Frattura Metatarso

Frattura-metatarso

Frattura metatarso

Cosa si rischia con una frattura metatarso non curata o curata in modo inadeguato? Quali sono le cause scatenanti ed i fattori di rischio? I sintomi e le complicanze? Come diagnosticare la frattura e quali cure o trattamenti fisioterapici sono i più indicati per risolvere le conseguenze del trauma?

Risponderemo a queste ed altre domande, partendo dall’inizio.

Vediamo, innanzitutto, cos’è il metatarso con brevi cenni di anatomia.

Cenni di anatomia: cos’è il metatarso

Ogni piede presenta 5 ossa lunghe denominate metatarsi (o ossa metatarsali) che, comunemente, chiamiamo dita. Il metatarso si trova tra le ossa tarsali (o del tarso) e le falangi prossimali (o prime falangi) di ogni dito.

E’ composto da tre parti: corpo (porzione centrale), base (estremità confinante con un osso del tarso) e testa (estremità distale collegata con la falange prossimale del dito).

Su un metatarso trovano inserzione muscoli e legamenti indispensabili per la funzionalità motoria del piede. Il metatarso contribuisce alla funzione di sostegno svolta dallo scheletro degli arti inferiori.

Come tutte le ossa dello scheletro umano, anche un metatarso può subire una frattura e sviluppare, oltretutto, una condizione dolorosa di natura infiammatoria nota come metatarsalgia.

Tipologie di fratture metatarsali

Le fratture al metatarso sono tutte uguali? No, nessuna frattura (in qualsiasi parte del corpo) lo è.

Esistono diverse tipologie di fratture metatarsali in base a vari fattori:

– Composta o scomposta se, rispettivamente, il frammento osseo non si sposta oppure si distacca;
– Aperta o chiusa se i frammenti di osso rompendosi lacerano pelle, legamenti o muscoli oppure se si fratturano all’interno;
– Completa o incompleta;
– Localizzata (in un punto) oppure combinata (in più punti).

A questo serve una diagnosi accurata: individuare il tipo di frattura su cui bisogna intervenire.

Sintomi della frattura del metatarso del piede

I sintomi di una frattura del metatarso del piede sono:

– dolore acuto e localizzato nella parte colpita dal trauma;
– rigidità;
– piede gonfio, tumefazione localizzata nell’area compromessa;
– formazione di ematomi;
– scricchiolio;
– formicolio;
– difficoltà a camminare
– deformazione dell’osso (in caso di frattura scomposta o aperta).

Cause

Le fratture più frequenti coinvolgono il quarto e quinto metatarso (anulare e mignolo) e, di solito, non vengono operate.

La frattura metatarso può essere causata da:

– colpo diretto e violento sul dorso del piede (un oggetto pesante che cade sul piede schiacciandolo);
avulsione, quando un frammento di osso viene strappato via da un tendine o da un legamento, in genere a seguito di una distorsione della caviglia per un infortunio o per la ricaduta da un salto;
– stress, dovuta ad eccessivo e ripetuto utilizzo dell’osso metatarsale (colpisce soprattutto anziani e sportivi). Interessa soprattutto i metatarsi del 2°, 3° e 4° dito: di solito, si presenta come una microfrattura ed è molto frequente negli atleti;
– movimento di inversione del piede (violenta e marcata) durante cui il muscolo peroneo breve potrebbe tirare il metatarso del mignolo causandone la rottura(frattura del 5 metatarso).
– Patologie che causano danni all’integrità dell’osso (osteoporosi, tumore osseo).

Complicanze

Una frattura metatarso va trattata tempestivamente (entro le 24 ore) per evitare complicazioni come:

– Infezione della ferita;
– Infiammazioni tendinee, perdita del tono muscolare, capsulite post-traumatica o blocco articolare dovuti al periodo di immobilità forzata;
– Scomposizione di una frattura composta senza un motivo apparente, ecco perché si consiglia di ripetere la radiografia dopo 10 giorni dal trauma;
– Pseudoartrosi per difficoltà di calcificazione (osteoporosi avanzata) o cure inadeguate che non consentono di guarire la frattura;
– Flittene (bolle della pelle) causate da un disturbo della circolazione ed ecchimosi.

