Coccigodinia: cause e cura

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Coccigodinia: cause e cura

Il dolore al coccige (noto come coccigodinia) interessa il bacino; è localizzato alla base dell’osso sacro ovvero il coccige o l’area circostante. Quali sono le cause di questa patologia? Non è semplice curiosità ma la domanda numero uno per indagare, per eseguire una diagnosi scrupolosa allo scopo di scegliere l’approccio terapeutico più adeguato al singolo caso.

Il più delle volte, si associa ad una mobilità anomala del coccige (il tratto finale della colonna vertebrale composto da 3-5 vertebre).

Il coccige svolge funzioni importanti: protegge il canale spinale, ha un’azione stabilizzatrice, contribuisce a sostenere il peso del corpo in posizione seduta. Rappresenta il luogo di inserzione di vari legamenti e muscoli come il grande gluteo, il pubococcigeo e l’elevatore dell’ano che costituiscono il pavimento pelvico (perineo). Tali muscoli gestiscono la contenzione urinaria e fecale, sostengono la cavità dell’addome.

Il coccige ha un ruolo di notevole importanza nella mobilità: in caso di disfunzione, attività normalissime come sedersi o chinarsi diventano difficili o fastidiose. Una disfunzione del coccige può scatenare un processo infiammatorio cronico responsabile di degenerazione dei tessuti circostanti e di dolore. Si tratta di un disturbo che colpisce prevalentemente (nel 60-70% dei casi) le donne con età media di 40 anni.

Questa patologia non è particolarmente diffusa; in compenso, può rivelarsi invalidante se trascurata o curata non adeguatamente. Non rimandare e prenota una visita se avverti un dolore costante nell’area del coccige al punto da non poterti sedere o mantenere la posizione eretta senza soffrire. Guarire si può.

In questo articolo, ti spiegheremo quali sono i percorsi terapeutici e fisioterapici da seguire per risolvere il problema.

Coccigodinia e nervo pudendo: esiste una correlazione?

cura coccigodinia

Esiste una correlazione tra dolore al coccige e nervo pudendo? Prima di rispondere a questa domanda, chiediamoci: cos’è il nervo pudendo? E’ un nervo che origina dal secondo e terzo nervo sacrale fuoriuscendo dalla pelvi a livello del foro ischiatico: passa tra il muscolo piriforme e ischio-coccigeo penetrando nella regione del diaframma pelvico.

Svolge un’importante azione motoria e sensitiva: in caso di traumi al coccige o lesioni a livello del pavimento pelvico va in disfunzione provocando dolore in posizione seduta o a livello degli organi genitali.

In caso di coccigodinia, è importante anche l’intervento di un gastroenterologo per verificare lo stato di salute del colon e di tutto il sistema digerente. Una disfunzione del colon può causare un dolore sacroiliaco o alla zona del coccige in quanto tali distretti presentano correlazioni nervose e strutturali.

Coccigodinia: cause del dolore al coccige

Le cause della coccigodinia possono essere davvero tante e diverse tra loro:

  • Trauma diretto al coccige, la causa più frequente (caduta con atterraggio sulle natiche), che può provocare lesioni (frattura, lussazione). In alcuni soggetti, il dolore può presentarsi anche dopo anni dall’evento traumatico;
  • Lesioni da sforzo o movimenti ripetuti della regione sacro-coccigea che creano danni articolari scatenando infiammazione e dolore;
  • Problemi posturali;
  • Artrosi, usura dovuta all’età dei piccoli dischi di cartilagine che mantengono in posizione il coccige;
  • Sovrappeso e obesità, che aumentano la pressione a livello della zona del sacro in posizione seduta;
  • Gravidanza e parto, che possono causare un’eccessiva tensione di muscoli e legamenti del coccige. Durante il parto, un’eccessiva pressione sul coccige può provocarne la dislocazione;
  • Squilibri della colonna vertebrale;
  • Sperone osseo;
  • Cisti pilonidale o sacro-coccigea;
  • Cisti di Tarlov a seguito di lesioni delle radici dei nervi spinali;
  • Compressione delle radici nervose;
  • Infezioni nell’area ano-rettale;
  • Fistola anale;
  • Patologie reumatiche come l’artrite;
  • Virus dell’Herpes (neurotropo) che interessa il nervo pudendo e coinvolge il coccige;
  • Alcuni tumori, in casi rari (osteosarcoma, teratoma sacro-coccigeo).

