Osteopatia: una guida completa

osteopatia

Si sente sempre più spesso parlare di osteopatia, ma sono in pochi a sapere in cosa consiste davvero e quali siano i principi posti alla base del suo funzionamento e della sua efficacia.

Per cominciare, il suo nome deriva dal greco antico, che nella medesima parola unisce due termini, quali osso e sofferenza, per cui l’osteopatia viene qualificata come una terapia alternativa, cui si ricorre in caso di sofferenza del corpo, in particolare delle ossa.

Nota anche con il nome di medicina osteopatica, questa terapia nasce negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, per poi diffondersi in seguito in Europa, intorno all’inizio del Novecento, in modo particolare in Francia e in Inghilterra.

Questa terapia deve il suo nome al proprio fondatore, ossia un chirurgo americano, il dottor Andrew Taylor Still, il quale studiò e portò alla luce le relazioni esistenti tra la salute del soggetto e l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del suo corpo.

Osteopatia cos’è

L’osteopatia è qualificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una scienza rientrante tra le medicine tradizionali e complementari.

Questo tipo di trattamento prevede la manipolazione di alcune parti del corpo, in modo particolare quelle di collo, schiena e testa, utilizzando un approccio di tipo olistico nei confronti della cura e della guarigione del soggetto.

In sostanza, la pratica osteopatica prevede la palpazione e la manipolazione delle ossa, dei muscoli, delle articolazioni e delle fasce muscolari.

L’idea di base dell’osteopatica sta nel concepire e vedere il corpo umano come un’unità funzionale dinamica, all’interno della quale ogni parte è in costante interconnessione con le altre componenti.

Secondo questa visuale, il corpo è dotato di meccanismi di autoguarigione e di autoregolazione veri e propri.

In definitiva, l’osteopatia abbraccia il principio in base al quale il benessere di un soggetto dipende dal funzionamento generale di muscoli, ossa, legamenti e tessuto connettivo.

Questo approccio e la filosofia alla sua base sono ritenuti di tipo pseudoscientifico e vedono l’esistenza di una costante correlazione tra il corpo e lo spirito.

Per questi motivi, l’osteopatia è stata oggetto di critiche da parte della comunità scientifica, nonostante i pur evidenti benefici terapeutici apportati da questa nel trattamento di pazienti, soprattutto in presenza di dolori nella zona lombo sacrale.

Osteopata significato

In molti si chiedono se l’osteopata è un medico, tuttavia la risposta a questa domanda è da ricercarsi nel fatto che questi rappresenta una figura professionale, pur dotata di un regolamento a sé stante.

L’osteopata agisce sul corpo umano dal punto di vista fisiologico ed energetico.

Il suo compito primario è quello di ripristinare l’equilibrio articolare, viscerale e fasciale, stimolando e favorendo i meccanismi di autoregolazione, di adattamento corporeo e di recupero dell’omeostasi, ossia di quella capacità degli esseri viventi di autoregolarsi.

Gli osteopati si servono della manipolazione fisica, degli esercizi di stretching e delle terapie manuali di massaggio per aumentare la mobilità delle articolazioni e per renderle più elastiche, per ridurre la tensione muscolare, migliorare l’afflusso di sangue ai tessuti e affiancare il paziente nel percorso di guarigione del corpo.

In questo modo, dunque, l’osteopata aiuta il paziente sia per il trattamento di problemi di salute sia per la prevenzione degli stessi, eseguendo un lavoro di allungamento e di massaggio muscolare e articolare.

Principi osteopatici

osteopata

La pratica osteopatica si basa su sette principi fondamentali, introdotti dal dottor Still e tutt’oggi accettati e riconosciuti in modo unanime da tutta la comunità osteopatica, come principi cardine.

L’idea centrale di Still era quella dell’essere umano come un’unità dinamica di funzioni, in cui la salute dipende da mente, corpo e spirito insieme e non da uno solo di essi.

