Frattura Astragalo

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Frattura astragalo: classificazione, sintomi, complicanze, cure, fisioterapia

Quanti di voi hanno già sentito parlare di frattura astragalo? Forse questo termine non vi è molto familiare, ma si tratta di una lesione più frequente di quanto possiate immaginare.

Coinvolge un osso che funziona da importante connettore tra piede, gambe e resto del corpo, essenziale per assicurargli stabilità.

Le più comuni fratture dell’astragalo interessano, in particolare, due delle tre porzioni che compongono l’osso: il collo e il corpo.

Dopo un breve cenno di anatomia, scoprite le tipologie di frattura dell’astragalo, le cause, i sintomi, conseguenze e complicanze del trauma, come diagnosticarlo in modo corretto, rimedi, terapie, tempi di guarigione e di recupero, quali trattamenti di fisioterapia e riabilitazione non si possono trascurare per sperare in una completa guarigione.

Cenni di anatomia: cos’è l’astragalo

L’astragalo piede (detto anche talo o talus) è un osso importante per l’articolazione della caviglia. E’ di piccole dimensioni e di forma gibbosa (simile al guscio di una tartaruga), localizzato tra il calcagno (l’osso del tallone) e le due ossa della parte inferiore della gamba (tibia e perone che poggiano sull’astragalo) e suddiviso in tre porzioni (testa, collo e corpo).

Rappresenta un importante connettore tra piede, gambe e resto del corpo: costituisce l’articolazione della caviglia insieme a tibia e perone, quindi risulta essenziale per garantire al corpo stabilità, equilibrio e postura corretta.

L’astragalo è l’unico segmento dello scheletro rivestito quasi completamente da cartilagine articolare ed è anche l’unico osso del sistema locomotore sprovvisto di inserzioni muscolari. Ha una vascolarizzazione molto precaria che può facilmente danneggiarsi (necrosi) a seguito di una frattura.

Frattura astragalo: classificazione e tipologie

Secondo il criterio anatomico, la classificazione medica suddivide le fratture astragalo in 4 tipi:

– Tipo 1, composte o microfrattura, difficili da individuare con una semplice radiografia, con una possibilità di necrosi avascolare del 10%;
– Tipo 2, scomposte, più gravi delle precedenti, che si manifestano con lussazione o sublussazione della sotto astragalica e rottura dei vasi del collo. La possibilità di necrosi sale al 30%;
– Tipo 3, fratture del collo con lussazione e sublussazione del corpo dell’astragalo, della sottostragalica e delle tibiotarsica. La possibilità di necrosi avascolare sale al 50% e, per il 25%, questo tipo di lesioni sono esposte;
– Tipo 4, frattura del collo con lussazione del corpo della sottoastragalica e tibiotarsica, associata a sublussazione o lussazione dell’astragaloscafoidea.

Si distinguono anche frattura astragalo periferica e quella del corpo, collo e testa.

Le fratture periferiche in distorsione determinano piccoli distacchi e, di solito, la prognosi è buona: guariscono con un trattamento conservativo ovvero con l’utilizzo di un tutore o di un gesso. Quelle del corpo, collo e testa sono più gravi. Le fratture del processo laterale, che avvengono in eversione, sono talvolta da trattare con intervento chirurgico di osteosintesi se il frammento ha una certa dimensione oppure è scomposto.

Sintomi

La sintomatologia varia a seconda della gravità della frattura astragalo.

Quella di tipo periferico si manifesta come un classico trauma distorsivo.

Le fratture del corpo, testa e collo conseguenti a traumi ad alta energia presentano sintomi peggiori:

– Dolore lancinante sulla zona compromessa dal trauma;
– Impotenza funzionale;
– Gonfiore importante;
– Estrema sensibilità della parte colpita:
– Edema o ecchimosi.

Cause

In gran parte dei casi, la frattura dell’astragalo è il risultato di:

– Traumi ad alta energia dovuti ad incidenti stradali o motociclistici, cadute dall’alto,distorsione di caviglia, ecc.;
– Traumi sportivi (snowboard che richiede l’uso di uno stivale morbido e poco protettivo, motociclismo ed altri sport estremi in cui si rischiano impatti violenti a carico del piede);
– Dorsiflessione forzata del piede che spinge il collo dell’astragalo a pigiare contro la tibia in modo violento ed anomalo rompendosi per effetto dell’urto.

