come curare lo stiramento muscolare

Cura per lo stiramento muscolare

Come curare lo stiramento muscolare

Chi pratica sport ha dovuto fare i conti, almeno una volta nella vita, con lo stiramento muscolare. Si tratta di una lesione di lieve/media entità dovuta ad allungamento eccessivo delle fibre muscolari. I muscoli più colpiti sono, generalmente, quelli che interessano coscia e polpaccio ma lo stiramento può coinvolgere anche i muscoli di braccia, schiena, petto, addome, collo/spalle.

Dopo averti illustrato le cause e i sintomi dello stiramento (noto anche come elongazione), ti sveleremo come curare lo stiramento muscolare con le migliori terapie ed i trattamenti di Fisioterapia mirata.

Stiramento, strappo e contrattura muscolare: differenze

10 Massaggi decontratturanti o rilassanti

Esiste una netta differenza fra strappo contrattura e stiramento muscolare.

Ecco le differenze sostanziali tra queste tipologie di lesione muscolare:

– la contrattura è caratterizzata da una contrazione involontaria del muscolo che supera le capacità della fibra muscolare. Il muscolo perde elasticità ma non avviene la rottura delle fibre. Causa dolore, rigidità, limitazione funzionale;

– lo strappo muscolare si verifica a seguito di scatti o contrazioni improvvise. Porta alla rottura delle fibre muscolari, il dolore dà la sensazione di una stilettata;

– lo stiramento muscolare è una lesione comune tra gli sportivi dovuta ad allungamento anomalo. Non provoca rottura delle fibre.

In ordine di gravità, lo stiramento è al secondo posto tra la più lieve contrattura e lo strappo muscolare.

In base alla gravità della lesione, esistono tre gradi di stiramento:

– 1° grado (lieve) che non manifesta rigidità muscolare o impotenza funzionale;

– 2° grado (medio), con difficoltà di movimento e conseguente contrattura muscolare;

– 3° grado (grave) ad un passo dallo strappo muscolare, con dolore, difficoltà di movimento e contrattura importante.

Lo stiramento ad uno stadio avanzato può tramutarsi in un vero e proprio strappo muscolare.

Cause

Sono diverse le cause ed i fattori di rischio che provocano lo stiramento muscolare soprattutto tra gli sportivi:

– fase di riscaldamento inadeguato prima di iniziare l’attività fisica;

– movimento scorretto, brusco o violento durante l’allenamento, scorretta dinamica nella corsa o nel salto;

– scarsa preparazione fisica non idonea al tipo di sforzo eseguito durante la pratica sportiva;

– sovraccarico funzionale e ripetute sollecitazioni;

– allenamento su terreno sconnesso con scarpe inadeguate;

– piccoli traumi alle articolazioni preesistenti;

– squilibri posturali e muscolari;

. mancanza di coordinazione;

– condizioni ambientali non ideali (sbalzi di temperatura, umidità);

– fase di recupero insufficiente tra un allenamento e l’altro.

Sintomi

Lo stiramento muscolare si riconosce dai seguenti sintomi:

– dolore localizzato improvviso, acuto ma sopportabile il più delle volte;

– spasmi;

edema e gonfiore;

– ematoma;

– infiammazione;

– indolenzimento;

– riduzione della forza;

– difficoltà a muoversi;

– rigidità muscolare e tensione.

Diagnosi

Per escludere lesioni più gravi (strappo muscolare, distorsione, frattura), è necessario sottoporsi a visita specialistica.

Lo specialista eseguirà la diagnosi tramite palpazione e verifica della funzionalità dell’arto. Per ulteriori accertamenti, il medico può richiedere un esame strumentale (ecografia muscolo/scheletrica) per indagare sulla struttura muscolare.

Terapia conservativa

In caso di stiramento muscolare, è necessario seguire il protocollo RICE (immobilizzazione, ghiaccio per lenire dolore e infiammazione, compressione, elevazione per limitare l’ematoma) entro le 48-72 ore dall’infortunio.

Oltre al riposo, si raccomanda di evitare assolutamente movimenti di allungamento (stretching) che potrebbero portare ad una rottura delle fibre muscolari.

Se necessario, il medico prescriverà FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) e miorilassanti in caso di tensione muscolare.

Stiramento muscolare: trattamenti di Fisioterapia mirata

Benefici della tecarterapia

Il Centro Ryakos pianifica un percorso terapeutico personalizzato dopo aver eseguito una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale.

I trattamenti d’elezione per intervenire sullo stiramento muscolare sono strumentali:

Tecarterapia (Human Tecar), che riduce drasticamente dolore e infiammazione, favorisce il rilassamento muscolare stimolando il metabolismo cellulare, stimola i processi riparativi rigenerando i tessuti danneggiati;

Laser Tag ad Alta Potenza, che stimola l’attività metabolica cellulare e il drenaggio dei liquidi riducendo dolore e infiammazione.

Queste due terapie strumentali d’elezione riducono il dolore e l’infiammazione, favoriscono il drenaggio locale e permettono una ripresa rapida.

Risultano efficaci anche i trattamenti con Ultrasuoni, TENS, Onde d’Urto (che favoriscono la cicatrizzazione della lesione).

Per risolvere tensioni e rigidità muscolare, si consigliano i seguenti trattamenti:

– Massaggio terapeutico;

– Trattamento miofasciale;

– Kinesiotaping, bendaggio elastico che stimola il drenaggio e la vascolarizzazione del muscolo;

– Esercizi terapeutici mirati (stretching, esercizi isometrici, isotonici e dinamici, rinforzo muscolare, propriocettivi).

Metodo Mezieres e tempi di recupero

Se il fattore di rischio (o la causa) è uno squilibrio posturale e muscolare, al paziente verrà consigliato un percorso unico: la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres che ristabilisce l’equilibrio posturale di tutta la colonna vertebrale tramite allungamento graduale della catena muscolare posteriore.

Il recupero, generalmente, avviene nell’arco di 2-3 settimane nei casi più lievi, fino a 3-4 mesi nei casi più gravi.

E’ importante eseguire un controllo con ecografia per verificare l’avvenuta guarigione prima di riprendere le attività. Risulta quantomai necessario accertarsi che non vi siano complicazioni perché una lesione da stiramento non risolta potrebbe portare a recidive o lesioni muscolari più gravi.

dolore cervicale da divano

I problemi muscolari e posturali causati dal divano

Il divano spesso è un tuo nemico

Devi sapere che dolori lombari e cervicali possono essere dovuti a problemi muscolari e posturali causati dal divano. Scuola, lavoro in smart working, TV ci costringono a stare seduti per molte ore durante la giornata. La sedentarietà diventa uno stile di vita (sbagliatissimo) ed è importante cercare di muoversi il più possibile cambiando spesso posizione. La vita sedentaria è nemica della salute in genere; il movimento è vita e serve a combattere molti disturbi, primi fra tutti lombalgia e cervicalgia.

E’ importante assumere posture corrette sempre: quando si siede, durante il riposo notturno, davanti al PC e sul divano.

Quando guardiamo la TV, usiamo lo smartphone o il tablet sul divano, ci illudiamo di rilassarci. In realtà, assumiamo posture scorrette, viziate. Anche per poche ore, il divano può rivelarsi un nemico per la schiena, il collo, gambe e braccia. Il divano costringe la colonna vertebrale in posizioni innaturali, non fisiologiche, assurde, spesso responsabili di dolore e altre conseguenze alla schiena e al collo.

Il nostro focus ha due principali obiettivi: spiegarti quali sono le posizioni da evitare assolutamente sul divano e quali sono le posture corrette da assumere.

Seguendo i nostri consigli la tua schiena e il tuo collo ti ringrazieranno.

Problemi muscolari e posturali causati dal divano: posizioni da evitare

cattiva postura sul divano

Vuoi evitare mal di schiena e dolori cervicali? Bene, allora evita di sederti in modo scomposto sul divano, soprattutto quando guardi la TV, usi il telefono o leggi.

Innanzitutto, scegli un divano che fa sprofondare.

Cosa s’intende esattamente per ‘sprofondare‘? Significa che il bacino si trova più in basso delle gambe, una posizione da evitare.

I divani ergonomici sono pensati proprio per sostenere la zona lombare evitando che il corpo sprofondi. Questo vale anche per sedie, poltrone, sedili per auto.

Il divano dovrebbe essere realizzato in modo tale da potersi sdraiare rispettando l’allineamento del tratto lombare e cervicale, assecondando il corpo. Deve disporre di una base per la testa e di un poggiapiedi per far riposare le gambe facilitando la circolazione sanguigna. Schienale e seduta del divano dovrebbero essere basculanti, in grado di avanzare e indietreggiare leggermente per consentire un movimento minimo anche quando si rimane seduti.

Qualsiasi posizione sbagliata, soprattutto se mantenuta a lungo, può causare dorso curvo (ipercifosi), curvatura in avanti del tratto  lombare (iperlordosi), quindi problemi e dolore alla schiena che si ripercuotono sulla cervicale.

Non restare seduto troppo a lungo sul divano. Pur mantenendo una postura corretta, evita di restare seduto più di due ore. Trova un pretesto qualsiasi per alzarti e fare una pausa, di tanto in tanto, magari per camminare o svolgere esercizi di allungamento (stretching), rilassamento e rinforzo muscolare indicati da un fisioterapista esperto.

Disturbi muscolari e articolari alla schiena e alla cervicale

Assumere una postura sbagliata non fa bene alla schiena e neanche alla cervicale quando, guardando la TV, sprofondi nello schienale del divano o della poltrona, senza un sostegno (come un cuscino) per la schiena. Se usi lo smartphone mentre siedi sul divano tienilo all’altezza degli occhi senza piegare la testa in avanti e verso il basso sovraccaricando il rachide cervicale.

Una postura scorretta sul divano può far emergere disturbi muscolari o articolari latenti o provocarne di nuovi, a breve e lungo termine. Questo vale sia per la schiena sia per la cervicale. Crea tensione, contratture, irrigidimento e un’inevitabile conseguenza: dolore nella zona lombo-sacrale e  cervicale.

Oltre a mantenere una postura corretta, è importante anche non rimanere a lungo nella stessa posizione ma cambiarla.

Quali sono le posizioni corrette da assumere sul divano

problemi posturali causati dal divano

Quando sei seduto sul divano, il bacino non deve trovarsi più in basso delle gambe, l’abbiamo detto.

Una postura corretta permette alla spina dorsale di mantenere le curve fisiologiche, naturali, ovvero la corretta lordosi lombare e cifosi dorsale.

Ecco quali sono le regole d’oro per assumere posizioni corrette sul divano:

– bacino aderente allo schienale del divano;

– area lombare distaccata dallo schienale per assecondare la curvatura fisiologica. Puoi aiutarti sistemando un cuscino alla parte bassa della schiena;

– dorso sistemato a stretto contatto con lo schienale del divano;

– cosce perpendicolari alla schiena in modo da formare con essa un angolo retto (90°);

– gambe sollevate o sistemate in modo tale da assecondare la corretta postura sul divano;

– testa e collo diritti, in linea con la spina dorsale, se possibile poggiati ad un supporto per consentire alla muscolatura di rilassarsi evitando contratture.

