Frattura del Femore

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Frattura femore: tipologia, sintomi, cause, anziano, terapie, riabilitazione

La frattura femore costituisce uno degli infortuni più comuni (soprattutto per l’anziano) che comunque non risparmia, per cause diverse, neanche giovani e adulti. In che consiste, precisamente, la frattura?

A seguito di un trauma, si verifica l’interruzione della continuità dell’osso: questo succede quando la forza conseguente alla caduta o all’urto violento è così intensa da superare la resistenza dell’osso, in questo caso il femore.

La rottura del femore più comune colpisce il collo: spesso, negli anziani si traduce in una perdita parziale o totale dell’autosufficienza.

In caso di frattura femorale è fondamentale intervenire tempestivamente sia in termini di cure e terapia sia in riferimento al percorso di riabilitazione.

I tempi di recupero non sono sempre rapidi e le complicanze, in caso di terapia inadeguata, possono essere molto gravi, addirittura mortali.

Vi forniamo tutte le informazioni importanti riguardo a tipologie, sintomi, cause, complicanze, diagnosi, cure, terapie, vari tipi di intervento chirurgico, trattamenti di fisioterapia e riabilitazione.

Cenni di anatomia

Il femore, l’osso più grande (lungo e resistente) dello scheletro umano, si trova nella coscia.

È costituito dalle seguenti parti:

  • Diafisi (centrale):
  • Epifisi distale costituita da tibia e rotula. Forma l’articolazione del ginocchio;
  • Epifisi prossimale dalla testa rotonda, inserita nell’acetabolo del bacino, stabilizzata da una capsula articolare legata al collo del femore e contenente vasi sanguigni. Forma l’articolazione dell’anca.

La testa del femore si lega alla diafisi tramite il collo formando un angolo di circa 125°.

Ai lati del collo del femore sono presenti due sporgenze in cui si inseriscono i muscoli: il piccolo e grande trocantere.

Tipologie di frattura del femore

Esistono diverse tipologie di frattura femorale in base a differenti fattori.

A seconda della posizione dei frammenti ossei può essere:

  • Composta, se l’osso conserva un normale allineamento;
  • Scomposta se i tronconi dell’osso si spostano allontanandosi dal naturale allineamento;
  • Esposta se uno o più frammenti ossei lacerano muscoli e cute fuoriuscendo; al contrario, avremo una frattura chiusa.

In base al numero di interruzioni, può essere:

  • Unifocale, con una sola sede di frattura;
  • Bifocale, con due sedi;
  • Pluriframmentata, con più sedi (o rime) di frattura.
tipi di fratture del femore

A seconda della sede anatomica avremo una frattura femore:

  • della diafisi;
  • dell’epifisi (prossimale o distale) che, a sua volta, si suddivide in extra articolare (o laterale), infra articolare (o mediale). Quest’ultima è la più pericolosa in quanto danneggia i vasi sanguigni e, se non adeguatamente curata, può portare a necrosi del tessuto osseo;
  • sotto capitata, localizzata al di sotto della testa sferica dell’osso.

Esistono altre classificazioni come segue:

  • traumatica o patologica (secondo l’origine della frattura);
  • diretta o indiretta (in base al meccanismo);
  • trasversale, obliqua, spiroide o longitudinale (a seconda del decorso della rima);
  • completa o incompleta (secondo lo spessore dell’osso compromesso);
  • stabile o instabile (in base alla stabilità della frattura femore).

 Rottura femore: i rischi

frattura del femore

I casi più diffusi di frattura del femore si verificano tra gli anziani per i quali anche una lieve caduta può trasformarsi in una tragedia a causa della fragilità ossea e dell’osteoporosi.

In età senile, la frattura femore rappresenta un evento gravissimo: il 15-20% dei soggetti anziani muore entro un anno dall’evento traumatico, il 50% perde l’autosufficienza (parzialmente o totalmente).