Considerando che una frattura del genere può essere dovuta ad un’attività sportiva ma anche ad un infortunio accidentale, tutti possono esserne soggetti, non solo sportivi ma anche bambini ed anziani.

Si stima, comunque, che gran parte degli infortunati siano soggetti di sesso maschile sotto i 30 anni di età e che il 40% di questo tipo di frattura sia esposta.

Complicanze

Una lesione di questo tipo, soprattutto se viene curata in modo errato, può portare alle seguenti complicazioni:

– osteonecrosi (o necrosi avascolare), interruzione dell’apporto di sangue al tessuto osseo che causa tante micro-rotture fino al collasso finale;
– infezioni;
– condropatia;
– artrosi precoce e molto dolorosa (con conseguente rigidità della caviglia);
– pseudoartrosi (mancata consolidazione della frattura) o mal consolidazione ossea;
alterazione della postura che, col tempo, potrebbe incidere negativamente sulla colonna vertebrale;
– funzionalità del piede menomata con sviluppo di artrite e dolore cronico.

Diagnosi

Dopo la visita, l’esame obiettivo e l’anamnesi, il medico ortopedico prescriverà:

– Radiografia standard del piede e della caviglia;
– TAC per localizzare con esattezza il punto della lesione, verificare il tipo di frattura e l’eventuale spostamento dei frammenti;
– Un test per controllare la funzionalità nervosa per scongiurare eventuali danni ai nervi;
– Scintigrafia ossea e/o Risonanza Magnetica Nucleare per diagnosticare un’eventuale necrosi (che, in genere, compare nei primi 2-3 mesi dall’evento traumatico).

Cure e trattamenti

Come abbiamo accennato, una frattura dell’astragalo periferica dovuta a traumi distorsivi comporta piccoli distacchi parcellari: hanno, in genere, una prognosi buona e guariscono regolarmente grazie a trattamenti conservativi che consistono nell’utilizzo di un tutore o di un gambaletto in gesso o vetroresina da indossare per almeno 3 mesi evitando assolutamente di caricare sul piede colpito da frattura.

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Lo stesso vale per le fratture composte del corpo, collo e testa.

Prima di poter ricevere cure mediche tempestive, è bene tenere sollevata la gamba ed applicare ghiaccio per 1-2 ore.

In caso di frattura astragalo scomposta o quando il frammento è di notevoli dimensioni, si ricorre all’intervento chirurgico di osteosintesi che consiste in un’accurata riduzione della frattura e successiva fissazione con viti in metallo o fili di Kirschner.

Dopo l’intervento, in assenza di complicanze necrotiche, si prevedono tempi di recupero di 2 mesi, trascorsi i quali si potrà intraprendere un percorso di fisioterapia e riabilitazione, consigliato anche dopo le necessarie cure di una frattura composta.

Una volta guarito, il piede verrà sottoposto nuovamente a radiografia o risonanza magnetica per verificare il ripristino del corretto flusso sanguigno.

Se la cartilagine dovesse subire danni, sarà necessario l’utilizzo di ortesi piede/caviglia, innesti ossei oppure l’utilizzo di una protesi della caviglia.

Fisioterapia e riabilitazione

Dopo una terapia conservativa o l’intervento di osteosintesi, rispettando i tempi di guarigione, recupero e controllo, il trattamento fisioterapico e la riabilitazione motoria sono fondamentali per non rischiare complicanze e ripristinare sia il corretto movimento di piede e caviglia sia la postura.

L’esame Baropodometrico computerizzato rivela la condizione posturale del soggetto trattato e previene eventuali conseguenze associate ad una postura scorretta.

Il percorso fisioterapico e riabilitativo comprende:

– Una serie di esercizi mirati a prevenire rigidità muscolare, recuperare il movimento articolare, la propriocettività e la forza muscolare;
Tecarterapia che interviene efficacemente sull’infiammazione e favorisce la riparazione dei tessuti compromessi dal trauma;
– Laser Yag, un metodo di Laserterapia ad Alta Potenza che interviene per risolvere dolore e infiammazione;
Magnetoterapia che stimola la produzione ossea;
Rieducazione Motoria Attiva e Passiva.