Dolori lombari e cervicali: cause

dolore alla schiena a causa del divano

Trova mille pretesti per alzarti da quel divano. Prenditi molte pause, fai movimento, esci per una passeggiata, balla davanti allo specchio al ritmo del tuo brano preferito, fai sport. L’esercizio fisico è essenziale sia in termini di prevenzione che di trattamento, in caso di lombalgia o cervicalgia.

Le cause della lombalgia e cervicalgia possono essere diverse e, spesso, il tuo dolore può dipendere da più fattori: trauma, malattia specifica, fattori genetici, fattori psicologici (ansia, stress che creano tensioni muscolari), fumo, obesità, ernia, fratture, infezioni, inattività fisica. Una delle cause più frequenti del mal di schiena è la sindrome miofasciale.

La diagnosi è meno semplice di quello che si possa pensare.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita per la valutazione globale e distrettuale proprio per questo: per indagare sulla vera causa del problema e pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

Una volta esclusa qualsiasi patologia o disturbo di natura fisica, sarà facile comprendere che il tuo problema dipende da posture scorrette e abitudini sbagliate.

Le posture sbagliate creano tensioni alla schiena e al collo facendo soffrire i muscoli e portando a contratture muscolari.

I problemi muscolari e posturali causati dal divano non si risolvono con i farmaci

Assumere farmaci (FANS) per illudersi di sbarazzarsi del mal di schiena o del dolore cervicale è una strategia sbagliata e pericolosa. I farmaci non risolvono la causa e, a lungo andare, assumerli porta ad effetti collaterali indesiderati.

Per risolvere i problemi muscolari e posturali causati dal divano e, di conseguenza, dolore, contratture, rigidità, assumi posture corrette evitando gli errori che abbiamo descritto.

La vita sedentaria, la mancanza di movimento fa soffrire i muscoli ma anche i dischi intervertebrali quando assumi per troppo tempo posizioni fisse e statiche. I dischi rischiano di schiacciarsi ed i muscoli di contrarsi, perdere tono ed irrigidirsi. Il movimento è fondamentale per idratare e nutrire i dischi intervertebrali.

Quando il tuo stile di vita è scorretto, pur non avendo alcuna patologia, inizi a soffrire di disturbi e di dolori. Questo perché la tua struttura muscolo-scheletrica, pur essendo sana, non funziona come dovrebbe.

Quando passi molte ore seduto, in posizioni in cui affondi nella seduta (sul divano, in poltrona, in auto, a letto) devi sapere che stai danneggiando non solo i tuoi muscoli ma anche i tuoi dischi intervertebrali. Negli anni, potresti rischiare un’ernia.

La posizione da seduti è la peggiore per il corpo umano. Ecco perché bisogna sfuggire a questa posizione il più possibile o, quantomeno, sedere assumendo posizioni corrette.

Problemi muscolari e posturali causati dal divano: disfunzione dei muscoli psoas

Rachide lombare

Il mal di schiena può dipendere anche da problematiche che interessano i muscoli psoas, connettori principali tra busto e gambe, che proteggono ed assicurano la postura contribuendo a stabilizzare la colonna vertebrale.

Una disfunzione dei muscoli psoas può causare alterazioni posturali, lombalgie e dolori pelvici. Assicurano solidità alla spina dorsale quando ti muovi o stai seduto.

I muscoli psoas si contraggono e si accorciano quando sei in tensione ma anche quando resti seduto a lungo e in posizioni scomode. Un problema al muscolo psoas può provocare dolore lombare, al ginocchio, problemi posturali, blocchi al bacino.

Il modio migliore per risolverlo è evitare di stare seduto troppo a lungo, risposare bene, sottoporsi a massaggi specifici eseguiti da un fisioterapista qualificato. 

Un fisioterapista specializzato in terapia manuale o un osteopata possono risolvere i tuoi problemi muscolari e posturali causati dal divano.

Lesioni muscolo tendinee: come si curano

Lesioni muscolo tendinee: come si curano

Lesioni muscolo tendinee: come e perché Flowave 2 funziona

Approfondiamo le lesioni muscolo-tendinee descrivendone cause e sintomi e spiegando quali sono, attualmente, le terapie più adeguate.

In un unico articolo trattiamo di lesioni muscolari e tendinee strettamente collegate tra loro.

Il muscolo, tessuto connettivo responsabile dei movimenti, è costituito da parti carnose e parti tendinee tramite cui si inserisce sull’osso.

I numerosi muscoli del corpo umano si distinguono in base a vari fattori: forma, numero di capi d’inserzione e di origine, funzione, modalità di interazione (agonisti, antagonisti).

Il sistema muscolo tendineo è la struttura propulsiva dell’apparato locomotore: il muscolo è il motore, mentre il tendine è la cinghia di trasmissione del movimento.

Le patologie muscolari e tendinee acute affliggono, più di frequente, lo sportivo. Possono manifestarsi con quadri clinici più o meno gravi ma, al di là del livello di gravità. è bene intervenire tempestivamente.

La Fisioterapia d’avanguardia interviene per contrastare infiammazione, dolore, contrattura e per rigenerare i tessuti danneggiati. Tra gli strumenti innovativi, ti spieghiamo come funziona Flowave ed il perché della sua elevata efficacia a lungo termine.

Lesioni muscolo tendinee di origine traumatica

Lesioni muscolo tendinee
Lesioni muscolo tendinee

Le principali lesioni muscolo tendinee sono la conseguenza di un trauma diretto (per sollecitazione meccanica esterna o contusione) o indiretto (dovuto ad una sollecitazione in trazione delle fibre muscolari).

Le lesioni muscolari si manifestano con dolore vivo, ecchimosi, gonfiore, tumefazione, impotenza funzionale.

Per diagnosticarle, oltre all’anamnesi e all’esame palpatorio, lo specialista prescriverà un esame strumentale come l’ecografia o la Risonanza Magnetica Nucleare.

Contrattura, stiramento e strappo sono le principali lesioni muscolari e si differenziano in quanto:

  • La contrattura coinvolge poche fibre e non causa impotenza funzionale;
  • Lo stiramento, causato da un trauma indiretto, interessa un alto numero di fibre muscolari, provoca dolore acuto, ematoma, ipertono muscolare e impotenza funzionale immediata;
  • Lo strappo, la forma più grave di lesione muscolare, porta ad un’interruzione anatomica del muscolo. I sintomi tipici sono dolore acuto violento, ematoma, interruzione del fascio muscolare, impotenza funzionale.

Queste lesioni presentano il rischio di complicazioni (perdita di elasticità, eventuali lacerazioni recidivanti, ossificazione del tessuto danneggiato).

Le lesioni tendinee, molto frequenti negli sportivi, sono spesso dovute alla continua ricerca del miglioramento della prestazione atletica ma le cause sono anche altre. Ci spieghiamo meglio.

Lesioni muscolo tendinee: cause

Le possibili cause che favoriscono e portano allo sviluppo di lesioni muscolo tendinee sono:

  • Squilibrio tra muscolo agonista e antagonista;
  • Fragilità e debolezza muscolare costituzionale;
  • Fattori anatomici particolari;
  • Sollecitazione oltre il limite fisiologico di un’articolazione;
  • Esecuzione scorretta del gesto atletico;
  • Disfunzioni neuromuscolari;
  • Equipaggiamento sportivo inappropriato;
  • Mancanza di preparazione atletica;
  • Allenamento su terreni inadeguati;
  • Deficit posturali, errato appoggio plantare;
  • Cattivo controllo della velocità e dell’intensità della messa in tensione del muscolo o dell’ampiezza e direzione del movimento.

Generalmente, i muscoli più coinvolti sono quelli superficiali, i più esposti ai traumi esterni:

  • gemelli, ischiocrurali (gamba);
  • quadricipite femorale (coscia);
  • intercostali (torace);
  • deltoide o bicipite brachiale (arti superiori).

I tendini collegano i muscoli alle ossa e funzionano da leva per consentire ai muscoli stessi di muovere le strutture scheletriche. Sono molto elastici ma poco resistenti alla trazione ed alle continue sollecitazioni. In più, sono costituiti da tessuto connettivo poco vascolarizzato. Considerando la loro importante funzione, i tendini sono soggetti ad un continuo stress che, a lungo andare, provoca microtraumi fino ad alterare la loro stessa struttura.

Lesioni muscolo tendinee: livelli di gravità

Le lesioni muscolari possono essere di:

I grado con dolore acuto ma di intensità non elevata e di breve durata, arrossamento cutaneo, lieve tumefazione e comparsa di un piccolo livido (ecchimosi);

II grado caratterizzata da danno anatomico più consistente, ematoma, dolore più forte e di maggiore durata;

III grado con dolore vivo e improvviso, descritto dal paziente come ‘qualcosa che si è rotto’, calore interno e totale impotenza funzionale.

Le lesioni tendinee si distinguono in:

tendiniti, forme d’infiammazione acuta che può interessare la giunzione osteo-tendinea (tendinopatia inserzionale) o la guaina sinoviale (tenosinovite);

tendinosi, forme croniche di infiammazione che portano alla degenerazione della struttura tendinea fino alla rottura (che spesso coinvolgono il tendine d’Achille e il capo lungo del bicipite brachiale).

Lesioni muscolo tendinee: terapie

Il trattamento varia in base alla gravità della lesione muscolare o tendinea.

E’ sempre consigliabile seguire entro le 48 ore il protocollo R.I.C.E. (riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione).

Per intervenire su infiammazione e dolore il medico prescriverà FANS (antinfiammatori non steroidei), antidolorifici, miorilassanti (in caso di contrattura).

La Fisioterapia fa molto di più: non punta ad eliminare i sintomi (come fanno, per un breve periodo di tempo, i farmaci) ma interviene sulle cause per risolvere definitivamente il problema evitando recidive.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

In caso di lesioni muscolo tendinee (escludendo la rottura muscolare e tendinea), il Centro Ryakos interviene con terapie fisiche strumentali d’elezione come la Tecarterapia e le Onde d’Urto utilizzando anche Flowave 2, un elettromedicale innovativo.

Oltre alle terapie strumentali, procede con la Terapia Manuale, kinesiotaping ed esercizi terapeutici (stretching, rinforzo muscolare, esercizi isometrici, propriocettivi, Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres).

L’efficacia di Flowave 2 in caso di lesioni muscolo tendinee

L'efficacia di Flowave 2 in caso di lesioni muscolo tendinee
L’efficacia di Flowave 2 in caso di lesioni muscolo tendinee

L’innovativo elettromedicale del Sistema Integrato Novalinfa Flowave 2 è indicato per il trattamento di numerosi disturbi tra cui le lesioni muscolo tendinee.

