Adduttore Infiammato

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Adduttore Infiammato : come si cura?

Pensi di avere un Adduttore Infiammato? Vediamo quali sono i muscoli adduttori dell’anca e come si curano.

Gli adduttori dell’Anca sono muscoli che consentono per l’appunto il movimento di adduzione ovvero avvicinare i piede, chiudere le gambe e inoltre ruotano internamente il femore. Inoltre questi muscoli tramite la loro azione garantiscono l’equilibrio del bacino.

Tra i muscoli adduttori troviamo: pettineo, gracile,adduttore lungo e breve, adduttore grande, semimembranoso e semitendinoso. Alcuni di questi muscoli sono situati nell’interno coscia altri posteriormente e medialmente al femore.

Alcuni di questi muscolo svolgono duplice funzione come nel caso di semimembranoso e semitendinoso che svolgono sia l’azione di adduzione d’anca che di flessione del ginocchio e pertanto sono dei muscoli biarticolari.

In caso di Adduttore Infiammato quindi bisognerà dapprima individuare il tendine affetto da infiammazione per poter svolgere es eseguire un piano terapeutico adeguato , selettivo e focalizzato.

Verranno quindi eseguiti dal Medico Ortopedico o dal fisioterapista dei test di tipo Muscolare per individuare con precisione quale sia il tendine infiammato.

Oltre alla valutazione clinica il Medico potrà richiedere un Ecografia muscolo tendinea della regione retto-adduttoria per vedere con precisione e diagnosticare la tendinite.

Inoltre l’ adduttore infiammato potrà essere affetto si da infiammazione ma potrà andare incontro a calcificazioni inserzionali. Pertanto risulta fondamentale un esame di tipo ecografico, radiografico o la risonanza magnetica.

Come si cura un Adduttore Infiammato?

terapia agli adduttori

Un adduttore infiammato può essere e deve essere curato tempestivamente pena cronicizzazione dell’infiammazione con conseguenti calcificazioni inserzionali.

Il medico dopo l’attenta analisi e diagnosi prescriverà riposo, applicazioni di ghiaccio e farmaci antinfiammatori non steroidei ( FANS).

Il ghiaccio dovrà essere applicato nella zone affetto da infiammazione per più volte al giorno per un massimo di 15 minuti per volta. Nel caso si fanno applicazioni più lunghe l’effetto del ghiaccio sarà opposto e quindi si avrà un effetto di vasodilatazione dell’area interessata e quindi aumento di dolore e infiammazione.

Nei primi 15/20 minuti di applicazione del ghiaccio invece si avrà un effetti antalgico/sedativo.

Consigliamo impacchi di arnica più volte al giorno.

Molto importante per una ripresa precoce e senza complicanze ulteriori saranno le terapie fisiche strumentali.

Verranno richieste sedute di laserterapia , tecarterapia e onde d’urto.

Queste terapie strumentali avranno come obiettivo la riduzione del dolore, migliorare l’infiammazione, rilassare il muscolo e i muscoli adiacenti l’ adduttore infiammato oltre che dare un’ effetto di rigenerazione cellulare e di neoangiogenesi. Quest’ ultimo fenomeno è la peculiarità delle onde d’urto radiali. Le neoangiogenesi è la formazione di nuovi vasi sanguigni.

La terapia ad onde d’urto pertanto  risulta essere il trattamento di elezione in caso di tendiniti. Le sedute comprenderanno un ciclo di 3/6 sedute, dalla durata di circa 5/10 minuti per un erogazione totale di circa 2000 colpi. Le sedute saranno distanziate nei giorni di circa 48/72 ore e i risultati saranno visibili sin dalle prime applicazioni.

Passate la fase acuta e dolorosa di fondamentale importanza saranno esercizi che mirano ad allungare e rinforzare allo stesso tempo l’ adduttore infiammato.

Verranno proposti dapprima esercizi di tipo isometrico che prevederanno un rinforzo muscolare senza accorciamento dello stesso. Di notevole importanza saranno gli esercizi eccentrici che dovranno allungare e rinforzare i muscoli interessati da infiammazione. Potranno essere eseguiti dapprima con il Fisioterapista e poi al domicilio. Con quanta più costanza verranno eseguiti maggiore sarà la percentuale di una precoce guarigione.

Molto utili risulteranno essere anche gli esercizi di stretching dei muscoli dell’anca in generale tramite l’ausilio di specifiche molle ed elastici.

Una volta risolta la problematica infiammatoria a meno che non vi sia stato un trauma dovrà essere eseguita una valutazione posturale approfondita per capire se il problema è di tipo posturale ed apportare le giuste correzioni all’atteggiamento viziato.

Negli atleti particolare importanza sarà riservata alla fase di rieducazione funzionale per migliorare il gesto atletico ed evitare soprattutto recidive.

Ecco un video per rinforzare e allungare gli adduttori

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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