Come mantenere una postura corretta al PC

Come mantenere una postura corretta al PC

Come mantenere una postura corretta al PC, a scuola, in palestra: Guida

Prevenire è meglio che correggere, ecco perché in questa guida spieghiamo come mantenere una postura corretta al PC, a scuola, a casa, in palestra, ecc. Lo spieghiamo all’adolescente e al bambino dando anche preziosi consigli alle mamme e ai papà.

Durante la crescita, è essenziale seguire il proprio ragazzo stimolando uno stile di vita corretto insieme a buone abitudini per una corretta postura.

La nostra speranza è aiutarti a prevenire atteggiamenti posturali sbagliati scongiurando conseguenze e l’insorgere di paramorfismi, alterazioni della postura.

Studio, tempo libero, gioco, movimento: tutti ingredienti fondamentali per uno sviluppo psicofisico sano e consapevole di giovani e giovanissimi. La libertà di movimento è vitale se il movimento è anche corretto.

Il tuo ragazzo ha una postura corretta?

dorso curvo e tecnologia

Leggendo consigli e raccomandazioni su come mantenere una posizione ergonomica nei vari momenti della giornata lo scoprirai.

Come mantenere una postura corretta per prevenire disturbi alla colonna

A casa, a scuola, davanti al PC, durante lo sport o mentre si dorme. La postura corretta va mantenuta ovunque e sempre, in ogni momento della giornata e anche di notte.

Per evitare la ginnastica correttiva basta seguire i nostri consigli, modificare certi comportamenti che possono portare ad alterazioni posturali, disturbi alla colonna vertebrale, atteggiamenti scoliotici, cifosi, iperlordosi, ecc.

Non assumere posizioni viziate a scuola, a casa, non trasportare pesi sempre allo stesso lato, non praticare sport asimmetrici può essere di grande aiuto insieme ad una regolare e sana attività fisica per mantenere il giusto tono muscolare.

Ecco come mantenere una postura corretta a casa, al PC, a scuola, in palestra, ecc.

Come mantenere una postura corretta al PC

postura corretta al pc

Oggi, bambini e adolescenti trascorrono molte ore davanti al PC come pure sui tablet, smartphone, videogiochi ed altri dispositivi elettronici.

Qual è la posizione ergonomica da assumere davanti al PC?

Ecco qualche consiglio utile:

  • Glutei e schiena devono poggiare sullo schienale con le spalle erette;
  • Piedi a terra e gomiti che appoggiano sulla scrivania;
  • Non accavallare mai le gambe stando seduti;
  • Una sedia leggermente bassa facilita la corretta posizione sulla scrivania, mentre una sedia più alta spinge il ragazzo a curvarsi in avanti;
  • Il monitor va posizionato all’altezza degli occhi e non deve trovarsi in posizione laterale, in entrambi i casi per non dover girare la testa;
  • La tastiera, sistemata davanti, deve essere leggermente inclinata;
  • Trascorrere molto tempo nella stessa posizione, magari accovacciati davanti ai videogiochi. è un’abitudine da evitare. La classica posizione del giocatore di videogame (sbagliata e dannosa) è a testa protesa, iperlordosi (curvatura eccessiva) del collo e mandibola all’indietro;
  • Non scivolare con il sedere sul bordo anteriore della sedia.

Postura corretta a casa

I genitori dovrebbero educare precocemente il ragazzo ad assumere posizioni corrette a casa nei vari momenti della giornata.

Ecco qualche consiglio:

  • Mentre studia, scrivania e sedia devono essere posizionate ad un’altezza corretta (come abbiamo già spiegato) per mantenere la schiena dritta. E’ preferibile scegliere una sedia ergonomica ed una scrivania proporzionata all’altezza del ragazzo. I piedi devono poggiare bene a terra, le spalle devono rimanere rilassate, gli avambracci sul piano del tavolo;
  • Studiare seduti alla scrivania è l’ideale, quindi è meglio evitare letti e divani;
  • Non poggiare computer e tablet sulle gambe. E’ corretto utilizzarli sempre poggiandoli su un tavolo con i supporti disponibili;
  • Evitare posture statiche prolungate (fermo e composto) perché sono dannose. La migliore posizione è quella che permette al bambino e all’adolescente il movimento naturale del corpo, la possibilità di cambiare spesso posizione per favorire l’esigenza del corpo di muoversi lasciando sempre la colonna in assetto fisiologico;
  • Evitare posture scomposte in poltrona, davanti alla TV per esempio;
  • Seduto in poltrona, la schiena deve essere ben appoggiata allo schienale. Sollevare i piedi su uno sgabello per allungare le gambe è una buona idea.

Come mantenere una postura corretta a scuola

postura corretta a scuola

Qual è la postura ideale da mantenere a scuola? Come deve comportarsi il ragazzo per preservare la colonna da vizi posturali?

Ecco alcuni consigli utili:

  • Seduto sul banco, deve mantenere una posizione dritta della colonna né più né meno come a casa, davanti al PC. La schiena ben dritta poggiata allo schienale, gomiti poggiati a 90° sul banco senza sollevare le spalle, piedi ben piantati a terra, bacino più alto delle ginocchia;
  • Banco e sedia dovrebbero essere posti ad una corretta altezza ed inclinazione a seconda dell’altezza del ragazzo per non costringerlo a curvare la colonna;
  • Bisogna evitare di sdraiarsi sul banco durante la lezione (per ascoltare o scrivere), di inclinarsi da un lato;
  • Mai sedersi su una sola gamba;
  • Indipendentemente da come il ragazzo tiene le gambe sotto il tavolino (stese, incrociate, ecc.), l’importante è che non curvi la schiena sul banco;
  • Libri e quaderni dovrebbero essere tenuti inclinati su un leggio o supporti simili;
  • È importante assicurarsi che lo zaino non sia troppo pesante e che venga indossato correttamente (su entrambe le spalle, ben aderente alla schiena regolando le cinghie, mai su una spalla sola o troppo calato verso il bacino). Le cinghie devono essere imbottite con rinforzo per la schiena e cintura addominale. Il peso non dovrebbe superare il 10-15% del peso corporeo del ragazzo che lo indossa. Una buona alternativa è il trolley ma anche questo non deve essere troppo pesante: pur essendo dotato di ruote, può richiedere sollevamenti e movimenti bruschi che possono provocare strappi o contratture lombari. Anche il trolley, quindi, non deve superare il 10-15% del peso corporeo del ragazzo.

Tempo libero e sport

Giochi all’aria aperta e sport sono sempre da incoraggiare per dar modo ai ragazzi di praticare attività fisica regolare, di muoversi durante la fase di crescita, per sviluppare la muscolatura del dorso che supporta la colonna vertebrale.

Gli sport che contribuiscono a migliorare tono, elasticità e flessibilità muscolare sono soprattutto nuoto, pallavolo, basket, danza, bicicletta, arti marziali.

Lo sport, oltretutto, aiuta i bambini e gli adolescenti a prevenire problemi di sovrappeso, obesità e mal di schiena.

L’ideale è fare sport almeno 3 volte alla settimana. Il movimento è vita.

Come mantenere una postura corretta in palestra

postura corretta in palestra

Lo sport è importante ma bisogna scegliere con criterio prima di iscrivere un figlio in palestra per evitare danni.

E’ necessario sapere che l’età minima per iniziare a frequentare la palestra è di almeno 14 anni. Perché? Perché prima dei 14 anni il corpo dell’adolescente non ha ancora raggiunto uno sviluppo di base adeguato agli sforzi provocati dall’utilizzo di pesi e macchinari.

A partire dai 14 anni è possibile praticare un allenamento anaerobico iniziando gradualmente ad usare i primi pesi. Farlo prima è pericoloso: si stimolerebbe eccessivamente la mobilità articolare con eccessivi carichi, la colonna vertebrale potrebbe essere danneggiata da pesi eccessivi su una struttura ossea ancora in crescita e portare a traumi e fratture. In più, la porzione cartilaginea dell’osso vicino l’epifisi, con l’aumento eccessivo della massa muscolare, potrebbe saldarsi precocemente ed interrompere lo sviluppo.

Anche la durata dell’allenamento è da valutare: è preferibile non superare i 40 minuti per evitare infortuni e non sollecitare troppo tendini ed articolazioni.

Un programma di allenamento di tipo estensivo con esercizi di tipo concentrico è da preferire. Dovrebbe essere personalizzato in base alle caratteristiche fisiche del ragazzo con esercizi adatti a lui. L’adolescente va seguito costantemente da un istruttore per evitare che esegua in modo scorretto gli esercizi.

L’allenamento ideale in palestra deve considerare determinati fattori fondamentali per la salute del ragazzo: carichi adeguati al peso, movimenti a carico libero, controllo degli atteggiamenti posturali per evitare il rischio di iperlordosi, ipercifosi, scoliosi, ecc.

Di notte, mentre dorme

E’ importante sapere come mantenere una postura corretta sia di giorno che di notte, mentre si dorme.

Anche a riposo il ragazzo potrebbe assumere posizioni dannose per la spina dorsale.

Per favorire una postura naturalmente corretta, occorre utilizzare un materasso né troppo morbido né troppo duro o eccessivamente elastico abbinato ad una rete ortopedica.

Il cuscino va scelto piuttosto basso e, comunque, adeguato alla posizione preferita del ragazzo.

Come mantenere una postura corretta grazie alla Fisioterapia

mezieres

A tutti i livelli, chi non fa prevenzione si ritrova inevitabilmente a dover curare disturbi e patologie, conseguenze di errori.

Prestare attenzione a possibili segnali di problemi alla schiena e posturali è fondamentale per rivolgersi ad un professionista e rimediare in tempo.

C’è ancora chi confonde una deformità in ipercifosi della colonna (il principio della gobba) con una postura dovuta alla timidezza del ragazzo.

È importante sottoporre bambini e adolescenti ad un controllo per una diagnosi precoce rivolgendosi sia ad un medico ortopedico sia, se necessario, ad un Fisioterapista qualificato.

L’alterazione posturale può essere iniziale oppure potrebbe riscontrarsi nel ragazzo una iperlordosi, ipercifosi, un atteggiamento scoliotico da correggere.

Il Centro di Riabilitazione Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Per valutare le condizioni posturali, il giovane paziente verrà sottoposto ad Esame Baropodometrico.

In base al disturbo riscontrato, si effettuano i trattamenti più efficaci e risolutivi:

  • Terapia manuale osteopatica;
  • Esercizi terapeutici mirati (abbinati ad esercizi respiratori) che hanno l’obiettivo di migliorare la forza muscolare, ridurre eventuali dolori, contrastare l’accentuazione delle curvature, allungare i muscoli;
  • Ginnastica posturale;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres, un percorso in grado di correggere la postura di tutta la colonna vertebrale attraverso il progressivo allungamento della catena muscolare posteriore.
Come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente

Come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente

Come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente

E’ importante scoprire come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente. Non tutti lo sanno ma si tratta di un problema molto diffuso che riguarda sia i bambini sia gli adulti.

Succede che, a causa di un’irregolarità delle arcate dentali, si scatenino mal di schiena, cefalea, dolori muscolari, trigger point, rigidità del collo e varie alterazioni del sistema scheletrico (tra cui ripercussioni a spalle e bacino). Tutto questo perché una Malocclusione può influenzare la postura.

Un semplice controllo dal dentista, l’attenzione verso piccoli segnali associati a questa problematica, una diagnosi accurata sono preziosi per trovare al più presto una soluzione adeguata.

Quando problemi dentali causano alterazioni e difetti della postura, oltre a rivolgersi al dentista, ad un medico specializzato in odontoiatria pediatrica o gnatologo, è necessario ricorrere alla Fisioterapia e Rieducazione Posturale.

