Frattura Mignolo Piede

Frattura mignolo piede: come intervenire sulla rottura del quinto metatarso

La frattura mignolo piede si verifica con la rottura (traumatica e non) della base prossimale del quinto metatarso, un evento molto frequente nel campo della traumatologia ortopedica.

Può colpire un uomo o una donna indifferentemente, raramente un bambino. Subito dopo l’evento, si avverte un forte dolore sulla porzione laterale del piede.

La frattura del mignolo del piede o del  quinto metatarso si verifica spesso in quanto il mignolo, oltre ad essere il dito più piccolo e fragile del piede, è anche quello più esterno, quindi maggiormente esposto a traumi e pericoli.

Tratteremo tipologie, sintomi, cause, complicanze, diagnosi, cure, rimedi, terapie ed i trattamenti di fisioterapia ideali per intervenire su questo tipo di frattura.

Cenni di anatomia: cos’è il quinto metatarso

Le ossa del piede sono complessivamente 26 e si suddividono in ossa del tarso, metatarso o falangi.

Le 7 ossa del tarso costituiscono la porzione prossimale dello scheletro del piede, mentre le 14 falangi  costituiscono la porzione distale dello scheletro.

Le 5 ossa metatarsali disposte parallelamente tra loro sono la parte intermedia e le chiamiamo comunemente dita del piede.

La base dei metatarsi è collegata tramite articolazioni con le ossa del tarso, mentre la testa di ogni metatarso confina con la prima falange di ogni dito del piede.

Il nostro focus si concentra sulla frattura del quinto metatarso ovvero il quinto dito del piede, il mignolo.

Tipologie

Una frattura mignolo piede può essere:

  • Composta o scomposta; nel primo caso, a seguito del trauma il frammento osseo non si sposta mentre, in caso di frattura scomposta mignolo piede, il frammento si distacca e bisognerà ricorrere ad un intervento chirurgico;
  • Aperta o chiusa se le schegge di osso si rompono lacerando pelle, legamenti o muscoli o se, al contrario, si rompono all’interno senza coinvolgere i tre tessuti;
  • Completa o incompleta;
  • Localizzata (in un punto particolare) o combinata (localizzata in più punti).

E’ importante, di conseguenza, eseguire una diagnosi esatta per verificare la tipologia di frattura su cui intervenire.

Sintomi

Se sintomi come dolore e gonfiore possono far pensare ad una slogatura o trauma più lieve, altri sintomi tipici sapranno far riconoscere i segni caratteristici della frattura del mignolo del piede.

Vediamo quali sono tutti i sintomi:

  • Dolore forte ed immediato che crea serie difficoltà a camminare;
  • Gonfiore;
  • Ematoma sotto l’unghia o sotto pelle;
  • Immobilità patologica del mignolo;
  • Scricchiolio di frammenti con pressione;
  • Formicolio;
  • Malformazione dell’osso (nei casi più gravi, quando il dito appare piegato oppure se l’osso preme sulla pelle)

Cause

Una frattura del metatarso può essere dovuta a diverse cause:

  • Trauma da urto violento e diretto (ad esempio un oggetto che cade pesantemente sul piede o un colpo improvviso durante un’attività sportiva come il calcio o il karate);
  • Inversione violenta e marcata del piede (di solito, una distorsione di caviglia cui segue la frattura da strappo del mignolo) durante cui il muscolo peroneo breve, tirando eccessivamente il quinto dito, causa la frattura mignolo piede;
  • Cambiamenti patologici nel corpo dovuti a danni all’integrità dell’osso (osteoporosi, tumore osseo, ecc.);
  • Fattore stressogeno (di solito, sportivo) che provoca una frattura o microfrattura senza un meccanismo traumatico evidente.

Complicanze frattura mignolo del piede

E’ assolutamente raccomandato trattare la frattura mignolo piede entro le 24 ore per evitare complicazioni.

Vediamo cosa si può rischiare:

  • Infezione della ferita che deve essere accuratamente disinfettata. Se necessario, bisognerà assumere antibiotici;
  • Infiammazioni tendinee a causa del periodo di immobilità e conseguente perdita del tono muscolare. In questo caso, sarà necessario eseguire trattamenti di fisioterapia;
  • Scomposizione di una frattura composta anche senza motivo, quindi è bene ripetere la lastra RX dopo 10 giorni dall’evento;
  • Pseudoartrosi se i due monconi della frattura non guariscono per difficoltà di calcificazione (osteoporosi avanzata) o se non curata in modo adeguato. Per favorire la calcificazione, si può ricorrere ad un trattamento di onde d’urto;
  • Capsulite post-traumatica o blocco articolare, sempre a causa dell’immobilità forzata, che necessiterà di cure fisioterapiche per mobilizzare le articolazioni con movimenti mirati di flesso-estensione, eversione-inversione, rotazione;
  • Flittene (bolle della pelle) dovute ad un disturbo della circolazione ed ecchimosi diffuse al piede;
  • Algodistrofia che si manifesta con dolore, disturbi circolatori e blocco articolare. Questa complicanza grave e, talvolta, imprevedibile necessita di farmaci bifosfonati e di un intervento fisioterapico mirato.

