Pubalgia

Pubalgia

Cos’è la Pubalgia?

Con il termine pubalgia si intende definire un dolore a livello del pube, del basso addome e/o nella regione adduttoria.

In realtà il termine pubalgia è alquanto generico poichè le cause di tale sindrome sono molteplici e proprio per questo motivo effettuare una diagnosi e una cura efficace risulta fondamentale per risolvere tale problematica, talvolta invalidante quando colpisce sportivi agonisti.

In questo articolo andremo ad evidenziare le principali cause della sindrome pubalgica, come diagnosticarla e come curarla.

Quali sono i sintomi Pubalgia?

Il sintomo della pubalgia principale è rappresentato dal dolore in sede retto-adduttoria e un dolore all’inguine.

Tale dolore può comparire a riposo, durante uno o più movimenti, dare dolore al testicolo.

I movimenti che evocano dolore sono la flessione del tronco da supino quando si attivano i muscoli anteriori ( addominali) e i movimenti di intra-extra rotazione dell’ anca o di adduzione e abduzione d’anca.

Quando il dolore è presente la notte o a riposo bisogna indagare a livello viscerale e potrebbe esserci un’infiammazione in atto. Bisogna inoltre differenziare anche questi sintomi con la coxartrosi.

Quali sono le cause della pubalgia?

Le cause di Pubalgia come detto precedentemente sono molteplici circa 70 ma il più delle volte si tratta di una problematica da sovraccarico funzionale.

Colpisce principalmente gli sportivi quali calciatori, ciclisti, tennisti i quali sollecitano la regione retto-adduttoria con movimenti ripetuti e protratti nel tempo causando un’ infiammazione e un accorciamento muscolare e tendineo eccessivo.

problemi di pubalgia

Gli uomini sono più colpite delle donne che possono avere dei problemi di pubalgia dopo il parto a causa della dilatazione del bacino e quindi dell’osso pubico e tessuti annessi per consentire la fuoriuscita del nascituro.

Le principali cause sono uno squilibrio eccessivo tra i muscoli adduttori e addominali, deficit posturali quali intrarotazione femorale, antiversione di bacino o un deficit viscerale.

Un trauma come una caduta su un arto crea una disfunzione del bacino che altera il movimento dell’ilio, dell’osso sacro e del pube.

Una problematica a carico del colon crea una tensione eccessiva nella regione addominale che può provocare dolore in sede retto-adduttoria.

Pertanto nella cura di tale sindrome risulta fondamentale la cura si del sintomo ma valutare il paziente nella sua globalità.

Come si diagnostica?

La diagnosi di pubalgia è di tipo clinico obiettivo e prevede test ortopedici di mobilità articolare, di attivazione muscolare e di forza oltre che digito palpazione dell’area interessata da infiammazione.

Molto spesso il dolore è causato da un infiammazione del tendine adduttore e questo può essere riscontro tramite una semplice ecografia muscolo tendinea.

C’è da sottolineare che esistono vari gradi di pubalgia:

  • 0 grado: dolore quasi assente che compare dopo uno sforzo eccessivo e va via con il riposo e col passare dei giorni;
  • 1 grado : dolore presente durante l’attività agonistica e che va via anch’esso con il riposo funzionale;
  • 2 grado dolore presente durante e dopo l’attività sportiva, durante la deambulazione, durante movimenti come sopra descritti
  • 3 grado: infiammazione cronica dei tendini che talvolta sono affetti da calcificazioni inserzionali, il dolore è sempre presente sia a riposo che durante il movimento, i farmaci non hanno alcun effetto.

Come detto precedentemente la diagnosi risulta fondamentale e pertanto dopo l’accurata diagnosi medica è importante una valutazione da parte di un esperto terapeuta che abbia conoscenza in ambito posturale e osteopatico.

Il terapeuta esperto deve valutare le curve di lordosi e cifosi, gli angoli di valgismo e varismo e valutare singolarmente il movimento di tutte le articolazioni dell’arto inferiore partendo dal piede, passando per ginocchio e anca e valutando la mobilità del pube, dell’osso sacro e dell’ ilio, valutare l’eleasticità dei muscoli adduttori , addominali flessori d’anca(ileo-psoas) e se questi sono soggetti a contrattura.

La differenza nella cura di tale sindrome fastidiosa la fa proprio la valutazione globale del paziente.

La causa di un dolore quasi mai è dove lo si avverte.

Cura Pubalgia : fisioterapia e riabilitaizone.

La Pubalgia cura prevede l’utilizzo di tecniche strumentali e manuali.

La terapia fisica strumentale prevede applicazione che mirano a ridurre dolore, infiammazione, contratture e eventuali calcificazioni tendinee inserzionali.

Gli strumenti più indicati in tale situazione sono la laserterapia , la tecarterapia e le onde d’urto.

La laserterapia e la tecarterapia sono utilizzate in una prima fase laddove vi sia un grado 0 o grado 1 mentre le onde d’urto sono molto indicate in caso di calcificazioni o in presenza di un infiammazione cronica (tendinosi).

La fase di terapia manuale prevede, dopo un accurata valutazione, la manipolazione articolare e muscolare dei tessuti interessati da disfunzione per migliorare il dolore, la mobilità articolare, ridurre le tensioni e contratture, migliorare la forza muscolare.

Molto importante risulta essere il metodo di rieducazione posturale mezieres per riequilibrare la muscolatura posteriore e anteriore sia nella fase di cura che nella fase di prevenzione della pubalgia.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine Tsrm Na Ce Be Av Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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