Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee

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Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee: la terapia di elezione

L’efficacia delle Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee è stata ampiamente dimostrata da studi e ricerche mirate e rappresenta, attualmente, una terapia d’elezione anche per questa patologia.

La calcificazione tendinea è una tendinopatia caratterizzata da un processo degenerativo che colpisce i tendini dei muscoli striati (specie i più grossi). Si forma a causa della sedimentazione di minerale osseo sulla superficie dei tessuti tendinei connettivali.

Una forma comune è la tendinite calcifica della spalla (acuta o cronica) che presenta calcificazioni sui tendini della cuffia dei rotatori. Le calcificazioni si formano più di frequente sul tendine del muscolo sovraspinato, più raramente sul tendine sottoscapolare.

La patologia si manifesta, generalmente, attraverso 4 stadi:

  • Precalcifico (di solito, asintomatico);
  • Formativo (con o senza dolore);
  • Di riassorbimento (con forte dolore);
  • Finale (con o senza dolore) con guarigione e riparazione dei tessuti.

Illustriamo sintomi, cause, esame diagnostico per arrivare alla questione di maggior interesse: la cura attraverso la terapia conservativa ma, soprattutto, quella elettiva delle Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee.

Onde d’urto nelle calcificazioni tendinee: partiamo dai sintomi

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Le calcificazioni tendinee colpiscono il 3% della popolazione sana ed il 7% di coloro che soffrono di dolore alla spalla. Le donne sono doppiamente colpite rispetto agli uomini e l’età media dei pazienti è compresa tra i 30 ed i 50 anni.

Le strutture maggiormente colpite sono spalla (tendine del muscolo sovraspinato), tendine d’Achille (del tripicite surale), ginocchio (del quadricipite femorale) e gomito (estensori dell’avambraccio).

Ecco quali sono tutti i possibili sintomi:

  • Dolore alla palpazione o avvertito durante specifici movimenti ma anche durante il sonno;
  • Elasticità ridotta;
  • Rigidità articolare;
  • Limitazione della mobilità;
  • Gonfiore, rossore e sensazione di instabilità articolare (in alcuni casi);
  • Indebolimento;
  • Aumento del rischio di rottura dei tendini.

Calcificazioni tendinee: diagnosi

Parlando di segni clinici, più che di sintomi, vengono riscontrati assottigliamento, fragilità ed allungamento dei tendini. Prima di ricorrere alla terapia conservativa o alle Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee, è necessario, ovviamente, accertare la presenza della patologia eseguendo uno specifico esame diagnostico attraverso:

Tutto questo per escludere altre malattie caratterizzate da una sintomatologia simile.

Cause

esercizi errati in palestra causano dolori

Non tutte le tendiniti causano la calcificazione tendinea. La causa principale è l’infiammazione cronica dovuta a diversi fattori:

  • Microtraumi ripetuti (in gran parte dei casi);
  • Eventi traumatici ravvicinati e acuti (più raramente);
  • Difetti posturali;
  • Sollecitazioni da sovraccarico;
  • Esecuzione sportiva o motoria di gesti quotidiani e ripetuti;
  • Patologie come il lupus eritematoso che predispongono alla comparsa di tendinopatie che si evolvono in calcificazioni;
  • Fibrosi dovuta a ipovascolarizzazione e necrosi all’interno del tendine;
  • Irritazione meccanica conseguente al contatto dei depositi con l’acromion, quando si solleva il braccio.

Calcificazioni tendinee: terapia conservativa

Una volta accertata la presenza di calcificazioni tendinee, il medico prescriverà una terapia conservativa che comprende:

  • Riposo;
  • Applicazione di ghiaccio e crioterapia (terapia del freddo) per ridurre dolore e infiammazione;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei, analgesici e, più raramente, iniezioni locali di corticosteroidi;
  • Eserciti terapeutici e stretching, dopo aver superato la fase acuta;
  • Supporto con ortesi che proteggono, riducono la mobilità o migliorano il carico (tutori, bendaggi, fasciature, plantari, ecc).

Non esistono farmaci in grado di curare le calcificazioni tendinee: si limitano a ridurre i sintomi ma possono provocare effetti collaterali anche gravi.

Se non potete assumere farmaci per intolleranze o effetti collaterali oppure se non migliorano la situazione in modo significativo, affidatevi a trattamenti mirati di fisioterapia in associazione alle Onde d’urto, terapia di elezione anche per il trattamento rapido ed efficace delle calcificazioni tendinee.