Frattura/lussazione di Lisfranc

Una particolare frattura metatarso è la frattura di Lisfranc ovvero una rottura completa del 2° osso metatarsale. L’osso, in questo caso, risulta fratturato alla base e può verificarsi una lussazione (con frammenti separati tra loro).

L’episodio avviene, in genere, dopo una caduta sul piede flesso o con un colpo violento al piede: ne sono vittime soprattutto i giocatori di calcio, i motociclisti ed i cavallerizzi. Si tratta di una lesione grave che potrebbe portare complicanze come artrite e dolore permanenti o la sindrome compartimentale.

La terapia consigliata è l’intervento chirurgico per riallineare le ossa fratturate attraverso la riduzione a cielo aperto con fissazione interna o la fusione delle ossa del piede (porzione centrale), ma non sempre l’operazione è in grado di ripristinare lo stato originario del piede.

Frattura di Jones e del ballerino

La frattura del 5° osso metatarsale prende il nome di frattura di Jones. Avviene nell’osso che collega il mignolo alle ossa della porzione posteriore del piede. E’ la frattura metatarso più frequente che può colpire la base in prossimità della caviglia (frattura del ballerino) e la diafisi (frattura di Jones), la parte centrale lunga dell’osso.

La frattura alla base è dovuta ad una rotazione verso l’interno del piede o quando questo viene schiacciato. In genere, basterà indossare una calzatura protettiva con suola rigida per qualche giorno senza dover ricorrere ad un’ingessatura. E’ un tipo di frattura che guarisce in tempi abbastanza brevi.

La frattura che colpisce la diafisi è meno frequente rispetto a quella della base: può impedire o interrompere l’apporto di sangue al tessuto osseo portando complicanze come un ritardo di consolidazione o mancata consolidazione dell’osso.

In certi casi, è sufficiente applicare un gesso a gamba corta, in altri è necessario un intervento chirurgico per la riduzione a cielo aperto con fissazione interna.

Diagnosi

frattura-metatarso

Dopo la visita effettuata dal medico ortopedico, l’esame obiettivo e l’anamnesi, l’esame diagnostico determinante consiste nella radiografia del piede. Se la lastra RX risulta positiva confermando la frattura, si proseguirà con una risonanza magnetica o l’abbinamento scintigrafia ossea/TAC per individuare la rima di frattura.

L’esame che approfondirà e stabilirà una diagnosi definitiva è la risonanza magnetica eventualmente da ripetere dopo 2-4 settimane nel caso risultasse negativa ma con dolore.

Cure e trattamenti

Una frattura metatarso di lieve entità, composta e senza complicanze, può guarire spontaneamente nel giro di 6 settimane e basteranno riposo, immobilizzazione della gamba da tenere sollevata, applicazione di ghiaccio per ridurre edema e gonfiore.

In caso di frattura composta il più delle volte viene prescritto e utilizzato un tutore walker da utilizzare anche di notte.

In caso di dolore e gonfiore, si possono assumere antidolorifici (tachipirina) e antinfiammatori non steroidei (ibuprofene).

In altri casi di frattura composta, si può applicare una benda di fissaggio mantenendola per due settimane oppure un gambaletto di gesso per circa 2 mesi a seconda della gravità della frattura.

Intervento chirurgico

intervento metatarsale

Una frattura metatarso scomposta (ovvero con spostamento della falange) è ben visibile: l’osso è deformato, trapassa e lacera la cute oppure il dito è rivolto in una direzione anomala.

Quando la frattura è grave e i due monconi sono troppo distanti tra loro, serve l’intervento chirurgico per saldare l’osso evitando complicanze (mancata consolidazione, pseudoartrosi). L’operazione consente la riduzione della frattura tramite una vite o placca per ricomporre l’osso.

Successivamente, verrà applicato un tutore gessato (o tutore walker) per immobilizzare piede e caviglia. I tempi di recupero sono variabili (da 15 a 30 giorni).

