Cura Fascite Plantare

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Come si cura la fascite plantare: Fisioterapia d’avanguardia, consigli

Considerando la frequenza del problema, spiegare come si cura la fascite plantare è un dovere più che la risposta ad una domanda. Approfondiamo l’infiammazione dolorosa della fascia plantare (quella ‘corda’ tesa posta tra calcagno ed ossa anteriori del piede) che tormenta molte, troppe persone. Le cause possono essere diverse (lesioni traumatiche, atrofia muscolare, tendinopatie, sovraccarico funzionale, piede piatto, cavo o pronato, invecchiamento, ecc.) ma, alla base della patologia, c’è sempre una costante: l’eccessiva trazione del tendine d’Achille e della muscolatura posteriore della gamba, dovuta spesso a squilibri posturali. In genere, le tensioni muscolari eccessive sono causate da un difetto posturale.

Attento a non trascurare la fascite plantare perché potrebbe cronicizzarsi, alterare la postura, causare la degenerazione della fascia con conseguente formazione di una prominenza ossea (sperone calcaneare) o provocare una rottura della fascia plantare.

Non è una patologia grave (se curata in tempo e in modo adeguato) ma potrebbe diventare invalidante.

Non rimandare, parlane al tuo medico, inizia a prenderti cura di te sottoponendoti a una diagnosi accurata.

Come si cura la fascite plantare: un dolore inconfondibile

terapia fascite plantare

Il medico prescriverà una diagnosi accurata nel caso sospetti una fascite plantare. Il sospetto nasce dai sintomi lamentati dal paziente. I sintomi tipici della fascite plantare sono una dolorosa fitta al tallone localizzata sull’osso del calcagno, nel punto d’inserzione della fascia plantare (una banda di tessuto connettivo fibroso che dal calcagno si estende su tutta la pianta del piede).

Il dolore può manifestarsi all’improvviso (dopo uno sforzo intenso) o gradualmente, variare di intensità ed essere avvertito in punti diversi (centro del tallone o centro della pianta del piede). Può essere accompagnato da rigidità del tendine di Achille e riduzione dell’elasticità. Si avverte al mattino o dopo aver camminato a lungo. Il gonfiore locale, generalmente, si presenta in caso di fascite plantare cronica.

Primo step importante: la diagnosi

fascite plantare cura

Avverti ‘quel’ dolore al tallone quando ti alzi dal letto, ne parli con il medico che, già dal sintomo doloroso, intuisce di che si tratta. Ti prescriverà un’indagine diagnostica che prevede:

–       L’anamnesi per un’attenta valutazione clinica;

–       L’esame obiettivo durante cui l’ortopedico eseguirà una pressione energica sul calcagno con il piede in dorsiflessione per verificare se, così facendo, scatenerà ‘quel’ dolore;

–       Radiografia per escludere una spina calcaneare (o sperone calcaneare) ed evidenziare l’integrità o meno delle strutture;

–       TAC o Risonanza Magnetica per escludere altre patologie (lacerazione acuta della fascia, fratture, artrosi, ecc.);

–       Ecografia della zona d’inserzione della fascia per studiare le condizioni dei tessuti ed il livello di infiammazione;

–       Esame scrupoloso dell’appoggio del piede con podoscopio, Esame Baropodometrico e Stabilometrico.

E’ importante accertarsi che si tratti proprio di fascite plantare perché dietro ai sintomi che avverti potrebbero nascondersi altre patologie (borsite calcaneare, gotta, radicolopatia da ernia discale).

Cura fascite plantare: trattamento in tre fasi

La cura per la fascite plantare deve essere suddivisa in tre fasi:

  • la prima mira a ridurre infiammazione e dolore, nella fase acuta;
  • la seconda punta a ripristinare la funzionalità articolare e muscolare, al recupero dell’elasticità delle strutture colpite;
  • la terza serve a correggere, anzi rieducare, l’intera postura ed appoggio plantare per eliminare la causa e guarire completamente.

Il medico prescriverà una terapia conservativa che prevede:

  • riposo assoluto, sospensione dell’attività fisica per alcune settimane con utilizzo di una canadese per la deambulazione;
  • utilizzo di scarpe adeguate, plantari e talloniere in gel per scaricare le zone più soggette a pressione nonché tutori notturni;
  • applicazione di ghiaccio sotto il tallone per 15-20 minuti 3/4 volte al giorno;
  • esercizi di stretching per recuperare gradualmente l’elasticità della fascia plantare e tendine d’Achille;
  • farmaci antinfiammatori non steroidei e analgesici;
  • infiltrazioni locali di cortisone, se il medico lo ritiene necessario;
  • Fisioterapia e Riabilitazione (a cui sottoporsi dopo aver superato la fase acuta) con trattamento posturale.

