Coxartrosi

Coxartrosi

Coxartrosi: la principale patologia che affligge l’anca

 La coxartrosi è una malattia subdola in quanto inizialmente silente, nessuno può identificare il momento in cui inizia ma ha un evoluzione progressiva e lenta che influenza la qualità della vita delle persone che ne soffrono.

In questo articolo approfondiremo le possibili cause, capiremo come riconoscere i primi campanelli d’allarme che annunciano l’insorgere della coxartrosi, ma soprattutto forniremo una guida completa per la rieducazione dell’anca artrosica.

 La Coxartrosi, di cosa si tratta?

La coxartrosi o l’artrosi anca è la più comune malattia che possa colpire l’anca dell’adulto.

L’artrosi  dell’ anca è una condizione cronico-degenerativa a carico delle articolazioni, può essere grossolanamente definita una sorta di usura dei capi articolari, il cui inizio è quasi sempre impercettibile, il progresso è lento ed è caratterizzato da stati di benessere che si alternano a condizioni di insufficienza articolare(dolore/limitazione), il cui destino finale è spesso un’alterazione grave e irreversibile dell’articolazione colpita.

L’artrosi  dell anca è causata da un assottigliamento delle cartilagini che rivestono la testa femorale e la cavità acetabolare, tale assottigliamento avanza in modo progressivo fino a scomparire e ad esporre le ossa, che nell’articolarsi tra di loro, non sono più protette dallo strato di cartilagine, questo causa attrito fra i capi articolari, che sfregandosi l’uno contro l’altro si logorano e reagiscono addensandosi e producendo escrescenze periferiche appuntite chiamate osteofiti.

Nelle fasi più avanzate di coxartrosi la capsula articolare si inspessisce e i muscoli si retraggono fino a determinare le deformità che caratterizzano le coxartrosi di vecchia data: anche semiflesse, rigide, ruotate all’esterno.

Artrosi anca: chi ne è colpito?

La coxartrosi è una patologia tipica dell’età avanzata (oltre i 60 anni), soprattutto nelle sue forme primarie ovvero quando la causa è ignota e non può essere riconducibile ad un trauma o ad un altro evento patologico. La massima incidenza è tra la 5° e 6° decade di età ed ha una netta predilezione per il sesso femminile.

Coxartrosi anca : quali sono le cause?

 Svariate possono essere le cause della coxartrosi dell’anca, importante è suddividerle in due grandi gruppi:

Cause primarie, ossia quando l’insorgenza della malattia non è riconducibile ad un altro evento patologico come ad esempio un trauma o una malformazione congenita, in questo caso è impossibile identificare un fattore causale dominante se non l’invecchiamento dell’anca stessa. Le coxartrosi primarie nella quasi totalità dei casi si manifestano infatti dopo i 60 anni.

Cause secondarie, in questo caso invece la coxoartrosi si manifesta come conseguenza ad altre patologie o eventi traumatici quindi possono insorgere a qualsiasi età, anche in età precoce (35-40 anni).

A loro volta le coxartrosi secondarie possono derivare da:

  • Fattori malformativi congeniti o acquisiti,
  • Traumi, con conseguenti fratture al cotile o al collo del femore, lussazioni, distorsioni o contusioni
  • Microtraumatismi ripetuti
  • Disturbi ormonali o metabolici
  • Obesità
  • Malattie reumatiche
  • Vizi della postura.

Coxartrosi sintomi: quali sono?

dolori all' anca

I sintomi principali della coxartrosi sono il dolore e la limitazione dei movimenti, ovviamente questi due segni tipici dell’usura si influenzano a vicenda e progrediscono lentamente.

La degenerazione artrosica dell’anca si annuncia generalmente con la comparsa del dolore a carattere intermittente o che insorge dopo lunghe camminate. Viene definito un dolore “d’appoggio”, che si accentua con la stazione eretta e l’affaticamento e diminuisce fino a scomparire con il riposo.

Il dolore presenta spesso una caratteristica irradiazione nella parte anteriore della coscia fino al ginocchio, infatti facilmente viene scambiata per una cruralgia. Il dolore si può avvertire anche nella zona laterale o nella regione glutea ma generalmente i pazienti lamentano un dolore interno che coinvolge la zona inguinale e anteriore dell’anca.

Una caratteristica peculiare della coxartrosi è che il dolore si presenta di mattina al contatto con il suolo, per poi attenuarsi con i primi movimenti e il risveglio muscolare e ricomparire ed intensificarsi durante la giornata in seguito ai primi segni di stanchezza.

L’origine del dolore è essenzialmente di tipo meccanico ovvero influenzato dal movimento articolare per questo motivo si tende a camminare e a muoversi di meno per non sentire dolore, quest’abitudine porta ad una perdita della forza e del tono muscolare dell’anca e degli arti inferiori che saranno sempre più rigidi ed accorciati e a una capacità di escursione articolare sempre più ridotta.

Il dolore indotto dal movimento provoca quindi degli squilibri a livello muscolare i primi muscoli colpiti sono quelli che permettono l’intrarotazione dell’anca per poi colpire anche gli altri muscoli, fino a chè gesti semplici come salire o scendere le scale entrare in vasca o addirittura calzare le scarpe risultano difficili e dolorosi.

Per alleviare il dolore e migliorare la posizione notturna dell’anca consigliamo di utilizzare un cuscino che mantiene le anche in posizione neutra.

