Tallonite: che cos’è?

 

 Con il termine Tallonite si indica un dolore riferito al tallone o calcagno.

Il termine tallonite è un termine alquanto generico poichè dovremmo parlare nello specifico di un problema di tipo osseo, muscolare, tendineo o fasciale.

L’ infiammazione del calcagno è una problematica abbastanza fequente che colpisci sia gli uomini che le donne dai 40 anni in poi.

 

Qual’è la causa della Tallonite?

 

tallonite

 

La causa di infiammazione del tallone è da ricercare in un evento di tipo traumatico, nel sovrappeso o di tipo muscolare/posturale.

Un trauma diretto nella regione calcaneare può dare inizio ad un infiammazione locale.

Un trauma alla caviglia come una distorsione può creare dei blocchi articolari di micromovimento che nel tempo e nei mesi successivi possono provocare un’infiammazione secondaria al tallone per un inadeguato appoggio podalico o di deambulazione.

Un problema di tipo muscolo-tendineo a carico della pianta del piede e del tricipite surale può provare un dolore al tallone.

Sia il tricipite surale che la fascia plantare si inseriscono sul calcagno e pertanto in qualsiasi infiammazione di questo devono essere essere tenuti in considerazione, testati ed eventualmente trattati.

Una problematica di tipo posturale, un appoggio podalico errato come un piede piatto o un cavismo accentuato del piede possono provocare un dolore al tallone.

Pertanto si intuisce che prima di procedere al trattamento bisognerà eseguire una diagnosi attenta e scrupolosa per ottenere dalle terapie mediche o fisioterapie  risultati sperati.

 

Come si diagnostica?

 

La diagnosi di Tallonite si ottiene tramite un esame principalmente clinico.

Il medico oltre all’anamnesi ove chiederà al paziente insorgenza del dolore al tallone ed eventuali traumi pregressi eseguirà delle digitopressione dell’area interessata da dolore e valuterà la tenuta dell’articolazione, i movimenti di flessione estensione e inversione eversione per annotare eventuali blocchi articolari, valuterà il tendine di achille e la fascia plantare.

 

 

Gli esami strumentali più richiesti sono l’ecografia e la radiografia.

L’ecografia permetterà di vedere eventuali problematiche a carico dei tendini e delle borse retro e sotto calcaneari mentre la radiografia evidenziare eventuali fratture da stress o presenza di esostosi benigne(spina calcaneare) a carico del tallone o calcificazioni del tendine d’achille.

Quindi la diagnosi potrà optare per tre tipologie di talloniti:

 

Di fondamentale importanza, in una diagnosi completa, è l’esame baropodometrico che consente di valutare l’appoggio podalico bilateralmente, i carichi pressori e il baricentro e viene eseguito sia da fermo cioè in statica che durante il movimento quindi in dinamica.

Nei successivi paragrafi lascieremo in sospeso il discorso riguarante le fratture da stress che  meritano un trattamento di tipo Medico, di riposo totale dall’attività sportiva.

 

Quali sono i sintomi?

 

I sintomi della Tallonite sono il dolore nella regione inferiore del tallone, rossore locale, gonfiore.

Spessissimo che soffre di fascite plantare o spina calcaneare ha difficoltà a compiere i primi passi a causa dell’infiammazione locale e della eccessiva retrazione muscolare della pianta del piede e dei muscoli polpacci.

Possono comparire inoltre dolore notturno anche a riposo a letto e spasmi muscolari.

 

Quale terapia farmacologia seguire?

 

Dopo l’accurata diagnosi medica potranno essere prescritti farmaci a base di cortisone o Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei.

Nel caso in cui l’infiammazione sia in uno stato acuto il Medico potrà optare per un’infiltrazione di Cortisone tenendo conto dei rischi che il paziente potrà correre dopo tale trattamento.

Il cortisone se fatto in dosi massive può arrecare danno ai tessuti quali tendini, cartilagine e legamenti.

Pertanto deve esserci sempre cautela nell’esecuzione di un trattamento locale cortisonico favorendo invece trattamenti che anno un benefico a lungo termine per il paziente e soprattutto risolutivo della causa.

 

 

Quali sono i rimedi naturali?

 

I rimedi naturali che si possono usare in caso di tallonite sono la crioterapia, le pomate a base di antinfiammatorio da applicare localmente come dicloreum o voltaren e impacchi di arnica.

Abbiamo scritto una Guida per i Rimedi per la Tallonite.

Gli impacchi di ghiaccio daranno un sollievo immediato dal dolore per il loro potere antalgico-sedativo e potranno essere fatti più volte durante il giorno per un massimo di 15 minuti.

Gli impacchi verranno applicati una volta al giorno mentre le pomate potranno essere passate due volte al giorno massaggiando fino all’assorbimento la pomata.

Nel caso in cui non vi sia un grave deficit del piede si possono utilizzare dei plantari preconfezionati.

 

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Qual’è la migliore terapia?

 

 

 

Esistono vari strumenti di terapia fisica strumentale che possono essere utilizzati in caso di infiammazione del tallone.

