La Lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari

La Lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari: sintomi e cura

La lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari è una patologia frequente ma, spesso, poco riconosciuta. Nota anche come sindrome delle faccette articolari lombari, è associata a mal di schiena cronico.

Il dolore lombare colpisce l’80% della popolazione almeno una volta nella vita (di cui il 50% migliora dopo 3 giorni mentre il 10% si cronicizza persistendo oltre i 3 mesi). Secondo uno studio condotto dalla IASP (International Association for the Study of Pain), la lombalgia cronica dovuta alla sindrome delle faccette articolari interessa dal 15% al 40% dei casi complessivi.

In questo focus, ci concentriamo sull’artrosi delle faccette articolari responsabile del mal di schiena cronico che, in Italia, colpisce almeno il 5% della popolazione affetta da disabilità muscolo-scheletrica.

Spesso, chi ne resta colpito peggiora a causa di errori diagnostici, trattamenti chirurgici inadeguati, terapie sbagliate. Per questo motivo, oltre ad una diagnosi accurata, è necessaria una valutazione distrettuale e globale mirata allo scopo di scegliere la terapia più adeguata, efficace, risolutiva.

Cos’è la sindrome delle faccette articolari? Quali sono i sintomi? Come ci cura?

Lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari: cos’è

lombalgia da artrosi

La sindrome delle faccette articolari (definita come una patologia algo-disfunzionale) insorge a causa di un costante deterioramento delle stesse. Questa patologia infiammatoria coinvolge i processi articolari delle faccette articolari vertebrali ed è strettamente legata ad altre patologie: artrosi (in primis), ernia discale lombare, scoliosi, cifosi.

Le faccette articolari rivestite di cartilagine si trovano nella parte posteriore di ogni vertebra. Sono complessivamente quattro: due formano la giuntura con la vertebra superiore e le restanti due formano la giuntura con la vertebra inferiore. Consentono al rachide di eseguire qualsiasi movimento (rotazione, flessione, estensione).

La sindrome causata, in particolare, dall’artrosi è la conseguenza di una degenerazione delle articolazioni dovuta all’asimmetria delle superfici articolari ed all’usura della cartilagine, che porta le ossa a scorrere l’una sull’altra creando attrito e limitazione funzionale. In presenza di ernia discale o crollo vertebrale, si alterano i rapporti tra le faccette articolari provocando dolore.

Nei casi più gravi, può verificarsi la sublussazione dell’articolazione posteriore delle vertebre (detta zigoapofisaria) e lo stiramento della capsula articolare della faccetta tra L5 e S1. Possono formarsi osteofiti, piccoli speroni ossei ai margini articolari delle ossa colpite. Tutto questo porta all’irritazione ed infiammazione del corrispondente nervo zigoapofisario.

Sintomi

Il sintomo principale è il mal di schiena acuto localizzato nella zona lombare che si irradia all’inguine, gluteo, parte posteriore della coscia o cresta iliaca. Il dolore viene scatenato dallo schiacciamento dei villi sinoviali tra le faccette articolari o dall’intrappolamento del meniscoide nella cavità articolare quando rientra nell’articolazione con l’estensione della colonna vertebrale.

Il dolore aumenta nei movimenti di iperestensione, inclinazione o rotazione del tronco verso il lato opposto dell’area compromessa, come pure nella posizione in piedi prolungata. Migliora con il riposo, stando sdraiati a letto o piegandosi in avanti. Diversi pazienti accusano dolore anche alla digitopressione della zona interessata alla sindrome. La cronicità della sintomatologia dolorosa porta alla limitazione del movimento ed alla rigidità della colonna.

Oltre ai suddetti sintomi, la sindrome delle faccette articolari si riconosce da queste caratteristiche:

  • Assenza di deficit neurologici (sensibilità, movimento) degli arti inferiori;
  • Dolore che non peggiora con i colpi di tosse, con movimenti vertebrali o sforzi fisici (come sollevare pesi);
  • Dolore fisso, costante, simile a una lama conficcata a livello paravertebrale.

Il più delle volte, la patologia interessa un solo lato; raramente, è bilaterale.

Cause

sindrome delle faccette articolari

Il nostro focus è la lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari; va da sé che la patologia che approfondiamo in questo articolo viene scatenata dalla degenerazione delle articolazioni dovuta all’asimmetria delle superfici articolari ed all’usura della cartilagine.

Abbiamo detto che la sindrome delle faccette articolari può essere legata ad altre patologie (ernia discale, artrosi, scoliosi, cifosi).

Poniamoci un’altra domanda: quali fattori causano l’artrosi delle faccette articolari?

Il principale fattore di rischio è un eccessivo sovraccarico funzionale delle vertebre lombari, oltre all’avanzare dell’età. A determinare l’eccessivo sovraccarico sono i lavori che richiedono sforzi prolungati, posture scorrette, instabilità della colonna su base disfunzionale, vita sedentaria e l’abitudine a non praticare una regolare attività fisica.

La sindrome faccettaria paravertebrale interessa il 15% dei pazienti giovani (di età inferiore ai 45 anni) ed il 45% dei pazienti over 65, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta e dal sesso.

Si manifesta anche nei casi di spondiloartrosi (artrosi della colonna vertebrale), spondilolistesi oppure nelle microinstabilità segmentarie a seguito di diversi interventi chirurgici.