E’ l’unico elettromedicale che utilizza contemporaneamente 4 mezzi fisici: Polarterapia, Biorisonanza, Vacuum connettivale e Veicolazione transdermica di principi attivi naturali.

In più, integra un sistema di valutazione e controllo che permette all’operatore di controllare la risposta fisiologica al trattamento.

Produce onde sonore in grado di:

– drenare i liquidi in eccesso;

– incrementare il flusso periferico di sangue e linfa;

– vascolarizzare la zona trattata;

– aumentare l’ossigenazione e il nutrimento cellulare con effetto disintossicante;

– ridurre infiammazione, dolore, gonfiore;

– eliminare le aderenze tissutali;

– rigenerare i tessuti aumentando tono ed elasticità della pelle;

– potenziare il sistema immunitario..

Flowave 2 è un elettromedicale ad elevata efficacia, a lungo termine: dopo il trattamento, la condizione patologica non si ripresenta.

Flowave 2: controindicazioni

Come qualsiasi altro trattamento, Flowave 2 presenta alcune controindicazioni.

E’ controindicato in caso di:

– Gravidanza;

– Pace-maker e protesi metalliche;

– Ipertensione e disturbi cardiaci gravi;

– Infezioni sistematiche;

– Epilessia;

– Tromboflebiti;

– Cartilagine in aumento;

– Placche stabili.

Affidati esclusivamente a centri qualificati come il nostro.

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Post chirurgia di menisco e crociato

Post chirurgia di menisco e crociato

Post chirurgia di menisco e crociato: il trattamento Flowave 2

Il ginocchio è soggetto a traumi e infortuni che spesso richiedono un intervento chirurgico: in fase di post chirurgia di menisco e crociato cosa fare?

E’ necessario un percorso riabilitativo completo che includa trattamenti fisioterapici strumentali ed esercizi terapeutici mirati.

Uno dei trattamenti strumentali meno conosciuti, ad elevata efficacia che dura nel tempo, è  Flowave. Scopri di che si tratta.

Prima di scoprirlo, diamo un breve cenno di anatomia del ginocchio descrivendo le funzioni fondamentali del legamento crociato anteriore e del menisco.

In fase di diagnosi, la lesione del crociato viene accertata sia attraverso l’esame obiettivo con manovre cliniche sia attraverso esami strumentali (radiografia, Risonanza Magnetica Nucleare, TAC), mentre per il menisco lo specialista prescrive ecografia e RMN.

Oltre un terzo delle lesioni meniscali è associato a lesioni del legamento crociato anteriore.

Chirurgia e post chirurgia di menisco e crociato: anatomia del ginocchio

Lesione del crociato
Lesione del crociato

Il ginocchio è costituito da tre margini ossei: estremità distale del femore, estremità prossimale della tibia e rotula.

Il complesso legamentoso è composto da legamenti collaterali, alari, crociati e legamento rotuleo. I legamenti crociati si distinguono in anteriore e posteriore: sono posti all’interno della capsula articolare e hanno il compito di stabilizzare il movimento del ginocchio, specie quello di traslazione.

Legamento crociato anteriore (LCA) e menisco sono due strutture fondamentali per l’articolazione del ginocchio. Il crociato anteriore è una struttura essenziale per la stabilità del ginocchio in mancanza della quale si altera notevolmente la biomeccanica dell’articolazione stessa causando cedimenti improvvisi in fase di appoggio e conseguenti danni articolari al menisco e alla cartilagine che possono scatenare un’artrosi precoce.

Il legamento crociato anteriore, soprattutto nello sport, è una struttura particolarmente sollecitata, spesso soggetta a lesione o rottura a seguito di traumi, distorsioni, infortuni o incidenti stradali.

Il menisco, struttura fibro-cartilaginea posta all’interno dell’articolazione (sopra il piatto tibiale), funge da ammortizzatore consentendo lo scivolamento delle superfici articolari. Ciascun ginocchio dispone di due menischi (mediale e laterale) seppure vengano divisi in 4 quadranti (anteriore mediale, anteriore laterale, posteriore mediale, posteriore laterale). L’usura del menisco, un’eventuale frattura o fessurazione alterano la biomeccanica del ginocchio causando un forte dolore e la sensazione che l’articolazione si ‘incastri’.

Legamento crociato e menisco: intervento chirurgico

lesione del menisco intervento

In riferimento al legamento crociato, si ricorre all’intervento chirurgico per ricostruire l’articolazione allo scopo di recuperare la corretta mobilità, stabilità, flessibilità, forza e capacità di eseguire certi movimenti del ginocchio.

Il migliore intervento chirurgico non basta per il completo recupero funzionale senza un adeguato iter riabilitativo e rieducativo post-chirurgico.

La chirurgia moderna ha fatto passi da gigante. Attualmente, in caso di totale rottura del crociato, è possibile sostituire un legamento rotto con uno da cadavere o una porzione del tendine rotuleo oppure di uno dei tre tendini della zampa d’oca (semitendinoso, sartorio e gracile). Il tessuto viene fatto passare attraverso fori praticati nell’osso del femore e della tibia, dopodiché viene ancorato in posizione corretta all’osso per creare un nuovo legamento crociato anteriore.

Spesso, la post chirurgia viene preceduta da un iter pre-operazione allo scopo di preparare adeguatamente il paziente ad affrontare l’intervento.

All’atleta che ha una muscolatura in ottime condizioni basterà seguire cicli di ghiaccio, riposo e compressione con fasciatura.

Chi non pratica sport o regolare attività fisica dovrà seguire un periodo di fisioterapia e riposo per recuperare parzialmente la mobilità del ginocchio, migliorarne la fisiologia, ridurre gonfiore e dolore.

In caso di menisco rotto, si ricorre all’artroscopia, che prevede una pulizia articolare e meniscale dei frammenti lesionati.

Riabilitazione post chirurgia di menisco e crociato: percorso essenziale

artroscopia ginocchio

Il percorso essenziale di riabilitazione post chirurgica (dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore) è finalizzato al ripristino del movimento del ginocchio, al recupero della stabilità e di tutte le sue funzioni.

Dopo l’intervento viene applicato un tutore articolato, fissato in completa estensione o tra o° e 90° secondo le indicazioni del chirurgo. Per la deambulazione, vengono prescritte le stampelle.

A distanza di poche ore dall’operazione, è importante estendere completamente e flettere il ginocchio per evitare che si irrigidisca o si infiammi e per consentire al paziente di riprendere velocemente il pieno controllo dell’arto.

La riabilitazione prevede l’esecuzione esercizi terapeutici mirati (eccentrici, di mobilità, flessione ed estensione isotonica, rinforzo delle strutture articolari e muscolari, posturali, rieducazione propriocettiva) da svolgere secondo le indicazioni del Fisioterapista.

Ogni paziente è un essere unico. Ecco perché il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale allo scopo di pianificare un percorso terapeutico e riabilitativo personalizzato.

Il percorso di recupero non deve essere né troppo rapido né troppo lento: va programmato in base alle condizioni del paziente.

Oltre alla Tecarterapia e al Laser Yag ad Alta potenza, il trattamento strumentale d’elezione in fase di post chirurgia di menisco e crociato è Flowave 2. Scopri cos’è e come funziona.

Flowave 2: cos’è, come funziona

trattamento cellulite con flowave

Flowave 2 è un elettromedicale innovativo, altamente tecnologico e ad elevata efficacia del Sistema Integrato Novalinfa. E’ l’unico a sfruttare simultaneamente 4 mezzi fisici: Polarterapia, Biorisonanza, Vacuum connettivale e Veicolazione transdermica.

Generando onde sonore, apporta i seguenti benefici:

– Aumenta il flusso periferico di linfa e sangue;

– Drena i liquidi in eccesso;

– Vascolarizza la zona trattata;

– Aumenta l’ossigenazione e il nutrimento cellulare;

– Disintossica i tessuti;

– Riduce infiammazione, dolore, gonfiore, pesantezza dell’arto;

– Elimina le aderenze tissutali;

– Migliora il tono e l’elasticità della pelle;

– Rigenera i tessuti;

– Rafforza il sistema immunitario.

Il terapista può monitorare la risposta fisiologica al trattamento grazie ad un sistema di valutazione e di controllo integrato.

L’efficacia di Flowave 2 è a lungo termine.

Flowave 2: controindicazioni

Tutti possono essere sottoposti al trattamento Flowave 2?

No, questo elettromedicale è controindicato in caso di:

– Gravidanza;

– Pace-maker e protesi metalliche;

– Ipertensione e disturbi cardiaci gravi;

– Infezioni sistematiche;

– Epilessia;

– Tromboflebiti;

– Cartilagine in aumento;

– Placche stabili.

Tempi di recupero

Ogni paziente è un essere unico, l’abbiamo detto.

Per ogni paziente, è necessario programmare un iter riabilitativo personalizzato. Allo stesso modo, i tempi di recupero possono variare.

In genere, il paziente torna a camminare normalmente dopo 20 giorni/un mese dall’intervento. Per riprendere l’attività fisica, ci vorranno 6-8 mesi.

Per un atleta professionista, considerando le ottime condizioni fisiche, il discorso cambia: i tempi di recupero sono di 110/120 giorni.

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Edema: il trattamento più efficace

Edema: il trattamento più efficace

Edema: sai qual è il trattamento più efficace per curarlo?

L’edema (conosciuto anche come idropisia o ritenzione idrica) non è una patologia ma un sintomo. E’ il gonfiore dovuto ad accumulo di eccessive quantità di liquido linfatico nei tessuti.

Si manifesta più di frequente agli arti inferiori (caviglie, piedi e gambe) ma può interessare gli arti superiori (braccia), mani e viso. Quando è diffuso in tutto il corpo, prende il nome di anasarca.

A differenza del linfedema (patologia cronica), l’edema è un disturbo temporaneo.

Insorge a causa di un eccesso di liquido interstiziale (soluzione acquosa presente tra le cellule di un tessuto) in una parte del corpo o in tutto il corpo. La formazione di trasudato è dovuta ad una tendenza anomala nel trattenere acqua e sodio nell’organismo. Il liquido interstiziale si accumula fuori dai capillari provocando il gonfiore a causa di una riduzione della capacità dei capillari di assorbire il liquido stesso.

Quali sono le cause ed i sintomi associati? Come diagnosticarlo? Quali terapie si raccomandano? Perché il trattamento Flowave 2 è considerato il migliore in assoluto?

Edema: cause

edema

L’edema può essere generato da un difetto e rallentamento della circolazione venosa, da un evento traumatico, dall’assunzione di alcuni farmaci, scompensi cardiaci, insufficienza renale o epatica.

Può essere classificato in edema localizzato (che interessa arti inferiori, mani o viso) o generalizzato (dovuto a ritenzione idrica e di sodio nel polmone, cervello, occhi, fegato, cuore e reni a causa di particolari patologie).