Fisioterapia e riabilitazione

riabilitazione metatarso

Dopo i 30 giorni necessari per il recupero post-operatorio, bisognerà intervenire con trattamenti fisioterapici mirati a ridurre l’edema, mobilizzare la caviglia, intervenire sul recupero muscolare e motorio.

In caso di frattura metatarso, i trattamenti più indicati sono:

– Terapia manuale eseguita dal fisioterapista per controllare il dolore e migliorare il tono trofismo muscolare e la mobilità articolare;
Tecarterapia che agisce sull’infiammazione, dolore e riparazione dei tessuti;
– Sedute di magnetoterapia per accelerare la nuova formazione ossea;
– Laser Yag, metodica rigenerante di Laserterapia ad Alta Potenza che risolve infiammazione e dolore;
– Esercizi specifici per il recupero della muscolatura (coscia, polpaccio e piede) e della propriocettività;
– Metodo Mezieres di rieducazione posturale totale, dopo la fase di recupero dell’attività motoria.

Controllare la condizione posturale del paziente è fondamentale: l’esame Baropodometrico computerizzato misura la postura ed aiuta a prevenire conseguenze associate ad una postura sbagliata.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

Comments (49)

  • buon giorno Gentilissimi , in data 23 settembre ho subito una frattura composta del quinto metatarso. mi e’ stato applicato un gambaletto gessato per circa 40 giorni con riposo totale e gamba sempre alta , oggi a distanza di circa 2 mesi e mezzo dall’incidente ho sempre dolori camminando (zoppicando per lo piu’) alla pianta del ptede ed al collo e si presenta sempre gonfiore alla caviglia zona malleolo e ridottissima mobilita’ della caviglia stessa. vado in piscina regolarmente tre volte alla settimana facendo esercizi specifici in acqua e ho da poco terminato due settimane di massaggi ed ultrasuoni presso un fisioterapista , ma il mio problema sembra troppo lungo per l’entita’ del danno subito. dopo la rimozione del gambaletto in data 04-11 ho fatto anche una risonanza magnetica che ha evidenziato infiammazione ai tendini della caviglia stessa.avete per favore qualche consiglio da darmi per accellerare la ripresa o sono normali questi tempi di recupero?
    vorrei riprendere a fare la mia corsa su sentiero senza paura…. grazie mille.

    • gentile signor bertelli deve recarsi da un fisiatra che le prescriverà la terapia più idonea perl’infiammazione tendinea. I trattamenti migliori per le infiammazioni sono la laserterapia yag ad alta potenza, le onde d’urto radiali e gli ultrasuoni. Potra riprendere a correre nel momento in cui non avrà più infiammazioni tendinee e avrà ripreso al 100 % il tono trofismo muscolare e la funzionalità dell arto coinvolto

  • Buongiorno, avevo bisogno di un consiglio più che altro.. in data 16/03 ho subito una frattura composta del 2º/3º metatarso e una scomposta del 4º metatarso. Dopo esame RX mi è stato messo il gesso, dicendomi che non era necessaria l’operazione per la frattura scomposta (praticamente il 4º osso è storto come a formare un “>”). Ho eseguito un ulteriore esame RX 6 giorni dopo e mi è stato detto che l’osso non aveva subito spostamenti e che sarei dovuta tornare dopo altri 6/7 giorni.. sono ritornata a fare esame RX e l’osso è rimasto tale e quale al giorno di frattura.. mi hanno detto che sarei dovuta rimanere altri 18 giorni con gesso e poi rimuoverlo. Il mio dubbio è: può essere giusta una diagnosi del genere? Io guardando i raggi noto che l’osso è rimasto in posizione identica a quando l’ho rotto.. e a parer mio un osso storto non è una gran cosa, dato che hanno anche bocciato l’idea dell’operazione per metterlo in posizione corretta.. chiedo consigli sul da farsi (io avevo intenzione di andare a sentire altri pareri di ortopedici)