Calcificazioni tendinee: trattamenti mirati di Fisioterapia

Le Onde d’Urto intervengono su varie patologie, tra cui tendinopatie (sia inserzionali sia calcifiche) e malattie ossee sia in fase cronica che acuta. Rappresentano un trattamento di prima linea, semplice, non invasivo, indolore, privo di effetti collaterali rilevanti, poco costoso, rapido e molto efficace (soprattutto se associato ad altre terapie).

I trattamenti di Fisioterapia specifici per la calcificazione tendinea sono:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Trattamento manuale dei trigger point;
  • Tecarterapia, un metodo rigenerante che decontrattura i muscoli riducendo l’infiammazione;
  • Laser Yag ad alta potenza, che contrasta dolore e infiammazione favorendo la vasodilatazione ed aumentando il drenaggio linfatico;
  • Ultrasuoni, sistema che sfrutta le onde acustiche ad alta frequenza, efficace come antinfiammatorio, contro il gonfiore e le aderenze;
  • Magnetoterapia;
  • Esercizi specifici, eccentrici e stretching (allungamento), una volta superata la fase acuta, per contrastare la rigidità articolare ed esercizi motori per il rinforzo muscolare.

Le Onde d’urto restano il trattamento elettivo più efficace, rapido e all’avanguardia, in grado di intervenire selettivamente sulle strutture tendinee dolenti ed il muscolo infiammato. Associato ai suddetti trattamenti risulterà ancora più rapido ed efficace.

Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee: perché funzionano

La terapia con Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee non viene applicata per rompere o frantumare le calcificazioni tendinee.

Risolve infiammazione e degenerazione tissutale che provocano la calcificazione: questa terapia d’elezione fa scomparire le calcificazioni per azione biochimica di ‘scioglimento’, non di ‘frantumazione’ (come nel caso dei calcoli renali) grazie alla riattivazione della circolazione locale.

L’azione ben documentata delle Onde d’Urto è antinfiammatoria, antidolorifica, antiedemigena e rigenerante. Stimola la rigenerazione ossea, cutanea e, in genere, il processo di guarigione di ulcere, piaghe e ferite di vario tipo.

Come funzionano?

Queste onde acustiche ad alta energia prodotte da generatori specifici vengono veicolate nell’organismo in senso radiale tramite un sistema di trasmissione che consente di indirizzarle verso il bersaglio da trattare, in modo selettivo, determinando una stimolazione meccanica diretta.

Una volta entrate in contatto con i tessuti, aumentano la vascolarizzazione favorendo cambiamenti biologici nelle cellule, agendo direttamente sul metabolismo cellulare e, di conseguenza, rigenerando i tessuti.

Si tratta di una terapia superiore agli ultrasuoni (anche mille volte maggiore): le Onde d’Urto possono agire ad una profondità variabile tra 0 e 60 millimetri.

Oltre all’effetto analgesico e antinfiammatorio, in questo caso le onde disgregano le microcalcificazioni e stimolano la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) anche in tessuti scarsamente vascolarizzati.

Le Onde d’Urto nelle calcificazioni tendinee come in altre patologie risolvono il problema nell’80% di casi. Spesso, è sufficiente un ciclo di 3-5 sedute per risolvere, in altri casi è necessario ripetere il ciclo a distanza di un mese. Occorre attendere 1-2 settimane dopo il termine dell’ultima seduta per poter apprezzare l’effetto terapeutico: le reazioni biologiche ed i fenomeni riparativi necessitano di tempo per instaurarsi.

Rispetto a laser e ultrasuoni (terapie fisiche), le Onde d’Urto rappresentano una terapia medica d’elezione da applicare quando altri trattamenti risultano inefficaci.

Onde d’Urto: effetti collaterali e controindicazioni

E’ un trattamento indolore, sicuro, non richiede anestesia e causa effetti collaterali davvero minimi, se eseguito da personale qualificato: arrossamenti cutanei, gonfiore, intorpidimento sulla cute dell’area trattata. Consente di evitare l’assunzione di farmaci, di ridurre o sostituire il ricorso ad eventuali trattamenti chirurgici, di velocizzare il processo di guarigione.

Le Onde d’Urto sono controindicate a:

  • Donne in gravidanza;
  • Portatori di pacemaker o elettrostimolatori;
  • Pazienti di età inferiore ai 18 anni (per la presenza di nuclei di ossificazione non ancora saldati);
  • Infiltrazioni di cortisone recenti;
  • Pazienti affetti da gravi patologie della coagulazione del sangue o che seguono terapie con anticoagulanti orali (come Warfarin o Dabigatran);
  • Soggetti con neoplasie, infezioni (virali e batteriche) dei tessuti molli o dell’osso.

Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram      Prenota una Consulenza

Commenti (16)

  • ottimo importante informazione,esauriente in tutto.
    Complimenti, a tutti gli autori di questi documenti.
    Dopo le onde d’urto, quando posso riprendere, a praticare il podismo amatoriale, grazie
    un cordiale saluto. Barbato Luigi nato il 02/03/1960
    Email luigi.barbato@giustizia.it

  • esito ecografia mano sx (pollice)
    ASPETTO ISPESSSITO ED IPOECOGENO DEL TENDINE FLESSORE DELL 1 DITO E DDEL TENDINE ESTENSORE LUNGO DEL POLLICE, COME DA FLOGOSI
    MARCATO ISPESSIMENTO DEI TESSUTI MOLLI A LIVELLO DELL’ARTICOLAZIONE TRAPEZIO METACARPALE, CON MICROCALCIFICAZIONI PERIARTICOLARI

    IL RADIOLOGO MI HA DETTO CHE NON E’ NULLA DI GRAVE E DOVREBBE PASSARE NEL GIRO DI 3/4 MESI . SIETE D’ACCORDO? GRAZIE

  • Calcificazioni inserzione tendine d’Achille e iniziale artrosi taro-metatarsale piede destro. come trattarla? Già fatte 8 sedute laser e ultrasuoni con scarso esito.

  • Ad entrambe le spalle quadro tendinosico ad impronta fibrocalcifica dei tendini delle cuffie dei rotatori, modicamente disomogenei con rilievo piu evidente dei sovraspinati che presentano fibrocalcificazioni delle fibre in sede inserzionale, a dx fino a 8mm e a sx fino a 6mm.
    No lesioni parziali o a tutto spessore delle fibre tendinee.
    Versamento fluido peritendineo da tenosinovite essudativa piú evidente a sx.
    Il tutto é iniziato 30 mesi fa, trattato con diverse sedute di onde d’urto ed esercizi mirati senza miglioramenti tanto che, le calcificazioni sono aumentate e si sono ingrossate ( da 2-3 mm fino a 8 mm) .
    L’ortopedico mi parlava di infiltrazioni ma sono dubbiosa in quanto non vorrei fosse una soluzione temporanea.
    Un altro medico proponeva il lavaggio ecoguidato.
    Esistono altre terapie risolutive o si risolve solo con chirurgia artroscopica?
    Grazie

  • Calcificazione tendinea ad entrambi i piedi , con doppio sperone calcaneare uno robusto posteriore è uno più piccolo anteriore, fascite plantare bilaterale…ho fatto 10 fisioterapie di kinesiterapia, laser e tecar…la situazione è migliorata ma continuò ad avere fitte (indosso scarpe antinfortunistiche 8 al giorno) l’azienda non mi cambia le scarpe al di fuori dei modelli che passano i n dotazione loro, adesso farò esame baropodometrico per un plantare , ma dovrei fare altre 10 fisioterapie per vedere se risolvo

  • Salve alla RX a carico :Entesopatia calcifica a sinistra e accentuata la volta plantare a SN
    RIDUZIONE DEL TONO CALCICO.

    ALLA tAC SPERONI calcaneari,,,,

    ALLA RM Lesione legamento peroneo astragaico anteriore e tendinopatia al perone
    e INSERZIONE AL TENDINE ACHILLE

    IN PRATICA HO DOLORE ALLA DEAMBULAZIONE AL TENDINE ACHILLE AL POLPACCIO …PROGRAMMATO INTERVENTO PER RICOSTRUZIONE LATERALE,ALLA CAVIGLIA SX PER IL TENDINE ACHILLE MI CONSIGLIANO TERAPIE FICICHE SENZA SFORZI E RINFORZO DEI PERONI…NESSUNA CHIRURGIA AL RETROPIEDE…..
    COSA MI CONSIGLIATE SEMBRA CHE UN PROBLEMA CHIAMA L ALTRO.

  • Ho tendine d’Achille sinistro con ispessimento lieve, dolori lievi ma dolenzia e pesantezza al tallone al mattino e lieve dolenzia del piede e del polpaccio se distesi e a riposo. Fisiatra e osteopata hanno consigliato un recupero naturale a riposo ma la situazione va avanti da 9 mesi con lievissimo miglioramento. Fatta ecografia e il tendine non risulta degenerato ma ci sono micro calcificazioni. Cosa suggerisce. Grazie

  • Ho una tendinopatia alla zampa d’oca . Fatte 8 sedute di fisioterapia con scarsi risultati. Sono portatrice di pacemaker in particolare defibrillatore e per questo non vogliono procedere con le onde d’urto o il laser. Cosa posso fare?

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