Cura epicondilite

Cura-epicondilite

Cura epicondilite laterale e mediale: Fisioterapia d’avanguardia

Ti consigliamo di non rimandare e di sottoporti alla cura per l’ epicondilite più adeguata al tuo caso se non vuoi rischiare di peggiorare il problema. Puoi soffrire di gomito del tennista (epicondilite laterale) o di gomito del golfista/lanciatore (epicondilite mediale detta anche epitrocleite), ma poco cambia. Il primo passo importante da fare è sottoporsi a visita ortopedica e ad esami diagnostici strumentali che il medico ti prescriverà. Soltanto una diagnosi ben eseguita potrà indicare la terapia migliore da seguire per risolvere i sintomi ed evitare, in seguito, recidive.

I farmaci, nella fase acuta, ridurranno temporaneamente i sintomi ma, se vuoi davvero risolvere il problema, affidati alla Fisioterapia d’avanguardia. Il fisioterapista non si limita a curare i sintomi, punta alla causa da trattare e risolvere per evitare che l’epicondilite si ripresenti per tormentarti il gomito.

Mentre ci pensi, scopri sintomi, cause, esame diagnostico, cure ed i trattamenti fisioterapici più efficaci, mirati a risolvere a lungo termine una patologia infiammatoria che, se trascurata o curata male, può diventare invalidante.

Cura epicondilite: agisci in tempo per evitare l’intervento chirurgico

cura epicondilite

Non sei un tennista né un golfista o un lanciatore ma il dolore al braccio (con tutti gli altri sintomi associati, tipici dell’epicondilite) ti sta seriamente condizionando la vita. Sappi che il 95% delle persone che, come te, soffre di questo problema non gioca a tennis né a golf, non pratica sport.

Devi risolvere senza abusare dei farmaci. La cosa più intelligente da fare è scoprire la vera causa per seguire la cura migliore per te. Nessuno meglio di uno specialista ortopedico può aiutarti, quindi fallo al più presto per evitare che si cronicizzi.

L’epicondilite è una tendinopatia inserzionale, un’infiammazione dolorosa dei tendini estensori del gomito che si inseriscono sull’epicondilo collegando i muscoli estensori dell’avambraccio alla parte esterna del gomito. Oltre ai tendini, può coinvolgere muscoli, legamenti, nervi e limitare la funzionalità articolare di gomito, braccio, polso e mano.

Se trascuri, la patologia può diventare cronica, quindi più difficile da trattare: nei casi gravi (e non adeguatamente curati) è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. E’ meglio evitarlo, giusto? Allora, non rimandare più.

Cura epicondilite: segni e sintomi

Inizialmente, l’epicondilite si manifesta con un lieve fastidio. Quel fastidio a cui anche tu non hai dato importanza più di tanto. I giorni passano e quello che era solo un fastidio si trasforma in dolore fisso, costante, localizzato sulla parte esterna del gomito. Dal gomito, il dolore può irradiarsi all’avambraccio raggiungendo anche le dita. Si intensifica all’atto di sostenere un peso con il braccio esteso o nella forza di presa (che coinvolge anche polso e dita), quando si stringe la mano di qualcuno, si gira la maniglia di una porta o si usa il mouse.

Trascurare la tendinopatia inserzionale significa far avanzare l’infiammazione al punto tale da provocare una seria limitazione funzionale anche per eseguire i movimenti più semplici. Per il forte dolore, sarai spinto ad usare il meno possibile il braccio, ad estendere il gomito al minimo provocando una graduale rigidità dell’articolazione. A lungo andare, potresti rischiare di perdere parte della capacità di estensione del gomito. Oltre al dolore, limitazione funzionale articolare, rigidità e difficoltà ad estendere il polso, l’epicondilite causa gonfiore, bruciore, debolezza nella forza di presa manuale, calcificazione dei tendini.

Non trascurare il tuo problema. Non ti conviene.

Epicondilite: cause

terapia epicondilite

I tendini del gomito hanno la funzione di estenderlo per allungare ed accorciare il braccio con movimenti di pronazione e supinazione. Questi movimenti, in caso di stress, sovraccarico o microtraumi per gesti ripetuti, possono provocare infiammazione ai tendini in un processo di degenerazione: nel tempo, si possono rischiare conseguenze estreme fino all’invalidità.

L’epicondilite laterale (gomito del tennista) colpisce i tendini estensori, mentre l’epicondilite mediale (gomito del golfista) compromette i tendini flessori. In genere, l’epicondilite laterale è più frequente.

Oltre ai tendini, vengono coinvolti dall’infiammazione anche i muscoli estensori, il muscolo bicipite brachiale e brachio radiale.

La patologia può colpire chiunque, è più frequente in uomini e donne tra i 40 ed i 60 anni, ed è causata principalmente da:

  • Overuse, (uso eccessivo) del gomito (in certe attività sportive o lavorative);
  • Traumi diretti (come cadute o urti violenti);
  • Sovraccarico funzionale;
  • Movimenti ripetuti o sbagliati (capita a chi usa molto il mouse, uno strumento musicale, il pennello, ecc.) che portano ad uno sforzo eccessivo dei muscoli estensori del gomito;
  • Età avanzata.

Diagnosi

Il medico ortopedico effettuerà una diagnosi di tipo clinico e strumentale che comprende:

  • Anamnesi (storia clinica del paziente);
  • Esame obiettivo con ispezione del gomito tramite palpazione e test specifici;
  • Radiografia standard per escludere fratture;
  • Risonanza Magnetica Nucleare per indagare in modo approfondito sulle condizioni delle ossa e delle strutture molli;
  • Ecografia muscolo-tendinea;
  • Elettromiografia per verificare un’eventuale compressione nervosa.