I principi osteopatici sono riassumibili in sette assunti essenziali per la pratica osteopatica e che l’osteopata deve sempre tenere a mente:

  • il corpo è una unità: l’essere umano costituisce un sistema complesso, capace di generare adattamenti; il suo stato di salute può essere influenzato dalle relazioni con l’ambiente circostante, che sia di tipo naturale o socio culturale, da fattori genetici ed epigenetici e da fattori psicologici. L’individuo viene esaminato nella sua interezza e rappresenta un sistema composto da muscoli, strutture scheletriche e organi interni, i quali hanno il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale. Ogni parte della persona, compresa la sua psiche inclusa, e l’ambiente in cui vive sono legati alle altre e il corretto funzionamento di parte garantisce quello dell’intera struttura;
  • la struttura e la funzione sono inter correlate: se tale equilibrio viene alterato, si verifica quella che prende il nome di disfunzione osteopatica, la quale si caratterizza per la presenza di una zona corporea in cui viene a mancare la corretta mobilità; in tale condizione di squilibrio, il corpo reagisce creando delle zone di compenso e di adattamento corporeo, che non favoriscono il benessere generale del corpo;
  • il corpo è dotato di meccanismi di autoregolazione e autoguarigione, che prendono il nome di omeostasi: in osteopatia, il terapeuta non guarisce il paziente, ma il suo compito si limita ad essere quello di eliminare gli eventuali ostacoli alle vie di comunicazione del corpo, in modo da permettere all’organismo di raggiungere la guarigione, utilizzando e facendo forza proprio sui suoi processi di autoregolazione;
  • nel caso in cui risulti interrotta la regolare adattabilità dell’organismo o nei casi in cui vi siano cambiamenti ambientali che superino la capacità del corpo di ripararsi in modo autonomo, da questa condizione può derivarne una disfunzione;
  • il movimento dei fluidi corporei è fondamentale per mantenere la salute dell’organismo;
  • il sistema nervoso autonomo detiene una ruolo centrale nel controllo dei fluidi del corpo;
  • esistono componenti somatiche della malattia, che non pongono solo come manifestazione della malattia, ma che fungono anche da fattori in grado di contribuire al mantenimento dello stato di malattia.

La terapia osteopatica si basa sull’applicazione di tutti questi principi e mira a ristabilire l’armonia della struttura scheletrica di sostegno, in modo da permettere al corpo di ritrovare un proprio equilibrio e un proprio benessere.

Inoltre, i principi così individuati non sono da considerarsi e non sono considerati dagli osteopati stesse delle vere e proprie leggi scientifiche.

Questi, infatti, non si pongono in contrasto né in contraddizione con i principi della scienza medica, ma sono insegnati come parte fondamentale della filosofia osteopatica e come aspetti da tenere sempre in considerazione con riguardo alla salute e alla malattia del singolo paziente.

Trattamento osteopatico: osteopata cosa fa 

Il trattamento manipolativo osteopatico è dato da un insieme di tecniche messe in atto dall’osteopata.

Queste mirano al trattamento delle disfunzioni presenti a livello muscolo scheletrico, craniale, miofasciale e viscerale.

Il trattamento si basa sul contatto manuale attraverso le manipolazioni osteopatiche, che mirano ad effettuare una valutazione e una diagnosi specifiche e, in seguito, ad eseguire il trattamento sul soggetto.

In sostanza, consiste in una terapia manuale, che viene considerata complementare rispetto alla medicina classica e che si concentra sulla salute del soggetto, utilizzando un approccio casuale e non sintomatico.

Lo scopo è quello di individuare la presenza di eventuali alterazioni funzionali del corpo, che sono all’origine della manifestazione dei primi sintomi e segnali, che possono poi trasformarsi in dolore.

Osteopatia: cosa cura 

In genere, chi decide di affidarsi all’osteopatia lo fa per risolvere una serie di problematiche e disturbi.

Tra questi, in particolare, rientrano:

  • mal di schiena nella zona lombare;
  • dolore al collo, che non sia dovuto ad un colpo di frusta;
  • dolore alla spalla e al gomito, come nel caso di patologie quali epicondilite o gomito del tennista e epitrocleite o gomito del golfista;
  • artrite;
  • problematiche a carico di bacino, fianchi e gambe;
  • infortuni di natura sportiva;
  • dolori muscolari e articolari associati alla guida, al lavoro o alla gravidanza.

Il trattamento osteopatico si rivela particolarmente efficace quando viene combinato con l’esercizio fisico.

Prima di dare inizio ad un percorso di osteopatia, l’osteopata svolge la visita osteopatica.

Quest’ultima è la prima sessione del percorso che seguirà e durante il suo svolgimento l’osteopata chiede al paziente di riferirgli i sintomi e i disturbi avvertiti, il suo stato di salute generale e se stia seguendo altre tipologie di assistenza medica.

A questo punto, l’osteopata utilizza il contatto manuale per individuare la presenza nel corpo di eventuali aree di debolezza, di tensione e di limitazione, soprattutto nella zona della colonna vertebrale, eseguendo manipolazioni vertebrali.