Diagnosi

artrosi delle faccette articolari

L’iter diagnostico prevede:

–       l’anamnesi;

–       l’esame obiettivo dei sintomi;

–       esami strumentali in grado di mostrare un’artrosi avanzata delle articolazioni zigoapofisarie ed eventuali cisti (radiografia, TAC e Risonanza Magnetica).

In realtà, nessuno degli esami strumentali può accertare la sindrome delle faccette articolari.

Per ottenere una diagnosi certa, è necessario eseguire il blocco anestetico selettivo della faccetta interessata. In che consiste?

Blocco anestetico selettivo

Il blocco anestetico viene effettuato sotto controllo fluoroscopico (tramite raggi X) o ecografico con il mezzo di contrasto confinato nella faccetta bersaglio.

Questo test di infiltrazione nel nervo spinale (che trasporta il dolore dalle faccette) viene eseguito con anestetico locale (con o senza cortisone). Riduce drasticamente (dell’80%) o elimina del tutto il dolore in via transitoria o prolungata.

La risposta positiva al test determinerà il trattamento definitivo.

Lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari: cura

Attualmente, per curare la lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari, si può ricorrere sostanzialmente a tre tipi di terapie:

  • farmacologica a base di antidolorifici e antinfiammatori;
  • conservativa (Fisioterapia di tipo strumentale e manuale, ginnastica posturale e correttiva, metodo Mezieres);
  • chirurgica.

I farmaci possono essere assunti per brevi periodi, consentono di ridurre i sintomi temporaneamente presentando effetti collaterali e controindicazioni.

I migliori risultati a lungo termine si ottengono con un approccio fisioterapico integrato (trattamenti strumentali, manuali, esercizi, Rieducazione Posturale Globale), mirato e completo, che interviene anche sui problemi di postura.

Sindrome delle faccette articolari: trattamenti di Fisioterapia d’avanguardia

lomboartrosi

Come per qualsiasi disturbo o patologia, il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale al fine di pianificare un programma terapeutico personalizzato.

Solo dopo aver eseguito questa particolare valutazione, il nostro Centro fisioterapico procederà con la terapia più adeguata sia per combattere il dolore e la rigidità sia per intervenire su eventuali deficit posturali.

I trattamenti strumentali d’elezione per intervenire su dolore e infiammazione sono:

I trattamenti fisici migliori per riposizionare le faccette articolari attraverso il movimento e la mobilizzazione del terapista allo scopo di ripristinare la funzionalità articolare e muscolare sono:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata in grado di eseguire manipolazioni vertebrali mirate;
  • Massoterapia;
  • Manipolazione miofasciale dei trigger point;
  • Kinesio taping;
  • Esercizi terapeutici (stretching, mobilizzazione, esercizi eccentrici e isometrici, rinforzo muscolare, ginnastica posturale, rieducazione propriocettiva).

L’importanza della Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres

Nella maggioranza dei casi, gli esercizi terapeutici sono determinanti per migliorare i sintomi rallentando l’evoluzione della lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari al pari della Rieducazione Posturale Globale.

L’abbiamo visto: i deficit posturali sono tra i maggiori fattori di rischio anche per questa patologia.

L’Esame Baropodometrico serve a verificare la condizione posturale complessiva del paziente. Se necessario, sarà importante seguire un percorso unico nel suo genere: la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres. Si tratta di un metodo in grado di riequilibrare la colonna vertebrale nel suo complesso, di recuperare del tutto la postura. Migliora l’elasticità dei muscoli e la fluidità del movimento e consente di evitare recidive.

Trattamento di Neurotomia percutanea in Radiofrequenza

Nei casi più gravi di lombalgia causata dall’artrosi delle faccette articolari, si può intervenire attraverso un trattamento mini-invasivo di ablazione con elettrodi a Radiofrequenza per denervare le faccette stesse. In tal modo, verrà interrotta la trasmissione del segnale doloroso al cervello.

Si esegue come il blocco diagnostico con la differenza che, al posto dell’anestetico locale, viene inviata energia in grado di creare una lesione a calore della fibra nervosa per impedirle di trasmettere il dolore.

Si procederà con il trattamento di Neurotomia percutanea in Radiofrequenza della branca posteriore del nervo spinale per devitalizzare la faccetta compromessa. Attraverso questo intervento (della durata di 25-30 minuti) eseguito in anestesia locale sotto guida radiologica, gli stimoli dolorosi generati dalle faccette articolari saranno bloccati.

Se eseguito correttamente, l’intervento mini invasivo non presenta effetti avversi e può portare alla riduzione o scomparsa del dolore per diverso tempo (tra i 6 e i 48 mesi). In caso di recidiva, potrà essere ripetuto.

Considerando le molteplici connessioni nervose, non è possibile denervare completamente le faccette. Viene mantenuto intatto il normale meccanismo protettivo del dolore in caso di movimenti non fisiologici della colonna lombo-sacrale.

Dopo questo trattamento, il dolore si riduce subito del 50% (nel 65-80% dei pazienti). La riduzione del dolore e della contrattura muscolare permetterà al paziente di intraprendere un percorso riabilitativo e rieducativo studiato ad hoc affidandosi alla Fisioterapia d’avanguardia.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres   Guarda il profilo completo

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