Le indagini strumentali non sono sempre necessarie: servono, perlopiù, ad escludere la presenza di altre patologie. Talvolta, la diagnosi clinica è sufficiente per individuare l’epicondilite.

La preziosa valutazione del Fisioterapista

Esiste la diagnosi clinica e strumentale ma esiste anche la valutazione eseguita dal Fisioterapista.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita proprio allo scopo di eseguire una valutazione globale e distrettuale che comprende i più importanti test fisioterapici, ortopedici, muscolari, neurologici, funzionali, di forza ed elasticità). L’obiettivo è avere un quadro generale molto chiaro per, poi, pianificare un programma terapeutico personalizzato, su misura per te.

La Fisioterapia considera il paziente nella sua unicità, interezza ed armonia: da questa visione, indaga sullo stato di salute complessivo andando a cercare le vere cause di qualsiasi patologia per stanare il ‘nemico’ e far sì che il disturbo non si ripresenti.

Cura epicondilite: terapia conservativa nella fase acuta

tecar epicondilite

Nella fase acuta, come per qualsiasi patologia infiammatoria, il medico prescriverà:

  • Riposo;
  • Applicazione di ghiaccio sul gomito per 15-20 minuti più volte al giorno;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei, antidolorifici;
  • Infiltrazioni di cortisone o di acido ialuronico;
  • Utilizzo di un tutore (gomitiera, fascia o bracciale) per comprimere la zona interessata dall’epicondilite e proteggerla da ulteriori traumi, ridurre il dolore e diminuire il sovraccarico. Va indossato durante il giorno;
  • Un ciclo di Fisioterapia (terapie fisiche strumentali e manuali) e di esercizi terapeutici.

Se, dopo 12 mesi, la terapia conservativa non sortisce alcun effetto andrà valutata la possibilità di un intervento chirurgico. Succede raramente e prevede la rimozione della porzione di tendine danneggiato. Seguirà un percorso riabilitativo dopo il sesto-settimo giorno ed il recupero si ottiene nell’arco di 4-5 mesi.

I migliori trattamenti di Fisioterapia

Per eliminare del tutto l’infiammazione e la sintomatologia dolorosa, una volta superata la fase acuta, sarà necessario sottoporsi ad un ciclo di Fisioterapia.

Il fisioterapista, in base alle tue condizioni, sceglierà fra le seguenti terapie fisiche strumentali più efficaci:

  • Tecarterapia, metodo rigenerante finalizzato a ridurre l’infiammazione e decontratturare la muscolatura;
  • Laser Yag ad alta potenza, che combatte rapidamente infiammazione e dolore, favorendo la vasodilatazione ed aumentando il drenaggio linfatico;
  • Ultrasuoni;
  • Onde d’Urto, trattamento elettivoe selettivo, nel senso che colpisce selettivamente il muscolo infiammato e le strutture tendinee dolenti. Rapido, efficace, in poche sedute risolve definitivamente il problema.

Tra le varie terapie strumentali, le Onde d’Urto rappresentano il trattamento d’avanguardia. Perché? Questa terapia sfrutta l’azione di onde ad elevata energia acustica trasmesse attraverso l’epidermide che, successivamente, penetrano nell’organismo e si diffondono in senso radiale. Aumentando la vascolarizzazione favoriscono cambiamenti biologici all’interno delle cellule. Le riattivano, le rigenerano agendo direttamente sul metabolismo cellulare. Le Onde d’Urto sono in grado di attivare una nuova formazione di vasi sanguigni (neoangiogenesi).

Per ripristinare il range di movimento, la funzionalità articolare e muscolare, è fondamentale sottoporsi, in seguito, a:

  • Terapia manuale osteopatica;
  • Massoterapia;
  • Trattamento manuale dei trigger point;
  • Kinesio taping;
  • Esercizi eccentrici, stretching, estensione e flessione, di rinforzo muscolare da eseguire su indicazione ed in presenza del fisioterapista qualificato.

Cura epicondilite: consigli utili

Di seguito, ti diamo qualche consiglio utile:

  • Non abusare di farmaci antinfiammatori e antidolorifici e non assumerli senza prescrizione medica;
  • Sospendi le attività lavorative o sportive per non peggiorare i sintomi;
  • Nel mettere a riposo (e in scarico) l’articolazione, sistema un cuscino sotto il braccio per sostenerlo evitando che la forza di gravità provochi ulteriori danni (gonfiore, edema);
  • Applica il ghiaccio, molto utile per contrastare dolore e infiammazione;
  • Se utilizzi creme antinfiammatorie non massaggiare troppo a lungo l’area infiammata;
  • Esegui gli esercizi terapeutici indicati dal fisioterapista anche a casa. E’ fondamentale sia per la riabilitazione sia per la prevenzione.

Spendiamo due parole sugli esercizi terapeutici perché ne vale la pena.

I tendini estensori sono scarsamente vascolarizzati: di conseguenza, è più difficile risolvere un’infiammazione rispetto ad altre strutture del corpo.

Certi esercizi terapeutici come quelli di allungamento (stretching) e di rinforzo muscolare favoriscono la circolazione del sangue nell’area interessata e contribuiscono ad apportare ossigeno ai tessuti eliminando le scorie dell’infiammazione.

Allungare i muscoli e decontrarli significa farli lavorare al meglio delle loro possibilità. Rinforzare la muscolatura significa stabilizzare l’articolazione del gomito riducendo il rischio di infortuni e recidive


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres   Guarda il profilo completo

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