Lussazione Spalla

Lussazione-spalla

Lussazione spalla e sublussazione: sintomi, cause, rimedi, fisioterapia

Cosa succede quando si subisce una lussazione spalla? Che cosa provoca quel dolore difficile da dimenticare? Quali sono gli altri sintomi e le cause? A seguito di una lussazione della spalla, la testa dell’omero fuoriesce completamente o parzialmente dalla cavità glenoidea, il punto in cui l’omero si articola con la scapola. Quando la lussazione è parziale, viene denominata sublussazione.

La lussazione totale può essere anteriore o posteriore in base alla posizione assunta dalla testa dell’omero dopo l’evento traumatico. Altre strutture della spalla coinvolte da questo trauma possono essere il labbro glenoideo, la capsula articolare ed i legamenti.

Prima di descrivervi i sintomi, le cause, le complicanze, i rimedi, le terapie ed i tempi di recupero, esploriamo brevemente l’anatomia della spalla con particolare riferimento all’articolazione interessata dalla lussazione.

Lussazione spalla: cenni di anatomia

L’articolazione della spalla è la più mobile ed instabile del corpo umano. E’ costituita da 5 diverse articolazioni, tra cui quella scapolo-omerale (o gleno-omerale) che è la diretta interessata al rischio lussazione spalla. Le ossa coinvolte da questa articolazione sono omero e scapola, in particolare la testa dell’omero che si articola con la cavità glenoidea della scapola. La caratteristica specifica di questa articolazione è la superficie di contatto davvero minima tra omero e scapola.

La stabilità dell’articolazione scapolo-omerale viene assicurata dalla capsula articolare, da un complesso muscolo-tendineo (cuffia dei rotatori e muscolo deltoide), da tre legamenti gleno-omerali (superiore, medio ed inferiore) e dal legamento coraco-omerale.

L’articolazione scapolo-omerale è responsabile dei principali movimenti della spalla ovvero quelli di rotazione, flessione-estensione, abduzione-adduzione.

Quando si verifica una lussazione, la spalla subisce un grave danno funzionale.

Video dell’ Anatomia della Spalla

Sintomi

La lussazione spalla è un’esperienza difficile da dimenticare e molto facile da riconoscere.

Presenta la seguente sintomatologia:

  • dolore violento e fastidioso;
  • formicolio;
  • impossibilità di muoversi, deficit funzionale totale;
  • perdita della caratteristica rotondità della spalla, deformità;
  • braccio pendente lungo il tronco, extraruotato, con la testa dell’omero ‘scivolata’ sotto l’ascella (lussazione anteriore) o dietro l’ascella (lussazione posteriore). La cavità gleonoidea risulta vuota.

La lussazione spalla anteriore è la più diffusa e frequente (95% dei casi): si verifica a seguito di una caduta con il braccio in abduzione ed extrarotazione.

lussazione della spalla

Cause

L’evento traumatico che fa dislocare l’omero dalla sua sede naturale può essere causato da svariati meccanismi lesivi:

  • caduta sul lato della spalla;
  • movimento brusco del braccio sopra la testa (tipico del lancio nel baseball);
  • caduta in appoggio sul braccio extraruotato (lussazione anteriore) ovvero sull’arto ruotato verso l’esterno per trovare un punto di appoggio allo scopo di proteggere il resto del corpo;
  • trauma su braccio intraruotato e addotto (in questo caso, si parla di lussazione posteriore);
  • collisione violenta della spalla contro un qualsiasi ostacolo (oggetto o persona);
  • fortissimo strattonamento del braccio verso l’esterno o all’indietro;
  • sovraccarico cronico dei muscoli stabilizzatori;
  • lassità articolare, vale a dire instabilità congenita della spalla oppure acquisita a causa di una precedente lussazione.

Tali eventi traumatici possono avvenire durante un’attività sportiva (rugby, basket, sci, baseball, hockey) oppure a seguito di incidenti stradali o cadute accidentali.

Complicanze

radiografia spalla lussata

L’evento traumatico che porta alla lussazione spalla può portare alle seguenti complicanze:

  • frattura della testa dell’omero (lesione di Hill Sachs), più frequente negli anziani;
  • lesione del nervo circonflesso (con conseguente paralisi del muscolo deltoide);
  • complicazioni vascolari ed a livello di nervi;
  • danni a legamenti, cartilagine e muscoli che avvolgono l’articolazione;
  • lussazione abituale e recidive che portano all’artrosi.

Lussazione spalla: tipologie

La lussazione spalla parziale è detta anche sublussazione, l’abbiamo già accennato.

