è indicata
In quali casi è indicata la Rieducazione Propriocettiva

Rieducazione Propriocettiva: a cosa serve

La scienza, ad oggi, conosce a grandi linee le dinamiche del meccanismo propriocettivo. E’ stato individuato il meccanismo di trasmissione di informazioni inconsce che coinvolge principalmente fibre muscolari, cute e articolazioni. Questi organi interagiscono col sistema nervoso centrale, in assenza di volontà cosciente del soggetto; inviano informazioni al cervello comunicando la loro posizione nello spazio.

La propriocezione è una comunicazione a livello inconscio tra muscoli, ossa e cervello. Ad esempio, un arto comunica ai propriocettori nel sistema nervoso che si trova, in un determinato momento, in posizione distesa oppure piegata. Il soggetto lo sa, sa che l’arto è disteso o piegato anche se non ha deciso di distenderlo o di piegarlo e senza doverlo necessariamente vedere.

I recettori coinvolti in questa capacità di senso del nostro corpo sono i fusi neuromuscolari, gli organi tendinei del Golgi, i recettori cutanei e capsulari. Questi recettori (detti propriocettori) inviano costantemente ai centri nervosi superiori segnali e informazioni sullo stato di tensione di muscoli, legamenti e capsule articolari. A seconda delle sensazioni ricevute, i centri nervosi superiori inviano ai muscoli stimoli per eventuali correzioni (in statica e in dinamica) affinché il soggetto rispetti le caratteristiche di equilibrio, comfort e non dolore. Questo sistema, in sostanza, regola la postura.

Per vari motivi, una persona può avere deficit di propriocezione, può essere ‘non orientata’. Chi – come noi del Centro Ryakos – si occupa di Rieducazione Propriocettiva aiuta il paziente a ritrovare quel tipo di comunicazione tra muscoli, ossa e cervello indispensabile per garantire l’equilibrio, la stabilità, la coordinazione e la corretta esecuzione dei movimenti.

La sensibilità propriocettiva serve, principalmente, alla difesa, alla spinta inconscia dei riflessi per schivare un pericolo. Una buona propriocezione contribuisce, oltretutto, ad avere un controllo osteo-muscolare ed una postura migliori, ottimizza le performance sportive ed il corretto gesto atletico.

In quali casi è indicata la Rieducazione Propriocettiva

Non è ancora perfettamente chiaro il perché di una carenza o assenza di propriocezione.

Una carenza può dipendere da una causa fisiologica e soggettiva, indice di una sensibilità poco affinata.

In gran parte dei casi, la carenza di sensibilità propriocettiva è causata da traumi articolari o muscolari (ad esempio, una distorsione della caviglia) e in tutti quei casi in cui la riabilitazione post traumatica provochi una certa perdita di sensibilità e percezione di se stessi nello spazio. In questo caso, i recettori traumatizzati iniziano ad inviare informazioni alterate che producono risposte alterate.

In Fisioterapia, non basta rieducare soltanto mobilità articolare e tono muscolare: è fondamentale rieducare anche la propriocezione perché il trauma altera le sensazioni di tipo propriocettivo.

La Rieducazione Propriocettiva è una riprogrammazione neuromotoria indicata in caso di:

  • Traumi articolari o muscolari (distorsioni, lesioni del collo del piede e del ginocchio, ecc.);
  • Riabilitazione ortopedica in caso di intervento chirurgico per l’impianto di protesi agli arti inferiori (anca, ginocchio);
  • Lesioni del sistema nervoso periferico;
  • Disturbi dell’equilibrio;
  • Neuroriabilitazione;
  • Riabilitazione sportiva;
  • Allenamento a bassa o alta intensità di carico;
  • Trattamento flebologico;
  • Problematiche posturali (ad esempio, scoliosi, cifosi, iperlordosi);
  • Prevenzione degli infortuni;
  • Miglioramento delle performance sportive e del gesto atletico.