Attento: problemi dentali trascurati o mal curati possono influire negativamente e in modo permanente sulla postura.

Come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente: segni e sintomi

cura ipercifosi dorsale giovanile

Come riconoscere il legame tra problemi dentali e alterazioni posturali?

Facendo attenzione a certi segni e sintomi come:

  • L’abitudine di mordersi continuamente il labbro;
  • Problemi di masticazione o deglutizione;
  • Respirare con la bocca;
  • Tendenza ad assumere posture scorrette;
  • Mal di testa frequente, fastidio a mascella e orecchie;
  • Mal di schiena, dolori cervicali;
  • Tensioni muscolari a livello del collo, spalle, mascella;
  • Otite;
  • Bruxismo;
  • Sensazione di click o rumore quando si apre o chiude la bocca;
  • Stanchezza, difficoltà di concentrazione;
  • Problemi alle gengive.

Come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente: cause

Certi segni, sintomi e comportamenti nei giovani possono indicare problemi a masticare o respirare, Malocclusione (scorretto allineamento delle due arcate superiore e inferiore), disturbi temporo-mandibolari dell’ATM, problemi a chiudere bene le arcate dovuti a svariati fattori:

  • Scarso o eccessivo spazio che non consente uno sviluppo normale dei denti;
  • Arcate strette;
  • Denti accavallati e storti;
  • Differenza di lunghezza dei denti (pre-contatto);
  • Mascella sporgente rispetto alla mandibola o viceversa;
  • Ossa del viso asimmetriche (fattore congenito o ereditario).

Hai mai sorpreso tuo figlio a dormire digrignando i denti, serrando le due arcate tra loro? Questo disturbo si chiama bruxismo e può causare un irrigidimento dei muscoli cervicali e del collo portando all’usura dei denti o allo spostamento del menisco dell’articolazione temporo-mandibolare.

Solitamente, in età pediatrica il bruxismo è comune: rappresenta uno scarico di tensione naturale per consumare i denti da latte fino all’età di 6-7 anni circa. In questo modo, la mandibola continuerà a muoversi in avanti finché i denti da latte non verranno sostituiti da quelli definitivi. All’età di 10-12 anni il bambino dovrebbe smettere di digrignare o serrare i denti. Se non succede, è meglio indagare.

Rapporto tra classe dentale e postura nei bambini e adolescenti

Un deficit posturale può rivelarsi un segno importante, una conseguenza di problematiche dentali nel bambino e nell’adolescente.

Le alterazioni della postura possono essere diverse a seconda dell’irregolarità delle arcate dentali o di altri problemi riferiti a denti, mandibola, mascelle, eventuali asimmetrie.

Il ragazzo tende a curvarsi, può avere difficoltà a muovere il collo o a camminare correttamente.

Ad ogni classe dentale corrisponde un deficit posturale diverso.

influenza della classe dentale sulla postura

Secondo le tre classi del Dr. Angle, si distinguono malocclusioni di:

  • Classe I caratterizzata da denti dell’arcata superiore che sovrastano leggermente quelli dell’arcata inferiore. L’occlusione dei molari risulta corretta ma si verifica l’affollamento dentale o il morso profondo;
  • Classe II con l’arcata della mascella che sporge troppo rispetto a quella mandibolare. Può verificarsi anche il caso di arcata mandibolare troppo piccola rispetto a quella mascellare. Porta ad uno spostamento in avanti della testa causando mialgie e lordosi;
  • Classe III con arcata superiore arretrata rispetto all’arcata inferiore che causa il cosiddetto morso inverso. Porta ad un arretramento della testa rispetto alla curva fisiologica tanto da spostare il baricentro generando mialgie e cifosi.

La Malocclusione può dipendere anche da mancanza di uno o più denti, bruxismo, infezioni, traumi, un’otturazione alta o abitudini sbagliate nei bambini (succhiarsi il pollice, ad esempio).

Può portare ad uno scivolamento laterale e antero-posteriore dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare), acufeni, disturbi visivi, otalgie, cefalea tensiva dovuti allo squilibrio.

La classe dentale influisce sulla postura e viceversa

Lo stretto legame tra classe dentale e postura esiste ed è la postura. Tale correlazione è reciproca: la Malocclusione dentale può provocare problemi di postura così come deficit posturali trascurati o mal curati possono provocare Malocclusione.

In presenza di deficit posturale, funzioni come la respirazione o deglutizione si alterano creando problematiche alla mandibola che si serra in modo anomalo.

Questa serie di cause/effetti (una sorta di ‘cane che si morde la coda’) può portare ad uno sviluppo irregolare nei giovani e giovanissimi.

Diagnosi

Sarà l’odontoiatra e lo gnatologo ad eseguire un esame obiettivo del cavo orale per, poi, procedere con un’ortopanoramica completa e una TAC per la ricostruzione 3D della struttura anatomica dell’ATM.

L’elettromiografia dei muscoli masticatori servirà in caso di bruxismo per indagare l’attività muscolare notturna.

E’ necessario eseguire un’analisi posturale ecefalometrica per studiare le proporzioni tra componenti dentali, scheletriche e dei tessuti molli della testa.

In Fisioterapia, l’analisi posturale viene eseguita con l’utilizzo della pedana posturo-stabilometrica e con l’Esame Baropodometrico computerizzato che verifica con estrema precisione le condizioni posturali del bambino o adolescente.

Che significa postura?

scoliosi nell'adolescente

In questo focus rispondiamo alla domanda “Come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente?”.

Chiediamoci anche: cos’è la postura?

Nulla di perfetto, ecco perché si chiama postura fisiologica: non significa avere la schiena drittissima ma curve fisiologiche naturali.

Postura, tecnicamente, significa la configurazione che assume il corpo nello spazio per mantenersi eretto. Funziona in modo dinamico rispondendo agli stimoli di occhi, muscoli della testa e del collo e piedi. Un soggetto con occhio strabico o con piedi piatti può presentare problemi di postura.

Una postura corretta al 100% è al massimo della sua efficienza. Una postura alterata può provocare alterazioni dell’equilibrio, mialgie, scoliosi, cifosi, lordosi, cervicalgie, debolezza, cefalea tensiva.

La classe dentale altera la postura: cosa fare?

Ora che hai scoperto come la classe dentale influisce sulla postura dell’adolescente (come, del resto, dell’adulto), possiamo proseguire parlando di cura.

Come intervenire sul rapporto classe dentale/postura in caso di alterazioni?

Per risolvere il problema dentale, bisogna rivolgersi ad un odontoiatra che, in base al tipo di problematica, proporrà:

  • Apparecchi intercettivi (apparecchio mobile, fisso o invisibile) per prevenire la Malocclusione nei bambini;
  • Bite, in caso di bruxismo o per protezione durante lo sport, ovvero un apparecchio in grado di ammortizzare l’attrito verticale fra i denti;
  • Placche occlusali che ripristinano la funzionalità corretta dei muscoli masticatori e posturali coinvolti nei disturbi dell’ATM;
  • Impianti in caso di mancanza di un dente ed otturazioni da limare o rifare;
  • Educazione alla salute dentale del pedodonzista che spiegherà al bambino, in presenza dei genitori, come disabituarsi a certi comportamenti sbagliati e dannosi (ciuccio, respirazione a bocca aperta, masticazione ad un solo lato, ecc.).
  • Intervento chirurgico in casi estremi (malformazioni congenite della mandibola o mascella).

Cosa fare, invece, per correggere il problema posturale?

Come intervenire sulla postura scorretta: affidati alla Fisioterapia

postura e denti negli adolescenti

Il bambino o adolescente dovrà essere indirizzato dal Posturologo, Fisioterapista e Osteopata sia in caso di limitazioni funzionali riscontrate (per ripristinare la normale funzionalità articolare) sia per correggere la postura alterata da problemi dentali.

Oltre alla diagnosi medica da esaminare, il Fisioterapista effettuerà una propria valutazione.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per pianificare un programma terapeutico personalizzato scegliendo trattamenti mirati al singolo caso.

I trattamenti più efficaci sono, a seconda della problematica su cui intervenire:

  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Massaggio per il rilascio di tensioni interne eseguito dal Massofisioterapista;
  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Esercizi terapeutici mirati (stretching, mobilizzazione, decompressione e rinforzo muscolare, esercizi di respirazione diaframmatica);
  • Ginnastica posturale con l’obiettivo di riequilibrare la postura recuperando la libertà di movimento.
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres.

Osteopatia mandibolare: cos’è

denti e postura

Dal punto di vista osteopatico e kinesiologico, la Malocclusione viene considerata una specie di ‘scoliosi cranica’ caratterizzata da un Atlante che da prima vertebra diventa quinta.

Fisioterapista, Gnatologo e Osteopata collaborano per risolvere efficacemente il problema.

L’Osteopata, la cui visione olistica considera il corpo nella sua unità, sa che il sistema della masticazione (denti, mandibola e relativi muscoli) è collegato a livello anatomico e funzionale con altre strutture del corpo (ad esempio, muscoli lombari o cervicali).

Dopo aver eseguito la ‘sua’ diagnosi controllando eventuali abitudini sbagliate, posture scorrette della lingua, se chiusura e apertura della bocca influenzano il movimento del cranio e della colonna vertebrale, eseguirà delicate mobilizzazioni e manipolazioni articolari/muscolari per ripristinare postura ed allineamento della mandibola.

Le specifiche manipolazioni, in questo caso, sono di tipo craniale, articolare, viscerale, correzione dell’Atlante, manovre per risolvere limitazioni funzionali e per rilasciare in varie zone del corpo gli adattamenti posturali.

Come correggere la postura con il metodo Mezieres

Una volta concluso il ciclo di Fisioterapia e Osteopatia, si passerà ad un percorso importante e risolutivo: la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres.

Questa metodica esclusiva permette di recuperare la postura dell’intera colonna vertebrale attraverso il graduale allungamento della catena muscolare posteriore ripristinando la corretta posizione dei muscoli e la funzionalità delle superfici articolari.

E’ uno step determinante nella cura di alterazioni posturali dovute a problemi dentali che consente di evitare al giovane paziente recidive.

Cifosi negli adolescenti: perché è aumentata del 700%

Cifosi negli adolescenti: perché è aumentata del 700%

Cifosi negli adolescenti: perché è aumentata del 700%?

Lo scorso giugno gli ortopedici hanno lanciato un allarme: negli ultimi 10 anni, i casi di cifosi negli adolescenti sono aumentati del 700%.

Colpa dell’uso eccessivo di dispositivi tecnologici (smartphone, tablet, notebook) che creano non pochi danni allo sviluppo della colonna vertebrale dei ragazzi nelle scuole medie inferiori. Danni importanti denunciati dalla Siot (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) che, in un convegno organizzato a Milano, ha lanciato l’allarme.

Cosa succede alle vertebre in via di formazione dei ragazzi quando per ore e ore stanno nella stessa posizione, chinati con le spalle in avanti? Succede che le vertebre, ancora fragili, in via di sviluppo e deformabili, giorno per giorno finiscono col deformarsi.

Se nel 2008 il 20% dei bambini aveva un atteggiamento cifotico, oggi il tasso è salito all’80% per i ragazzi di quarta e quinta elementare. Tutti curvi in avanti con le spalle chiuse a causa del numero eccessivo di ore trascorse su quelli che vengono definiti ‘babysitter elettronici’.

Si comincia all’età di 3-4 anni e, col passare del tempo, preferiscono i social o i videogame piuttosto che praticare sport, correre, giocare all’aria aperta. Il movimento è vitale per il corretto sviluppo della struttura ossea.