Riguardo alla lussazione totale con perdita permanente dei rapporti articolari fra le ossa dell’articolazione scapolo-omerale, esistono varie tipologie:

–       anteriore (la più diffusa) in cui l’omero risulta deviato in avanti ed in basso;

–       posteriore, quando l’omero scivola posteriormente;

–       completa, in caso di separazione netta tra le superfici articolari;

–       incompleta (sublussazione), quando i capi ossei restano parzialmente in contatto tra loro;

–       esposta se l’evento traumatico coinvolge e danneggia anche la cute (lesione) per la fuoriuscita dell’osso.

Diagnosi

Seppure i sintomi della lussazione spalla siano evidenti, fin troppo visibili e riconoscibili, è necessario eseguire una corretta ed immediata diagnosi prima di eseguire il riposizionamento.

E’ quantomeno opportuno un esame della sensibilità della cute del moncone laterale allo scopo di evidenziare eventuali lesioni del nervo circonflesso.

L’esame obiettivo non basta. Il paziente verrà sottoposto a radiografie e risonanza magnetica per verificare la presenza o meno di complicanze (lesione di nervi, vasi, fratture ossee).

Oltre all’esame obiettivo, si rende necessario quello radiografico che, oltre a evidenziare la lussazione, dovrà documentare l’eventuale presenza di fratture associate.

L’esame radiografico dovrà essere ripetuto dopo il riposizionamento per controllare l’allineamento articolare.

 Sublussazione e lussazione spalla: cosa fare? Cure, rimedi e trattamenti

fisioterapia per la lussazione della spalla

In caso di sublussazione (o lussazione parziale) sarà necessario immobilizzare l’arto con una fasciatura (bendaggio Desault) oppure con l’utilizzo di un tutore spalla per circa 3 settimane, dopodiché il paziente dovrà seguire un percorso rieducativo per recuperare la forza e ripristinare il movimento.

Riguardo ai tempi di recupero, potrà tornare alle normali attività quotidiane e lavorative dopo 30-40 giorni, mentre per quelle sportive dovrà aspettare almeno 2 mesi.

Se la lussazione spalla è completa, il medico ortopedico effettuerà manovre specifiche esterne (manovra di Kocher) per riposizionare tempestivamente l’omero nella sua sede naturale. Se con tali manovre non si riuscirà a ridurre la lussazione spalla, risulterà inevitabile l’intervento chirurgico (tramite riparazione artroscopica o, talvolta, a cielo aperto) per riavvicinare i capi articolari. In seguito, la spalla verrà immobilizzata con un tutore per un mese, dopodiché si intraprenderà un ciclo fisioterapico riabilitativo mirato della durata di circa un mese.

I tempi di recupero post-intervento sono variabili a seconda dell’età e dello stile di vita del paziente. In genere, si riprendono le attività sportive dopo 5 mesi circa.

Sia per la lussazione che per la sublussazione, il medico prescriverà farmaci antidolorifici e miorilassanti (per rilassare i muscoli) e si potrà applicare ghiaccio sulla spalla per controllare il dolore.

L’obiettivo principale, in entrambi i casi, è riportare manualmente l’omero in sede prima possibile per assicurare una buona ripresa della funzionalità articolare.

Fisioterapia e riabilitazione

Trascorso il periodo di immobilizzazione con il tutore, si procederà alla riabilitazione che mira ad ottenere un recupero articolare completo ed il rinforzo delle strutture muscolari.

La riabilitazione dopo una lussazione è di fondamentale importanza: svolge un ruolo determinante per evitare il rischio di un’instabilità permanente della spalla che può provocare processi artrosici.

La fisioterapia assistita per il recupero del movimento articolare dura dalle 4 alle 8 settimane e si avvale dei seguenti trattamenti:

  • Mobilizzazione passiva assistita (kinesiterapia) per il recupero del movimento naturale. Serve a stimolare la secrezione del liquido sinoviale e, quindi, a lubrificare l’articolazione per un movimento fluido e non doloroso;
  • Crioterapia;
  • Tecarterapia che combatte l’infiammazione favorendo la riparazione dei tessuti danneggiati dall’evento traumatico;
  • Laser Yag ad Alta Potenza, trattamento rapido ed efficace contro infiammazione e dolore.

Gli ultimi tre trattamenti puntano al contenimento del dolore.

In tutti i casi, è importante eseguire regolarmente esercizi di mobilizzazione precoce del polso, mano e gomito.

In una seconda fase, si passerà ad esercizi di rinforzo e sedute di mobilizzazione attiva che il paziente potrà, in seguito, ripetere a casa per controllare l’allineamento e la correttezza della postura (esercizi con bastone, manubri, carrucola, elastici, ecc.).

Andranno, in seguito, allenati i muscoli della spalla (dorsale, pettorale, bicipite, tricipite, sottoscapolare, deltoide, extrarotatori, intrarotatori) che dovranno progressivamente recuperare la loro forza e tonicità.

La fase di rinforzo della muscolatura dura circa 8 settimane.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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