  • salve. circa 16gg fa ho subito una frattura al 2-3-4 metatarso del piede sx. a causa di una caduta rovinosa mentre giocavo a calcio(in cui ho subito anche lo spostamento della rotula, ritornata in sede senza danni), credevo fosse qualche distorsione e basta. ma dopo 4gg ho deciso di andare al ps. RISULTATO: doccia gessata per 30 gg con divieto di carico. all inizio il piede era gonfio, adesso il gesso mi va largo, caricando pian piano sul piede rotto, non ci sono dolori, puo essere un buon segno? quali saranno le conseguenze quando andro’ a rimuoverlo?
    ps: durante la giornata sento molto spesso formicolio al ridosso delle falangi.

    • se le hanno dato divieto di carico non deve poggiarlo a terra per i prossimi 30 giorni. Dopo la rimozione della doccia gessata dovrà seguire un piano terapeutico che le verrà prescritto dal medico ortopedico/fisiatra per riabilitare l’arto immobilizzato e affatto da frattura per ripristinare la corretta mobilità, forza muscolare, tono, e propriocettività saluti

  • Salve! Ho subito una frattura del quinto metatarso di entrambi i piedi diversi anni fa (1996/1997). Inizialmente, poiché accadde durante l’ora di educazione fisica, la professoressa non ritenne si potesse trattare di frattura e consigliò di immobilizzare semplicemente i piedi, nonostante avessero iniziato a gonfiarsi e a presentare ematomi. A distanza di 15 giorni, dopo ripetuti fastidi, eseguii una radiografia che, ovviamente, fece risultare fratture in via di calcificazione. Per cui, l’unica cosa da fare, fu mettere una stecca. Oggi, a distanza di tantissimi anni, ho fastidio soltanto al metatarso sinistro, con forti dolori e zona estremamente sensibile al tatto. Noto anche difficoltà nel divaricare le dita e soprattutto il quinto metatarso che risulta del tutto inerme. Mi consiglia, anche se ormai sono passati diversi anni, di ripetere radiografia e, secondo lei, cosa potrebbe risultare? Eventualmente sarebbe possibile ripristinare la situazione in modo da non avere neanche più dolore quando cammino molto, eventualmente anche con della fisioterapia? Attendo sue. Cordiali saluti

  • Allora io cio una fratura del 5 materaso a v mi anno messo il gesso giovedì e ieri me lano tolto perché mi erra largo miano messo una doccia

  • Buongiorno, mia figlia una settimana fa le hanno messo uno stivaletto di gesso, solo nella parte posteriore, a causa di una frattura composta del V metatarso del piede dx. Ora ha fortissimi dolori alla caviglia, non continui, e pensavo di portarla in ospedale per un controllo. Può essere utile o è normale. Grazie

    • buongiorno diciamo che se i forti dolori alla caviglia sono comparsi dopo l’applicazione del gesso andrei a controllare la condizione del piede e del gesso. E’ chiaro comunque che dopo una frattura è comunque normale avere dolore.

  • Salve vorrei sapere perché dopo una rottura al 2 3 e 4 metatarso ancora oggi a distanza di due mesi ho ancora il piede gonfio la rottura era scomposta ho tenuto il gesso per un mese e ora ancora per un mese mi hanno vietato di dare carico al piede facendomi mettere una scarpa di baruk ma il piede rimane gonfio fino ad oggi….controllo fra qualche giorno con rx

  • Mi sei simpatico, abbiamo lo stesso cognome. Ho una frattura composta del terzo metatarso per un trauma. Devo tenere il tutore per 30 gg e poi fare RX e visita. Nel tuo articolo consigli RX dopo 10 gg. Mi consigli di andare prima?
    Noemi

  • Buongiorno 14 giorni fa ho subito una micro frattura del v metatarso mi hanno dato scarpa talus oggi provando a camminare non sento dolore secondo Lei posso togliere detta scarpa e camminare normalmente? Grazie cordiali saluti Lara

  • Buogiorno, lunedì 12 agosto ho subito la frattura composta del v metatarso, il piede non presenta alcun gonfiore né nessun dolore, porto il tutore dal giorno successivo sto facendo riposo assoluto (senza mai poggiare il piede a terra). L ortopedico mi h detto di portare il tutore per 30 gg…Ma é possibile che la frattura si sani entro 3 settimana e quindi togliere il tutore prima?