Le possibili cause responsabili dell’edema sono numerose e diverse tra loro:

  • Allergie alimentari o da contatto (punture d’insetti)
  • Alluce valgo
  • Anoressia nervosa
  • Antrace
  • Artrite psoriasica
  • Borsite
  • Cambiamenti ormonali (sindrome premestruale, gravidanza)
  • Cellulite infettiva
  • Cirrosi epatica
  • Colangite sclerosante
  • Dermatite
  • Disfunzioni dei canali linfatici (linfedema)
  • Difterite
  • Distorsione
  • Edema polmonare
  • Emofilia
  • Erisipela
  • Geloni
  • Infiammazioni, infezioni e lesioni
  • Patologie a carico di reni (insufficienza renale), cuore (insufficienza cardiaca), fegato (insufficienza epatica) e tiroide
  • Intervento chirurgico (ad esempio, rimozione dei linfonodi)
  • Ipertensione o ipotensione
  • Lussazione
  • Linfoma
  • Linfogranuloma venereo
  • Malattia di Chagas
  • Malattia di Kawasaki
  • Miocardite
  • Morbo di Cushing
  • Nefropatia diabetica
  • Orzaiolo
  • Pannicolite
  • Rosacea
  • Sclerodermia
  • Sepsi
  • Sintomi dello scompenso cardiaco
  • Strappo muscolare
  • Trombosi venosa profonda
  • Abuso di alcuni farmaci (FANS, estrogeni, calcio-antagonisti)
  • Vene varicose.

Tra i fattori di rischio, ritroviamo:

  • Vita sedentaria, stare seduti o in piedi per molte ore;
  • Consumo di sale e cibi salati;
  • Alimentazione squilibrata;
  • Stile di vita scorretto (alcol, fumo, scarsa attività fisica).

Sintomi associati

migliori trattamenti per l'edema

L’edema è di per sé un sintomo che si manifesta con gonfiore che può colpire qualsiasi parte del corpo, in particolare gambe e braccia.

Di seguito, elenchiamo tutti i possibili sintomi associati:

  • Aumento del peso corporeo;
  • Sensazione di pesantezza e tensione nell’area colpita;
  • Dolore;
  • Difficoltà di movimento;
  • Arrossamento, senso di calore e comparsa di una tumefazione dolente (in caso di infiammazione o infezione);
  • Ematoma (quando l’edema è causato da un trauma);
  • Gonfiore alle mani e al volto, alle palpebre, labbra, occhi, lingua e laringe, prurito e bruciore (in caso di allergia), un’emergenza medica per via del rischio di soffocamento;
  • Segni di contusione, distorsione e frattura (se di origine traumatica);
  • Marcato dimagrimento, atrofia muscolare, alterazione del trofismo di cute ed annessi cutanei (in caso di edema generalizzato).
  • Elefantiasi (nei casi più gravi e rari) con edema duro e irreversibile.

Complicazioni

Un edema generato da un trauma può celare un osso articolare fratturato.

Quando colpisce le gambe, è generalizzato e comunque non dovuto a eventi traumatici, se viene trascurato o non trattato tempestivamente e adeguatamente può portare a conseguenze anche gravi. Ad esempio, se colpisce le gambe, potrebbe provocare la rottura di una vena varicosa causando flebite o trombosi.

Lo stravaso potrebbe scatenare un’infiammazione nell’area colpita e flebite, ovvero un’infiammazione che interessa le vene.

Riguardo all’edema generalizzato, il medico dovrà indagare sulla patologia responsabile del sintomo attraverso opportuni esami medici.

Diagnosi

La diagnosi dell’edema è prevalentemente clinica. Durante la visita, il medico verificherà la presenza di infezioni,  vene varicose o ferite.

Per accertamenti, prescriverà i seguenti esami strumentali:

  • Radiografia
  • Tac
  • Risonanza magnetica
  • Test delle urine
  • Esami del sangue.

Trattamenti consigliati per curare l’edema

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Le forme più lievi, in genere, regrediscono spontaneamente.

Nei casi più gravi, il medico può prescrivere:

  • Riposo, applicazione di ghiaccio, compressione ed elevazione, farmaci antinfiammatori e antiedemigeni (in caso di traumi);
  • Farmaci diuretici (controindicati in gravidanza);
  • Preparati naturali a base di aloe vera, arnica, bromelina ed escina per combattere infiammazione e dolore;
  • Bendaggi compressivi sull’arto colpito per riassorbire i liquidi in eccesso;
  • Linfodrenaggio manuale;
  • L’utilizzo di calze elastiche.

Consiglierà, inoltre di:

  • ridurre il consumo di sale e prediligere frutta e verdura, ricchi di potassio;
  • dormire con le gambe leggermente sollevate usando cuscini da posizionare sotto gli arti inferiori;
  • camminare, svolgere attività fisica ed esercizi di stretching evitando di stare seduti o in piedi per troppe ore;
  • bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno);
  • indossare abiti e scarpe comodi, che non blocchino la circolazione;
  • applicare sulle gambe creme o gel ad azione vaso-protettiva (limitata),

Ogni forma di edema va curato indagando sulla causa principale, quindi il trattamento varia a seconda della condizione o patologia riscontrata in fase di diagnosi.

Nei casi non dovuti a particolari patologie, caratterizzati da ritenzione idrica e mal funzionamento del sistema linfatico e sanguigno, la terapia d’elezione si chiama Flowave 2. Cos’è?

Edema: come risolve la Fisioterapia d’elezione

Nel campo della Fisioterapia, l’edema può essere contrastato con la Pressoterapia e il Linfodrenaggio Manuale. Il Centro Ryakos ha scelto il Linfodrenaggio Manuale metodo Vodder, il migliore. Offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Il trattamento d’elezione per la cura dell’edema è Flowave 2, un elettromedicale del Sistema Integrato Novalinfa. Interviene su svariati disturbi e patologie come edema, linfedema, lipedema, ulcere venose e linfatiche, ritenzione idrica, infiammazioni, lesioni muscolari, patologie del microcircolo, ulcere post-traumatiche e da decubito, piede diabetico.

L’obiettivo principale è drenare, eliminare i liquidi in eccesso favorendo il deflusso della linfa per ridurre il gonfiore e migliorare la funzionalità dell’arto.

Flowave 2 genera onde sonore in grado di attivare il drenaggio linfatico e sanguigno.

Rappresenta l’unico elettromedicale che sfrutta simultaneamente 4 mezzi fisici:

Polarterapia, che contribuisce all’eliminazione di aggregati proteici presenti nelle zone da trattare;

Biorisonanza, che ripristina la funzionalità dei sistema nervoso, venoso, linfatico e muscolare ristabilendo l’equilibrio nell’organismo;

Vacuum connettivale, che favorisce il drenaggio e migliora l’ossigenazione dei tessuti superficiali;

Veicolazione transdermica di principi attivi naturali tramite un segnale sonoro.

Sottoponendo le cellule a onde di pressione e decompressione cicliche, ripristina la corretta intensità di corrente della membrana cellulare.

Grazie ad un sistema di valutazione e di controllo integrato (eco e impedenziometrico) il terapista potrà monitorare la risposta fisiologica al trattamento del paziente.

I benefici di Flowave 2

estetica

Flowave 2 contribuisce a riattivare il metabolismo, drena, incrementa l’ossigenazione e il nutrimento cellulare, rigenera.

Ecco quali sono i benefici reali di questo elettromedicale:

  • Drena i liquidi stagnanti;
  • Incrementa il flusso periferico di linfa e sangue;
  • Consente la rivascolarizzazione della zona trattata riattivando l’equilibrio idrico;
  • Ossigena e disintossica i tessuti apportando nutrienti;
  • Riduce infiammazione, dolore, senso di stanchezza e pesantezza dell’arto;
  • Elimina le aderenze tissutali;
  • Aumenta il tono e l’elasticità della pelle;
  • Rigenera i tessuti.

Le onde sonore svolgono un’azione depurativa del sistema linfatico e rafforzano il sistema immunitario.

Una volta concluso il trattamento, la condizione patologica non si ripresenta. La sua efficacia è a lungo termine.

Flowave 2: controindicazioni

Non tutti i pazienti possono sottoporsi a questo trattamento.

Flowave 2 è controindicato in caso di:

  • Gravidanza;
  • Pace-maker e protesi metalliche;
  • Ipertensione e disturbi cardiaci gravi;
  • Tromboflebiti;
  • Infezioni sistematiche;
  • Epilessia;
  • Cartilagine in aumento;
  • Placche stabili.

Affidati esclusivamente a centri qualificati come il nostro.

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Linfedema: come risolvere

Linfedema: come risolvere

Linfedema: la terapia efficace si chiama Flowave 2, funziona

Spesso, un’anomalia del sistema linfatico può causare l’insorgere del linfedema, un esagerato accumulo di linfa in vari distretti del corpo. Succede quando la linfa non riesce a scorrere adeguatamente verso il cuore e ristagna.

La linfa, liquido interstiziale che circola nei vasi linfatici, ha un ruolo importante nel sistema immunitario: risponde ai segnali di infezione o altri danni.

Il linfedema si presenta come un gonfiore (edema) di consistenza fibrosa, non comprimibile.

Non va confuso con l’edema (destinato a scomparire gradualmente) in quanto il gonfiore tipico di questa patologia è cronico. Interessa soprattutto gli arti superiori e inferiori (braccia e gambe) ma può compromettere anche altre parti del corpo (mani, piedi, ecc.).

Consigliamo di non sottovalutare i gonfiori di braccia e gambe e di rivolgervi ad un medico, ad uno specialista in malattie del sistema venoso e linfatico (flebologo, linfologo).

La giusta diagnosi, come sempre, si rivelerà preziosa nella scelta della terapia più adeguata.

Scopri cause, sintomi, diagnosi e le migliori terapie per combattere questo problema.

La migliore in assoluto? Flowave 2, il trattamento d’elezione.

Linfedema di I e II livello

cura linfedema

Esistono due forme di linfedema:

  • Linfedema primario, causato da anomalie congenite come linfonodi o canali linfatici non completamente formati, malattia di Meige;
  • Linfedema secondario, non congenito, che si sviluppa nel corso del tempo a causa di infezioni, lesioni, interventi chirurgici, radioterapie, ecc.

Tutte le cause del linfedema

Elenchiamo di seguito tutte le possibili cause responsabili del linfedema:

  • Anomalie congenite (es. malattia di Meige)
  • Infezioni
  • Lesioni
  • Interventi chirurgici (ad esempio, asportazione di masse tumorali)
  • Radioterapie
  • Traumi
  • Ustioni gravi
  • Adenopatie (o linfoadenopatie)
  • Diabete
  • Età o sesso femminile
  • Obesità patologica
  • Linfangite
  • Cellulite batterica o infettiva
  • Erisipela e filariosi linfatica
  • Disturbo venoso combinato ad insufficiente esercizio fisio.

In pazienti affetti da insufficienza venosa cronica, un linfedema lieve-moderato può anche insorgere per trasudazione di linfa nei tessuti interstiziali.