Gli errori di postura, col passare degli anni, possono degenerare e la schiena si incurva. Che fare? Chiedilo alla Fisioterapia mirata.

Un video di Anatomia della Colonna Vertebrale e del Dorso Curvo

Cifosi negli adolescenti: cos’è

La cifosi è una postura patologica che interessa la colonna vertebrale. Consiste nello sviluppo di una curvatura innaturale in avanti delle spalle e della parte superiore del tronco. Chi è colpito da cifosi non riesce a mantenere la posizione eretta e diritta del tronco e delle spalle, né da seduto né in piedi. Questa condizione si accompagna ad un eccessivo infossamento della schiena a livello lombare (lordosi).

Si tratta di un paramorfismo (alterazione della normale morfologia del corpo) che, se trascurato, potrebbe trasformarsi in dimorfismo con alterazioni funzionali gravi.

Quando la curvatura supera un’angolazione di 45°, nei casi più gravi, si parla di gobba. Quest’ultima condizione spesso compromette le funzioni respiratorie, cardiovascolari e neurologiche.

All’origine di una cifosi c’è uno schiacciamento delle vertebre a livello della parte alta della colonna.

Dispositivi elettronici e non solo: tutte le cause della cifosi

dorso curvo negli adolescenti

Smartphone, tablet, PC ma anche zaini troppo pesanti. Gli ortopedici consigliano zaini il cui peso non superi il 15% del peso del ragazzo. Uno zaino trolley potrebbe risolvere il problema.

In gran parte dei casi, i difetti posturali ripetuti nel tempo sono i responsabili della cifosi negli adolescenti e nei bambini ma le cause possono essere anche altre:

  • Deformità congenite dello scheletro (fin dalla nascita);
  • Malattia di Scheuermann (o cifosi osteocondrosica), che esordisce in età adolescenziale (intorno ai 14 anni), caratterizzata dallo schiacciamento di tre o più vertebre;

Nell’adulto, alcune delle cause sono l’osteoporosi, degenerazione dei dischi intervertebrali, lesioni ossee vertebrali o dei muscoli paravertebrali, neoplasie alla colonna vertebrale. Sport come ciclismo e canottaggio possono favorire (per atteggiamenti posturali scorretti prolungati nel tempo) l’insorgenza di questo disturbo.

Sintomi

Al di là della conseguenza estetica, la cifosi può portare i seguenti sintomi, a seconda del grado di gravità:

  • Dolore vertebrale intenso, tipico della ipercifosi e iperlordosi, non della scoliosi;
  • Mal di schiena che si sviluppa col tempo;
  • Debolezza muscolare, intorpidimento;
  • Disturbi neurologici (per la compressione dei nervi nel canale vertebrale), nei casi gravi;
  • Disturbi cardiorespiratori (dovuti alla deformazione della gabbia toracica che preme su cuore e polmoni), in casi gravi.

Diagnosi

zaino pesante e dorso curvo

Spesso, purtroppo, la cifosi è un problema sottovalutato.

Una diagnosi precoce in età evolutiva consente un trattamento tempestivo e adeguato per risolvere il disturbo.

Oltre alla visita specialistica completa, è necessario eseguire indagini strumentali:

  • Radiografia per stabilire il grado di curvatura e verificare le deformità delle vertebre;
  • TAC per osservare la cifosi in diverse angolazioni ottenendo immagini delle strutture interne;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per escludere infezioni o tumori;
  • Test sui nervi per verificare gli impulsi nervosi, in caso di debolezza muscolare, intorpidimento;
  • Test della funzionalità polmonare, in casi gravi, per controllare se il disturbo incide sulla respirazione.

Come è possibile curare la cifosi negli adolescenti?

Il trattamento di questa condizione varia a seconda del grado di gravità e della causa scatenante.

Nella fase iniziale, si interviene con la rieducazione motoria e la ginnastica posturale.

In caso di dolore, il medico prescriverà farmaci antidolorifici da assumere per un breve periodo.

Se la cifosi è in fase avanzata, il bambino dovrà indossare il busto ortopedico.

Quando la diagnosi arriva in ritardo e la cifosi è grave al punto tale da comprimere i nervi, bisogna ricorrere all’intervento chirurgico per ridurre il grado di curvatura. L’intervento più comune è la fusione spinale che consiste nella fissazione permanente di due o più vertebre tra loro.

Cifosi negli adolescenti: la soluzione offerta dalla Fisioterapia

cura ipercifosi dorsale giovanile

Fisioterapia e Riabilitazione rappresentano la terapia d’elezione in caso di cifosi.

Oltre ad esaminare la diagnosi medica, il Fisioterapista qualificato esegue una propria valutazione.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (che include anche test specifici per la cifosi come il test di Schober, di Thomas, di Patrick ed i test di riducibilità in situazioni di carico e scarico) al fine di programmare un percorso terapeutico personalizzato per l’adolescente.

Le terapie più efficaci sono:

  • Chiropratica, che prevede manipolazioni per ripristinare la corretta mobilità delle vertebre;
  • Esercizi terapeutici mirati;
  • Ginnastica posturale;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres.

Gli esercizi terapeutici indicati dal Fisioterapista (da eseguire in sua presenza) sono molto utili per:

  • Migliorare la forza muscolare (muscoli addominali e dorsali) e la flessibilità della colonna vertebrale;
  • Ridurre eventuali dolori;
  • Contrastare la curvatura;
  • Allungare i muscoli responsabili del mantenimento della curvatura stessa.

Sono altrettanto utili gli esercizi respiratori, soprattutto nei casi più gravi, perché intervengono sulla meccanica della gabbia toracica compromessa dalla cifosi.

Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres

Non è possibile cambiare la struttura scheletrica di una persona ma è essenziale bloccare il processo evolutivo della cifosi adolescenziale.

Si può agire sui muscoli che supportano la colonna per riequilibrare la postura grazie ad una metodica rieducativa esclusiva che lavora sulle catene muscolari. E’ un passaggio determinante nella terapia fisica della cifosi.

Dopo aver verificato le condizioni posturali attraverso l’Esame Baropodometrico, si procederà con la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres.

E’ un percorso terapeutico e preventivo in grado di correggere la postura di tutta la colonna vertebrale, di arti superiori e inferiori. Consiste nel progressivo allungamento della catena muscolare posteriore.

Come prevenire la cifosi negli adolescenti

E’ fondamentale evitare tutte quelle condizioni che possono favorire lo sviluppo della cifosi, prima fra tutti la postura correggendo le posizioni errate e gli atteggiamenti cifotici durante lo studio e in altre situazioni.

In linea con i consigli degli ortopedici, raccomandiamo di:

  • Limitare l’utilizzo di dispositivi tecnologici a non oltre 30-60 minuti al giorno;
  • Sedere con la schiena dritta e il più aderente possibile allo schienale;
  • Studiare in una stanza ben illuminata per evitare di chinarsi sui libri per leggere meglio;
  • Organizzare un piano di appoggio della scrivania piuttosto alto (all’altezza dei capezzoli) per non tendere a incurvarsi in avanti;
  • Alzarsi dalla sedia ogni mezz’ora eseguendo 5 minuti di stretching o brevi passeggiate;
  • Praticare sport e giocare all’aria aperta. Da preferire sport di allungamento (nuoto, pallacanestro, pallavolo, danza, corpo libero).
Scoliosi nell’adolescente

Scoliosi nell’adolescente

Scoliosi nell’adolescente: come si gestisce?

Per scoliosi s’intende una deviazione laterale della colonna vertebrale a carattere permanente, responsabile di un’alterazione della struttura anatomica e della rotazione dei corpi vertebrali. La spina dorsale si curva perdendo la sua forma rettilinea; la deformità è tridimensionale ovvero sul piano frontale, laterale (cifosi e lordosi) ed orizzontale (la rotazione delle vertebre determina una sporgenza, ‘gibbo’ o gobba costale o lombare). Skolios, dal greco antico, significa ‘storto’. In questo articolo, affrontiamo la scoliosi nell’adolescente.

La cosiddetta scoliosi idiopatica (dovuta a cause sconosciute) è un problema che si riscontra soprattutto nei giovani durante il passaggio tra infanzia e adolescenza (dopo i 10 anni di età), quando il corpo cresce in statura e si allunga.

L’attività fisica regolare non risulta di nessuna utilità per il ragazzo colpito da scoliosi: non raddrizza, di certo, il tratto di colonna colpito. E’ necessaria una diagnosi precoce che permetta un trattamento fisioterapico tempestivo, adeguato, personalizzato.

La scoliosi idiopatica dell’adolescente è, generalmente, ben trattabile e non compromette l’attività fisica e la qualità della vita del ragazzo. Scopri la risposta della Fisioterapia mirata per risolvere la scoliosi.

Per comprendere al meglio invito a guardare un video dell’anatomia della colonna vertebrale

Scoliosi nell’adolescente: come si riconosce

Inizialmente, è difficile riconoscere la scoliosi, soprattutto per l’assenza di sintomi.

E’ possibile sospettare la patologia da alcuni segni e indizi:

  • Asimmetria delle spalle (una più alta dell’altra) con prominenza di una scapola;
  • Testa non in asse con il bacino;
  • Un gluteo più alto dell’altro;
  • Sbilanciamento laterale del tronco e dei fianchi;
  • Colonna vertebrale visibilmente curva.

Raramente, la scoliosi è dolorosa con intorpidimento e stanchezza degli arti: succede in caso di curve notevoli. Nei casi più gravi, possono manifestarsi anche difficoltà respiratorie, disturbi cardiaci, mobilità limitata.

Forma lieve, media e grave della scoliosi

tipologie di scoliosi

Esistono tre diverse forme di scoliosi:

  • Lieve, da monitorare periodicamente in quanto può aggravarsi con la crescita del ragazzo: in tal caso, è necessario trattarla con la Fisioterapia mirata;
  • Media, da trattare a seconda del tipo di curva a livello ortopedico (busto) e fisioterapico;
  • Grave, evento raro che colpisce il 3 per mille dei ragazzi in età scolastica e va trattato chirurgicamente.

La scoliosi lieve e media colpisce il 2-4% dei giovani (soprattutto le femmine). L’età maggiormente interessata è compresa tra 10 e 16 anni ma la scoliosi può manifestarsi anche prima (7-8 anni).

Cause e fattori di rischio

come si vede una scoliosi

Nell’8590% dei casi, la scoliosi è idiopatica (nel senso che non si conosce una causa precisa), maggiormente frequente in età puberale adolescenziale nella fase di crescita.

Attualmente, la ricerca si concentra su determinate cause oggetto di studio:

  • Fattore genetico (ereditarietà) per il quale, tuttora, non esiste una prevenzione primaria;
  • Problemi all’osso, ai dischi intervertebrali, alle articolazioni;
  • Problemi ai tessuti molli (muscoli, legamenti);
  • Problematiche nell’accrescimento vertebrale.

Secondo recenti ricerche, un bambino su tre (i cui genitori soffrono di scoliosi) svilupperà scoliosi.

C’è chi si chiede: la postura scorretta di mio figlio può causare la scoliosi? Si,  ma è vero anche il contrario: la scoliosi può causare la postura scorretta nel bambino, specie se tende ad inclinarsi verso un lato.

Zaini e cartelle pesanti possono essere fattori di rischio o peggiorare la curva? No, ma possono essere associati al mal di schiena. Il bambino che soffre di mal di schiena deve evitare zaini pesanti e portare cartelle leggere sistemate su entrambe le spalle con le cinghie.

Traumi e danni non sono collegati all’insorgenza della scoliosi idiopatica. Non esiste neanche una correlazione causale tra piede piatto, ginocchio valgo, dismetria del bacino e scoliosi idiopatica.