    • In genere una frattura per consolidarsi completamente impiega circa 3 mesi. Si porta il tutore per 30 giorni per raggiungere un buono stato di consolidazione e intraprendere la riabilitazione. Può aiutare la guarigione del callo osseo facendo Magnetoterapia a domicilio per 6/8 ore. Cordialmente

  • Buongiorno scusi disturbo ho subito 20 giorni fa frattura scomposta del 2 metatarso del piede dx dovuto alla corsa (da stress) ho stivaletto di carico in modo da camminare in gesso lo dovrei togliere il 20/09/2019
    Ho fatto controllo Rx a 15 giorni e il referto dice che si sta calcificando ma i monconi non sono in asse (cioè non allineato ) potrei avere problemi dopo???
    Posso ritornare alla mia passione la corsa???
    Che dite Grazie Giovanni

  • Buongiorno il 20 agosto ho subito una frattura scomposta in diafisi del 6 metatarso del piede dx ma sono andata in ospedale solo 5 GG dopo dove per 4 GG mi hanno messo un ingessatura leggera poiché il piede era troppo gonfio. In realtà la dottoressa di turno mi ha reso noto che di solito in i casi di fratture scomposta operano con intervento chirurgico avvisandomi però che il piede si sarebbe potuto accorciare!! Spaventata ho rifiutato così il 29 agosto hanno provveduto a mettermi gesso rigido che togliero il 26 settembre. La mia domanda è: visto che cmq il piede mi duole ancora è possibile che nn di sia calcificato e quindi guarito? Ho timore che dopo un mese di riposo e divieto di carico nn abbia risolto nulla e io ho il terrore degli interventi chirurgici!!! Grazie mille in anticipo

  • Ciao il 4 settembre ho sofferto la frattura della base V metatarso. Mi hanno ingessato il piede e detto di non caricare perche potrebbe esserci il rischio di operare. Il 14 settembre go fatto il controllo e nuovi rx e mi hanno detto che andava bene, non c’era piu rischio di operare, ma dovevo portate il gesso fino l’8 di ottobre con divieto di carico. Purtroppo, ieri 23 settembre mentre mi spostavo a casa con le stampelle ho perso l’equilibro e in modo automatico ho poggiato il piede ingessato caricando tutto il mío peso. Ovviamente é stato una cosa di secondi ma il dolore era fortissimo come quando ho sofferto la frattura. Ho presso antidolorifico e cercato di calmarmi, oggi il dolore non é cosí forte. Vorrei sapere se con questo incidente ho peggiorato la mía situazione e se adesso é ritornato il rischio di operare. Il mío prossimo controllo era previsto l’8 ottobre quando dovevo rimuovere il gesso. Dovrei andare prima per fare altre rx o per aver csricato il piede per qualche secondo (anche se in modo forte) non succede niente. Grazie sono molto spaventata.

  • Il 20 settembre mi hanno investito e ho subito la rottura scomposta del secondo metatarso del piede destro. Mi hanno operato il 25 settembre mettendomi un filo. Ho l’appuntamento per controllo ed eventualmente togliere il filo, il 28 ottobre.
    Il piede non è gonfio, oggi finalmente 29 settembre non mi fa male.
    Chiedo, fra quanto secondo lei potrei iniziare ad appoggiarlo un po’. Dopo 30 giorni dall’operazione, o oltre?
    Grazie

    • dopo 30 giorni in genere è consentito un carico parziale/totale. Dipende dal tipo di intervento e dall’entità della frattura, tecnica operatoria e consolidamento oseeo. Si affida al medico ortopedico e sia sereno. Buona guarigione

  • Buongiorno volevo un chiarimento. Ho avuto 1 mese fa una brutta caduta scivolando su un tappetino,dalla tac risulta frattura pluriframmentaria della base del 2,3,4 metatarso. Ho tenuto la stecca gessata per 25gg. ho il controllo tra 20gg. È normale che mi sveglio al mattino e il piede è più sgonfio e arrivo al pomeriggio si rigonfia abbastanza e cambia di nuovo colore. Oggi è passato 1 mese e quando cammino con la scarpa talus mi fa male. Quanto ci metterà a sgonfiarsi definitivamente tutto il giorno?