Nel corso della manipolazione, l’osteopata può richiedere al paziente l’esecuzione di alcuni movimenti, che gli permettono di approfondire in modo ulteriore il proprio esame.

Individuata la problematica, può rivelarsi necessario eseguire ulteriori testi, come risonanze magnetiche o analisi del sangue, che aiutino a dare una diagnosi più precisa del problema.

In seguito, viene elaborato un programma di trattamento, di durata variabile: in genere, la prima seduta dura da circa 45 minuti a un’ora, mentre i trattamenti successivi hanno una durata di circa 30 minuti. 

La durata del percorso di trattamento, invece, sarà decisa dall’osteopata e dipenderà soprattutto dai sintomi avvertiti in fase iniziale e dai miglioramenti registrati nel tempo.

Tecniche osteopatiche

trattamento osteopatico

Una volta iniziato il percorso di trattamento, l’osteopata mira al ripristino della regolare funzione e stabilità delle articolazioni, attraverso specifiche tecniche, che hanno lo scopo di aiutare il corpo a guarire in modo autonomo.

Le manipolazioni sono manuali e combinano tecniche più delicate con altre più decise e forti, scelte sulla base delle esigenze di trattamento del singolo paziente e dai sintomi riferiti da questo.

In sostanza, le tecniche osteopatiche sono:

  • il massaggio, che mira a rilassare i muscoli in modo generale;
  • l’allungamento delle articolazioni rigide, attraverso cui l’osteopata sposta le articolazioni, nei limiti della loro naturale gamma di movimento:
  • spinte ad alta velocità, che consistono in movimenti brevi e bruschi esercitati sulla colonna vertebrale, che possono produrre un rumore simile a quello di uno scricchiolio.

Le tecniche illustrate allo lo scopo di ridurre il dolore, migliorare i movimenti e favorire il flusso sanguigno.

In genere, l’osteopatia non è una terapia dolorosa, anche se in alcuni casi e con alcune manipolazioni può accadere di avvertire dolore o rigidità nei primi giorni successivi al trattamento.

Ciò avviene soprattutto nei casi in cui ci si sottopone ad un trattamento per la cura di una ferita dolorosa o infiammata.

In ogni caso, l’osteopata interviene spiegando in anticipo al paziente se il tipo di trattamento e di manovre che andrà ad eseguire può portare ad avvertire determinate  reazioni nei giorni successivi. 

Nel caso in cui il paziente dovesse avvertire dolore durante o al termine del trattamento, è sempre bene informare in modo tempestivo l’osteopata, il quale darà i necessari consigli ed ulteriori indicazioni sull’auto aiuto e sull’esercizio fisico da eseguire.

In questo modo, il paziente viene messo in condizione di vedere un più rapido recupero dalla problematica in atto e di prevenire il rischio di un’eventuale ricomparsa o di un peggioramento ulteriore dei sintomi.

Osteopatia: quando evitarla

Nonostante si tratta di una terapia dai comprovati effetti benefici, il trattamento osteopatico viene sconsigliato in alcuni casi specifici.

Pur essendo gli osteopati addestrati ad utilizzare il proprio giudizio clinico per identificare i pazienti per i quali il trattamento osteopatico non è appropriato, è bene essere a conoscenza delle condizioni per le quali è controindicato.

In primis, è sconsigliato in presenza di un aumentato rischio di danni riportati alla colonna vertebrale o ad altre ossa, ai legamenti, al muscolo scheletrico, ai nervi o alle articolazioni.

Proprio per questo motivo, le persone che presentino determinate condizioni di salute o specifiche patologie potrebbero non riportare i benefici, che, in genere, porta il trattamento osteopatico.

In particolare, le condizioni che rendono preferibile evitare questo tipo di trattamento sono:

  • osteoporosi;
  • fratture;
  • condizioni infiammatorie acute, come alcune tipologie di artrite;
  • infezioni;
  • disturbi della coagulazione del sangue, come la sclerosi multipla.

Allo stesso modo, è sconsigliato il ricorso all’osteopatia nei casi in cui il paziente sta assumendo medicinali per fluidificare il sangue.

Inoltre, per quanto riguarda il periodo di gravidanza, la donna può sottoporsi a manipolazioni dell’osteopata, ma è preferibile sempre chiedere prima un parere al proprio medico di famiglia o all’ostetrica prima di procedere. 

Anzi, con riguardo alla natura specifica della condizione della gestante, è fondamentale assicurarsi di farsi seguire da un osteopata che abbia una propria specializzazione in dolori muscolari o articolari durante la gravidanza.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram      Prenota una Consulenza

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