Riabilitazione per la protesi di spalla

Riabilitazione per la protesi di spalla: un percorso essenziale

Nonostante il notevole progresso della chirurgia protesica, la Riabilitazione per la protesi di spalla rappresenta un percorso determinante. Oggi, la chirurgia mini invasiva consente di ottenere risultati clinici migliori rispetto a quella tradizionale grazie ai materiali e disegni protesici evoluti, alla preparazione ed abilità dei chirurghi, ma è estremamente importante affidarsi al Fisioterapista.

In questo articolo, ti spieghiamo perché è tanto importante.

Impiantare una protesi di spalla (parziale o totale) risulta necessario in caso di artrosi avanzata che, provocando dolore, rigidità e perdita di funzionalità articolare, compromette la qualità della vita. Si ricorre alla protesi di spalla anche in presenza di artrite reumatoide, psoriasica, necrosi vascolare della testa omerale oppure esiti di fratture mal consolidate.

La protesi, che andrà a sostituire i capi articolari, testa omerale e glena scapolare, serve ad eliminare il dolore e migliorare il range di movimento la cui ampiezza varia in base al tipo di componente protesica, alle condizioni del paziente e all’abilità del chirurgo.

Ad un intervento perfettamente riuscito deve seguire un programma riabilitativo completo, eseguito da fisioterapisti qualificati.

Un video 3d molto interessante a cura di Postacchini

Riabilitazione per la protesi di spalla: obiettivi

riabilitazione protesi di spalla

L’importanza della riabilitazione dopo l’intervento per la protesi di spalla è legata ai suoi 6 obiettivi:

  • Eliminare il dolore;
  • Favorire la riparazione dei tessuti;
  • Migliorare il range di movimento;
  • Recuperare la funzionalità articolare;
  • Rinforzare il tono muscolare;
  • Prevenire le eventuali complicanze dell’intervento chirurgico.

Per eventuali complicanze dell’intervento s’intendono quei fattori che, a seguito di un’immobilizzazione post operatoria protratta eccessivamente, possono portare alla ‘paura’ di muoversi.

Ecco perché, nelle prime settimane dall’intervento, è fondamentale far togliere il tutore per qualche ora durante il giorno. Il paziente deve ricominciare a prendere controllo e confidenza con il movimento articolare.

Durante il mese di utilizzo del tutore, è essenziale far eseguire al paziente mobilizzazioni del tronco con spalla immobile e scapola che scorre sulla gabbia toracica. In questo modo, si aiuterà il paziente a prevenire il rischio di rigidità scapolo-toracica e la riduzione del tono muscolare del tronco.

Per accelerare i tempi di recupero, sono molto utili gli esercizi di mobilità del tratto dorsale.

Riabilitazione per la protesi spalla in 5 step

fisioterapia protesi spalla

L’intervento di chirurgia mini invasiva consente una ripresa precoce dopo l’operazione.

Innanzitutto, al paziente viene applicato un tutore in abduzione che dovrà mantenere per circa un mese. Il tutore potrà essere temporaneamente rimosso per consentire al paziente le cure igieniche e per sottoporsi alle sedute di Fisioterapia.

In tandem con il chirurgo e l’equipe medica, il fisioterapista valuta a prepara un piano riabilitativo personalizzato da avviare a partire dal secondo giorno dall’intervento per dar modo al paziente operato di recuperare al meglio la funzionalità articolare ed il tono muscolare.

In un paio di settimane, potrà eseguire semplici attività (lavarsi, vestirsi, mangiare).

Generalmente, il percorso riabilitativo prevede 5 step:

  1. Controllo del dolore attraverso cicli di terapia fisica strumentale d’avanguardia (Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza e TENS);
  2. Mobilizzazione passiva e recupero del range di movimento dopo il periodo di immobilità dovuto alla rigidità articolare e all’intervento chirurgico. In questa fase, attraverso la terapia manuale eseguita dal Fisioterapista e dal Massoterapista, si procederà con manovre caute, dolci e non dolorose. Durante la prima settimana, sono consentiti soltanto movimenti passivi di flesso-estensione della spalla e movimenti minimi di rotazione interna (da evitare quelli in abduzione e rotazione esterna con la spalla in flessione). Nella seconda settimana, potrà eseguire movimenti in rotazione esterna per escursioni limitate a 15-20°. In seguito, aumenterà gradualmente l’escursione della flesso-estensione (passiva e attiva). Appena la cicatrice si sarà chiusa, sarà importante lavorare sulle aderenze connettivali per favorire al meglio la ripresa del movimento. Una cicatrice con importanti aderenze incide negativamente sulla motilità;
  3. Esercizi mirati per il progressivo recupero di tono e forza muscolare perduti a seguito dell’immobilità e del dolore post-chirurgico. Si inizia con un cauto rinforzo muscolare con contrazioni isometriche per procedere, in seguito, con esercizi di contro resistenza;
  4. Esercizi propriocettivi (recupero del controllo della spalla nello spazio) per ripristinare la coordinazione dei movimenti (al termine del secondo mese dall’intervento);
  5. Recupero massimo della mobilità della spalla nei tre piani dello spazio, della funzionalità, forza e resistenza, del gesto sportivo per i pazienti che vogliono tornare a fare sport.