  • Buongiorno,ho subito una frattura scomposta base 5o metatarso con conseguente intervento chirurgico e inserimento placca o vite. Mi è stato prescritto tutore scarponcino e divieto di carico sul piede. Dopo 30 giorni dovrò effettuare visita controllo previa radiografia. A parer suo quali sono i tempi di recupero ?Potrò lasciare stampelle e camminare autonomamente? Grazie

    • dopo 30 giorni sicuramente potrà lasciare stampelle progressivamente e camminare autonomamente. Deve fare sedute di magnetoterapia per consilidare prima la frattura e la classica riabilitazione motoria e al passo. Saluti

  • Ho subito una frattura del 2 3 4 metatarso composta mi é stato prescritto 1 mese di gesso per il momento il trauma e accaduto a causa incidente stradale in data 22 ottobre 2019 secondo lei quando potrei tornare più o meno a giocare a calcio

  • Salve dottore, nel novembre 2018 ho avuto una frattura composta del V metatarso, purtroppo a causa delle dimensioni del mio piede (Tg. 51) non trovando una scarpa talus di quelle dimensioni, ho cercato di curarlo tenendolo fermo e usando solo la pantofola, ora a distanza di quasi un anno, ho ancora dolore e ogni qual volta urto il piede, il dolore lo porto avanti per un bel po, tant’è che faccio fatica a poggiare il piede a terra. Cosa mi consiglia di fare?

    • bisogna fare un indagine strumentale per capire quel dolore da cosa è causato e poi fare una cura adeguata. potrebbe trattarsi di difetti di consolidazione, infiammazione tendinea o altro. Si rivolga ad un medico ortopedico o fisiatra per le cure

  • Domenico Petricciuolo

    Buono. Circa 22 giorni fa ho avuto un trauma contusivo al piede dx. Ho camminato sopra. I primi due giorni il dolore era fortissimo. Il piede si è gonfiato ed è comparso ematoma alle dita a tutto il piede nella parte inferiore. Dopo 8 giorni sono andato al PS e con rx e tac mi è diagnosticata frattura pluriframmentaria modicamente scomposta,monconi allineati ad estensione intrarticolare alla base del 1 MTS,
    Immagine lamellare calcifica spigolo antero laterale del 1 cuneiforme, possibile espressione di distacco corticale.
    L’ortopedico del PS ha consigliato valva gessata,arto antideclive, stampelle canadesi e cleaxane e Amedex cpr. Controllo e rx in stecca tra 15 giorni. Nel frattempo, tranne i primi 5 giorni, in casa per la routine normale in pochi metri,ho fatto a meno delle stampelle, sempre concedendo poco carico al piede dx. La.valva si è allargata, il piede si era sgonfiato completamente.
    Attualmente al tatto ho leggero dolore lateralmente inferiormente , un po’ il collo, sotto la pianta sento come se tirasse di lato. A tratti non sempreNon sempre .Preciso che forzando riesco quasi a camminare e piegare il piede pur dentro la valva . Mi preoccupo, il dolore è normale dopo 16 giorni di stecca? L’ortopedico non è che sia stato leggero? A miglior precisione sul rx è scritto:
    non calcificazioni nei tessuti molli perischeletrici e periarticolari. Lei cosa ne pensa? C’è pericolo di interventi chirurgici, sono terrorizzato all’idea? La ringrazio se può prestare attenzione e rispondermi, buona festa della Repubblica

  • Salve. il 22/5 ho avuto una frattura composta al secondo metatarso del piede sx. Per tre giorni non mi sono fatto visitare, camminando zoppicante. Il 25/5 sono andato al PS e mi hanno applicato una scarpa Talus, senza darmi precise indicazioni.