Statisticamente, la scoliosi è quasi sempre idiopatica.

L’unica prevenzione possibile è quella secondaria che consiste in una diagnosi precoce.

Altre cause di scoliosi

Quando la scoliosi non è idiopatica (senza causa certa) può essere dovuta ad altre cause:

  • Malformazioni neonatali;
  • Dismetria agli arti inferiori;
  • Disordini del sistema nervoso centrale, malattie neuromuscolari;
  • Disturbi metabolici;
  • Disturbi reumatici;
  • Patologie del tessuto connettivo;
  • Sindrome di Down;
  • Nanismo.

Complicanze della scoliosi nell’adolescente

In gran parte dei casi, la scoliosi nell’adolescente non causa problemi seri.

In presenza di una curva importante, può incidere sull’accrescimento.

Se la curva d’ingrandisce ulteriormente, potrebbe causare problemi al cuore ed ai polmoni.

Una curva molto severa potrebbe addirittura portare alla compressione delle radici nervose del midollo spinale fino al rischio di paralisi. Succede raramente.

Trattamenti correttivi mirati impediscono alla curva di raggiungere certi gradi di severità.

Scoliosi e atteggiamento scoliotico: differenze

C’è differenza tra scoliosi ed atteggiamento scoliotico? Sì, anche se a prima vista potrebbero sembrare simili per una sopraelevazione della spalla e una deviazione laterale del rachide visibile dalle radiografie.

In realtà, si tratta di due condizioni diverse.

L’atteggiamento scoliotico è un disordine posturale; non è né strutturale né evolutivo, non presenta nessuna ‘gobba’ lombare o costale e neanche una rotazione vertebrale.

La rotazione vertebrale e l’evoluzione sono caratteristiche peculiari della scoliosi vera e propria insieme al ‘gibbo’ (la gobba).

Diagnosi

come curare la scoliosi

L’iter diagnostico per una sospetta scoliosi nell’adolescente comprende l’esame clinico e una radiografia della colonna vertebrale in valore angolare.

In presenza di scoliosi, la curva è maggiore: interessa prevalentemente la parte toracica e lombare della colonna, raramente il tratto cervicale.

Durante la visita, il medico valuta l’angolo di deviazione usando uno strumento chiamato scoliometro: prescrive indagini strumentali se l’angolo (di Cobb) supera i . Un filo a piombo risulterà utile per verificare lo spostamento dell’asse tra cranio e bacino.

Se necessario, si seguirà l’evoluzione del processo.

Come si cura la scoliosi nell’adolescente

Una volta diagnosticata la scoliosi, in base alla gravità della curva, alla probabilità di un peggioramento e all’età del ragazzo, risulterà necessario procedere con:

  • Un costante monitoraggio attraverso visite periodiche e radiografie;
  • L’utilizzo di un busto ortopedico (corsetto o ortesi) da adattare attorno al corpo ed ai fianchi. Non cura la scoliosi ma serve ad impedire che il processo peggiori. Il ragazzo dovrà portare il busto fino al completamento della crescita oppure, in caso di scoliosi grave, fino al momento dell’intervento;
  • Fisioterapia e Riabilitazione mirata;
  • L’intervento chirurgico.

E’ stato dimostrato che il busto ha effetti positivi sulla scoliosi.

Il ruolo della Fisioterapia mirata nella cura della scoliosi adolescenziale

scoliosi nell'adolescente

Come per qualsiasi disturbo e patologia, oltre ad esaminare la diagnosi medica, il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

In particolare, il Fisioterapista qualificato valuta i recettori posturali disfunzionali come ATM, piede, vestiboli, occhi (ad esempio, l’occhio strabico), eventuali fratture, traumi e cicatrici da trattare e correggere.

La Fisioterapia d’elezione è in grado di raggiungere risultati eccellenti: per ‘eccellenti’ s’intende il fatto che la scoliosi non peggiora durante il periodo di crescita dell’adolescente.

In sostanza, la Fisioterapia mira a stabilizzare i gradi scoliotici.

Quali sono i trattamenti più efficaci?

Oltre all’utilizzo del busto ortopedico realizzato su misura in base al grado scoliotico riscontrato nel singolo paziente, si procede con:

  • Massaggio connettivale, una particolare forma di Massoterapia che stimola riflessi di tipo viscerale, utile per il rilascio di tensioni interne;
  • Trazioni vertebrali per allungare meccanicamente la colonna vertebrale (a livello cervicale e lombare) tramite l’applicazione di carichi;
  • Chiropratica, tecnica manipolativa che ha lo scopo di ripristinare la corretta mobilità delle vertebre;
  • Esercizi terapeutici mirati;
  • Igiene posturale;
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres.

Esercizi terapeutici utili per la scoliosi nell’adolescente

Gli esercizi terapeutici per la schiena indicati dal Fisioterapista servono a migliorare le condizioni del paziente in quanto prevengono il peggioramento della scoliosi e la capacità respiratoria.

Presentano una serie di utilità e vantaggi:

  • Migliorano la forza muscolare;
  • Riducono eventuali dolori;
  • Contrastano le curvature scoliotiche insistendo su movimenti in direzione opposta;
  • Allungano i muscoli responsabili del mantenimento della curva scoliotica..

Gli esercizi respiratori, specie nei casi più gravi, intervengono sulla meccanica della gabbia toracica compromessa dalla scoliosi.

Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres

Esiste una singolare metodica rieducativa che lavora sulle catene muscolari ed è uno step determinante nella cura fisioterapica della scoliosi. Le condizioni posturali del paziente vengono accuratamente verificate attraverso l’Esame Baropodometrico.

In caso di deficit posturale, la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres rappresenta la scelta d’elezione. E’ un metodo esclusivo, un percorso terapeutico e preventivo unico nel suo genere, in grado di correggere la postura dell’intera colonna vertebrale, arti superiori e inferiori con il progressivo allungamento della catena muscolare posteriore.

Video del Metodo Mezieres

Quando è necessario l’intervento chirurgico

Nei casi più gravi di scoliosi, quando non è sufficiente il trattamento fisioterapico e la riabilitazione, il medico valuterà l’intervento chirurgico.

Durante l’intervento, vengono applicate viti e barre sul tratto della colonna da raddrizzare, dopodiché il chirurgo posiziona impianti ossei allo scopo di mantenere i risultati dell’operazione.

Può verificarsi una complicanza durante l’operazione: una sofferenza midollare. Per evitarla, durante tutta l’operazione viene monitorata in tempo reale l’attività midollare allo scopo di intervenire tempestivamente in caso di problemi.

Quali sono i tempi di recupero? Da 6 a 10 giorni per la degenza, 3-4 settimane per tornare a scuola, circa un anno per riprendere la pratica sportiva.

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Noleggio Magnetoterapia Napoli

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  • cervicalgia
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In base allo stato della patologia e alla fase che potrà essere acuta, sub-acuta o cronica verranno eseguiti inoltre diversi cicli di terapia e anche la durata del trattamento sarà diversa.

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Ginnastica-pelvica-riabilitazione-perineale

Ginnastica pelvica: riabilitazione perineale

Ginnastica pelvica: esercizi essenziali nella Riabilitazione perineale

Nonostante esistano linee guida internazionali, la ginnastica pelvica resta ancora poco conosciuta. E’ un peccato considerando i benefici apportati a donne e uomini riguardo a disturbi che vanno dall’incontinenza urinaria a problemi legati alla sessualità, dalla preparazione al parto alle disfunzioni erettili, dal prolasso vescicale all’eiaculazione precoce.

Questo percorso consente, innanzitutto, di rieducare alla piena percezione e consapevolezza del proprio corpo, della zona genitale, bacino, muscoli pelvici e relativo flusso di energia vitale. Il perineo resta uno sconosciuto per gran parte delle donne eppure la sua salute è fondamentale ad ogni età.

Un pavimento pelvico forte ed elastico è essenziale per il benessere della donna e dell’uomo. La ginnastica in questa area serve a rinforzare o mantenere tonici i muscoli pelvici per alleviare o prevenire disturbi e patologie associate alla sfera genitale.

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che chiudono il basso bacino (vanno dal pube al coccige e circondano l’apertura di vagina, uretra e retto. Ha il compito di sostenere gli organi pelvici (utero, vescica, uretra, vagina, retto come pure l’apparato urinario ed i genitali maschili) ma ha anche un ruolo importante nella funzione sessuale e riproduttiva. Per questo motivo, deve mantenersi forte ed elastico.

Gli esercizi previsti per questo tipo di ginnastica dovrebbero essere eseguiti a scopo preventivo senza attendere l’insorgere di problemi dovuti a indebolimento del pavimento pelvico.

La muscolatura pelvica è volontaria (ad eccezione dell’utero) seppure la contrazione dei muscoli pelvici sia percepibile ma non visibile: questo rende l’allenamento dei muscoli pelvici più difficile.

Un allenamento in grado di riportare forza e tonicità alla muscolatura pelvica è, in molti casi, la soluzione di svariati problemi. La ginnastica pelvica fa parte del protocollo di Riabilitazione perineale. Viene prescritta dal ginecologo ed eseguita su indicazione di un Fisioterapista qualificato.

Ginnastica pelvica: allenamento consigliato a tutte le età

ginnastica pelvica

Allenare e mantenere forte ed elastico il pavimento pelvico è fondamentale a tutte le età:

  • Durante l’età fertile per garantire un maggior piacere sessuale attraverso il miglioramento della contrazione orgasmica;
  • In gravidanza, periodo in cui viene particolarmente sollecitato e indebolito. Eseguendo la ginnastica pelvica, la donna incinta può evitare un’eccessiva lacerazione durante il parto. Dopo il parto, i tempi di recupero saranno più rapidi;
  • In menopausa, l’allenamento serve a combattere problemi di incontinenza urinaria e prolassi dovuti alla perdita di forza ed elasticità tipici dell’età avanzata.

Ginnastica pelvica: a cosa serve, indicazioni

La ginnastica pelvica è indicata sia per le donne che per gli uomini.

Interviene nella cura di svariati problemi, non soltanto in caso di incontinenza urinaria.

Ecco, di seguito, su quali problematiche interviene:

  • Incontinenza urinaria e/o fecale;
  • Prolasso dell’utero, vescica e retto;
  • Dopo un’isterectomia (asportazione dell’utero) per evitare o ridurre i rischi di prolasso pelvico, incontinenza urinaria e disfunzione sessuale;
  • Disturbi della menopausa come secchezza vaginale e vampate di calore;
  • Problemi legati alla sessualità (dolore durante i rapporti sessuali, vaginismo, anorgasmia), miglioramento della sensibilità e piacere sessuale;
  • Dolore pelvico cronico;
  • Dolori mestruali in quanto gli esercizi migliorano la circolazione del flusso riducendo la congestione;
  • Emorroidi;
  • Disturbi ginecologici (perdite, vaginite, candida);
  • Vulvodinia (condizione cronica caratterizzata da dolore, bruciore, irritazione, gonfiore nell’area vulvare);
  • Preparazione al parto (che risulterà più facile e meno doloroso) e recupero post-parto più rapido;
  • Disturbi legati al rallentamento della circolazione linfatica e capillare;
  • Problemi di funzionalità della prostata;
  • Disfunzione erettile;
  • Eiaculazione precoce (attraverso esercizi di rilassamento);

Oltre ai disturbi sopra elencati, la ginnastica pelvica aiuta ad ottenere un addome tonico.

