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Pldd laser in Italia per ernia discale: intervista allo specialista Dott Walter Starace

pldd ernia

“Applicazione del Laser” La tecnica laser percutanea di decompressione discale rappresenta una stimolante alternativa mininvasiva, specialmente nei casi di ernia lombare resistenti ai trattamenti standard. Di questo si parlerà al Congresso Internazionale Laser Florence di novembre.

In questo contesto, abbiamo intervistato il Dottor Walter Starace, esperto nel campo della decompressione discale mediante laser, per approfondire la sua prospettiva sulla tecnica PLDD.

Dottor Starace, potrebbe fornirci una panoramica generale sulla Tecnica Laser PLDD?

La tecnica laser percutanea di decompressione discale, o PLDD, rappresenta una modalità chirurgica percutanea finalizzata al trattamento di protrusioni ed ernie discali contenute. Ideata negli Stati Uniti nei primi anni ’80 dal Professor Daniel S.J. Choy.

Come si svolge concretamente la procedura PLDD?

La PLDD è una procedura mininvasiva, della durata approssimativa di 30-40 minuti, eseguita in anestesia locale. Durante l’intervento, si utilizza l’energia del laser per vaporizzare una porzione minima del nucleo polposo del disco vertebrale, agendo sull’acqua in esso contenuta. Questo processo permette di liberare la pressione esercitata dall’ernia sul nervo, senza mirare alla completa scomparsa anatomica dell’ernia, ma piuttosto alla decompressione delle strutture radicolari adiacenti.

Quali sono le indicazioni e le controindicazioni della PLDD?

Le indicazioni primarie per la PLDD seguono le linee guida delle tecniche tradizionali. Tuttavia, la PLDD può essere applicata in un’ampia percentuale di ernie, fino al 50%, escludendo pazienti con infezioni attive, comorbidità o tumori nelle vicinanze dell’ernia. Controindicazioni includono ernie calcificate, malattie ematologiche emorragiche, emangioma dei corpi vertebrali adiacenti, stenosi del canale vertebrale, e dischi degenerati con presenza di bolle d’aria.

Quali sono i vantaggi per il paziente che sceglie la PLDD rispetto alle tecniche tradizionali?

La PLDD offre diversi vantaggi rispetto alle tecniche ortopediche e di microneurochirurgia tradizionali. Grazie all’utilizzo di un sottile ago e della fibra laser, la procedura minimizza lo scollamento dei muscoli e la rimozione di strutture ossee e ligamentose. Ciò riduce i rischi di complicanze e conserva le strutture vertebrali. Inoltre, la PLDD comporta una minore formazione di aderenze periradicolari, minor dolore post-operatorio e una rapida mobilizzazione del paziente.

Infine, il paziente può ritornare alle sue attività quotidiane in tempi variabili tra 15 e 30 giorni, a seconda delle indicazioni specifiche e delle non indicazioni alla PLDD. La procedura, richiedendo un’anestesia locale, può essere considerata anche per pazienti con comorbidità che renderebbero sconsigliabile un intervento in anestesia generale.

In conclusione, la PLDD si configura come una valida opzione terapeutica per pazienti con ernie lombari, offrendo benefici significativi in termini di mininvasività e recupero post-operatorio.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo  Prenota una consulenza online