    Da allora a oggi ho cercato di evitare di camminarci ma non mi sono munito di stampelle perchè il medico mi aveva detto “non ti faccio il gesso ma ti metto il tutore così puoi camminarci”. Il dolore (e il gonfiore) non accennano a diminuire? Ma posso davvero camminarci? Molti mi han detto che devo stare 15gg in riposo ASSOLUTO, tenendolo alto e non camminando NEANCHE con le stampelle. Conferma? Perchè il medico allora non me l’ha detto subito?
    Nel caso… con le stampelle posso camminare?

  • Salve, il 4 luglio ho fratturato il V metatarso del piede sx.
    Il 6 ho fatto la lastra e di conseguenza mi è Stata fatta la proposta di mettere un tutore walker a permanenza senza far carico per 30 giorni.
    Il mio dubbio sorge perché la notte lo sento molto stretto, addirittura ci son momenti dove mi vengono i crampi, allargo le cinghie e il piede torna in se. Il tutore secondo lei svolge il suo lavoro anche se un po’ largo? Oppure devo tenerlo sempre stretto? Anche perché qualche volta ho aperto il tutore per fare il lavaggio quotidiano (solo con salvietta senza mai togliere il piede dal tutore)
    Ho molta paura che il giorno fatidico mi dicano che la frattura non si sia consolidata.

    • salve signora rita la frattura sarà completamente consolidata dopo circa 3 mesi. Continui cos’ con fiducia, in genere dopo 30 giorni di immobilizzazione si forma un buon callo osseo che le consente di camminare e iniziare il percorso riabilitativo. Le consiglio di noleggiare una magnetoterapia per accelerare il processo di consolidamento osseo. Cordialmente

  • Salve, il 14/07/2020 ho riportato una frattura composta al quinto metatarso del piede sinistro, il giorno seguente il 15/07 mi sono recata al pronto soccorso e mi è stato fatto un gesso “doccia” che ho portato per circa sei giorni e poi ho indossato un tutore Walker fino ad adesso ossia per altri 10 giorni, ho già fatto il primo controllo dove mi hanno consigliato di continuare a portarlo per almeno fino alla metà di Agosto, io riesco a camminare portando carico lieve su tallone e laterale destro del piede. Volevo sapere se secondo lei posso utilizzare una scarpa tutore piuttosto che il Walker che arriva fino sotto il ginocchio. Utilizzo stampella per ulteriore sostegno. Devo per forza utilizzare tutore anche la notte adesso? Grazie.

    • salve gentile signora francesca non sapendo la tipologia di frattura metatarsale non posso consigliare nulla. Si affida al medico ortopedico e segua correttamente le indicazioni e vedrà che in poche settimane tornerà tutto alla normalità
      Cordialmente

  • Maria Gabriella Serena Meini

    Sono caduta il 37 agosto e il giorno successivo mi è stata diagnostica ta frattura del 5 metatarso co distorsione della caviglia piede sx. L’ortopedico mi ha fatto tenere tutore per 4 settimane. Il 29 settembre ho tolto il tutorr in seguito a controllo radiografico con frattura in fase di consolidamento, dopodiché ortopefico dell’ospedale mi ha consigliato carico e piegamenti pet mobilizzare caviglia. Tornata a casa sono disperata xché non riesco a camminare e caricare il piede ovviamente gonfio. Adesso a distanza di giorni 6/10 dopo giorni di tekar a casa e un po’ di ginnastica e una fisioterapia manuale riesco a stare in piedi con un po’ di dolore ma, non riesco ancora a fare un passo. Mi dice la fisioterapista di portare pazienza perché ho la fibromialgia piu nella stessa gamba soffro di sciatalgia cronica che curavo con osteopatia e bagno caldi alle terme. Riuscirò a camminare presto e mi sembra che il medico ospedaliero sia stato troppo leggero alla mia richiesta di fisioterapia ha negat necessità. Grazie della sua risposta

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