Reimparare la respirazione diaframmatica

esercizi di respirazione per il diaframma e la cervicale infiammata

Prima di effettuare la ginnastica pelvica, è necessaria una rieducazione della respirazione diaframmatica. Respirare con il diaframma è qualcosa di naturale nei bambini. Crescendo si perde questa tecnica naturale che consiste nel gonfiare e sgonfiare l’addome espandendo il torace e svuotando completamente i polmoni. Un respiro troppo alto e affannoso che non coinvolge il muscolo diaframma provoca l’utilizzo scorretto ed il sovraccarico di alcuni muscoli, tra cui quelli pelvici. La regolare respirazione diaframmatica è in grado di apportare benefici al corpo, inclusi i muscoli pelvici.

Ripristinare la corretta funzione del diaframma significa respirare lentamente, a fondo, sentendo l’aria che gonfia la pancia come un palloncino ed espirare con calma. La respirazione diaframmatica contribuisce alla conoscenza, consapevolezza e gestione del pavimento pelvico ed è preziosa durante gli esercizi.

Gli esercizi di Kegel

ginnastica per il perineo

Gli esercizi di Kegel sono i più famosi nell’ambito della ginnastica pelvica finalizzata al rafforzamento ed elasticità del pavimento pelvico.

Un gruppo di scienziati (autori di uno studio pubblicato sull’American Journal od Physical Medicine & Rehabilitation) ha scoperto perché funzionano: le contrazioni riducono l’attività anomala del muscolo detrusore, responsabile dell’espulsione dell’urina.

La tecnica consiste nel contrarre i muscoli del pavimento pelvico per 5-10 secondi per, poi, rilasciare lentamente (5-10 secondi) ripetendo la contrazione 10 volte per almeno 2-3 volte al giorno. Durante gli esercizi è importante cercare di mantenere ferme le gambe, i muscoli addominali e i glutei.

Gli esercizi scoperti dal ginecologo statunitense Arnold Kegel negli anni ’50 riabilitano il muscolo pubococcigeo e sono consigliati a donne in gravidanza ed a tutti i pazienti con sindrome della vescica iperattiva.

Combattono l’incontinenza urinaria, il prolasso genitale e favoriscono la salute sessuale.

Si tratta di esercizi che non vanno improvvisati: è consigliabile lasciarsi seguire da Fisioterapista esperto sia per individuare i muscoli da allenare sia per eseguire correttamente la ginnastica pelvica. Lo specialista potrà essere d’aiuto anche per il biofeedback, tecnica che permette di misurare le contrazioni dei muscoli attraverso l’uso di una sonda.

Sono esercizi validi e utilissimi ma non rappresentano l’unico metodo possibile per mantenere forte e tonico il pavimento pelvico. Ecco, di seguito, qualche alternativa per allenarsi.

Qui un Video molto utile a cura di Pianeta Mamma

Ginnastica pelvica: altri esercizi

riabilitazione del perineo

Per rinforzare e tonificare i muscoli pelvici, oltre agli esercizi di Kegel, esistono altri tipi di allenamento. In ogni caso, gli esercizi devono essere svolti con regolarità e costanza per ottenere risultati concreti.

Tra gli altri esercizi utili per il benessere della muscolatura pelvica, citiamo:

  • Sollevamento e rotazioni del bacino;
  • Esercizio di Marjariasana;
  • Esercizio dell’orologio;
  • Contrazione di forza, di resistenza, contrazioni rapide;
  • Esercizio della perla;
  • Plank sui gomiti;
  • Esercizio del gatto.

A chi rivolgersi?

riabilitazione perineale

Si sconsiglia di eseguire la ginnastica pelvica fai da te: è importante lasciarsi seguire da specialisti. Basta considerare, ad esempio, che la ginnastica pelvica per l’incontinenza e per la vulvodinia necessitano di esercizi molto diversi. Allo stesso modo, esistono esercizi indicati per la donna e per l’uomo. Lo specialista saprà quali indicare e far eseguire al paziente in base alle sue esigenze.

L’efficacia della riabilitazione del pavimento pelvico è subordinata alla corretta valutazione da parte del ginecologo, che ha il compito di individuare eventuali alterazioni del controllo volontario dei muscoli perineali. Sarà lui a consigliare al paziente un ciclo di riabilitazione perineale sotto la guida di un Fisioterapista per risolvere il problema. Il percorso di riabilitazione pelvica è individuale.

Il Centro riabilitativo Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale allo scopo di pianificare un percorso terapeutico personalizzato, su misura del paziente.

La ginnastica pelvica e la Riabilitazione perineale 

Il primo step consiste nel rendere consapevole il paziente del proprio pavimento pelvico per, poi, iniziare con gli esercizi più adeguati al suo caso.

La ginnastica pelvica (chinesiterapia pelvi-perineale) fa parte del percorso di riabilitazione del pavimento pelvico che, oltre agli esercizi, prevede:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Biofeedback che consiste nel connettere un sensore ai muscoli pelvici. Misura l’attività dei muscoli ed aiuta il paziente a localizzare la muscolatura pelvica, a prenderne coscienza e ad eseguire al meglio gli esercizi del pavimento pelvico;
  • Elettrostimolazione funzionale (SEF) che utilizza elettrodi stimolatori dei muscoli pelvici. Serve a stimolare la muscolatura pelvica e le strutture nervose per distendere, tonificare, rafforzare e rendere elastici i muscoli stessi. E’ una tecnica indicata a pazienti non in grado di contrarre volontariamente e adeguatamente i muscoli perineali.

Ognuna di queste terapie è finalizzata a migliorare la sensibilità, coordinazione, contrazione e resistenza dei muscoli perineali, supporto essenziale di vescica, utero e retto-ano.

Dolore-pelvico-cos-e-e-come-si-cura

Dolore pelvico: cos’è e come si cura

Dolore pelvico: cos’è e come si cura il dolore perineale

Il dolore pelvico (o dolore perineale) è molto diffuso soprattutto tra le donne: in Italia, ne soffre una donna su quattro. Si tratta di un disturbo avvertito a livello della pelvi, struttura anatomica circoscritta dalle ossa che compongono il bacino. Questa regione contiene gli organi e i tessuti dell’apparato riproduttivo, urinario, gastroenterico, nervoso e muscolo-scheletrico.

La sensazione di dolore viene avvertita nella pancia al di sotto dell’ombelico, nel distretto anatomico che include la parte inferiore dello stomaco e della schiena, glutei e area genitale. Questa regione confina in alto con l’addome, in basso con il perineo e lateralmente con gli arti inferiori.

Il dolore può essere dovuto a problemi di natura urologica, ginecologica e intestinale. Può manifestarsi in forma acuta o cronica: la forma cronica ha una durata di oltre 6 mesi.

E’ più diffuso tra le donne in quanto il compartimento vescico-urinario e pelvico della donna ha caratteristiche peculiari più soggetti a problemi rispetto all’uomo.

Talvolta, è anche difficile da diagnosticare: 3 donne su 10 dichiarano di essere state visitate da almeno 3 medici prima di ottenere una diagnosi.

Per intervenire sul dolore perineale, è necessario un approccio multidisciplinare che preveda la collaborazione di varie figure professionali (medico di base, ginecologo, urologo, fisioterapista, ostetrica, biologo).

In gran parte dei casi, la soluzione ha un nome: Riabilitazione del pavimento pelvico.

Dolore pelvico: cause

cura dolore pelvico

Generalmente, il dolore perineale non è dovuto a gravi disturbi. Spesso, è associato al ciclo mestruale ma, in certi casi, può derivare da una condizione grave.

Ecco quali sono tutte le possibili cause di dolore pelvico:

  • Crampi mestruali (dismenorrea) e dolore durante l’ovulazione (a metà del ciclo mestruale);
  • Infezioni alle vie urinarie (come cistite interstiziale) e alla vescica;
  • Calcoli renali e nelle vie urinarie;
  • Rottura di un ascesso pelvico;
  • Disturbi del tratto digerente (gastroenterite, stipsi, sindrome del colon irritabile, appendicite, peritonite);
  • Fibromialgia;
  • Patologie muscolo-scheletriche (come stiramenti dei muscoli addominali e separazione delle ossa pubiche dopo il parto);
  • Rottura di una cisti ovarica;
  • Gravidanza ectopica (in posizione anomala, extrauterina);
  • Torsione ovarica (degli annessi) o tubarica;
  • Vulvodinia;
  • Disturbi del pavimento pelvico (come prolasso vescicale e uterino);
  • Ernia inguinale;
  • Aderenze, tessuti cicatriziali del basso addome;
  • Malattie a trasmissione sessuale (come clamidia e gonorrea);
  • Aborto spontaneo o minaccia di aborto;
  • Diverticolite;
  • Malattia infiammatoria intestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn);
  • Aneurisma dell’aorta addominale;
  • Artrite psoriasica;
  • Prostatiti (nell’uomo);
  • Traumi;
  • Fibroma uterino (tumore benigno);
  • Tumore ovarico e dell’epitelio uterino;
  • Altri tumori (come quello del colon);
  • Endometriosi (placche di tessuto localizzate in modo anomalo).

Non è da escludere che il dolore perineale possa essere dovuto a problemi psicologici, come somatizzazioni e conseguenze di abusi fisici, sessuali, psichici.

Sintomi associati al dolore perineale

dolore pelvico

La sintomatologia dolorosa varia a seconda delle cause scatenanti.

Il dolore può essere acuto, simile ad un crampo, con spasmi (contrazioni intermittenti), improvviso e lancinante, sordo e costante, diffuso o avvertito in un punto preciso. Il dolore a barra sopra il pube è la forma più frequente. Può anche irradiarsi alla coscia, fianco, zona lombare come se si trattasse di una colica renale.

Molte donne manifestano una sensazione dolorosa ai genitali esterni (vulvodinia) o presentare dolore alla palpazione della zona pelvica. Talvolta, il dolore può essere così intenso da pregiudicare il lavoro, l’attività fisica, i rapporti sessuali.

Il dolore può essere accompagnato da disturbi urinari (frequenti minzioni, urgenza) ma i sintomi associati più preoccupanti sono:

  • Sanguinamento o secrezione dalla vagina (soprattutto dopo la menopausa);
  • Febbre o brividi;
  • Nausea, vomito;
  • Stordimento, collasso, improvvisa perdita di coscienza;
  • Sudorazione e agitazione.

Per l’uomo, il dolore pelvico rappresenta un disturbo complesso. Avverte differenti sintomi o problemi (dolore al pene, ai testicoli, all’ano oppure disturbi di tipo sessuale, urologici, colon-proctologici) spesso difficili da descrivere.

Diagnosi

L’iter diagnostico per risalire alla causa del dolore pelvico prevede:

  • Anamnesi (storia clinica e descrizione del dolore da parte del paziente),
  • Esame obiettivo durante cui il medico controlla organi, muscoli e tessuti della regione pelvica e dell’addome;
  • Esami da laboratorio (sangue, urina);
  • Test di gravidanza se è questa la causa sospettata;
  • Ecografia pelvica con onde sonore per ottenere immagini di organi e strutture interne della regione pelvica;
  • Laparoscopia pelvica, procedura mini invasiva con introduzione del laparoscopio (attraverso una piccola incisione della pelle sotto l’ombelico) per osservare l’interno della regione pelvica;
  • TC o Risonanza magnetica di addome e pelvi;
  • Cistoscopia per osservare l’interno della vescica;
  • Colonscopia per osservare l’interno dell’intestino.

L’uno o l’altro esame strumentale verrà richiesto dal ginecologo dopo la visita a conferma di eventuali sospetti.

Si arriva a diagnosticare i crampi mestruali dopo aver escluso cause più gravi.

Trattamento del dolore pelvico

esercizi di kegel per il pavimento pelvico

Inizialmente, il dolore perineale viene trattato con la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), analgesici e miorilassanti prescritti dal medico.

