Tunnel carpale

Tunnel-carpale

Tunnel Carpale: che cos’è?

La sindrome del tunnel carpale è una patologia del polso che , con i suoi movimenti, permette alla mano di orientarsi nello spazio e attraverso la prensione e la manipolazione il soggetto accresce le proprie competenze.

La mano è composta da un numero cospicuo di ossa e i movimenti delle articolazioni sono garantiti da tanti legamenti che le proteggono e le stabilizzano, grazie anche alla presenza di una serie di muscoli, spesso lunghi e sottili, per la motilità dei metacarpi e muscoli flessori ed estensori per la motilità delle falangi.

Il canale carpale è uno spazio osteofibroso rigido localizzato a livello del polso, con la parte superiore formato dal legamento trasverso e una base data dalle ossa del carpo (scafoide, trapezio, piriforme, uncinato).

Il canale carpale contiene il nervo mediano, con le strutture vascolari e i tendini flessori digitali e le loro guaine.

La patologia del tunnel carpale, detta anche sindrome da intrappolamento del nervo mediano fu descritta da Marie e Foix (1913) , ripresa da Learmounth (1930) e fù definita “Sindrome del Tunnel Carpale” da Wrigh e Wilkinson (1947).

La sindrome del Tunnel Carpale è una patologia che colpisce l’arto superiore e in particolare il nervo mediano che collega il plesso brachiale alle prima tre dita.

Sintomi del canale carpale infiammato

La sindrome clinica è caratterizzata da dolore, torpore o parastesie nella faccia palmare del pollice, dell’indice e del medio con dolori e parastesie notturne e che possono  persistere anche durante il giorno con la perdita dei movimenti fini e la perdita di forza nella presa ( oggetti che cadono di mano)nelle fase più acuta.

Vi è inoltre una riduzione della sensibilità e il formicolio alle prime tre dita. Il dolore si acuisce nelle attività di vita quotidiana, nel guidare la macchina, battere a macchina o stare al computer.

Cause della sindrome del tunnel carpale

infiammazioni di mouse

L’attività di vita quotidiana è la causa più frequente (casalinghe, attività di sartoria, dattilografia), oltre  a traumi improvvisi, fratture del polso, lesione da schiacciamento, ustione, ferite da arma da fuoco, prese ripetute di forza e/o strumenti elettrici vibranti, flesso –estensione del polso ripetute ecc. …..) ed inoltre vi è anche un’associazione con diverse attività sportive ( pallavolo, ciclismo, pallamano, body building, motociclismo), che sollecitano intensamente il nervo mediano e quindi le dita e il polso attraverso movimenti prolungati e ripetuti di flesso – estensione.

L’incidenza della sindrome del tunnel carpale è elevata e la prevalenza è del 3,6% nelle donne e dello 0,6% negli uomini con insorgenza tra 40 e 60 anni.

Qualsiasi condizione che determini un aumento di volume all’interno del tunnel carpale, ipertrofia delle guaine tendinee o ispessimento del legamento trasverso anteriore del carpo, determina una compressione diretta sul nervo mediano causando la sindrome del tunnel carpale o sindrome canalicolare.

L’ipertrofia delle guaine dei flessori è tipica del sesso femminile in rapporto anche alle alterazioni ormonali che accompagnano il periodo menopausale.

L’ eziologia della sindrome del tunnel carpale, è molto controversa in quanto si è orientati verso tre ipotesi :

  • Meccanica ;
  • Vascolare ;
  • Intrappolamento del nervo lungo il suo tragitto.

Come si diagnostica la sindrome del canale carpale?

I sintomi descritti dal paziente sono la componente più importante per la diagnosi. Vi è una netta differenza tra la sindrome carpale e una cervicobrachialgia.

La valutazione del canale carpale comprende un’accurata raccolta anamnestica, con attenzione all’attività lavorativa e ricreativa e la compilazione di una mappa del corpo sulla quale sono evidenziate sia le zone di dolore sia quelle con alterazione della sensibilità.

L’esame fisico prevede la valutazione articolare dei distretti polso, gomito, spalla, tratto cervicale e l’esecuzione del test di tensione per l’arto superiore con prevalenza del nervo mediano.

Vi sono dei test per verificare la sindrome del tunnel carpale .

Manovra di Phalen : il polso del paziente è posto in flessione completa se entro 60 secondi si presentano parestesie nel territorio di distribuzione del nervo mediano il test è positivo per la sindrome del tunnel carpale;

  • Segno di Tinel : colpendo leggermente il nervo mediano del paziente, muovendolo da prossimale a distale, si può evocare il dolore; se il paziente lamenta dolore il test è positivo;
  • Esame della sensibilità del nervo mediano
  • Esami elettrodiagnostici.