Talvolta, la coccigodinia si presenta in forma idiopatica, nel senso che si manifesta in assenza di evidenti alterazioni patologiche.

Sintomi associati

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Alla coccigodinia (dolore al coccige che, di per sé, è già un sintomo) si associano altri sintomi:

  • Dolore a glutei, fianchi, arti inferiori;
  • Gonfiore, edema (in caso di trauma diretto);
  • Mal di schiena basso, localizzato appena sopra i glutei;
  • Ematoma (in caso di lacerazione dei tessuti);
  • Stipsi, evacuazione incompleta, dolore prima e durante l’evacuazione;
  • Dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia) per lesione o irritazione del nervo pudendo, un sintomo che compare raramente;
  • Aumento del classico dolore mestruale, dismenorrea (per le donne).

Ma torniamo al sintomo numero uno: il dolore al coccige. Come si manifesta?

Chi ne soffre lo avverte alla palpazione, quando si alza dalla sedia, quando si china o seduto su una superficie dura.

Il dolore può essere acuto o cronico. Nei casi più gravi, si manifesta anche durante la deambulazione o in posizione eretta ed il soggetto è costretto a cambiare di continuo la postura per trovare una posizione che possa ridurre i sintomi dolorosi. L’intensità del dolore è variabile e può peggiorare col passare del tempo se si trascura il problema.

In certi casi, può anche regredire spontaneamente per ripresentarsi a distanza di anni.

Diagnosi

L’iter diagnostico per individuare la causa dei problemi al coccige prevede:

  • Anamnesi (storia clinica, sintomi, fattori di rischio, raccolta dei dati del paziente);
  • Esame obiettivo, vale a dire la visita specialistica comprensiva di test specifici;
  • RX standard (proiezione anteriore, posteriore, laterale) eseguita da posizione eretta e seduta per verificare condizioni e mobilità del coccige;
  • TAC in caso di sospetta frattura, microfrattura o problematiche di origine viscerale;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per indagare i rapporti articolari, le condizioni dei tessuti molli (legamenti) e l’area interna. E’ un esame necessario se si sospetta un’infezione o la presenza di cisti:
  • Scintigrafia ossea e analisi del sangue per escludere una neoplasia.

Dolore al coccige: cure e rimedi

La terapia dipende dalla causa che ha scatenato il problema. Indipendentemente dalla causa, il primo obiettivo sarà quello di ridurre e migliorare i sintomi, dolore e infiammazione.

Il medico consiglierà, innanzitutto, di utilizzare sedie ergonomiche (o cuscino in memory foam) per evitare pressioni eccessive sul coccige e, allo stesso tempo, adottare una postura corretta.

Prescriverà anche:

  • Applicazione di ghiaccio 3-4 volte al giorno (10-15 minuti ciascuna);
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei, antidolorifici e (in caso di contratture muscolari) miorilassanti;
  • Iniezioni di corticosteroidi da eseguire una o due volte all’anno in quanto troppe iniezioni possono danneggiare il coccige e la parte bassa della schiena;
  • Iniezioni di bupivacaina (anestetico locale), in caso di dolore particolarmente acuto;
  • Fisioterapia;
  • Chirurgia, nei casi più critici.

L’effetto dei farmaci per combattere infiammazione e dolore è momentaneo. Una volta svanito, il dolore potrebbe ripresentarsi. A questo punto, interviene la Fisioterapia per offrire trattamenti e soluzioni a lungo termine.

Coccigodinia: curarla con la Fisioterapia e l’Osteopatia

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E’ impossibile optare per una terapia adeguata senza prima eseguire una diagnosi accurata.