I glicosaminoglicani sono indicati in caso di patologie dell’apparato urinario (cistite interstiziale, vescica neurologica, prostatite).

Riposo e calore possono aiutare il dolore che interessa i muscoli, sindrome premestruale o gravidanza. Il dolore dovuto a endometriosi e mestruazioni può essere alleviato da un trattamento ormonale come la pillola anticoncezionale.

Il trattamento del dolore pelvico dipende dalla causa riscontrata dalla diagnosi.

Sicuramente, alcuni cambiamenti nello stile di vita si rivelano utili: in certi casi, il dolore pelvico migliora modificando la dieta, la postura e praticando attività fisica regolare.

In caso di fibromi, aderenze o endometriosi, potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico (come l’isterectomia ovvero l’asportazione chirurgica dell’utero).

Per alcune condizioni (problemi muscolari o del tessuto connettivo), è importante ricorrere alla Fisioterapia mirata.

Dolore pelvico: come interviene la Fisioterapia d’avanguardia

In molti casi, il dolore perineale è dovuto a indebolimento del pavimento pelvico. Non si parla o non si scrive mai abbastanza sull’importanza di mantenere forte, tonico e sano il pavimento pelvico. Composto da un complesso sistema muscolare, garantisce continenza e supporto degli organi del piccolo bacino nonché benessere sessuale.

In caso di disfunzione, la ginnastica del pavimento pelvico prescritta dal ginecologo ed eseguita dal fisioterapista qualificato può risolvere il dolore pelvico.

Gli esercizi per il pavimento pelvico devono essere mirati, non improvvisati: soltanto il fisioterapista può indicarli e farli eseguire al paziente in base al sesso, alla condizione fisica, alla causa del dolore.

Il primo importante step è rieducare il paziente alla piena consapevolezza della zona genitale perché gli esercizi (di contrazione e rilasciamento dei muscoli pelvici) vanno svolti in modo consapevole. Durante questi esercizi, si rivela fondamentale la respirazione con il diaframma.

L’obiettivo è rafforzare e tonificare i muscoli pelvici attraverso vari esercizi: i più noti sono gli esercizi di Kegel.

La ginnastica perineale fa parte del percorso di Riabilitazione pelvica ed è individuale.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale allo scopo di pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

Riabilitazione del pavimento pelvico: i trattamenti fisioterapici mirati

riabilitazione pavimento pelvico

Oltre alla ginnastica pelvica (chinesiterapia pelvi-perineale) la Riabilitazione del pavimento pelvico prevede:

  • Terapia manuale osteopatica;
  • Biofeedback, tecnica che si avvale di un sensore da connettere ai muscoli pelvici. Registra l’attività muscolare (contrazione, rilassamento) aiutando il paziente a localizzare la muscolatura pelvica per eseguire al meglio gli esercizi;
  • Elettrostimolazione funzionale (SEF) attraverso elettrodi stimolatori dei muscoli pelvici. Questa metodica è indicata a pazienti che non sono in grado di contrarre volontariamente i muscoli pelvici. Stimola, distende, tonifica, rafforza e rende elastici i muscoli stessi.

La Riabilitazione perineale ha l’obiettivo di migliorare la sensibilità, coordinazione, contrazione e resistenza dei muscoli pelvici per ripristinare la loro corretta funzione di supporto della vescica, utero e retto-ano

Esercizi-per-il-Pavimento-pelvico

Esercizi per il Pavimento pelvico

Esercizi per il pavimento pelvico: appunti di Riabilitazione perineale

Se ti chiedo quante volte hai svolto esercizi per il pavimento pelvico cosa mi rispondi? Ne hai mai sentito parlare? Se ne hai sentito parlare anche solo di sfuggita sai come si eseguono e perché?

La ginnastica per rafforzare e tonificare i muscoli pelvici è essenziale per prevenire diversi disturbi associati alla sfera genitale o per risolverli.

Si tratta di disagi di cui si parla ancora troppo poco e che si tende a non affrontare per pudore, vergogna. Gli stessi ginecologi, urologi e/o proctologi dovrebbero informare i pazienti (uomini e donne) e sensibilizzarli spiegando quanto sia importante mantenere forte e tonico il pavimento pelvico. Cos’è?

Il pavimento pelvico è composto da un complesso sistema muscolare che assicura la continenza ed il sostegno degli organi del piccolo bacino (uretra, vescica, retto) come pure il benessere sessuale ricoprendo un ruolo importante anche nella funzione riproduttiva.

In caso di disfunzione, la ginnastica pelvica prescritta dal ginecologo ed eseguita su indicazione di un fisioterapista qualificato, può risolvere diversi disturbi.

In questo focus, descriviamo alcuni dei migliori esercizi ma consigliamo vivamente di evitare il fai da te e di rivolgersi ad uno specialista. Lasciarsi seguire da un fisioterapista esperto è importante sia per individuare i muscoli da allenare sia per eseguire correttamente gli esercizi più adeguati al singolo caso.

Esercizi per il pavimento pelvico: a cosa servono?

esercizi per il pavimento pelvico

Quando il pavimento pelvico si indebolisce, l’attività dei relativi muscoli viene compromessa e possono insorgere svariati disturbi.

Gli esercizi per il pavimento pelvico sono indicati per prevenire o risolvere i seguenti disturbi:

  • incontinenza urinaria e fecale (anche dopo un’isterectomia, ovvero l’asportazione dell’utero);
  • prolasso della vescica, utero e retto;
  • disturbi legati alla sessualità (dolore durante i rapporti sessuali, vaginismo, anorgasmia);
  • dolore pelvico cronico;
  • emorroidi;
  • disturbi ginecologici (vaginite, perdite, ecc.);
  • problemi di funzionalità della prostata;
  • disfunzione erettile;
  • eiaculazione precoce.

La ginnastica pelvica migliora la sensibilità ed il piacere sessuale, prepara al parto e velocizza i tempi di recupero post-parto, aiuta ad ottenere un addome tonico.

Esercizi per il pavimento pelvico: consapevolezza della zona genitale

Gli esercizi devono essere svolti in modo consapevole.

E’ importante sentire quali muscoli stai attivando, sentire la contrazione e il rilasciamento. Bisogna mantenere la contrazione il più possibile (circa 10 secondi) quando si è abbastanza preparati per farlo.

Prima di eseguirli, è necessaria una rieducazione alla piena consapevolezza e percezione della zona genitale, dei muscoli pelvici, del bacino. Questa regola vale ad ogni età sia per le donne che per gli uomini.

La contrazione dei muscoli pelvici è percepibile ma non visibile: questa particolarità rende l’allenamento più difficile.

Gli esercizi per il pavimento pelvico dovrebbero essere eseguiti a scopo preventivo senza attendere l’insorgere di problemi dovuti a indebolimento.

L’importanza della respirazione diaframmatica

importanza del muscolo diaframma

La respirazione diaframmatica contribuisce notevolmente alla conoscenza, consapevolezza e gestione dei muscoli pelvici: in tal senso, è fondamentale per eseguire esercizi del pavimento pelvico.

Da bambini la respirazione diaframmatica risulta naturale ma crescendo gran parte delle persone perdono questa attitudine. Per reimparare ad usare correttamente il muscolo diaframma bisogna allenarsi, respirare lentamente, a fondo, sentire l’aria che gonfia la pancia come un palloncino, espirare a lungo.

Perché è così importante? Perché un respiro scorretto (troppo alto e affannoso) che non coinvolge il muscolo diaframma fa lavorare male e sovraccarica alcuni muscoli, tra cui quelli pelvici.

Quando il Fisioterapista ti avrà rieducato alla corretta respirazione diaframmatica e ti avrà reso consapevole dei muscoli pelvici, potrai iniziare gli esercizi per il pavimento pelvico. I più famosi sono gli esercizi di Kegel.

Esercizi di Kegel

esercizi di kegel per il pavimento pelvico

Finalizzati a rafforzare i muscoli pelvici, gli esercizi di Kegel risultano particolarmente indicati per l’incontinenza urinaria, il prolasso genitale, gravidanza (preparazione al parto), sindrome della vescica iperattiva e per migliorare la funzionalità sessuale e procreativa.

Funzionano in quanto le contrazioni riducono l’attività anomala del muscolo detrusore, responsabile dell’espulsione dell’urina. La tecnica, scoperta negli anni ’50 dal ginecologo statunitense Arnold Kegel, consiste nel contrarre e rilassare i muscoli pelvici in base a determinate sequenze.

L’esercizio più classico va svolto in questo modo:

  • svuota la vescica;
  • sdraiati sulla schiena con le braccia lungo il corpo (a gambe piegate sollevando le ginocchia);
  • inspira con la tecnica di respirazione diaframmatica e contrai i muscoli pelvici per 5-10 secondi come se volessi trattenere la pipì. Avvertirai la sensazione che questi muscoli si stringono e si sollevano verso l’interno. Non contrarre altri muscoli ed evita di trattenere il respiro. Mantieni ferme le gambe, i glutei ed i muscoli addominali;
  • espirando, rilassa lentamente i muscoli per 10 secondi.

Ripeti l’esercizio 10 volte per almeno 2-3 volte al giorno.

Inizialmente, procedi per gradi partendo da una contrazione di 5 secondi per poi arrivare a 10.

Gli esercizi di Kegel sono i più efficaci ma esistono altri validi esercizi per mantenere forte e tonico il pavimento pelvico. Vanno tutti eseguiti con regolarità e costanza. Scoprili di seguito.

Sollevamento e rotazioni del bacino

esercizio di sollevamento del bacino per il pavimento pelvico

Questo esercizio deve essere eseguito sdraiandosi supini con la schiena a terra e le braccia distese lungo il dorso con il palmo rivolto verso il basso.

Piegare le ginocchia divaricando leggermente le gambe e portando le piante dei piedi a terra.

Spingere sui talloni e sollevare il bacino contraendo la muscolatura pelvica.

Mantenere la contrazione isometrica per qualche secondo (possibilmente, 10 secondi). Ripetere la sequenza almeno 10 volte.

Assumendo la stessa posizione e mantenendo il bacino sollevato, eseguire piccole circonduzioni del bacino (in un verso e nell’altro).

Rilasciare e tornare col sedere a terra.

Ripetere la sequenza una ventina di volte.

Esercizio di Marjariasana o del gatto

Esercizio di Marjariasana per il bacino

Sistemarsi carponi, inspirare inarcando la schiena aprendo il petto e guardando in alto (simulando lo stiracchiamento dei gatti).

Espirare svuotando l’addome completamente andando in cifosi totale, avvicinando il pube all’ombelico ed assumendo la posizione contraria a quella iniziale. La testa viene spostata verso il basso.

Ripetere la sequenza 10-20 volte.

Esercizio dell’orologio

Durante questo esercizio, bisogna immaginare di avere sotto di sé un orologio eseguendo movimenti orientati verso le ore 3, 6, 9 e 12.

Questi movimenti eseguiti lungo due linee perpendicolari devono, poi, diventare rotatori per sciogliere del tutto il bacino.

Esercizio della perla

Tra tutti gli esercizi per il pavimento pelvico scoperti da Kegel, quello della perla è uno dei meno conosciuti.

E’ molto efficace per la preparazione al parto.

In questo caso, le contrazioni dei muscoli pelvici avvengono attorno ad un’immaginaria perla posta all’interno della vagina.

Le contrazioni devono essere eseguite gradualmente ed essere svolte su 5 livelli durante cui la vagina si apre completamente per poi chiudersi completamente.

Plank sui gomiti

plunk sui gomiti

In posizione prona appoggiandosi sui gomiti, sollevare il bacino mantenendo in linea gambe, colonna e testa. La contrazione isometrica va mantenuta 3 volte per almeno 30 secondi.