Sintomi

A seconda che si tratti di linfedema di I o II livello, si possono riscontrare i seguenti sintomi:

  • Gonfiore ad un braccio o ad una gamba (sintomo principale);
  • Sensazione di pesantezza;
  • Alterazione della cromia della pelle che tende a scolorire, diventare lucida e ispessirsi;
  • Difficoltà a muovere o piegare l’arto interessato;
  • Pelle fragile e soggetta a infezioni, prurito e tensione;
  • Dolore o indolenzimento, tensione e affaticamento dell’arto colpito.

Il linfedema non è una patologia dolorosa in sé: il dolore avvertito dai pazienti si riferisce, in realtà, ad una costante sensazione di oppressione a causa del gonfiore localizzato.

Nei casi più gravi, può evolvere in elefantiasi.

Diagnosi

miglior trattamento per linfedema

La diagnosi del linfedema è essenzialmente clinica, eseguita attraverso l’osservazione diretta dell’arto compromesso. Generalmente, il linfedema colpisce un solo arto. Lo specialista può avvalersi del cosiddetto segno di Stemmer, uno strumento diagnostico che permette di riconoscere questa patologia.

La diagnosi differenziale è necessaria in caso di linfedema dipendente da insufficienza cardiaca congestizia, renale o epatica. In casi del genere, la patologia colpisce entrambi gli arti.

Per confermare il sospetto di linfedema, il medico prescrive esami strumentali come MRI (risonanza magnetica), TC (tomografia computerizzata), linfoscintigrafia, Eco-Color-Doppler.

Raccomandiamo di sottoporsi ad una diagnosi precoce, già ai primi sintomi, perché attraverso una terapia tempestiva è possibile ridurre notevolmente il gonfiore e tenerlo sotto controllo evitando che peggiori.

Cosa si consiglia per la terapia del linfedema

Pur ammettendo che non esiste una terapia risolutiva al 100%, per migliorare i sintomi del linfedema si raccomandano le seguenti terapie:

  • Pressoterapia sequenziale ad aria e contenzione elastica (bendaggio, tutori elastici) per decongestionare e far confluire i liquidi nel sistema linfo-ematico;
  • Chinesiterapia che favorisce la contrazione muscolare facilitando il drenaggio dei liquidi;
  • Cura della cute per evitare infezioni;
  • Drenaggio linfatico a onde sonore (Flowave 2) che favorisce l’attivazione delle vie linfatiche;
  • Chirurgia (nei casi più gravi) per rimuovere il tessuto in eccesso.

L’obiettivo numero uno del trattamento fisioterapico del linfedema è drenare, eliminare il ristagno della linfa favorendone il deflusso. Il gonfiore dell’arto si riduce, la funzionalità migliora.

In caso di linfedema causato da linfangite batterica sottostante, sarà necessario seguire una specifica terapia antibiotica.

La terapia complessa decongestiva (Linfodrenaggio, bendaggio, tutori elastici, Pressoterapia) è controindicata nei pazienti diabetici, ipertesi, affetti da paralisi, infezioni cutanee acute, insufficienza cardiaca, trombosi, tumore.

L’efficacia di Flowave 2 nella cura del linfedema

estetica

Le cause del linfedema sono irreversibili; di conseguenza, non guarisce mai del tutto.

Da qualche anno, esiste una terapia fisica strumentale molto valida ed efficace, in grado di curare edema, linfedema, flebolinfedema, lipedema ma anche ulcere venose e linfatiche, ematomi, ritenzione idrica, infiammazioni, lesioni muscolari, dolore e pesantezza di gambe, patologie del microcircolo, ulcere post-traumatiche e da decubito, piede diabetico ed altro ancora.

Flowave 2 è un’apparecchiatura del Sistema Integrato Novalinfa che genera onde sonore in grado di attivare un drenaggio veno-linfatico selettivo (loco-regionale).

E’ l’unico elettromedicale che utilizza contemporaneamente 4 mezzi fisici:

Polarterapia, che influenza la membrana cellulare e le molecole libere e contribuisce all’eliminazione di aggregati proteici presenti nelle zone da trattare;

Biorisonanza, che ridefinisce il range fisiologico dei sistemi nervoso, venoso, linfatico e muscolare e ristabilisce l’equilibrio nell’organismo;

Vacuum connettivale, che ripristina la giusta attività linfatica e del microcircolo favorendo il drenaggio e migliorando l’ossigenazione dei tessuti superficiali;

Veicolazione transdermica di principi attivi naturali tramite un segnale sonoro.

Questo dispositivo innovativo combina l’uso di un segnale a forme d’onda e frequenze specifiche con l’azione della pressione negativa (vacuum).

Le cellule vengono sottoposte a onde di pressione e decompressione cicliche per ripristinare la corretta intensità di corrente della membrana cellulare, la cosiddetta ‘coerenza fisiologica’ per le normali funzioni biologiche.

E’ talmente preciso da integrare un sistema di valutazione e di controllo (eco e impedenziometrico): durante la terapia l’operatore può verificare la risposta fisiologica al trattamento.

Azioni reali di Flowave 2

Flowave 2, agendo mediante un campo magneto-elettrico generato da micro-correnti, riattiva il metabolismo, aumenta l’ossigenazione e il nutrimento cellulare, drena e rigenera.

Grazie all’azione sinergica dei 4 mezzi fisici applicati, Flowave 2 permette di:

  • Drenare i liquidi stagnanti;
  • Aumentare il flusso periferico di linfa e sangue;
  • Permettere la rivascolarizzazione dell’area trattata ripristinando l’equilibrio idrico;
  • Ossigenare e disintossicare i tessuti;
  • Apportare nutrienti nelle aree trattate;
  • Ridurre l’infiammazione, il dolore, il senso di pesantezza e stanchezza degli arti;
  • Eliminare il dolore;
  • Eliminare le aderenze tissutali;
  • Attenuare iperemie, edemi, linfedemi;
  • Aumentare il tono e l’elasticità della pelle;
  • Rigenerare i tessuti.

Le onde sonore hanno un effetto depurativo del sistema linfatico e potenziano l’attività del sistema immunitario.

In riferimento al linfedema, Flowave 2 riduce la filtrazione capillare, stimola la muscolatura dei vasi, aumenta il drenaggio dei liquidi, mobilita le macro molecole proteiche reindirizzandole verso le aree di recupero linfatico.

Test clinici a medio/lungo termine hanno evidenziato che l’iniziale condizione patologica non si ripresenta nelle zone trattate. La sua efficacia dura nel tempo.

Flowave 2: controindicazioni

Il trattamento Flowave 2 è controindicato in caso di:

  • Gravidanza;
  • Pace-maker e protesi metalliche;
  • Ipertensione grave;
  • Tromboflebiti;
  • Disturbi cardiaci gravi;
  • Infezioni sistematiche;
  • Cartilagine in aumento;
  • Epilessia;
  • Placche stabili.

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Tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino

Tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino

Tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino: che fare?

Oltre a descrivere tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino (tema centrale del focus) spieghiamo cosa s’intende per postura corretta.

Quali atteggiamenti ripetuti nel ragazzo portano, col passare del tempo, a vizi posturali? Come correggerli e diagnosticarli precocemente considerando che, nella fase di crescita, potrebbero portare a conseguenze anche gravi?

L’età adolescenziale è l’età del cambiamento. Un periodo di trasformazione del corpo talmente rapida e incontrollata da rischiare l’instaurarsi di curve patologiche nella colonna vertebrale. In questa delicata fase evolutiva, possono svilupparsi atteggiamenti scoliotici, iperlordosi, ipercifosi ed altri disturbi.

A ragazzi e genitori consigliamo di non trascurare questo problema. Una diagnosi precoce ed un occhio attento possono risolvere tempestivamente la postura scorretta.

La migliore risposta terapeutica la fornisce la Fisioterapia e Riabilitazione.

Tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino: sono cinque

alterazioni posturali del bambino

In età scolare e adolescenziale, i paramorfismi colpiscono il 40-50% dei ragazzi: sono dovuti, in gran parte, all’uso sempre più precoce e sregolato di smartphone, tablet, videogiochi ed altri dispositivi tecnologici che non solo costringono i giovanissimi ad assumere posture scorrette per molte ore al giorno ma frenano la possibilità di praticare attività fisica.

Per paramorfismo della colonna vertebrale s’intende un’alterazione della normale morfologia che, in genere, è transitoria, correggibile e non modifica la struttura scheletrica (come la scoliosi). E’ importante individuare questi atteggiamenti posturali viziati con diagnosi precoci nella delicata età evolutiva perché, se trascurati o mal curati, possono trasformarsi in dismorfismi, gravi alterazioni funzionali.

Quanti e quali sono tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino?

Sono cinque, ecco quali:

Instabilità posturale

postura scorretta nel bambino

E’ quella che in inglese chiamano ‘postural sway’, letteralmente ondeggiamento, oscillazione posturale ovvero l’incapacità di mantenere la postura e l’equilibrio sia da fermi sia nella deambulazione.

Questa condizione può comportare una sensazione di caduta, vertigini e capogiri. Nei giovani, può essere dovuta a disturbi a livello cervicale, mascellare o mandibolare.

Mantenere l’equilibrio e una posizione stabile è fondamentale per evitare l’ondeggiamento o instabilità posturale, che aumenta i rischi di infortunio. Alcuni studi hanno riferito che l’asimmetria raggiunge e, talvolta, supera i 4 centimetri.

L’instabilità posturale può provocare notevoli alterazioni a carico dell’apparato mio-artro-cinetico riducendo significativamente le performance motorie.

Esistono test specifici per la valutazione dell’instabilità posturale, tra cui la posturografia computerizzata basata su una piattaforma con speciali sensori che registrano l’ondeggiamento del paziente (fermo in piedi).

Iperlordosi lombare e cervicale

dolore lombare da iperlordosi

L’iperlordosi lombare è l’eccessivo aumento della curva bassa (lombare) associata ad alterazioni posturali. Deriva da una rotazione anteriore del bacino (antiversione o tilt anteriore) che fa aumentare l’angolo lombo-sacrale. La rotazione in avanti del bacino è dovuta ad un accorciamento dei muscoli flessori dell’anca (ileo-psoas, retto femorale, comparto adduttorio, tensore della fascia lata), dei muscoli estensori lombari (erettori della colonna e quadrato dei lombi) nonché ad una riduzione del tono muscolare e del controllo motorio dei muscoli del core addominale. Può essere favorita da sovraccarico (ad esempio, zaino pesante).

L’iperlordosi può essere compensata a livello superiore con un aumento della cifosi dorsale e, in seguito, a livello del tratto cervicale.

I soggetti sedentari che non praticano attività fisica con debolezza muscolare sono i più colpiti da iperlordosi.

L’accentuazione della curva può verificarsi anche nel tratto cervicale (iperlordosi cervicale).