Allo stesso modo, il Fisioterapista qualificato esegue una valutazione scrupolosa prima di decidere un trattamento mirato.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (comprensiva di tutti i principali test), necessaria per pianificare un programma terapeutico personalizzato, su misura per ogni paziente.

Il primo obiettivo è intervenire sul dolore attraverso i seguenti trattamenti strumentali d’elezione:

  • Tecarterapia, che oltre a ridurre infiammazioni acute o di tipo cronico rappresenta anche un trattamento rigenerante in quanto favorisce la riparazione dei tessuti danneggiati;
  • Laser Yag ad Alta Potenza, molto efficace e rapido, rigenerante e particolarmente indicato nelle patologie muscolo-tendinee di origine traumatico-articolare.

In una successiva fase, il Fisioterapista procederà con i migliori trattamenti fisici riabilitativi:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata basata su manipolazioni, trazioni e delicate manovre sul rachide e sulle ossa del bacino per riequilibrare la postura e rilasciare le altre strutture (muscoli, legamenti che si inseriscono sul coccige). L’Osteopata interviene anche in caso di disfunzioni del pavimento pelvico;
  • Mobilizzazioni manuali sia articolari sia tissutali (bacino e tratto lombare) e massaggi decontratturanti, sempre allo scopo di rilasciare i muscoli;
  • Esercizi terapeutici (allungamento di alcuni muscoli e rinforzo di gruppi muscolari che risultano indeboliti) che servono a stabilizzare i progressi ottenuti con la terapia manuale con l’obiettivo di evitare recidive;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres ideale anche per l’articolazione sacro-coccigea a cui dedichiamo il prossimo paragrafo.

Il trattamento manuale è importante anche nel caso in cui si verifichi una dislocazione dell’osso coccigeo, deviato internamente. Le manovre di riposizionamento interne devono essere eseguite esclusivamente da un medico.

Correggere la postura con il metodo Mezieres  

Di frequente, per risolvere la coccigodinia è necessario non soltanto trattare articolazioni e muscoli attraverso la terapia manuale ma anche indagare sulla postura, spesso responsabile di dolori al coccige.

Attraverso l’Esame Baropodometrico, il Fisioterapista potrà controllare con precisione le condizioni posturali del paziente. Questo esame è indicato per prevenire conseguenze e problemi legati a deficit posturali.

Anche in questo caso, la correzione della postura fa parte integrante del programma fisioterapico se il paziente presenta problemi posturali.

Esiste un metodo esclusivo in grado di ristabilire la corretta postura di tutta la colonna vertebrale in modo efficace, sicuro e a lungo termine: è la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres.

Serve a riequilibrare le tensioni globali della catena miofasciale posteriore, consente un progressivo e uniforme allungamento delle strutture muscolo-fasciali attraverso una messa in tensione graduale. Riposiziona le diverse articolazioni ripristinando la corretta funzionalità per evitare il rischio che il problema si ripresenti.

Cattive posture creano squilibri, portano i muscoli a lavorare non adeguatamente facendo soffrire la schiena e non solo.

Un video molto interessante di Esercizi a cura di Schiena Forte

Quando ricorrere alla chirurgia

In pochi casi, quando non si ottengono risultati soddisfacenti con la terapia conservativa, si consiglia l’intervento chirurgico per riparare le strutture compromesse oppure rimuovere parzialmente o completamente il coccige (coccigectomia).

L’asportazione chirurgica del coccige risulta inevitabile in caso di avanzata instabilità coccigea (sublussazione, grave frattura, ipermobilità).

Durante l’intervento, muscoli, tendini e legamenti attaccati al segmento osseo rimosso vengono ricollegati ad altre porzioni del bacino per preservarne la funzione.

L’intervento ha successo nell’80-90% dei casi con un netto miglioramento dei sintomi.

C’è da dire che in quasi un terzo dei casi insorge un’infezione post-operatoria e che i tempi di recupero, generalmente, sono piuttosto lunghi (diversi mesi).


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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