Diagnosi

Dopo la necessaria visita clinica e l’anamnesi per esaminare l’evento, i sintomi, ecc., il medico ortopedico prescriverà una lastra RX del piede indispensabile per diagnosticare il tipo di frattura.

In caso di frattura mignolo piede da stress, molto probabilmente, si eseguirà anche una TAC o una Risonanza magnetica per approfondire ed evidenziare l’edema e la condizione della testa del metatarso.

Cure e trattamenti

fisioterapia frattura metatarsale

In gran parte dei casi, un trauma senza complicanze si risolve spontaneamente entro 6 settimane e non richiede cure mediche immediate, ma la diagnosi è d’obbligo in tutti i casi per assicurarsi che non si tratti di una lesione grave.

Una frattura mignolo piede di lieve entità (con osso posizionato, senza particolari lividi e mignolo non insensibile al tatto) si può trattare anche in modo autonomo. In questi casi, potrebbero bastare riposo ed immobilizzazione della gamba con applicazione di ghiaccio per 10 minuti ogni mezzora (nei primi 2-3 giorni) allo scopo di ridurre edema e gonfiore.

Oggi viene sempre più spesso prescritto un tutore walker che consentono di limitare il movimento e permettono una guarigione migliore e più veloce. Sono indossati in genere 24 ore al giorno.

La terapia farmacologica, se necessaria, prevede la somministrazione di:

  • Antidolorifici (paracetamolo);
  • Antinfiammatori non steroidei (come ibuprofene).

In altri casi di frattura composta, viene rimosso il sangue residuo sotto la lamina dell’unghia ed i frammenti rotti vengono fissati tra loro: al mignolo viene, poi, applicato un cerotto (una benda di fissaggio da mantenere per 2 settimane) che lo attacca al quarto dito del piede.

Può anche essere applicato un gambaletto di gesso: il piede verrà mantenuto immobile in posizione rialzata per circa 2 mesi.

Intervento chirurgico

Se è visibile una deformazione, se l’osso trapassa e lacera la pelle oppure il dito è rivolto in una direzione anomala, bisogna recarsi subito al pronto soccorso perché la frattura potrebbe essere scomposta (con spostamento della falange), da trattare in modo assolutamente mirato.

Nei casi di frattura grave (quando i due monconi sono troppo distanti) potrebbe risultare indispensabile l’intervento chirurgico per saldare la frattura ossea ed evitare rischi di consolidazione o pseudoartrosi (non guarigione della frattura).

L’intervento permette di avvicinare i confini, immobilizzare e ridurre la frattura mediante una vite o una placca per ricomporre l’osso consentendo un corretto recupero. Dopo la ricomposizione, si ricorrerà ad un tutore gessato (o un tutore walker) per immobilizzare piede e caviglia.

I tempi di recupero variano dai 15 ai 30 giorni.

frattura mignolo piede

Trascorsi i 30 giorni, il fisioterapista dovrà scegliere l’approccio migliore per non ritardare il normale recupero e puntare su 3 principali obiettivi: ridurre l’edema, mobilizzare la caviglia e le strutture più vicine alla frattura, intervenire sul recupero muscolare e sulla deambulazione.

Per fare questo, i trattamenti fisioterapici più indicati sono:

  • Terapia manuale eseguita direttamente dal Fisioterapista per migliorare la mobilità articolare del piede, della caviglia e delle dita;
  • Tecarterapia per intervenire sull’infiammazione attenuando il dolore e favorendo la riparazione dei tessuti;
  • Laser Yag, una tecnica rigenerante di Laserterapia ad Alta Potenza che risolve dolore e infiammazione;
  • Esercizi mirati per il recupero della muscolatura (coscia, polpaccio, piede) lavorando sulla propriocettività;

Per verificare la condizione posturale è necessario sottoporsi ad esame Baropodometrico computerizzato che serve anche a prevenire future conseguenze legate ad una postura scorretta.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres   Guarda il profilo completo

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