Stenosi del canale vertebrale lombare

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Stenosi del canale vertebrale lombare: cause e complicazioni, cosa fare

Comunemente, la stenosi del canale vertebrale lombare insorge a causa dell’invecchiamento, raramente è di natura congenita. Col passare degli anni, qualsiasi tipo di variazione nelle dimensioni o forma del canale vertebrale fanno parte del naturale processo di invecchiamento. Alcune di queste variazioni sono asintomatiche, altre (come nel caso della stenosi spinale) provocano dolore ed altri sintomi associati.

In termini medici, per ‘stenosi’ si intende il restringimento di un passaggio, di un dotto.

Cos’è la stenosi che colpisce il rachide lombare? Come si manifesta? Quali sono tutte le possibili cause ed i sintomi tipici? Si rischiano complicanze? Esiste una cura risolutiva o, quantomeno, la possibilità di evitare un intervento chirurgico? In parte, risponde la Fisioterapia d’avanguardia, in grado di alleviare i sintomi e tentare di frenare il processo degenerativo.

Pubblichiamo questo focus per rispondere a queste ed altre domande.

Stenosi del canale vertebrale lombare: spieghiamo meglio cos’è

stenosi canale vertebrale lombare

La stenosi vertebrale, detta anche sindrome del canale stretto o stenosi spinale è una patologia degenerativa abbastanza comune in soggetti di età superiore ai 50 anni. E’ una patologia che porta al graduale restringimento di una o più porzioni del canale vertebrale (un canale osseo composto da 33 vertebre) ovvero dello spazio che contiene il midollo spinale e le radici nervose che, a lungo andare, vengono colpiti da compressione. Si tratta di una patologia che, purtroppo, può avere un esito invalidante a seguito di grave compressione dei rami nervali.

Le stenosi vertebrali più frequenti si verificano a livello cervicale e lombare.

In riferimento alla stenosi lombare, le aree maggiormente colpite interessano il tratto L4-L5 (tra quarta e quinta vertebra lombare) e L3-L4 (tra terza e quarta vertebra lombare) in quanto sono le più sollecitate da stress, sovraccarichi, traumi e microtraumi ripetuti. In linea generale, interessa le vertebre della zona lombo-sacrale L1-L5 e S1-S2. La patologia può essere scatenata da uno sviluppo anomalo di un tratto della vertebra oppure da un’artrosi, un’ernia, scoliosi o altre condizioni degenerative.

Cause

Le cause responsabili della stenosi lombare possono essere di natura congenita (più rare, come nel caso dell’acondrodisplasia) o acquisita come l’artrosi. Dimensioni e forma del canale vertebrale sono maggiormente soggetti a variazioni (tra cui il restringimento con conseguente compressione dei nervi) a causa dell’invecchiamento. Questa patologia si riscontra, prevalentemente, in soggetti di età compresa tra i 50 ed i 70 anni (con lieve prevalenza delle donne) e colpisce, in gran parte dei casi, il tratto L4-L5 (ad esempio, spondilolistesi) e L3-L4. Con minore frequenza ‘attacca’ il tratto L5-S1.

Vediamo, nei dettagli, quali sono tutte le possibili cause:

  • Osteoartrosi;
  • Ernia discale espulsa;
  • Spondilosi;
  • Spondilolistesi;
  • Spondilite anchilosante;
  • Fratture, traumi e microtraumi ripetuti nel tempo;
  • Ipertrofia dei legamenti (calcificazione del Legamento Longitudinale Posteriore) e delle lamine;
  • Scoliosi del rachide lombare;
  • Infezioni;
  • Morbo di Piaget;
  • Gotta (patologia di tipo metabolico);
  • Eccessivi sforzi della colonna dorsale dovuti a lavori molto pesanti;
  • Artrite reumatoide;
  • Degenerazione delle faccette articolari;
  • Tessuto cicatriziale post-chirurgico;
  • Tumori ossei;
  • Deformazioni dei dischi intervertebrali.

Il restringimento legato a stenosi del canale vertebrale lombare può colpire il midollo spinale e le strutture adiacenti alla colonna vertebrale portando alle seguenti conseguenze:

–       Indurimento ed ispessimento dei legamenti vertebrali;

–       Allargamento di ossa e articolazioni con possibile sviluppo di osteofiti;

–       Protrusione o collasso dei dischi intervertebrali;

–       Scivolamento delle vertebre dalla loro sede.

Tra i principali fattori di rischio, oltre all’avanzare dell’età:

  • Sedentarietà, poco movimento;
  • Sovraccarico, lavori pesanti a carico della colonna;
  • Fumo di sigaretta;
  • Sovrappeso e obesità;
  • Fluorosi (patologia dovuta ad accumulo di fluoro nell’organismo);
  • Predisposizione genetica.