Un video dei test a cura del collega Massimo De filippo

A monte dei dati clinici e strumentali è possibile distinguere tre fasi :

  • Irritativa o nevralgica: può durare anche vari anni e il paziente riferisce disturbi parestesici notturni a carico di una delle prime tre dita;
  • Deficit compressivo : i disturbi parestesici notturni sono continui fino a disturbare il sonno notturno. Positivo il segno di Tinel e l’esame elettrodiagnostico. Dolore alle dita con possibile irradiazione alla spalla omolaterale; con il test d Neer si esclude la positività della “ spalla dolorosa”.
  • Paralisi o paresi : atrofia dei muscoli tenar, con pollice atteggiato in adduzione, mancanza di sensibilità tattile, termica e dolorifica.
test di phalen

I gradi della sindrome della sindrome carpale sono :

  • Dinamico : sintomi indotti dall’attività del paziente e asintomatico;
  • Leggero : sintomi intermittenti, sensibilità diminuita, positivo il segno di compressione, ma il test di Tinel e di Phalen negativo;
  • Moderato : sintomi frequenti, test di Phanel , di Tinel e di compressione digitale positivi. Ipostenia dei muscoli tenar. Ridotta percezione vibratoria nel territorio del nervo mediano;
  • Grave : sintomi persistenti, atrofia eminenza tenar.

Cura e Trattamento

La terapia dipende essenzialmente dalla fase clinica, alla quale si perviene attraverso la valutazione clinica ed elettrofisiologica e può orientare verso un trattamento conservativo o chirurgico.

Il trattamento conservativo è indicato nella fase irritativa senza deficit di forza o di sensibilità e senza anomalie all’esame elettrodiagnostico. Si avvale di terapia medica, kinesiologica, fisica e del terapista occupazionale per gli ausili e adattamenti degli ambienti nell’attività di vita quotidiana, lavorativa e sportiva.

  • La terapia medica associa al riposo, quindi alla sospensione di 15 giorni dall’attività lavorativa e sportiva,l’impiego di antinfiammatori, antinevritici, vitamine del gruppo B e cortisonici tramite infiltrazioni. Quest’ultima, nel tunnel carpale come in altre patologie, può danneggiare il nervo e ripetute può provocare aderenze tendinee; anche se può dare buoni risultati vanno utilizzate solo nei casi in cui si ritiene indispensabile.
  • La kinesiterapia è indirizzata al recupero del movimento articolare, della forza, della massa muscolare, della sensibilità al movimento, in ultima analisi, al recupero della capacità di svolgere azioni volontarie di competenza del polso in maniera fluida e funzionale;
  • La terapia fisica utilizza :
  • ultrasuoni che con le vibrazioni producono un aumento della circolazione sanguigna con stimolazione del metabolismo locale, inoltre ha un’azione analgesica, fibrolitica e antiflogistica; è preferibile utilizzarli in immersione in acqua;
  • ionoforesi che attraverso la corrente galvanica introduce Fans per ottenere un’azione antiflogistica o per ridurre complicanze aderenziali post – chirurgiche;
  • laserterapia e soprattutto la tecarterapia come biostimolante, antiflogistica e antiedemigena;
  • ortesi, in fase nevralgica, per mantenere il tunnel carpale il più possibile a riposo ( lo si utilizza di notte e non durante le attività lavorativa o di vita quotidiana; a questo vanno aggiunti altri ausili per tutte le attività giornaliere (apertura della porta d’ingresso, avvitare e svitare, strizzare uno strofinaccio ecc. ….) per ridurre al minimo lo stress polso – mano.

Alcuni esercizi utili per il dolore

Lettura consigliata: tutore per il polso.

tutore tunnel carpale

 

 

 

 

 

 

In cosa consiste l’ intervento chirurgico?

Esistono varie tecniche per porre rimedio alla patologia del canale carpale; sia a cielo aperto sia per via endoscopica e in questo caso l’intervento dura 15 minuti.

Dopo l’intervento  l’articolazione è posta a riposo con stecca gessata e successivamente si prosegue con la fisioterapia onde prevenire ed evitare danni  futuri e restituire al soggetto di svolgere le normali attività di vita quotidiana, lavorative e sportive nel rispetto dei tempi di guarigione biologica. La ferita va pulita con disinfettante ed esposta all’aria. A distanza di due mesi dall’intervento va eseguito l’esame elettromiografico per quantizzare il recupero ottenuto.

Nella fase di paralisi o paresi, spesso, il recupero della sensibilità, del tono e del trofismo è solo parziale.

Un protocollo di trattamento che è rivolto sia all’aspetto meccanico sia alla fisiologia del nervo è in grado di produrre effetti positivi sul dolore, sull’impotenza funzionale e sulla forza della presa palmare in pazienti affetti da sindrome di tunnel carpale.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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