L’iperlordosi può essere un paramorfismo (atteggiamento che si può correggere passivamente o attivamente, tipico dei giovani) o un dismorfismo (ormai strutturato, impossibile da correggere che riguarda soprattutto gli anziani). Il disturbo dovuto a paramorfismo è causato da squilibri muscolari e fasciali, ecco perché si può correggere.

Ipercifosi dorsale (o dorso curvo)

dorso curvo giovanile

L’ipercifosi dorsale (dorso curvo) è l’accentuazione della curva superiore. Può essere favorita da particolari posizioni come lo stare eccessivamente chini sui libri ed è caratterizzata da un deficit nell’apparato muscolare con conseguente incapacità nel mantenere una postura eretta e corretta.

Nel bambino e nell’adolescente, questo atteggiamento si attribuisce spesso ad una chiusura psicologica che si somatizza nella posizione viziata.

Schiena, testa e collo, nell’ipercifosi dorsale, sono proiettati in avanti.

Nonostante si richieda sempre una radiografia dell’intero rachide in stazione eretta, la diagnosi è spesso clinica. E’ sufficiente chiedere al paziente di provare a raddrizzare il rachide verso l’alto. Se riesce a farlo il problema è di tipo posturale, altrimenti si tratta di un’alterazione anatomica permanente.

Dorso piatto (postura Flat back o Flatback)

E’ l’appiattimento della curva superiore (dorsale) tipico di una schiena meno resistente agli sforzi.

La normale curva dorsale del rachide è ridotta o annullata. La colonna appare dritta anziché mostrare le normali curve fisiologiche, la testa è inclinata in avanti o il rachide cervicale è molto esteso (collo iperteso), la parte inferiore della zona toracica è dritta mentre quella superiore appare flessa.

Il dorso piatto è una patologia poco comune che si può correggere ripristinando la mobilità della zona lombare tramite esercizi di estensione attivi e passivi.

Atteggiamento scoliotico

come si vede una scoliosi

In questo focus, trattiamo tutte le posture scorrette negli adolescenti che possono portare a disturbi transitori, che si possono correggere. Escludiamo patologie come la scoliosi, una deviazione patologica irreversibile della colonna. Una questione seria che non deve essere confusa col semplice atteggiamento scoliotico. Quest’ultimo è reversibile e curabile.

A prima vista, scoliosi e atteggiamento scoliotico possono sembrare simili per via di una sopraelevazione della spalla e una deviazione laterale del rachide visibile dalle radiografie.

In realtà, mentre la scoliosi è un disordine strutturale ed evolutivo caratterizzato dalla rotazione vertebrale e dalla gobba, l’atteggiamento scoliotico è semplicemente un disordine posturale.

Altre cause dei paramorfismi in età adolescenziale

postura scorretta bambini

I paramorfismi della colonna possono essere dovuti, oltre ad alterazioni posturali, anche ad altre cause:

  • Problematiche craniali dovute a compressioni del parto;
  • Disturbi viscerali;
  • Squilibri ormonali;
  • Problemi visivi (ad esempio lo strabismo oculare);
  • Disturbi del piede;
  • Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, Malocclusione;
  • Problemi associati all’uso scorretto della lingua (deglutizioni atipiche, frenulo linguale corto);
  • Sovraccarichi durante le normali attività quotidiane o le attività sportive;
  • Debolezza muscolare, squilibri muscolari;
  • Obesità, sovrappeso;
  • Vita sedentaria.

Gli esperti consigliano un’ora di sport al giorno.

Postura corretta: come riconoscerla

Per postura s’intende il mantenimento del corpo in equilibrio col minimo dispendio di energie possibile.

Una postura corretta presenta, di profilo, normali curve che tendono a portare in avanti la pancia (curva lombare), all’indietro il dorso (curva dorsale) e in avanti la testa (curva cervicale). Vista da dietro la colonna appare dritta in stazione eretta. Curve accentuate o appiattite indicano una disfunzione della colonna.

Nella postura corretta, tutto appare regolare:

  • La curva lombare fisiologica presenta il bacino in posizione neutra con angolo lombosacrale di 30° ed un corretto equilibrio tra la lunghezza dei muscoli;
  • Il capo è eretto, non proteso in avanti. Il viso non presenta asimmetrie, specie per la mandibola, altrimenti si dovrebbe sospettare una disfunzione dell’ATM;
  • Il dorso è eretto, non incurvato, e le spalle non cadono in avanti. Una spalla più alta dell’altra può indicare un atteggiamento scoliotico. E’ importante controllare che l’apice delle spalle sia sulla stessa linea escludendo la presenza di scapole alate;
  • Vista da dietro, la schiena è simmetrica mentre, di lato, le tre curve naturali consentono il molleggiamento per attutire i colpi sulle singole vertebre;
  • Riguardo alle ginocchia, la parte superiore della gamba deve essere in asse con la parte inferiore. In caso contrario, può trattarsi di ginocchio valgo o varo;
  • Il piede non presenta anomalie di appoggio (come il piede piatto, pronato, supinato, equino, torto).

La posizione corretta del corpo presenta molti vantaggi:

  • Pressione uniforme su colonna, muscoli e legamenti che riduce lo stress fisico;
  • Ossa allineate con articolazioni muscoli e legamenti che funzionano al meglio insieme agli organi vitali;
  • Corretto funzionamento dei polmoni, quindi ossigenazione sufficiente al corpo per sentirsi più energico;
  • Possibilità di soffrire di dolori alla schiena, collo e mal di testa notevolmente diminuita se non azzerata.

L’importanza della diagnosi precoce

Esame posturale

Tutte le posture scorrette nell’adolescente e nel bambino possono essere ‘sospettate’ dall’occhio attento di un genitore o di un insegnante e devono essere indagate attraverso una diagnosi precoce del medico ortopedico.

La diagnosi comprende l’esame obiettivo, test specifici a seconda del disturbo ed eventuali esami strumentali richiesti dal medico ortopedico (radiografie della colonna)

Lo studio del paziente al filo a piombo e con specchio posturale permette di evidenziare eventuali asimmetrie, deviazioni, deformità, disfunzioni della colonna.

E’ importante controllare anche la vista, l’articolazione temporo-mandibolare (problemi dentali), l’equilibrio, la priopriocettività del ragazzo, tutti fattori collegati alla postura.

La valutazione eseguita dal Fisioterapista con monitoraggio costante e periodico farà il resto.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale che include test specifici per pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

L’esame d’elezione è quello Baropodometrico, un’analisi biomeccanica e posturale che rappresenta una valida integrazione alla diagnosi clinica. E’ indispensabile per valutare il corretto sviluppo morfologico dei ragazzi, per ricercare eventuali atteggiamenti podalici o posturali scorretti che, se trattati precocemente e tempestivamente, si possono facilmente risolvere.

Come trattare tutte le posture scorrette nell’adolescente: risponde la Fisioterapia

mezieres

Instabilità posturale, iperlordosi lombare e cervicale, ipercifosi dorsale (o dorso curvo), dorso piatto, atteggiamento scoliotico. Come curare queste alterazioni posturali nel ragazzo?

In presenza di posture scorrette, un’ora di sport al giorno non basta. E’ necessario correggere i vizi posturali con la Fisioterapia e la Riabilitazione.

Al fine di pianificare un programma terapeutico personalizzato al singolo caso per un trattamento mirato e su misura, il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale.

Il Fisioterapista valuta, in particolare, i recettori posturali disfunzionali come ATM, piede, vestiboli, occhi, traumi, eventuali fratture e cicatrici da trattare.

Innanzitutto, è necessario risolvere i problemi distrettuali che causano i vari disturbi, ovvero la presenza di muscoli accorciati o ipotonici.

A seconda dei disturbi riscontrati, i trattamenti più efficaci e risolutivi sono:

  • Massaggio connettivale eseguito dal Massofisioterapista per il rilascio di tensioni interne;
  • Trazioni vertebrali per allungare meccanicamente la colonna vertebrale (a livello cervicale e lombare) attraverso l’applicazione di carichi;
  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Esercizi terapeutici mirati a migliorare la forza muscolare, ridurre eventuali dolori, contrastare le eccessive curvature ed allungare i muscoli contratti o accorciati. E’ importante abbinare esercizi respiratori;
  • Ginnastica posturale finalizzata alla rieducazione ed alla stabilizzazione della colonna, a migliorare la percezione statica e dinamica, lo sviluppo psicomotorio, la tonificazione, equilibrio e propriocettività;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres.

Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres

Una volta accertata la disfunzione posturale del ragazzo attraverso l’Esame Baropodometrico, il Fisioterapista raccomanderà un percorso unico, uno step riabilitativo determinante e risolutivo.

Si chiama Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres.

Questo percorso terapeutico e preventivo è indicato anche a giovani e giovanissimi che presentano alterazioni posturali. E’ in grado di correggere la postura dell’intera colonna vertebrale, arti superiori e inferiori con il graduale allungamento della catena muscolare posteriore.

Ginnastica correttiva superata dal metodo Mezieres

Ginnastica correttiva superata dal metodo Mezieres

Ginnastica correttiva superata dal metodo Mezieres: perché non serve

La Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres ha, ormai dimostrato, che la ginnastica correttiva non esiste. Ti chiederai: “Come non esiste?!”. Non esiste nel senso che non consente di raggiungere i risultati sperati.

Si può parlare di ginnastica posturale riferita a determinati esercizi che possono migliorare le condizioni del paziente. Il miglioramento è temporaneo, utile ma limitato (in termini di tempo e obiettivi) e poco c’entra con la ‘correzione’ intesa come rieducazione globale a lungo termine.

Ci permettiamo di affermare tutto questo perché il nostro Centro Ryakos applica il metodo Mezieres da anni: sappiamo bene che genere di risultati hanno ottenuto i nostri pazienti.

In questo articolo, ti spieghiamo perché il metodo Mezieres ha ormai superato la ginnastica impropriamente definita correttiva dando un nuovo significato al termine ‘correzione’. Questo termine è, ormai, associato a rieducazione globale rigorosamente individuale e personalizzata.

Ginnastica e rieducazione posturale, spesso, vengono confuse ma si tratta di due mondi diversi.

La Ginnastica correttiva non esiste

ginnastica correttiva

Alcuni colleghi sono d’accordo con noi nel considerare la ginnastica posturale che ‘va bene per tutti’ non solo inutile ma, addirittura, dannosa.

Rieducare alla corretta postura significa programmare un percorso terapeutico personalizzato, su misura di ogni singolo paziente, individuale.

Spesso, centri fisioterapici, palestre o personal trainer propongono esercizi di ginnastica posturale. E’ ginnastica, non un percorso terapeutico, e viene svolta in gruppo con un programma unico per tutti, non diversificato in base all’assetto posturale e ad eventuali problematiche del singolo partecipante.

La Fisioterapia mirata, professionale non è un ‘farmaco’ preconfezionato ma una terapia fisica naturale che si basa su un concetto altrettanto naturale e vero: ognuno di noi è un essere unico. Lo stesso esercizio o attività fisica proposti ad un paziente possono essere dannosi per un altro.