Come si diagnostica l’ artrosi dell’anca?

radiografia anca

La diagnosi va elaborata dal medico attraverso tre fasi obbligatorie che sono: 

  1. l’ anamnesi ovvero la raccolta delle informazioni necessarie per formulare una corretta diagnosi quindi tutti i sintomi che il paziente avverte se ci sono movimenti o condizioni particolari che scatenano il fastidio, quando ha iniziato a percepire i primi dolori e così via.
  2. Esame obiettivo, la fase in cui il medico osserva il paziente sia durante la deambulazione che in stazione eretta. Peculiare nel caso di coxartrosi è la “zoppia di fuga” che consiste nella tendenza del paziente a caricare poco sull’arto colpito dall’artrosi, velocizzando quindi la fase di appoggio. Inoltre il medico esaminerà le anche che generalmente si presentano extraruotate addotte e semiflesse. Spesso anche nella fase iniziale della coxartrosi il paziente a problemi a girare la punta del piede all’indentro, ad ogni modo il medico osserverà i movimenti dell’anca, che in caso di artrosi all’anca si rileverà un certo grado di rigidità muscolare, limitazione funzionale e irregolarità del passo.
  3. Esame Radiografico, solitamente quest’ultimo viene richiesto dal medico in seguito all’anamnesi e all’esame obiettivo come conferma della diagnosi. L’esame radiografico mostrerà i 4 segni radiologici caratteristici dell’artrosi: riduzione dell’interlinea articolare, formazioni di osteofiti, formazioni di cavità dell’osso chiamati geoidi, addensamento osseo.

La terapia farmacologica è utile nell artrosi dell’anca?

farmaci per la coxartrosi

La terapia farmacologica è necessaria per attenuare il dolore e l’infiammazione ma essenzialmente è palliativa e deve essere impiegata per un tempo ristretto o comunque ciclico e non continuativo.

In linea di massima i farmaci utilizzabili si distinguono in antidolorifici e antinfiammatori. Con questi farmaci si ottiene una buona riduzione del dolore, questo rappresenta un risultato importante che permette a queste persone di ben tollerare le conseguenze della malattia artrosica.

Occorre ricordare che gli analgesici presi per lunghi periodi perdono gran parte della loro efficacia e che molti farmaci antiflogistici hanno una percentuale di tossicità per cui non bisogna abusarne.

La terapia cortisonica che in passato era molto utilizzata, oggi invece è limitata alla modalità infiltrativa endoarticolare, che dà buoni risultati, ed è indicata quando c’è una elevata componente flogistica.

In cosa consiste il trattamento Fisioterapico?

Un ruolo molto importante ha la fisioterapia che mira al raggiungimento di 3 fondamentali obiettivi:

  1. Riduzione del dolore, la sintomatologia dolorosa che affligge i nostri pazienti è del resto responsabile della limitazione funzional, la fisioterapia si avvale in questa prima fase della terapia strumentale. Particolarmente indicata è la TECAR terapia, questa agisce stimolando il movimento degli elettroliti all’interno dei tessuti, creando così un calore endogeno che a sua volta richiama a se maggiore quantità di ossigeno e nutrimento, in questo modo, si stimolano i tessuti retratti, infiammati e lesi all’autoriparazione. Ottima alleata quindi la TECAR per ridurre l’infiammazione e il dolore.
  2. Miglioramento delle condizioni muscolari, tutti i pazienti afflitti da coxartrosi hanno diffuse contratture antalgiche, si chiamano antalgiche in quanto si instaurano inseguito al dolore come una sorta di difesa riflessa. Il trattamento in questa fase mira ad eliminare tali contratture ad allungare i muscoli retratti specialmente gli adduttori e gli intrarotatori e a rinforzare i muscoli con particolare riguardo ai glutei, ristabilendo così la giusta sinergia muscolare, fondamentale per una corretta deambulazione. Gli esercizi vanno eseguiti con la soppressione del carico almeno in un primo momento, in seguito sarà possibile effettuarli anche in stazione eretta.
  3. Recuperare una buona funzionalità e rinforzare l’autonomia, saranno effettuati esercizi per recuperare un buon appoggio podalico e una corretta deambulazione, in questa parte finale del trattamento andremo ad abolire i compensi adottati dal corpo, attraverso esercizi attivi e attivi assistiti, che stimolano l’ autovalutazione posturale, un corretto schema del passo e l’eliminazione di atteggiamenti viziosi.

La possibilità di ricostruire un efficace equilibrio muscolare, migliorare la funzione articolare, ripristinare una deambulazione corretta e indolore rappresentano gli aspetti cardine di ogni valido programma fisioterapico.

Quando si ricorre alla protesi d’anca?

Il trattamento chirurgico rappresenta l’ultima spiaggia, quando i trattamenti medici e fisioterapici non riescono a domare il dolore e l’invalidità che ne consegue. Le protesi d’anca vengono impiegate quindi nelle forme molto gravi e avanzate di artrosi.

E’ indispensabile inseguito all’intervento di protesi d’anca iniziare precocemente la rieducazione motoria affidandosi a fisioterapisti esperti e coscienziosi.

Consigliamo inoltre l’utilizzo di un cuscino divaricatore nella prima fase post-operatoria per non incorrere in una lussazione della protesi.

Con l’auspicio che quest’articolo sia stato utile e vi abbia chiarito le idee su questa patologia così largamente diffusa e spesso trascurata fino all’instaurarsi di invalidità gravi e irrimediabili, concludo con una frase estrapolata dal “libro sulle articolazioni” che risale al O° secolo A.C.

“Tutte le parti del corpo dotate di una funzione se vengono usate con moderazione ed adibite ai compiti cui sono avvezze, diventano sane e ben sviluppate, invecchiando lentamente. Se invece, sono inutilizzate e lasciate impigrire, diventano suscettibili di ammalarsi e di crescere in modo difettoso per invecchiare rapidamente”                                                                        


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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