Fisioterapia e Riabilitazione rappresentano un percorso determinante tanto nella fase post-operatoria (dopo l’intervento per l’impianto di una protesi spalla) sia in caso di terapia conservativa che non prevede l’intervento.

Di solito, per la guarigione completa, sono necessari circa 4-5 mesi dall’intervento.

La risposta del percorso riabilitativo dipende dalla buona riuscita dell’intervento ma anche dall’atteggiamento del paziente e dalla sua motivazione nel recuperare (lavoro, famiglia, sport, ecc.)

La riabilitazione per la protesi di spalla deve essere personalizzata

fisioterapia spalla per protesi

La scelta del percorso riabilitativo più adeguato dipende da vari fattori: tipo di protesi, patologia trattata (artrosi, frattura, artrite reumatoide, necrosi), caratteristiche qualitative dei tessuti molli, età, condizioni e livello di attività del paziente.

Sono tre i diversi tipi di protesi:

  • Endoprotesi che sostituisce solo la testa dell’omero, non la glena;
  • Artroprotesi che va a sostituire sia la componente omerale sia quella glenoidea della scapola;
  • Protesi inversa che consiste nell’applicazione di una glenosfera sulla cavità glenoidea e nel far assumere alla porzione prossimale dell’omero la forma della glenoide. L’anatomia viene modificata spostando il fulcro dell’articolazione, favorendo una vantaggiosa leva muscolare del deltoide. Viene chiamata inversa perché la dinamica tra i rapporti articolari è invertita: la testa omerale è concava, la glenoide della scapola è convessa.

Durante le mobilizzazioni passive, il Fisioterapista qualificato manterrà una presa prossimale per evitare stress dell’osso al di sotto dello stelo protesico. Dovrà fare particolarmente attenzione anche nelle rotazioni, soprattutto trattando pazienti anziani con osteoporosi.

I movimenti di compenso scapolo-toracici saranno moderatamente frenati, specie in caso di protesi inversa.

Negli esercizi di rinforzo muscolare, questo si concentrerà sui muscoli abbassatori dell’omero e sui fasci anteriori del deltoide per i pazienti che presentano lesioni massive della cuffia.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale che permetterà di pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

Tecarterapia e Laser Yag ad Alta Potenza: trattamenti strumentali d’elezione

tecarterapia-spalla

Per il controllo del dolore, i trattamenti strumentali più efficaci sono la Tecarterapia e il Laser Yag ad Alta Potenza.

La Tecar permette di raggiungere risultati immediati, stabili, duraturi e definitivi in termini di eliminazione del dolore e recupero della mobilità articolare. Oltre a rivelarsi preziosa in fase di riabilitazione post-operatoria, viene utilizzata con successo anche nei casi di infiammazione acuta e cronica nelle patologie tendinee, muscolari, legamentose ed ossee.

Migliora il dolore in pochi giorni accelerando i tempi di guarigione. L’efficacia di questo trattamento dipende dal tipo di strumentazione utilizzata: i centri Human Tecar (come il Centro Ryakos) dispongono di macchinari di qualità superiore agli altri per via della frequenza brevettata frutto di studi scientifici che ne garantisce l’efficacia. Ha un’azione antalgica, antinfiammatoria, decontratturante, cicatrizzante e drenante e può essere associata alla Terapia Manuale.

Il Laser Yag ad Alta Potenza consente un trattamento mirato e focalizzato grazie all’applicazione di tipo puntata sulla zona interessata. Le potenze sono elevate (raggiungono i 25 watt): come la Tecar, il Laser Yag ad Alta Potenza consente di ottenere risultati immediati, stabili, duraturi e definitivi. Migliora dolore, infiammazione, contratture, edema e si rivela estremamente efficace sia in fase di riabilitazione post-operatoria sia per la cura di patologie traumatiche e infiammatorie, acute e croniche.

Protesi spalla: quanto dura, risultati dopo l’intervento e la riabilitazione

intervento chirurgico protesi di spalla

Una protesi di spalla mini invasiva può durare fino a 20 anni ma, considerando la costante evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei materiali, in futuro potrebbe durare di più.

Con l’impianto di una protesi spalla il paziente non potrà più svolgere attività pesanti, usare determinati utensili come vanghe, praticare sport come golf o tennis.

I movimenti di rotazione attiva (specie l’extrarotazione) non saranno del tutto recuperate e, nei movimenti di rotazione interna, il soggetto potrebbe avvertire una lieve rigidità.

Col tempo, la mobilità può migliorare progressivamente.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres   Guarda il profilo completo

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