Una fisioterapia efficace, in questi casi, dura dai 4 ai 6 mesi: va iniziata prima possibile, seguita costantemente ed accuratamente.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram      Prenota una Consulenza

Commenti (21)

  • Buongiorno volevo sapere un informazione riguardo al mio infortunio cadendo ho fratturato l astragalo e flemore gamba sinistra infatti ho avuto intervento chirurgico due chiodi all’ astragalo e un ferro al flemore volevo sapere a oggi sono quasi 50 giorni che sono stato operato nota bene ho appena tolto il tutore settimana scorsa però non posso caricare sul piede fino al prossimo controllo del 24 giugno. Ho iniziato a fare la fisiotetapia però voglio capire la tempistica della mia guarigione

  • Ho avuto un incidente il 5/11 ed operato all’astragalo il 7/11 Per frattura scomposta dell’astragalo…. ho avuto messo il il tutore per circa tre mesi senza carico, ho continuato a non caricare fino ad aprile/19 ad oggi ho ancora dolori alla caviglia….abbastanza importanti….. auguri di pronta guarigione

  • Ho subito una frattura scomposta di astragalo, compromesso anche il malleolo, l’ospedale della mia città non ha competenze in questo campo, mi anno consigliato uno specialista, ma passeranno alcuni giorni prima dell’intervento, forse settimane, cosa può succedere in questo lasso di tempo? I dottori dell’ospedale della mia città, hanno detto che potrei fare l’intervento anche dopo 2 mesi, sono molto preoccupato.
    Grazie per un eventuale risposta/consiglio

  • Grazie mille, avrei un’altra domanda, io ho una protesi di ginocchio totale, con inserzione nel femore e tibia, corro dei rischi effettuando un’altro intervento? Grazie ancora

  • Ho fatto la visita specialistica, il professore mi ha sconsigliato l’intervento, perché la ‰ di una buona riuscita è bassa, anzi, mi ha consigliato di togliere subito la doccia, e iniziare a muovere la caviglia, anche di camminare.
    Vado incontro a qualche problema? Grazie

  • ho avuto un trauma distorsivo alla caviglia con stato doloroso durato un paio d’ore poi sono rientrato a casa ed ho messo ghiaccio per tutta la notte e il giorno seguente quando è apparso un gonfiore sulla parte destra del piede con dolore importante alla palpazione e un modesto dolore alla deambulazione il che mi ha portato a continuare la deambulazione con mobilità un po ridotta ma senza grande fastidio tranne per alcune torsioni e nei successivi 7 giorni sono comparsi piccole ecchimosi sulle tre falangi al che sono andato a farmi vedere dal mio medico che vista la situazione mi ha mandato al pronto soccorso ortopedico del posto che dopo visita e lastre mi ha riscontrato (cosi mi ha detto a voce il medico del pronto soccorso) una micro frattura all’astragalo la diagnosi recita : infrazione astragalo a DX 71947- ARTRALGIA, TIBIO TARSICA ED ARTICOLAZIONE DEL PIEDE facendomi uno stivaletto con bendaggio e (Prognosi) riposo, arto in scarico, deambulazione senza carico a dx,profilassi ATE, controllo tra 20gg. Detto tutto ciò sono a chiederle, ci sono rischi di necrosi dell’astragalo in che percentuale? per quanto tempo probabilmente non dovrò caricare oltre i 20gg del controllo ? Dopo il controllo eventualmente è possibile sopperire successivamente al carico con idoneo tutore , se si quale?
    Cordiali saluti e grazie della sua cortese risposta
    La diagnosi esprime un livello di gravità con quale rischio

    • Può fare delle sedute di magnetoterapia che consentono la stimolazione di callo osseo. Per la necrosi non mi preoccuperei troppo in questa fase. Io procederei per gradi facendo della rx di controllo e seguendo il medico ortopedico nell iter terapeutico e riabilitativo.