Prima di scegliere gli esercizi adeguati, è necessario valutare le condizioni fisiche del paziente, eventuali patologie (ernia del disco, iperlordosi, ecc.), i benefici e gli effetti indesiderati.

La ginnastica posturale è ginnastica. La Rieducazione Posturale Globale è riabilitazione. La prima non corregge la postura, la seconda sì.

La Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres è individuale, un percorso che oltre ad essere personalizzato al singolo caso deve essere applicato in modo graduale in termini di scelta degli esercizi.

I risultati non si ottengono con la filosofia (altrettanto dannosa) del ‘tutto e subito’ ma prevedendo un piano di esercizi progressivi, lenti, precisi, sicuri, controllati.

Ginnastica posturale e Rieducazione posturale: due mondi diversi

mezieres

La cosiddetta ginnastica correttiva punta al miglioramento delle posture anomale causate da scompensi muscolari (che possono interessare bacino, schiena, spalle, ecc.). Può aiutare ma non può davvero correggere, non può risolvere definitivamente deficit posturali e relative conseguenze (lombalgie, cervicalgie, scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, ecc.).

Ciò che noi del Centro Ryakos definiamo ‘correzione’ è qualcosa di più serio e definitivo: una rieducazione globale della postura in grado di riequilibrare l’intera colonna vertebrale a lungo termine per evitare recidive.

E’ un vero e proprio percorso: si raggiungono obiettivi gradualmente, ci vuole un po’ di pazienza ma i risultati sono unici e non hanno nulla a che vedere con la ‘vecchia’ ginnastica posturale o, come qualcuno ancora insiste a definirla, correttiva. Questo vale sia in termini terapeutici che di prevenzione.

La Rieducazione Posturale Globale è sempre individuale, non di gruppo. Punta a ripristinare l’equilibrio muscolare statico e dinamico, a rieducare il corpo a movimenti corretti per ristabilire la giusta postura.

Il metodo Mezieres richiede una grande precisione da parte del terapista. L’obiettivo è allentare le tensioni muscolari, riconsegnare ai muscoli la loro lunghezza normale attraverso trazioni e stiramenti continui e progressivi con partecipazione attiva del paziente.

Rispetto al metodo Mezieres la ginnastica posturale è semplice stretching.

In termini terapeutici e preventivi, tra la figura professionale del Mezierista e quella dell’istruttore o personal trainer c’è un abisso. La prova? I risultati finali.

Consigliamo la ginnastica posturale a persone che non hanno particolari disturbi o patologie e che non hanno nulla da correggere.

Il percorso di Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres è indicato a soggetti che hanno un problema e vogliono risolverlo per evitare recidive ma anche a tutti coloro che vogliono prevenire eventuali deficit posturali.

Rivolgiti sempre ad un Mezierista qualificato e di comprovata esperienza, affidati a centri specializzati come il nostro.

Ginnastica Vs Riabilitazione

Ginnastoca posturale

Ginnastica correttiva – lo ripeteremo fino alla nausea – è un termine improprio.

E’ più giusto parlare di ginnastica posturale che, però, rispetto al metodo Mezieres non è riabilitativa.

E’ ginnastica a corpo libero, consiste in semplici esercizi di mobilizzazione articolare attiva e di rinforzo muscolare. Può essere indicata a scopo preventivo per soggetti che non presentano disturbi, patologie o deficit posturali rilevanti.

La ginnastica posturale di gruppo non prevede la costante azione del terapista per mantenere in tensione le catene muscolari.

La Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres è una terapia riabilitativa a tutti gli effetti, anzi un percorso unico. Come funziona?

Come funziona il metodo Mezieres

ginnastica per il mal di schiena

Attraverso specifiche posture da mantenere a lungo, costantemente controllate e corrette attivamente dal paziente su indicazione del terapista, il metodo Mezieres punta a mettere in tensione le catene muscolari statiche per allungarle.

L’allungamento (che non è semplice stretching) viene favorito dalla respirazione diaframmatica e da contrazioni muscolari eseguite in una posizione di massima estensione (da mantenere per un tempo abbastanza lungo) per evitare che il muscolo si accorci. Tutto questo grazie all’aiuto ed alla resistenza offerta dal fisioterapista. Il fisioterapista esercita una trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari impedendo le compensazioni e gli adattamenti del corpo.

Queste particolari contrazioni vengono definite ‘isometriche eccentriche’. Che significa? Isometrica sta a significare “senza variazione di lunghezza del muscolo”. Eccentrica è la “contrazione in allungamento muscolare”.

L’obiettivo finale della Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres è riarmonizzare la postura allungando muscoli accorciati, privi di elasticità, solitamente la catena muscolare posteriore, una struttura unica che può mutare la posizione e la funzione di vertebre e capi articolari su cui si innestano.

Viene ripristinato l’equilibrio di tutta la colonna vertebrale, di arti inferiori e superiori, la simmetria delle parti. La consapevolezza corporea (propriocezione), l’elasticità di muscoli e articolazioni migliorano notevolmente.

Questo metodo interviene su varie patologie di tipo articolare (coxartrosi, gonartrosi, ecc.), muscolare (sindrome degli scaleni, dello stretto toracico superiore, dell’angolare), vertebrale (lombalgia, cervicalgia, cervicobrachialgia) e dismorfica (iperlordosi, ipercifosi, piede piatto/cavo, ginocchio valgo/varo).

E’ un percorso importante e di successo anche in ambito sportivo per evitare eventuali infortuni muscolari (contratture, stiramenti, strappi, tendiniti).

Un video del Metodo Mezieres

Il Corpo è Uno: il metodo Mezieres conferma

In fase di valutazione globale e distrettuale da parte del posturologo o fisioterapista/mezierista, vengono individuati i punti di squilibrio e di maggior sovraccarico, le tensioni muscolari, i muscoli accorciati per  pianificare un percorso di riequilibrio posturale individuale, personalizzato.

A differenza della ginnastica posturale, l’approccio del metodo Mezieres è globale: si lavora su tutto il corpo, non su un muscolo specifico. Perché? Il Corpo è Uno e come tale deve essere considerato e trattato. Questo concetto olistico viene confermato dai risultati ottenuti sui pazienti.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale allo scopo di programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Dorso curvo giovanile

Dorso curvo giovanile

Dorso curvo giovanile: cos’è e come si cura

Noto anche come ipercifosi, il dorso curvo (giovanile o in età adulta) consiste nell’accentuazione della curva fisiologica dorsale della colonna vertebrale.

In gran parte dei casi, insorge a causa di una postura sbagliata che può essere corretta facilmente negli adolescenti, in fase di crescita. In altri casi, può essere dovuto ad una problematica nella crescita delle vertebre (osteocondrosi, osteocondrite o morbo di Scheuermann) che non crescono in modo armonico ma si cuneizzano provocando l’incurvamento in avanti e lo schiacciamento anteriore.

Col passare del tempo, se trascurato, il dorso curvo evolve, si aggrava causando uno schiacciamento anteriore delle vertebre per il quale si può rischiare la compromissione delle funzioni respiratorie, cardiovascolari e neurologiche.

Quando è localizzato nella parte bassa della colonna, prende il nome di cifosi dorso-lombare; in età adulta, scatena dolori vertebrali.

Non pensiamo all’età adulta: il ragazzo, l’adolescente deve essere osservato, controllato e curato tempestivamente per evitare che il problema peggiori portando a conseguenze gravi.

Una diagnosi precoce ed un intervento terapeutico adeguato e tempestivo risolveranno il problema.

In età adulta, se vorrà, il ragazzo cresciuto potrà sempre fare un salto dal suo Fisioterapista di fiducia per salutarlo e ringraziarlo.

Un video di anatomia dei muscoli del dorso

Dorso curvo giovanile e cifosi posturale

Il termine ‘cifosi’, che indica la fisiologica concavità anteriore del tratto toracico vertebrale, comunemente viene usato per riferirsi alla cifosi patologica (ipercifosi), ovvero l’eccessiva accentuazione della curvatura, detta anche gobba.

Quando si può considerare eccessiva tale curvatura? Quando l’angolo della cifosi supera i 45°: normalmente, l’angolo misura tra i 20° e i 45°.

E’ denominata cifosi posturale quella risultante da atteggiamenti di cattiva postura che portano ad un allungamento anomalo dei legamenti e dei muscoli a supporto delle vertebre toraciche. La cifosi posturale è tipica dei giovani, degli adolescenti la cui colonna è in fase evolutiva e, quindi, più facilmente modellabile rispetto all’adulto.

Dorso curvo giovanile: le cattive abitudini degli adolescenti

dorso curvo nel bambino

Nell’adolescente, il dorso curvo è una problematica frequente. Questo paramorfismo (alterazione della morfologia del corpo) si manifesta con una deviazione della colonna: il tratto dorsale si flette in avanti modificandone la normale andatura. Se trascurato potrebbe trasformarsi in dismorfismo con alterazioni funzionali gravi.

Il più delle volte, un’alterata postura porta all’aumento della cifosi toracica, non rigida ma che si può ridurre e raddrizzare attraverso la terapia fisica e riabilitativa. Una condizione reversibile, trattabile con un’adeguata fisioterapia e rieducazione posturale.

Le cattive abitudini degli adolescenti sono queste:

  • Errata postura sui banchi scolastici o a casa davanti al PC. In particolare, appoggiarsi con la sezione toracica della colonna allo schienale della sedia;
  • Stare in piedi con le braccia penzoloni (postura cadente);
  • Zaino eccessivamente pesante;
  • Atteggiamenti psicologici di ‘chiusura su se stessi’ che si somatizzano con atteggiamenti posturali sbagliati;
  • Utilizzo eccessivo di dispositivi tecnologici (smartphone, tablet, notebook) che costringe a stare per ore chinati assumendo una curvatura innaturale in avanti delle spalle e della parte superiore del tronco;
  • Scarsa attività fisica e sportiva.

Le cause dell’ipercifosi possono essere anche altre:

  • Osteocondrosi (malattia di Scheuermann), un problema di crescita delle vertebre che insorge intorno ai 14 anni, caratterizzata da schiacciamento di 3 o più vertebre;
  • Muscolatura debole;
  • Deformità congenite;
  • Statura alta;
  • Costituzione gracile.

Sintomi e complicanze

Esistono casi di ipercifosi asintomatica e casi che presentano i seguenti sintomi, a seconda del grado di gravità:

  • Dolore vertebrale intenso;
  • Mal di schiena che si sviluppa gradualmente;
  • Tendenza all’affaticamento per lo stress cui sono sottoposti muscoli e legamenti della schiena;
  • Sensazione di rigidità alla colonna;
  • Debolezza muscolare.

L’ipercifosi avanzata e grave può portare a complicanze:

  • Dolore persistente nonostante l’assunzione di antidolorifici;
  • Intorpidimento di braccia e gambe per problemi di equilibrio;
  • Difficoltà a respirare;
  • Disturbi al sistema nervoso.