Il 75% dei soggetti anziani è di sesso femminile ed il tasso di mortalità per frattura femorale è pari o  superiore a quello causato dal tumore al seno.

Sintomi della rottura del femore

sintomi della frattura del femore

La frattura femore, generalmente, manifesta i seguenti sintomi comuni alle varie tipologie:

  • Dolore circoscritto ed acuto che può irradiarsi fino all’inguine ed essere avvertito al ginocchio e perfino alla caviglia;
  • Gonfiore e tumefazione;
  • Difficoltà nel sollevare, flettere o ruotare l’anca;
  • Impossibilità di stare in piedi e di muovere la gamba (specie nei soggetti anziani).

I sintomi variano nel caso si tratti di fratture scomposte o chiuse.

In caso di frattura composta o chiusa (quando la cute non è lacerata), può manifestarsi dolore in sede inguinale ed un sanguinamento interno che causa un’ecchimosi di colore viola scuro: il soggetto, nonostante tutto, può anche camminare.

La conseguenza di una frattura scomposta è data da: limitazione funzionale della coscia, arto coinvolto più corto di quello sano, addotto, extra ruotato con il piede rivolto verso l’esterno (rotazione esterna).

 Cause frattura femore

Le cause di una frattura femore variano a seconda dell’età del soggetto.

Giovani e adulti in buona salute possono fratturarsi il femore a seguito di violenti traumi come un incidente stradale o una pessima caduta durante l’attività sportiva (sci di fondo, ciclismo, ecc.)

Per gli anziani, anche a seguito di una lieve caduta, la frattura femore può essere dovuta a cause diverse:

  • Capogiro o malessere passeggero;
  • Mancanza di riflessi e tono muscolare indebolito dall’età;
  • Osteoporosi;
  • Calo di pressione;
  • Problemi di vista;
  • Assunzione di farmaci come diuretici, antidolorifici, antidepressivi;
  • Ambiente domestico inadeguato.

Resta il fatto che sia giovani sia anziani possono essere soggetti a fratture del femore anche senza un evento traumatico ma per altre cause che rendono fragile lo scheletro come:

  • Tumori ossei o metastatici;
  • Infezioni (artrite, artrite reumatoide, osteomielite);
  • Osteomalacia (malattia metabolica che rende fragili le ossa);
  • Anoressia e malnutrizione che porta ad un’osteoporosi precoce con decalcificazione delle ossa;
  • Iperparatiroidismo che altera la regolazione del calcio nell’organismo.

Complicanze

Sia a breve che a lungo termine, la frattura femore può portare a diverse complicazioni.

Quelle a breve termine sono:

  • Gravi lesioni dei tessuti (nervi, vasi sanguigni, capsule articolari) che possono portare a necrosi della testa dell’osso oppure emorragie (fino alla morte);
  • Shock neurogeno provocato dal dolore fortissimo ed insopportabile:
  • Emorragie interne e shock per la ridotta circolazione sanguigna;
  • Infezioni (il rischio è elevato in caso di frattura esposta), prima fra tutte l’osteomielite, difficile da curare;
  • Embolia per ostruzione di un’arteria a seguito di coagulo di sangue o bolla d’aria;
  • Sindrome compartimentale ai danni della muscolatura compromessa da una forte tumefazione che invade anche l’osso e che può trasformarsi in necrosi muscolare.

Le complicazioni a lungo termine sono:

  • Problemi derivanti dallo scarso recupero della funzionalità articolare:
  • Conseguenze dell’allettamento (per i pazienti anziani) come piaghe da decubito, infezioni urinarie, tromboflebiti, insufficienze cardiorespiratorie;
  • Deformità permanenti.