Se, a distanza di 8-12 mesi, tutti i possibili trattamenti conservativi risulteranno inefficaci, il medico potrà valutare l’intervento di distensione chirurgica in endoscopia. Se vuoi evitare l’intervento non trascurare il problema e, soprattutto, affidati a specialisti della Fisioterapia.

Fascite plantare cura: chiedilo al Fisioterapista

cura fascite plantare

Dopo aver superato la fase acuta, inizierà per te la ‘vera’ cura, quella offerta dalla Fisioterapia.

Inizierai sottoponendoti ai trattamenti di Fisioterapia strumentale d’avanguardia, i più efficaci ovvero:

  • Tecarterapia, uno dei trattamenti più richiesti ed utilizzati, che interviene su dolore e infiammazione, stimola il tessuto a rigenerarsi consentendo al Fisioterapista di eseguire tecniche manuali per migliorare mobilità, elasticità tissutale e tensioni muscolari;
  • Laser Yag ad Alta Potenza;
  • Ultrasuoni ad azione analgesica, rilassante, fibrilonitica e trofica;
  • Onde d’urto, la terapia d’elezione che, oltre a risolvere l’infiammazione, il dolore e la tensione muscolo-tendinea, è in grado di stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi).

In una seconda fase, per recuperare la mobilità e la flessibilità, il Fisioterapista procederà con i migliori trattamenti manuali:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata con manipolazioni su caviglia, muscoli della pianta e del tricipite surale;
  • Kinesio taping;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Esercizi terapeutici (eccentrici, stretching e rinforzo muscolare della parte inferiore della gamba per stabilizzare caviglia e tallone, propriocettivi, posturali) da svolgere su indicazione ed in presenza del Fisioterapista.

Lo stretching della fascia plantare e del tendine d’Achille, da eseguire ogni giorno, rappresenta il trattamento più efficace per combattere e risolvere il dolore. Ogni esercizio deve essere seguito dal Fisioterapista ed eseguito con scrupolo, senza forzare.

Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres

Tra gli esami diagnostici, abbiamo incluso un esame importante: l’Esame Baropodometrico computerizzato, il più preciso e completo per verificare la condizione posturale di un paziente.

In realtà, oltre alla diagnosi clinica e strumentale, risulta fondamentale la valutazione globale e distrettuale che consente al Fisioterapista qualificato di programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Noi del Centro Ryakos riteniamo essenziale questo tipo di valutazione tanto che offriamo una prima visita gratuita con valutazione completa che include i più importanti test fisioterapici, muscolari, neurologici, ortopedici, funzionali, di forza ed elasticità.

L’esame Baropodometrico serve a capire se hai necessità di correggere la tua postura, se è importante intervenire con una Rieducazione Posturale Globale. Si ottiene grazie al metodo Mezieres, l’unico in grado di riequilibrare la postura dell’intera spina dorsale: agisce sull’intera postura andando a riallungare e ad elasticizzare tutti i muscoli della catena posteriore che, solitamente, risultano rigidi ed accorciati a causa di deficit posturali. E’ lo step finale, il più importante, che punta a velocizzare i tempi di guarigione ed evitare recidive.

Consigli

come curare la fascite plantare

Come si cura la fascite plantare? Abbiamo risposto in modo esauriente a questa domanda.

La seconda domanda importante è: come prevenire la fascite plantare?

Per risponderti, ti diamo qualche consiglio utile sia per curare sia per prevenire:

–       Evita allenamenti scorretti, attività fisica troppo intensa (specie su superfici dure) o sovraccarico sportivo che possono causare contratture muscolari;

–       Se sei in sovrappeso segui una dieta per raggiungere il tuo peso forma;

–       Non utilizzare scarpe inadeguate (sia nella vita di tutti i giorni sia durante l’attività sportiva);

–       Non camminare troppo a lungo;

–       Evita di stare in piedi per troppo tempo;

–       Mantieni sempre una postura corretta (in ufficio, quando cammini, quando dormi);

–       Evita la vita sedentaria;

–       Riscalda la fascia plantare prima di allenarti eseguendo esercizi di stretching mirati;

–       Valuta con il medico l’eventuale uso di plantari;

  • Esegui regolarmente gli esercizi (di stretching e rinforzo muscolare) indicati dal Fisioterapista per mantenere elastici muscoli e tendini;
  • Evita di camminare a piedi nudi su superfici dure.

Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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