L’assenza o grave carenza di propriocettività potrebbe anche essere il sintomo di patologie complesse, talvolta diagnosticate alla nascita, malformazioni o problemi a livello cerebrale, patologie neuro-degenerative senili o l’effetto di tumori cerebrali.

carenza o assenza di propriocezione

La Ginnastica Propriocettiva e i suoi strumenti

Attraverso un percorso fisioterapico e riabilitativo è possibile ripristinare il normale meccanismo di propriocezione. Un ciclo riabilitativo a seguito di un trauma o di un intervento chirurgico può essere definito completo ed efficace solo se, dopo il recupero della mobilità articolare ed il rinforzo muscolare, il paziente viene sottoposto anche ad un’adeguata Rieducazione Propriocettiva.

Si può rimediare ad una carenza di propriocezione attraverso l’esecuzione costante di specifici esercizi (a lunga durata e di difficoltà progressiva) in grado di rinforzare le fibre muscolari, le ossa, il senso di equilibrio e coordinazione stimolando e supportando attivamente il sistema propriocettivo comunicante con il cervello.

La ginnastica propriocettiva si basa sulla stimolazione del sistema neuromotorio nel suo complesso.

Si avvale di particolari strumenti come la pedana basculante, lo step a mezza sfera, il fitball o la tradizionale tavoletta propriocettiva, una piccola pedana sorretta da un supporto semicircolare su cui bisogna salire. Entrambi questi attrezzi spingono il soggetto a mantenersi in equilibrio mentre si muovono.

Gli esercizi previsti per l’allenamento propriocettivo servono a creare situazioni di instabilità che inducono il paziente o l’atleta ad attivare rapidamente la muscolatura per recuperare l’equilibrio con aggiustamenti posturali. Il miglioramento dell’equilibrio avviene attraverso continue sollecitazioni controllate tramite esercizi in appoggio, scarico, carico naturale o su piani oscillanti di varia difficoltà (come la tavoletta propriocettiva) che inducono il soggetto a mantenere la posizione ed a rafforzare la capacità di correggere gli sbilanciamenti.

Anche l’attività fisica, lo stretching e la tecnica di respirazione diaframmatica possono stimolare efficacemente la sensibilità propriocettiva (la posizione articolare e percezione del movimento).

Prezzi Rieducazione Propriocettiva

10 Sedute di Rieducazione Propriocettiva al costo di 8 sedute

€ 249 INVECE DI € 300
Seduta singola € 30
Rieducazione Propriocettiva: durata del percorso riabilitativo

Rieducazione Propriocettiva: durata del percorso riabilitativo

Solitamente, è necessario eseguire 2 sedute al giorno da 20 minuti ciascuna.

Ovviamente, prima di iniziare questo percorso (dopo almeno 3 settimane dalla guarigione del trauma), bisogna recuperare la mobilità articolare e un buon tono muscolare.

Le successive sedute di mantenimento durano 30 minuti e vanno eseguite 2 volte alla settimana.

Si tratta di un percorso individuale e personalizzato: punta a far sì che il sistema nervoso riprenda il controllo della situazione.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (comprensiva di tutti i principali test) al fine di programmare un percorso terapeutico personalizzato.

I benefici della Rieducazione Propriocettiva

Rieducare il paziente ad una corretta funzionalità della sensibilità propriocettiva apporta diversi benefici:

  • ripristina la corretta ampiezza dei movimenti articolari;
  • migliora la qualità del movimento;
  • riduce il dolore;
  • riattiva la funzionalità articolare;
  • scioglie le contratture muscolari;
  • aumenta la circolazione sanguigna locale;
  • migliora la postura;
  • ottimizza le performance sportive;
  • previene infortuni.

Anche soggetti non traumatizzati dovrebbero allenare la propriocezione (sportivi e non) allo scopo di padroneggiare meglio il loro corpo, garantire maggior stabilità articolare, resistenza ai microtraumi, senso dell’equilibrio, controllo del gesto tecnico e prevenire futuri traumi.

La Rieducazione Propriocettiva ha un altro grande compito: migliorare la postura. Spesso, le alterazioni posturali sono dovute a sensazioni propriocettive scorrette.

I benefici della rieducazione proprioccetiva

Per maggiori informazioni relative ai servizi e ai trattamenti offerti presso il nostro centro di riabilitazione, per una valutazione completamente gratuita o contattarci telefonicamente al numero 0813419278

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