Sintomi

stenosi vertebrale lombare

Il quadro sintomatologico della stenosi lombare varia a seconda della gravità e del numero di vertebre coinvolte. I sintomi si sviluppano lentamente e gradualmente nel tempo in caso di compressione nervosa; al contrario, la stenosi spinale è asintomatica.

I principali sintomi sono:

  • Dolore alla schiena, lombalgia localizzata nell’area interessata dal restringimento che può irradiarsi lungo le zone di innervazione delle radici spinali;
  • Dolori muscolari;
  • Parestesia ovvero perdita parziale o totale della sensibilità accompagnata da intorpidimento e formicolio a carico dell’area interessata dalla compressione (gamba, gluteo, piede);
  • Claudicatio motoria, sintomo tipico della stenosi lombare. Il dolore si irradia agli arti inferiori durante la deambulazione e il soggetto colpito zoppica, è costretto a fermarsi, ha difficoltà a camminare e mantenere la posizione eretta con tendenza a flettersi in avanti;
  • Ipostenia degli arti inferiori ovvero la perdita della forza muscolare agli arti inferiori;
  • Lombalgia accompagnata a sciatalgia (dolore che si irradia nella parte posteriore della gamba e della coscia) o cruralgia (dolore alla parte anteriore della coscia) quando la stenosi lombare è scatenata da un’ernia dei disco;
  • Rigidità muscolare e articolare.

Una volta comparse, queste manifestazioni diventano croniche; possono essere unilaterali o bilaterali (interessare una sola gamba o entrambe).

Complicanze

Nei casi più gravi (e rari), la stenosi del canale vertebrale lombare può comprimere l’intera cauda equina causando l’omonima sindrome della cauda equina.

Questa sindrome porta a disturbi severi oltre al dolore:

  • Impotenza, disfunzione erettile ed alterazioni delle funzioni sessuali;
  • Disfunzioni della vescica con perdita della capacità di controllo dell’urina;
  • Perdita di sensibilità del perineo e del controllo dello sfintere anale con conseguente perdita della capacità di controllo delle feci;
  • Grave debolezza dei muscoli delle gambe (fino alla paralisi completa).

La sindrome della causa equina è un’emergenza che necessita di intervento chirurgico.

Diagnosi di stenosi lombare

Per diagnosticare una sospetta stenosi del canale vertebrale lombare, il tuo medico ti prescriverà:

  • anamnesi;
  • esame obiettivo;
  • radiografia della colonna vertebrale in grado di evidenziare il livello di artrosi, la presenza di un restringimento del canale vertebrale e di osteofiti, l’instabilità spinale (il movimento anomalo tra le vertebre);
  • TAC (tomografia assiale computerizzata);
  • Risonanza Magnetica Nucleare, l’esame d’elezione che consente di osservare direttamente il canale vertebrale;
  • Elettromiografia per valutare la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi e la funzionalità dei muscoli.

Stenosi del canale vertebrale lombare: esiste una cura?

intervento stenosi lombare

Non esiste, attualmente, una cura risolutiva per la stenosi lombare. In molti casi, l’approccio terapeutico è multiplo e non richiede l’intervento chirurgico.

L’obiettivo primario è contenere e ridurre il dolore, migliorare la funzionalità della colonna vertebrale, rallentare il più possibile il processo degenerativo e, con esso, il peggioramento dei sintomi.

In relazione al singolo caso, il medico può prescrivere:

–       Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per superare eventi acuti (da non utilizzare in caso di patologia cronica) e antidolorifici (paracetamolo) da assumere per un breve periodo solo dietro prescrizione medica;

–       Utilizzo di una fascia lombare, busto o deambulatore a seconda delle condizioni del paziente;

–       Integratori a base di glucosamina solfato e condroitina (se la causa della stenosi è l’artrosi vertebrale);

–       Riduzione del peso corporeo, in caso di necessità;

–       Iniezioni di corticosteroidi;

–       Oppioidi a lunga durata d’azione;

–       Decontratturanti;

–       Farmaci antiepilettici e antidepressivi che intervengono sulla percezione del dolore;

–       Infiltrazioni di farmaci steroidei (iniezioni peridurali) per un breve periodo;

–       Adesiolisi peridurale (trattamento di peridurolisi) ovvero iniezioni mirate di farmaci che combattono l’infiammazione e, allo stesso tempo, liberano le aderenze infiammatorie.