Dorso curvo giovanile o atteggiamento cifotico?

Durante la visita, lo specialista valuterà se si tratta di dorso curvo vero e proprio oppure di un atteggiamento cifotico dovuto a un difetto posturale.

Per scoprirlo, farà eseguire al giovane paziente un’estensione per tentare di raddrizzare la colonna vertebrale verso l’alto. Se la colonna dorsale rimane rigida e non si rettilineizza del tutto si tratta di dorso curvo (patologia); se, invece si raddrizza è un semplice atteggiamento cifotico (deficit posturale).

Come la scoliosi, il dorso curvo insorge e si aggrava soprattutto nell’età evolutiva, nel periodo dello sviluppo (10-13 anni per le femmine, 12-15 anni per i maschi) fino al completamento della maturazione ossea (1-2 anni dopo la crescita in statura completata). In 8 casi su 10, si aggrava nei maschi.

Diagnosi medica e valutazione fisioterapica

ipercifosi dorsale giovanile

Durante la visita, il medico ortopedico osserverà con cura il paziente ed eseguirà dei test. Effettuerà accurate misurazioni: lo specialista misura sempre le radiografie in presenza di ipercifosi.

Le indagini strumentali necessarie sono:

  • Radiografia per determinare il grado di curvatura e valutare le deformità delle vertebre;
  • TAC per osservare la cifosi in varie angolazioni;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per escludere altre patologie (infezioni o tumori);
  • Test sui nervi in caso di debolezza muscolare o intorpidimento;
  • Test della funzionalità polmonare, nei casi più gravi, per verificare se il disturbo incide sulla respirazione.

Oltre ad esaminare la diagnosi medica, il Fisioterapista qualificato esegue una propria valutazione.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (che include anche test specifici per la cifosi come il test di Schober, di Thomas, di Patrick ed i test di riducibilità in situazioni di carico e scarico) al fine di programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Come curare il dorso curvo giovanile

La terapia varia a seconda della causa responsabile della patologia e del livello di gravità.

Inizialmente, in presenza di ipercifosi fino a 45-50°, si interviene con la rieducazione motoria e posturale.

In presenza di dolore, il medico prescriverà farmaci antidolorifici per un breve periodo.

Per un angolo di cifosi fino a 60°, il ragazzo dovrà indossare un busto ortopedico, oltre i 65° un gesso seguito da un corsetto.

Se l’angolo supera i 75-80° di Cobb, per ridurre il grado di curvatura lo specialista valuterà l’intervento chirurgico che, solitamente, è la fusione spinale: consiste nella fissazione permanente di 2 o più vertebre tra loro.

Effettuare la diagnosi precoce ed una terapia tempestiva e adeguata può scongiurare il rischio dell’intervento.

Dorso curvo giovanile: come risolve la Fisioterapia mirata

metodo mezieres per la schiena

In caso di ipercifosi giovanile, Fisioterapia e Riabilitazione non rappresentano soltanto la terapia d’elezione ma l’unica soluzione per risolvere definitivamente il problema sia a livello funzionale che estetico.

L’efficacia del trattamento è legato a due fattori principali: la tempestività d’intervento (grazie ad una diagnosi precoce) e la costanza del giovane paziente nell’esecuzione della terapia secondo le indicazioni del Fisioterapista.

Per ridurre eventuali dolori e contrastare la curvatura, il percorso fisioterapico consiste in un’educazione mirata al riequilibrio posturale che prevede:

  • Ginnastica posturale;
  • Esercizi terapeutici quotidiani graduali e costanti finalizzati al rinforzo selettivo dei muscoli deboli (addominali e dorsali), all’allungamento dei muscoli accorciati (responsabili della curvatura) e alla flessibilità della colonna vertebrale;
  • Esercizi respiratori che intervengono sulla meccanica della gabbia toracica interessata dalla ipercifosi;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres.

Perché il metodo Mezieres funziona e risolve il dorso curvo giovanile

mezieres

Parliamoci chiaro: nessuna terapia e nessuno specialista sono in grado di cambiare la struttura scheletrica di una persona. Tutto ciò che si può fare è bloccare il processo evolutivo della ipercifosi adolescenziale agendo sui muscoli che sostengono la colonna. In questo modo, sarà possibile riequilibrare la postura.

Esiste un percorso esclusivo che riesce a fare tutto questo: si chiama Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres, una metodica rieducativa che lavora sulle catene muscolari.

E’ lo step determinante nella terapia fisica del dorso curvo giovanile.

Dopo aver verificato con estrema precisione le condizioni posturali del ragazzo sottoponendolo ad Esame Baropodometrico, si procederà con il metodo Mezieres.

Si tratta di un percorso terapeutico e preventivo che riesce a correggere la postura di tutta la colonna vertebrale, di arti superiori e inferiori, mediante il progressivo allungamento della catena muscolare posteriore.

Generalmente, si ottengono ottimi risultati nel paziente adolescente in termini di funzionalità e di estetica, anche nel caso di ipercifosi vere, non solo di atteggiamenti cifotici.

Osteopata Prezzi

Osteopata Prezzi

Osteopata prezzi: quanto costa una seduta, quanto guadagni in salute

Come per qualsiasi altro trattamento specialistico, anche nel caso dell’Osteopatia, i prezzi possono variare molto tra professionisti. Tutto dipende dal tipo di specializzazione osteopatica, dalle esperienze, dalla città in cui opera lo specialista. Spesso, le differenze di tariffe tra Nord e Sud Italia sono notevoli.

Sono sempre più numerose le persone che, dopo essere passate da un medico all’altro, decidono di rivolgersi ad un Osteopata. I prezzi sono accessibili? Perché, ad un certo punto, si sente il bisogno di farsi visitare da questo specialista sempre più ricercato in ambito terapeutico?

La gente è stanca di illudersi con i farmaci, di sperare che curando semplicemente i sintomi un disturbo o una patologia si risolva da sé.

Sai cosa fa un Osteopata?

Osteopatia: prezzi di uno specialista che indaga sulla causa del disturbo

osteopata prezzi

La particolare terapia manuale eseguita dall’Osteopata, complementare alla medicina classica, interviene sulla causa, non sui sintomi.

Questa figura professionale ha una visione olistica del corpo umano.

Il Corpo è Uno: la disfunzione di un solo organo si ripercuoterà inevitabilmente su altre zone del corpo.

Un disturbo viscerale può causare dolori muscolo-scheletrici: la causa di un dolore può essere localizzata lontano dall’area colpita dal dolore stesso.

L’Osteopata tratta qualsiasi problema a 360 gradi: non si focalizza sul fastidio ma indaga sulla causa primaria per ripristinare armonia e salute del corpo nel suo complesso. Il suo obiettivo è riattivare l’equilibrio sul versante articolare, viscerale e fasciale.

Con le mani, l’Osteopata esegue la ‘sua’ diagnosi, valuta e poi procede con la terapia manuale.

Interviene per il trattamento di persone di tutte le età, dal neonato alla donna in gravidanza, all’anziano.

Osteopata: prezzi e tariffe per il recupero generale della salute

Prima di parlare di costi nel campo dell’Osteopatia, di prezzi e tariffe, ti chiediamo: “Perché hai deciso di rivolgerti all’Osteopata?”. Te l’ha consigliato un amico entusiasta dei risultati ottenuti? Ti sei informato? Oppure hai bisogno di sapere esattamente cosa fa, quali patologie cura e quali sono i risultati che può effettivamente raggiungere?

Se non ti è ben chiaro ti aiutiamo noi a scoprirlo in questa guida. A livello pratico, lo scoprirai direttamente quando avrai recuperato benessere e salute grazie al nostro Osteopata a Napoli.

Cosa cura l’Osteopata?

osteopatia prezzi

La terapia manuale osteopatica interviene su svariati disturbi e patologie:

  • Artrosi e artrite;
  • Lombalgia (mal di schiena);
  • Cervicalgia (dolore cervicale);
  • Sciatalgia (o sciatica);
  • Discopatia;
  • Lesioni da sforzo ripetuto (overuse) e sovraccarico;
  • Problematiche strutturali e meccaniche dell’apparato muscolo-scheletrico;
  • Dolori muscolari e articolari a seguito di traumi;
  • Deficit posturali;
  • Disfunzioni viscerali;
  • Alterazioni cranio-sacrali;
  • Alterazioni dell’equilibrio;
  • Cefalee e nevralgie;
  • Amenorrea;
  • Stanchezza cronica;
  • Otite;
  • Sinusite;
  • Asma;
  • Problemi digestivi;
  • Disturbi viscerali;
  • Problemi respiratori e diaframmatici;
  • Ansia;
  • Disturbi ginecologici;
  • Stipsi.

Tecniche osteopatiche

Le tecniche osteopatiche applicate possono essere:

  • Manovre di rilasciamento delle articolazioni e dei muscoli:
  • Manipolazioni articolari con effetto meccanico e neurologico;
  • Manipolazioni viscerali per ristabilire mobilità e motilità di un organo;
  • Tecniche craniali.

Osteopatia: prezzi del trattamento, prima visita gratuita

visita fisiterapista

Nel nostro Centro Ryakos, la prima visita osteopatica è gratuita.

La visita comprende l’anamnesi, l’esame obiettivo osteopatico, osservazione e valutazione di eventuali referti medici ed esami strumentali.

La diagnosi osteopatica servirà per valutare la disfunzione e le condizioni del paziente allo scopo di  pianificare un percorso terapeutico personalizzato. Questo tipo di diagnosi è diversa da quella medica.

L’Osteopata indaga su vecchi disturbi o traumi o condizioni patologiche che, a lungo andare, possono aver contribuito alla catena lesionale, responsabile della disfunzione attuale ad un organo o articolazione che provoca il dolore.

Durante la visita, eseguirà specifici test osteopatici che, insieme a quelli ortopedici e di movimento attivo, restituiranno un quadro globale delle condizioni del paziente.

Il trattamento della durata di 50 minuti costa 50 euro: comprende trattamenti manuali di tipo fasciale, viscerale, manipolazioni vertebrali o articolari a seconda del percorso terapeutico da seguire.

E’ una spesa minima se pensi che un Osteopata qualificato ed esperto è in grado di risolvere il tuo problema in poche sedute intervenendo sulla causa, non limitandosi alla cura di sintomi destinati a ripresentarsi.

Non dovrai assumere nessun farmaco, risparmierai tempo e ci guadagnerai doppiamente in salute.

In genere, le prime sedute vengono effettuate una volta alla settimana, fino ad arrivare ad una volta ogni 15 giorni ed una volta al mese.

Dopo il trattamento, l’Osteopata ti darà consigli preziosi su uno stile di vita corretto, sulla postura da assumere, esercizi da eseguire a casa allo scopo di mantenere il tuo stato di benessere ed evitare recidive.

Prenota ora allo 0813419278

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