  • Buonasera, dopo un trauma in versione da caduta dall’alto a Novembre 2020 ho subito una frattura longitudinale/obliqua del domo Astragalico. La RMN dice anche gli spazi articolari Tibio – Tarsica e sottoastragalica sono sostanzialmente conservati.
    Ho già messo gesso per giorni 50 e iniziato la fisioterapia il 8 Gennaio 2021. Il carico mi è stato dato solo a Febbraio a circa 3 mesi dall’evento traumatico.
    Le chiedo, questo tipo di frattura in quanto tempo guarisce generalmente? Io ho 29 anni.

    • generalmente le fratture guariscono in circa 3 mesi. considerando però che si tratta dell’astragalo i tempi possono allungarsi notevolmente a causa della poco vascolarizzazione dell osso stesso.

  • Salve dottore. Io cerco disperatamente un parere professionale. Il 3dicembre porto mio figlio di 16 anni al ps per una distorsione alla caviglia della sera prima giocando a calcio. Fatta la lastra si legge “distacco corticale margine supero laterale dell’astragalo”. Gesso il giorno 4 (che una settimana dopo è stato sostituito con un tutore walker perchè provocava troppo dolore (?)). Cioè piede immobilizzato dal 4 al 23, dopo poi è stata indicata una ecografia per possibili danni ai legamenti. Decidiamo di fare un RM il 21, che dice fondamentalmente “lesione completa del legamento peroneo-astragalico laterale” e ” stiramento-lesione parziale del legamento peroneo-calcaneare” (poi ci sono gli edemi e quant’altro). Lo porto di nuovo all’ospedale per un parere ortopedico e li indicano di allungare i tempi del tutore fino al 4-01-2022 e di presentarci quel giorno con un’altra lastra.
    Per favore: cosa ne pensa e sopratutto, le sembra corretta la terapia intrapresa fino ad ora? Grazie mille

  • Salve dottore A seguito di brutta caduta l’esame ho riportato una forte distorsione alla caviglia sinistra; eseguendo rx entro le 48 ore non é stata evidenziata alcuna anomalia ossea, quindi ghiaccio e riposo per una settimana Dopo circa 30 gg, visto che è comparso un po di gonfiore e lieve difficoltà alla deambulazione, su consiglio del ,io medico ho eseguito una rm che ha invece evidenziato una piccola frattura composta all’astragalo. Quindi subito magnetoterapia, terapua farmacologica appropriata e poi arto in scarico per 20 gg . Mi chiedo se averci camminato per 30gg abbia compromesso o allungato i tempi di guarugione . Sono sufficienti i 20 gg di scarico e poi carico parziale progressivo? Grazie

    • sicuramente averci caricato su non ha facilitato il recupero. continui il riposo e esegue nuova indagine strumentale dopo i 20 giorni di scarico.

  • Salve in data 15 settembre 2021 sono caduto dalla scala a forbice…
    In ospedale mi hanno detto che avevo una frattura scomposta nel calcagno e era necessario un intervento chirurgico dove hanno messo una placca in titanio…
    Dopo 50 gg ho iniziato a caricare ma mi ritrovo con un piede completamente vago e non riuscivo a camminare.
    ritorno dal dottore che mi ha operato e chiedo spiegazioni ma lui mi dice che non si poteva fare niente e di mettere solo un plantare a vita…
    Non mi do per vinto e vado in un centro specializzato, il dottore mi dice che può sistemare il mio problema andando a sacrificare la pronosupinazione…
    Do la conferma e faccio altri 2 interventi:
    il primo e togliere la placca.
    Il secondo un artrodesi della sottoastragalica con innesco osseo e allungamento al tendine d achille…
    Ho avuto 45 gg di gesso senza carico, e 45 gg con un nuovo gesso da carico.
    Già ha 15 gg che ho tolto tutto ma non riesco a camminare quando carico mi fa troppo male la caviglia ed ho la sensazione che appoggio il tallone nel lato interno
    Non so più cosa fare ha 8 mesi che ho quest incubo…sto facendo terapia ma ancora non ho avuto nessun beneficio del intervento sembra di essere uguale dall operazione…
    Grazie dalla sua risposta

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