In seguito, sollevare la gamba destra alternando con la sinistra mantenendo la posizione 30 secondi per ciascun lato.

Riabilitazione del pavimento pelvico: esercizi e non solo

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Il Fisioterapista qualificato sceglierà gli esercizi per il pavimento pelvico più adeguati al tipo di disturbo ed al sesso di appartenenza del paziente.

Per la consapevolezza del proprio pavimento pelvico, per migliorare sensibilità, coordinazione, contrazione e resistenza dei muscoli pelvici, oltre agli esercizi la Riabilitazione perineale prevede:

  • Terapia manuale eseguita dal Fisioterapista specializzato o dall’Osteopata;
  • Biofeedback, tecnica durante cui un sensore connesso ai muscoli pelvici registra e misura l’attività dei muscoli, la contrazione ed il rilassamento muscolare. Aiuta il paziente a localizzare la muscolatura pelvica, a prenderne coscienza per eseguire in modo ottimale gli esercizi del pavimento pelvico;
  • Elettrostimolazione funzionale (SEF), metodo che si serve di elettrodi stimolatori dei muscoli pelvici. Distende, tonifica, rafforza e rende elastici i muscoli aiutando soprattutto i pazienti che non riescono a contrarre volontariamente i muscoli perineali.
Postura-Scorretta-tutte-le-cause-e-la-cura

Postura Scorretta: tutte le cause e la cura

Postura scorretta: quali sono le cause?

Mal di schiena, contratture muscolari, rigidità articolare, problemi circolatori: la postura scorretta mantenuta per lungo tempo può essere responsabile di diversi disturbi e patologie.

La postura racconta di noi, della nostra emotività, carattere, personalità, abitudini quotidiane ma può alterarsi anche per altre ragioni che non riguardano la psicosomatica.

Chi non ha difetti di postura scagli la prima pietra. Non esiste una postura ideale ma naturale (condizione ottimale dell’equilibrio statico e dinamico) e bisogna salvaguardarla a tutti i costi e rieducare colonna vertebrale, arti inferiori e superiori affinché le normali curve fisiologiche non si alterino. Ne va della salute dell’intero organismo.

In caso di disfunzione, possono verificarsi squilibri motori fino all’insorgenza di paramorfismi (alterazioni morfologiche) o, peggio ancora, di paradismorfismi (alterazioni strutturate con modificazioni delle strutture ossee).

In questo focus, descriviamo tutte le possibili cause responsabili di deficit posturale e ti spieghiamo come correggere gli squilibri posturali grazie alla Fisioterapia d’avanguardia.

Postura scorretta e corretta: che significa?

postura scorretta

Per postura corretta s’intende la posizione assunta dal corpo nello spazio e la relazione tra le sue varie parti (collo, schiena, testa) in grado di assicurare il giusto movimento e la stazione eretta.

Il sistema posturale è un insieme che comprende strutture del sistema nervoso centrale e periferico come il sistema oculare, visivo, la lingua, propriocettori, pressocettori, artrocettori. Una disfunzione della postura può provocare numerose conseguenze soprattutto alla colonna vertebrale e agli arti.

Assumere una postura corretta non significa imporre alla colonna vertebrale una posizione esageratamente dritta. In realtà, la spina dorsale deve mantenere le linee naturali del corpo, le curve fisiologiche che corrispondono ai 4 tratti principali della colonna: lordosi cervicale, cifosi toracica, lordosi lombare e cifosi sacrale.

Se queste curvature naturali subiscono un’alterazione prolungata nel tempo, i muscoli sono soggetti a pressioni e tensioni innaturali causando dolore e spingendo le articolazioni a lavorare in modo sproporzionato rispetto alla loro capacità con conseguente usura, infiammazione e processi degenerativi.

Per ristabilire una buona postura, è necessario recuperare quelle sane abitudini che contribuiscono a mantenere la linea anatomica della colonna senza sollecitare negativamente i muscoli ed altre strutture del corpo. Per riuscire nell’intento, dobbiamo essere coscienti della posizione assunta quando lavoriamo,  stiamo seduti, camminiamo, dormiamo, stando attenti anche a come respiriamo (corretta respirazione diaframmatica).

Postura scorretta: organi e strutture coinvolti

Il nostro corpo è progettato per mantenere una posizione eretta in grado di scaricare il peso in modo uniforme su colonna, anche, piedi. Il meccanismo di coordinazione parte dal cervello e raggiunge diverse parti del corpo che compiono determinate azioni a seconda degli stimoli provenienti dall’esterno (recepiti e trasformati in movimenti).

La postura chiama in causa i seguenti organi e strutture:

–       Piede, ricco di sensori, che riceve svariati stimoli e crea una relazione tra corpo e terreno. Una semplice distorsione alla caviglia o un altro disturbo doloroso può spingerci a camminare in modo diverso, a modificare il movimento per non sentire dolore e ad insistere su una postura sbagliata anche quando la caviglia sarà guarita;

–       Vista con particolare riferimento ai movimenti dell’occhio. Un qualsiasi difetto della vista (ad esempio, strabismo) trasmetterà al cervello informazioni errate trasmettendo al corpo l’ordine di posizionarsi in modo sbagliato, innaturale;

–       Vestibolo, posto nel canale uditivo, che contribuisce notevolmente all’equilibrio;

–       Apparato stomatognatico (denti, mandibola e muscoli della bocca). Un’otturazione o protesi sbagliata oppure una malocclusione (chiusura errata delle due arcate) influiscono negativamente sulla postura. I denti in fuori spostano le ossa craniali: tutto questo incide sulla colonna modificando la camminata, la postura;

–       Apparato muscolo-scheletrico i cui sensori trasmettono le informazioni relative alla postura direttamente al cervello;

–       Pelle i cui sensori registrano costantemente alterazioni o cambiamenti.

Spesso, i difetti di postura dipendono dal sistema nervoso che tende a farci assumere la posizione che ritiene migliore.

Detto questo, vediamo quante e quali sono tutte le possibili cause di una postura scorretta.

Tutte le cause di un deficit posturale 

postura scorretta e corretta

La causa responsabile di deficit posturale può essere una di queste o più di una:

–       Stile di vita sedentario;

–       Scarsa attività fisica che porta a indebolimento muscolare (con conseguenti contratture e rigidità dei muscoli) e rigidità articolare;

–       Disturbi del sonno;

–       Traumi pregressi (anche lievi o a distanza di anni);

–       Cicatrici cutanee post-chirurgiche che, tirando i ricettori cutanei di continuo, provocano contrazione muscolare;

–       Sovrappeso e obesità;

–       Ansia, stress, tensione, carattere ansioso e fortemente emotivo per cui il soggetto tende ad assumere la posizione curva in avanti provocando rigidità soprattutto al muscolo diaframma;

–       Posizioni viziate davanti al PC (peggio ancora se con le gambe accavallate);

–       Posizioni scorrette durante il riposo, utilizzo di un materasso o cuscino inadeguato;

–       Pessime stazioni di lavoro ergonomiche (sollevamento o trasporto di pesi che portano a squilibrio posturale), sovraccarico funzionale o sollecitazioni meccaniche ripetute;

–       Attività sportive intense non proporzionate alla preparazione atletica;

–       Utilizzo eccessivo e sbagliato di smartphone, tablet che porta a disallineare la colonna vertebrale;

–       Disfunzione o Malocclusione mandibolare (arcate dentali disallineate) ed altri disturbi ai denti;

–       Problemi alla vista (come strabismo);

–       Problemi ai piedi (come alluce valgo, piede piatto, piede cavo);

–       Alterato appoggio plantare che, a sua volta, può causare anche conseguenze a livello di articolazioni cervico-occipitale e temporo-mandibolare;

–       Posizionamento non fisiologico del bacino;

–       Eterometria degli arti inferiori (una gamba più lunga dell’altra), un’asimmetria importante maggiore di 8 millimetri;

–       Alterazioni infiammatorie o circolatorie del labirinto dell’orecchio interno;

–       Problemi di metabolismo che incidono sulla qualità dei tessuti (incluso quello muscolare) portando alla perdita di idratazione, di minerali e di altre sostanze essenziali.

In sintesi, la postura è influenzata da sovraccarichi funzionali, peso corporeo eccessivo, fattori emozionali, stress psico-fisici, deficit di uno o più recettori posturali (Stomatognatico, Oculare, Vestibolare, Podalico).

Postura scorretta: sintomi e conseguenze

approccio multidisciplinare nel mal di schiena

Le alterazioni della postura possono interessare anche gli altri organi del corpo per via del tessuto connettivo, un secondo scheletro fibroso che connette tutte le parti del nostro organismo.

Una postura scorretta crea problemi ai muscoli (contratture), a tendini e legamenti, crea tensioni agli organi interessati provocando problemi anche ginecologici, viscerali, urologici come pure danni alle fibre neurovegetative, ai nervi spinali. Una cattiva postura può causare problemi circolatori negli arti inferiori ed una respirazione poco fisiologica, con particolare alterazione del muscolo diaframma che si trova a stretto contatto con gli organi vitali di addome e torace.

Può essere responsabile anche di reflusso gastroesofageo.

Sono numerosi i sintomi e le conseguenze di una postura viziata a seconda del tratto della colonna colpito:

  • Emicrania, cefalea;
  • Mal di schiena, spalle, collo;
  • Nausea;
  • Dolori muscolari o articolari, ai piedi;
  • Stanchezza, affaticamento;
  • Stress, depressione;
  • Mal di denti;
  • Labirintite;
  • Abbassamento della vista e dolori oculari;
  • Problemi dell’apparato respiratorio;
  • Acufeni;
  • Problemi di equilibrio e coordinazione;
  • Errato avvolgimento-svolgimento del piede durante la deambulazione;
  • Vertigini, sbandamenti;
  • Parestesia degli arti;
  • Pressione ai bulbi oculari;
  • Disturbi di respirazione;
  • Problemi di tipo urologico, ginecologico e viscerale.

Diagnosi multidisciplinare

Considerando il numero e la diversità di cause responsabili di postura scorretta è quantomeno fondamentale eseguire una diagnosi accurata e completa.

E’ necessario, innanzitutto, sottoporsi ad una visita fisiatrica con l’utilizzo della pedana stabilometrica che consente di evidenziare la presenza di squilibri posturali.

Per indagare la causa, la diagnosi è sempre clinica. Viene effettuata attraverso l’osservazione del paziente e con specifici test strumentali per evidenziare asimmetrie, deviazioni, deformità. Esistono test specifici delle reazioni posturali in relazione alla vista, equilibrio, meccanismo propriocettivi, posizioni articolari ed è importante rivolgersi ad un Posturologo qualificato.

L’esame più importante ed avanzato è il test barodopometrico che verifica la condizione posturale complessiva del paziente, misura l’appoggio del piede verificando in che modo il peso viene distribuito da fermi e durante il cammino.

Il Centro Ryakos esegue regolarmente l’Esame Baropodometrico, il test più avanzato e preciso per controllare la postura di tutto il corpo.

In base all’esito dell’esame, è importante che il paziente si affidi a medici specialisti, le cui figure possono essere diverse a seconda del problema da trattare (Ortodoiatra, Gnatologo, Podologo, Vestibologo, Logopedista, Optometrista, Osteopata, ecc.). Questi specialisti collaborano tra loro per garantire un intervento multidisciplinare sia in fase diagnostica che terapeutica. Il problema va affrontato in modo globale.

Una volta confermato lo squilibrio posturale, il passo successivo consisterà nell’individuare le cause primarie (malocclusione, problemi muscolo-scheletrici, ecc.) dell’alterazione posturale per distinguerle dalle conseguenze (contratture o retrazioni muscolari).

