Polsi Rotti

Polsi-rotti

Polsi Rotti? Cosa sono?

I polsi rotti sono l’effetto di una frattura localizzata  il più delle volte sulla parte terminale del radio, un osso situato nell’avambraccio che insieme alle ossa del polso da vita all’articolazione radio-carpica.

Causa del polso rotto

Il meccanismo patogenetico che risulta maggiormente responsabile dei polsi rotti è il trauma indiretto, ossia per una caduta sul palmo della mano atteggiata a difesa, in estensione.
 
Durante una caduta, infatti, per via riflessa si tende a cadere proprio sui palmi delle mani per proteggere il volto;  se si aggiungono fattori come l’età avanzata, obesità e/o osteoporosi, sarà molto facile avere come risultato i polsi rotti.
 
Quando il frammento di frattura si sposta dalla sua normale sede anatomica, i polsi rotti daranno vita ad una deformità, cioè un disallineamento tra mano e avambraccio.
 
Se il frammento si sposta dorsalmente, dando come risultato una deformità definita “a dorso di forchetta”, si parla di frattura di Colles, se invece lo spostamento avviene in senso inverso si parlerà di frattura di Goyrand.
 
In casi molto rari le ossa del polso vanno incontro ad una frattura, mentre con maggiore frequenza avvengono fratture delle ossa della mano.

Sintomi dei polsi rotti

I sintomi dei polsi rotti corrispondono a quelli generici delle fratture, cioè dolore spontaneo accentuato alla pressione, gonfiore del polso e limitazione dei movimenti.
 
DIAGNOSI
 
Dopo un attento esame obiettivo eseguito clinicamente, la diagnosi è appurata da un’indagine radiografica, che consente di osservare la presenza e l’eventuale localizzazione, estensione e gravità della rima di frattura, oltre che di preventivare la scelta di trattamento più idonea.
 
TRATTAMENTO
Di solito si opta per un trattamento non chirurgico, ove si riallineano i frammenti di frattura e in seguito si procede con una  immobilizzazione con gesso.
 
Se la frattura è molto scomposta, cioè non è possibile riposizionare i frammenti per via esterna, si effettua un intervento chirurgico (con fili di kirschner, fissatore esterno o placca e viti), seguito comunque da immobilizzazione con apparecchio gessato per circa 30-35 giorni.
 
Il trattamento fisioterapico per i polsi rotti prevede una prima fase, che mira a ridurre il gonfiore e a controllare il dolore, attraverso un drenaggio linfatico, l’applicazione di bendaggi e kinesiotaping , la crioteterapia e l’applicazione di magnetoterapia per velocizzare la consolidazione della frattura. 
Successivamente, l’obiettivo sarà quello di ripristinare la corretta funzionalità del polso, delle dita e della mano attraverso una rieducazione che comprenderà esercizi di mobilizzazione, rinforzo, propriocezione e di manipolazione e prensione degli oggetti.
L’intento del trattamento fisioterapico sarà quello di riportare il paziente alle sue normali condizioni di vita anche nello svolgere le attività della vita quotidiana. 

Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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