Verranno scelti e prescritti in base allo stato infiammatorio e alla causa della Patologia.

La Laserterapia Antalgica Yag o la Tecarterapia potranno essere richiesti ed eseguiti in caso di infiammazione acuta per lenire il dolore e l’infiammazione.

Verranno eseguiti da un Fisioterapista in modo focalondeizzato nella zona colpita dal dolore.

Particolarità del laser yag è quella di lavorare con un frequenza e modalità di emissione chiamata e quadro c unica nel suo genere che garantisce una riduzione del dolore in solo 3 minuti di terapia.

La tecar invece sfrutta l’energia endogena prodotta quindi tramite il nostro corpo e favorendo la rigenerazione cellulare e dei tessuti. Questo particolare strumento consente all’operatore di eseguire un trattamento manipolativo manuale a livello del tricipite surale e della pianta oltre che delle articolazione del piede durante l’esecuzione della terapia strumentale per potenziare ed amplificare i risultati terapeutici.

La terapia di Elezione in caso di Tallonite sia in caso di Fascite con o senza sperone calcaneare o di infiammazione traumatica risulta essere le onde d’urto.

Questo strumento permette un’ossigenazione dei tessuti infiammati, un azione decontratturante sui muscoli contratti e rigidi, un effetto antalgico e antinfiammatorio della zona colpita da dolore e soprattutto un fenomeno chiamato neoangiogenesi ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni nella zona di erogazione del trattamento.

Verranno eseguite circa 5/6 sedute distanziate di almeno 48/72 ore. Il ciclo potrà essere ripetuto se il caso lo ritiene necessario a distanza di circa 15 giorni dalla fine del primo ciclo.

Superata la fase algica e infiammatoria, se dalla valutazione e dalla diagnosi Medica e dalla Valutazione Fisiotrapica/Posturale dovessero esserci cause di tipo posturale, verrà eseguito un lavoro manipolativo delle regioni disfunzionali oltre che un riequilibrio posturale secondo la tecnica Mezieres.

 

Quali esercizi eseguire a casa?

 

Gli esercizi da eseguire a casa saranno di fondamentale importanza nel piano di cura poichè favoriranno la rigenerazione tessutale oltre a migliorare l’elasticità e la forza muscolare e tendinea e dovranno essere eseguiti sia durante la fase di terapia strumentale che dopo per mantenere i risultati ottenuti e stabilizzarli.

Dovranno essere eseguiti almeno due volte al giorno e soprattutto a freddo laddove vi è un reale allungamento muscolare.

Gli esercizi proposti saranno:

  • stretching della pianta del piede
  • stretching dei gastrocnemi a ginocchio flesso e poi esteso
  • auto massaggio con una pallina da tennis della pianta del piede
  • allungamento dei muscoli femorali
  • esercizi eccentrici di pianta e tricipite con elastici

 

Ecco un video di alcuni esercizi utili

 

 

Sono sconsigliati nelle fase acuta e potranno essere eseguiti dopo 7/10 giorni dall’ inizio dell’infiammazione.

 

I plantari funzionano?

 

I plantari rappresentano un’ottimo aiuto nel caso in cui vi sia una problematica importante del piede come il cavismo accentuato, piede piatto, calcagno valgo. I plantari non vanno però ad eliminare l’infiammazione ma migliorano l’appoggio podalico ridistribuendo i carichi in modo fisiologico e pertanto potranno essere utili sia nella fase di cura della problematica e soprattutto nella fase di prevenzione di recidive.

Molto utili nella fase acuta saranno le talloniere in gel o in silicone per diminuire il carico sul calcagno e favorire il trattamento fisioterapico/medio.

 

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Passata la fase acuta e dolorosa verrà eseguito quindi un esame Baropodometrico , una valutazione Podo-posturale e se il caso lo ritiene necessario verrà presa un’impronta con shiuma fenolica per la realizzazione di un ortesi plantare su misura.

 

plantari su misura

 

In quanto tempo si guarisce?

 

Se il paziente riceve una diagnosi chiara, precisa e precoce la risoluzione di un’infiammazione al tallone dura al massimo 30 giorni. Vi sono casi in cui il paziente arriva dopo 3/4 mesi di dolore dal medico e quindi vi sia instaurata una patologia cronica ci possono volere fino a 2 anni per la guarigione totale. Con gli strumenti d’avanguardia di cui disponiamo e con una diagnosi certa i tempi di recupero si riducono notevolmente.

 

Può infiammarsi nuovamente?

 

Si assolutamente se non curata adeguatamente la tallonite può andare incontro a recidiva e pertanto è bene seguire l’iter riabilitativo per escludere e ridurre al minimo le recidive.

Eseguire costantemente gli esercizi consigliati mantendendo la muscolatura e i tendini elastici e osservando l’utilizzo del plantare laddove sia necessario eseguendo dei controlli di questo ogni 6 mesi per eventuali correzioni o sostituzioni degli stessi.

 

Da noi la Prima Valutazione è Gratuita. Prenota allo 0813419278.

Consiglio la lettura dell’articolo: Rimedi per la Tallonite.

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