Tutte queste soluzioni possono funzionare nelle forme più lievi di stenosi lombare o se il soggetto presenta controindicazioni all’intervento chirurgico.

Una volta superata la fase acuta, è fondamentale sottoporti a Fisioterapia mirata.

Stenosi lombare: come interviene la Fisioterapia mirata

Come per ogni patologia, ogni singolo caso necessita di un percorso terapeutico mirato e personalizzato.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (comprensiva di tutta una serie di test specifici) necessaria per pianificare un programma terapeutico personalizzato, su misura per te.

Allo scopo di evitare l’avanzamento della patologia degenerativa e di alleviare i sintomi, la Fisioterapia d’avanguardia interviene su vari fronti: trattamenti fisici strumentali d’elezione, terapie manuali, esercizi terapeutici specifici.

In base al singolo caso, il Fisioterapista sceglierà tra le seguenti terapie fisiche strumentali:

–       Tecarterapia;

–       Laser Yag ad Alta Potenza;

–       Ultrasuoni;

–       Elettrostimolazione.

In seguito, per ripristinare la funzionalità della colonna vertebrale ed intervenire sulla rigidità, procederà con sedute di:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Massoterapia;
  • Manipolazione miofasciale dei trigger point;
  • Esercizi terapeutici specifici che servono a rafforzare la muscolatura, rendere più tollerabile il dolore, migliorare l’elasticità della colonna vertebrale, bloccare il progredire della patologia.
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres, l’unico capace di riequilibrare la postura dell’intera colonna vertebrale andando a migliorare l’elasticità muscolare.

L’obiettivo è quello di mantenere il range di movimento della spina dorsale, rinforzare i muscoli addominali e lombari e migliorare la resistenza.

Stenosi del canale vertebrale lombare: quando ricorrere all’intervento chirurgico

Nei casi gravi di stenosi lombare, quando la progressione della malattia risulta tale da compromettere significativamente lo svolgimento delle normali attività quotidiane, il medico può valutare il ricorso al trattamento chirurgico di decompressione e stabilizzazione del canale vertebrale.

L’intervento si rende necessario per intervenire su una condizione di gravi deficit motori e nervosi.

Attraverso l’intervento di decompressione (laminectomia) il chirurgo elimina il tessuto in eccesso che comprime le radici nervose. In caso di ernia discale, si procede all’asportazione del disco erniato attraverso la discectomia.

Con la stabilizzazione vertebrale, invece, viene rimosso un disco intervertebrale impiantando una struttura artificiale (gabbietta intersomatica o spaziatore interspinoso) che lo sostituisce.

Le moderne tecniche chirurgiche sono meno invasive e consentono tempi di ricovero e recupero più rapidi dopodiché seguirà un periodo di Fisioterapia e Riabilitazione post-operatoria.

In gran parte dei casi, l’intervento risolve il problema in modo permanente seppure presenti, come per qualsiasi altro tipo di intervento, complicanze e rischi. Quali sono? Infezioni, piccole lesioni ad una radice, rottura della dura madre o del sistema di stabilizzazione, pull-out di una vite.

Lo studio di Fabio Zaina che esclude l’utilizzo del bisturi

Nel mese di marzo 2017, Fabio Zaina fisiatra di ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale) nonché autore di uno studio sul tema pubblicato sulla Cochrane Library ha affermato che “non esiste una netta superiorità della chirurgia rispetto all’esercizio fisico per risolvere i danni arrecati da stenosi vertebrale”.

Secondo l’indagine guidata da Zaina, il ricorso al bisturi per risolvere i problemi associati alla stenosi vertebrale sarebbe da escludere.

Nella maggioranza dei casi, si ricorre alla laminectomia, un intervento chirurgico che punta a rimuovere una o più lamine vertebrali per ridurre la compressione del midollo spinale. Si tratta di un’operazione che, seppure abbastanza sicura, può comportare complicanze (infezioni, osteoporosi, trombosi, patologie cardiovascolari). Oltretutto, per garantire la stabilità delle vertebre, spesso sono necessari più interventi chirurgici.

Secondo questa ricerca, una regolare e corretta attività fisica può sortire gli stessi effetti della laminectomia.

Il Fisioterapista, in base al singolo caso, pianificherà un programma terapeutico personalizzato, basato su esercizi di stretching, flessione ed estensione della schiena e di massaggi terapeutici in grado di facilitare la rimozione della causa della stenosi vertebrale. Tutto questo al semplice scopo di migliorare l’elasticità della colonna vertebrale. Gli esercizi, inizialmente, verranno eseguiti dal paziente su indicazione ed in presenza del Fisioterapista; in seguito, potrà eseguirli autonomamente a casa.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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