Diagnosi

La frattura del femore è diagnosticabile attraverso:

  • Anamnesi ovvero raccolta di dati sul paziente, storia clinica, sintomi, entità del dolore, fattori di rischio, ecc.);
  • esame obiettivo (visita medica, misurazione della temperatura corporea, osservazione accurata della gamba colpita, lividi, tagli). Dalla semplice osservazione: risulta ben visibile la condizione conseguente al trauma in cui l’osso perde la sua continuità dividendosi in 2 o più parti o subendo una lesione;
  • esami strumentali;
  • radiografia standard per osservare una chiara rappresentazione grafica delle ossa;
  • TAC;
  • Risonanza magnetica in grado di evidenziare chiaramente la frattura insieme allo stato di allineamento dei tronconi ossei e dei tessuti molli.

 Terapia e intervento chirurgico

intervento frattura del femore

La frattura del femore va trattata, quasi sempre, attraverso l’intervento di sintesi (o riduzione) chirurgica: l’intervento chirurgico (da eseguire entro le 24/48 ore successive) è essenziale per la sopravvivenza, il recupero funzionale del soggetto colpito e per evitare il rischio di pericolose complicanze. Si decide per la terapia conservativa solo in caso di controindicazioni all’approccio chirurgico.

Esistono diversi tipi di interventi a seconda del punto di frattura e dell’età del paziente attraverso l’utilizzo di perni, placche, protesi parziali o totali.

Per pazienti ultra 65enni si opta, generalmente per l’impianto di una protesi totale dell’anca (artroprotesi) possibilmente eseguito con tecnica mini invasiva oppure della sola estremità femoro-distale (endoprotesi) sia per evitare complicanze sia per assicurare un recupero nel più breve tempo possibile.

Per pazienti giovani ed in buona salute, in caso di fratture laterali, si preferisce l’osteosintesi che consiste nella formazione di callo osseo e nel ricollegare le parti ossee applicando perni e placche.

Con la tecnica nota come chiodo gamma viene impiantata una protesi composta da un chiodo inserito nell osso lungo ed una vite nel collo del femore: permette il recupero funzionale subito dopo l’operazione.

Successivamente, per sperare in un recupero funzionale ottimale, è di vitale importanza iniziare quanto prima un percorso di riabilitazione personalizzato.

Frattura femore riabilitazione

A distanza di una settimana circa dall’ intervento chirurgico, il paziente potrà camminare con le stampelle oppure un girello e tornare a camminare normalmente, di solito, dopo 2 mesi.

riabilitazione fratture femore

Per ottenere questi tempi di recupero, è d’obbligo il trattamento di riabilitazione che prevede tutta una serie di terapie mirate a ripristinare la corretta funzionalità articolare evitando complicanze tra cui il rischio di invalidità.

Particolari esercizi di respirazione e variazioni della postura a letto scongiureranno complicanze polmonari, edemi, flebiti, piaghe da decubito. In seguito, saranno altrettanto necessari esercizi mirati alla corretta postura, a migliorare il tono muscolare e stimolare la circolazione.

I trattamenti di fisioterapia particolarmente indicati per il recupero funzionale dopo l’intervento sono:

  • Tecarterapia che, sfrutta l’energia interna del corpo per favorire la riparazione dei tessuti danneggiati in seguito ad un trauma e ridurre un’infiammazione acuta causata da un intervento chirurgico;
  • Terapia manuale riabilitativa;
  • Metodo Mezieres (rieducazione posturale totale);
  • Mobilizzazione Attiva/Passiva;
  • Esercizi propriocettivi con pedane basculanti.

I tempi di recupero di una frattura del femore possono essere lunghi: si consiglia di pazientare, concentrandosi unicamente sul buon recupero funzionale.

Oltre alla riabilitazione, il paziente potrebbe aver bisogno di una terapia farmacologica (di solito, antitrombotici, raramente antibiotici) e dell’uso di calze contenitive.

Si consiglia di:

  • mantenere un peso forma;
  • non fumare e limitare il consumo di alcol;
  • seguire una dieta ricca di calorie, proteine, calcio, vitamina C e D;
  • all’occorrenza, assumere integratori di calcio per aumentare la densità ossea.

Chiama lo 0813419278 per maggiori informazioni.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres   Guarda il profilo completo

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