E’ un passaggio fondamentale per programmare una terapia mirata e personalizzata che punta a correggere la causa, le conseguenze, la postura, l’eliminazione di dolore o altri sintomi.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale necessaria per pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

Postura scorretta: cosa fare?

postura al pc

Una volta scoperta la causa o le cause primarie del deficit posturale, i campi di intervento possono essere diversi a seconda della problematica da trattare:

  • Piede, con l’impiego di solette antishock o plantari su misura;
  • Occhio, attraverso tecniche di visual training, prismi, lenti;
  • Sistema vestibolare, ricorrendo alla rieducazione vestibolare;
  • Bocca, con eventuale applicazione di bite che ha la funzione di riequilibrare l’occlusione;
  • Apparato muscolo-scheletrico, con l’intervento dell’Osteopata, del Fisioterapista, esercizi terapeutici ed il metodo Mezieres per la Rieducazione Posturale Globale.

Oltre alle varie rieducazioni, il medico potrà prescrivere cure farmacologiche (per ridurre la sintomatologia dolorosa ed eventuali contratture) ma il ciclo di Fisioterapia e Riabilitazione risulterà determinante per intervenire sul dolore.

Postura scorretta: come interviene la Fisioterapia

come migliorare la postura

Il primo step, in caso di sintomatologia dolorosa e infiammazione, il Centro Ryakos applica i migliori trattamenti strumentali:

  • Tecarterapia;
  • Laser Yag ad Alta Potenza;
  • Ultrasuoni;
  • Magnetoterapia.

Nello step successivo, si punta al recupero del range di movimento e della funzionalità muscolare/articolare attraverso le seguenti terapie fisiche:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata (in grado di trattare non soltanto contratture o rigidità ma anche disturbi viscerali);
  • Massaggi eseguiti dal Massofisioterapista;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Kinesiotaping;
  • Esercizi terapeutici (stretching, mobilizzazione dolce e graduale, esercizi eccentrici e isometrici, rinforzo muscolare, ginnastica posturale, respirazione diaframmatica, rieducazione propriocettiva) da eseguire in presenza e su indicazione del Fisioterapista.

Come migliorare la Postura? Metodo Mezieres, la Rieducazione Posturale Globale

metodo mezieres per la schiena

E’ qualcosa di diverso dal semplice stretching e dalla classica ginnastica posturale.

E’ un metodo esclusivo, unico nel suo genere, individuale, personalizzato: si chiama Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres ad azione terapeutica e preventiva.

Prevede l’allungamento della catena muscolare posteriore: gli allungamenti graduali devono essere mantenuti in modo prolungato, duraturo.

L’obiettivo è ristabilire la corretta postura di tutta la colonna vertebrale, arti inferiori e superiori. Durante le sedute, è di fondamentale importanza la tecnica di respirazione diaframmatica.

Questo metodo correttivo e riabilitativo riconsegna al paziente la naturale armonia muscolare ed articolare risolvendo a lungo termine gli squilibri muscolari e prevenendo recidive.

Le tre principali posture di trattamento sono le tre Squadre di Mezieres da eseguire in posizione supina, da seduti e in posizione eretta con delle varianti a seconda del problema da trattare.

Questo è l’unico Metodo terapeutico in grado di modificare la postura del paziente.

Per notare dei cambiamenti importanti della postura ci vogliono dai 3 ai 6 mesi a seconda dei casi mentre nei pazienti adolescenti affetti da scoliosi il trattamento posturale deve seguire la crescita del paziente e terminerà quando quest’ultimo avrà raggiunto il grado Risser 5.

Due foto prima e dopo di due nostri pazienti che si sono sottoposti al metodo mezieres.

Foto 1: ha effettuato solo 3 sedute di terapia Posturale

Foto 2: prima e dopo 6 mesi di trattamento Posturale in paziente con scoliosi.

Un Video del Metodo Mezieres

Come-curare-una-distorsione-alla-caviglia

Come curare una distorsione alla caviglia

Come si cura la distorsione della caviglia

Quella che, comunemente, chiamiamo ‘storta’ è il trauma muscolo-scheletrico dell’arto inferiore più frequente: come si cura la distorsione della caviglia? Per rispondere a questa domanda, bisogna indagare sul livello di gravità della lesione. Esiste il grado I, II e III che ti spiegheremo più avanti.

I soggetti più colpiti sono gli sportivi che praticano calcio, corsa di resistenza, pallavolo e basket, ma l’evento traumatico non risparmia nessuno.

Si verifica una perdita momentanea dei rapporti tra due capi ossei (tibia e perone) e astragalo (primo osso del piede). Il trauma coinvolge varie strutture della caviglia (legamenti, muscoli, tendini, ossa).

I motivi dell’infortunio (sportivo e non) vanno ricercati anche nei deficit di propriocezione e posturali, problematiche di tipo podalico, fragilità dovuta a precedenti episodi mal curati, squilibri muscolari, scarso tono muscolare o lassità legamentosa.

Come curare la distorsione della caviglia prima che il dolore diventi cronico? In che modo interviene la Fisioterapia d’avanguardia?

Come si cura la distorsione della caviglia di grado I, II e III

cura per la distorsione di caviglia

La distorsione di caviglia avviene più frequentemente in inversione (rotazione interna della pianta del piede) che provoca danni a livello capsulo-legamentoso, ma può verificarsi anche in eversione (rotazione esterna della pianta del piede) causando spesso frattura di tipo malleolare. Questo tipo di frattura necessita di ingessatura ed intervento chirurgico, riposo funzionale e riabilitazione dopo 30/40 giorni circa.

Per pianificare una corretta riabilitazione della caviglia, è essenziale diagnosticare con cura e precisione il grado di distorsione al fine di prevenire la cronicizzazione del dolore e l’instabilità di caviglia.

I gradi di lesione legamentosa sono tre:

  • Grado 1 con lesione di alcune fibre del legamento astragalo-peroneale;
  • Grado 2 con lesione parziale di uno più legamenti;
  • Grado 3 caratterizzato da lesione totale del legamento astragalo calcaneare ed altri legamenti.

Qui un Video sui Test Ortopedici Legamentosi Anteriori e Posteriori a cura di Physiotutors

Per i primi due gradi, le lesioni vengono curate attraverso la terapia conservativa, medica e riabilitativa.

Le distorsioni di grado III sono particolarmente a rischio di instabilità cronica. Pertanto, la lesione legamentosa viene curata solo con l’intervento chirurgico, immobilizzazione prolungata (30 giorni) in tutore e fisioterapia per almeno 2 mesi.

Il quadro sintomatologico comprende dolore acuto che può irradiarsi al piede, calcagno e alla gamba, gonfiore (edema), ematoma più o meno evidente, arrossamento, calore, limitazione funzionale causata dal dolore, instabilità dell’articolazione tibio-tarsica.

Diagnosi

come curare la distorione alla caviglia

La diagnosi è di tipo medico clinico (esame obiettivo, test specifici, digito-palpazione per valutare eventuali gonfiori, ematomi e calore locale) e strumentale (ecografia, TAC, Risonanza magnetica nucleare).

Le indagini strumentali servono ad escludere eventuali fratture. Grazie ad una diagnosi accurata, in grado di individuare l’esatta entità delle lesione legamentosa, sarà possibile valutare la terapia più adeguata.

Terapia conservativa nella distorsione di caviglia

Nella fase acuta, il medico ortopedico raccomanderà la terapia del riposo e del ghiaccio.

Nelle prime 48/72 ore dall’evento traumatico, il protocollo RICE prevede:

  • R = Riposo;
  • I = Ice (ghiaccio) 2-3 volte al giorno (15 minuti ciascuna);
  • C = Compressione;
  • E = Elevazione.

Il medico prescriverà la seguente terapia conservativa per contrastare dolore e infiammazione e proteggere la caviglia:

  • Utilizzo di un tutore (Bivalva), in caso di distorsione di 1° e 2° grado con lesione legamentosa;
  • Impacchi di arnica e Voltaren;
  • Antinfiammatori non steroidei ad uso orale e analgesici, se necessario e solo dietro prescrizione medica;
  • Fisioterapia e Riabilitazione.

Come curare la distorsione della caviglia? Fisioterapia, prima fase

tecarterapia-caviglia

Prima di intraprendere qualsiasi tipo di trattamento, il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale comprensiva di tutti i principali test. E’ necessaria per programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Nella prima fase, l’obiettivo della Fisioterapia è limitare il dolore, migliorare il gonfiore e le contratture dolorose. Per raggiungere lo scopo, vengono applicati i migliori trattamenti strumentali:

La Tecarterapia è il trattamento d’elezione: stimola l’energia all’interno dei tessuti rigenerandoli insieme alle cellule colpite dalla lesione e dall’infiammazione. La sua azione è antinfiammatoria, antalgico-sedativa, rigenerante, cicatrizzante. Questa terapia strumentale può essere abbinata a quella manuale consentendo al Fisioterapista di eseguire un massaggio drenante per l’ematoma e decontratturante.

Fisioterapia, seconda fase

Nella seconda fase, si passerà ai trattamenti manuali più efficaci per limitare ulteriormente l’edema e recuperare il range di movimento. I migliori trattamenti manuali sono:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata finalizzata a liberare i blocchi articolari eliminando le contratture;
  • Massaggi specifici eseguiti dal Massofisioterapista;
  • Linfodrenaggio.

Fisioterapia, terza fase

E’ importante iniziare il prima possibile gli esercizi isometrici per evitare di perdere eccessivamente il tono muscolare.

La fase riabilitativa è determinante per il ripristino della funzionalità articolare ed il recupero del tono-trofismo muscolare. Prevede l’esecuzione di determinati esercizi terapeutici di:

  • Stretching statico e dinamico (allungamento del gastrocnemio, soleo ed altri muscoli dell’arto inferiore);
  • Rinforzo muscolare dei muscoli della caviglia (flessione plantare e dorsale, inversione, eversione);
  • Stabilizzazione;
  • Rieducazione propriocettiva ovvero del controllo e della sensibilità che consente di conoscere la posizione del corpo nello spazio;
  • Recupero del gesto atletico.

Per migliorare il tono-trofismo muscolare, recuperare l’elasticità dei tessuti, rieducare l’arto al passo, migliorare la stabilità, propriocezione ed appoggio del piede, è necessario lavorare sui seguenti muscoli:

  • Peronieri;
  • Tibiale anteriore e posteriore;
  • Tricipite surale;
  • Estensori e flessori delle dita;
  • Intrinseci del piede.

Gli esercizi terapeutici e riabilitativi per la caviglia sono necessari per il recupero della forza e dell’elasticità muscolare, della mobilità articolare.

La riabilitazione propriocettiva è particolarmente indicata in caso di distorsione della caviglia. Ha l’obiettivo di prevenire recidive riequilibrando e normalizzando i recettori podalici che, a causa dell’infortunio, hanno subito un’alterazione della trasmissione degli impulsi.

Un video interessante di esercizi Propriocettivi

Tempi di recupero per una distorsione di caviglia

Generalmente, i tempi di recupero dipendono dal livello di gravità della distorsione della caviglia:

  • Grado 1: da 1 a 2 settimane;
  • Grado 2: da 15 giorni fino a 1 mese e mezzo;
  • Grado 3: per le lesioni gravi, che spesso necessitano di intervento chirurgico in artroscopia, i tempi di recupero vanno da 1 mese fino a 3 mesi salvo complicazioni.

In genere una lesione legamentosa a carico del legamento astragalo peroneale anteriore guarisce completamente in circa 3 mesi.

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