Lombalgia: sintomi e cura

 

 

La Lombalgia, può rappresentare il campanello di allarme di alcune patologie, più o meno gravi. È fondamentale scoprire le cause del dolore lombare per poter intervenire in modo mirato ed efficace. Scopriamo di più in merito.

 

 

Breve anatomia lombare

 

Per poter capire le cause e i meccanismi che si nascondono dietro ad una lombalgia è importante conoscere gli elementi anatomici di questa regione.

 

Il tratto lombare della colonna vertebrale si compone di:

– 5 vertebre lombari,con funzione di sostegno,

– 6 dischi intervertebrali, posti tra una vertebra e l’altra e sono composti da una parte centrale gelatinosa deformabile e da una parte esterna chiamata anello fibroso, che funge da involucro.

 

-Midollo spinale e nervi,che decorrono all’interno del canale vertebrale formato dalle articolazioni posteriori delle vertebre

-Legamenti, legamenti tra una singola vertebra e l’altra e i legamenti comuni a tutte le vertebre della colonna, importantissimo è il legamento longitudinale posteriore che abbraccia tutte le vertebre dall’interno del canale vertebrale rinforzandolo, e poi abbiamo il legamento longitudinale anteriore che decorre all’esterno del canale, lungo tutta la colonna vertebrale.

-Muscoli, contraendosi permettono alla colonna lombare di compiere importanti movimenti sia di flesso-estensione che di inclinazione e rotazione laterale

 

Nei referti radiografici una problematica a carico di una vertebre,di un disco o di una radice nervosa, viene indicata grazie ad una numerazione delle vertebre, accompagnate dalla lettera L(che sta per lombare), quindi L1, L2,L3,L4,L5, (es. per indicare una protrusione tra la  quarta e la quinta vertebra lombare, troveremo nel referto protrusione L4-L5)

 

Guardando lateralmente la colonna lombare possiamo osservare una fisiologica curva in avanti, questa curva prende il nome di lordosi lombare.

Un’ alterazione di questa curva come un accentuazione(iperlordosi) o una diminuzione (rettilinizzazione) può comportare non pochi problemi che approfondiremo nel corso dell’articolo.

 

 

 

Cos’è una Lombalgia?

 

Per definizione la lombalgia è un termine generico che indica un dolore nella zona lombare o mal di schiena, quindi nella parte finale della schiena.

Possiamo affermare che, tale zona, rappresenta la parte soggetta a maggiore stress, in quanto sostiene l’intera colonna quindi un maggiore carico, e per questo soggetta anche a più usura.

 

Infatti i dati ISTAT parlano chiaro, in Italia circa l’80% della popolazione adulta, precisamente tra la terza e la quinta decade, è stata colpita da almeno un episodio di lombalgia, pertanto questa patologia è seconda solo ai disturbi di tipo respiratorio come causa di assenteismo sul lavoro.

 

Le lombalgie si possono presentare in forma acuta o cronica e comparire progressivamente o bruscamente. In quest’ultimo caso il dolore è generalmente conseguenza di un improvviso movimento di estensione del tronco (caratteristica della lombalgia acuta, che compare nell’atto di sollevare un peso da terra)

 

 

Quali sono le cause principali che comportano una Lombalgia?

 

ernia lombare

 

Esistono una moltitudine di patologie che possono determinare un dolore nella regione lombare, quindi una lombalgia.

Tra queste le cause più frequenti sono:

 

  • Traumi diretti, come incidenti o cadute che possono comportare fratture vertebrali o più semplicemente contratture dei muscoli lombari e scatenare una lombalgia di tipo acuto

 

  • Artrosi,ovverol’usura e la degenerazione a carico delle vertebre lombari, in questo caso i movimenti causano dolore e risultano essere difficoltosi. Questa è una lombalgia di tipo cronico legata spesso all’età anche se si può riscontrare in soggetti più giovani con turbe della postura.

 

  • Alterazioni della lordosi lombare, un alterazione di questa curva fisiologica, che si tratti di un iperlordosi (accentuazione) o di un ipolordosi (diminuzione della curva) comporta dei sovraccarichi funzionali dei dischi e delle vertebre che vanno incontro ad infiammazioni e ad una maggiore usura.

 

  • Ernie e protrusioni discali, In particolari condizioni di sollecitazioni meccaniche, il nucleo polposo può rompere l’anello fibroso e sgusciare dalla sua sede di origine, oppure in caso di protrusione, il nucleo polposo non fuoriesce, ma l’anello fibroso indebolito inizia a deformarsi e a dare cenni di instabilità. In questi casi la sintomatologia dolorosa può arrivare a livelli molto intensi ed invalidanti, specialmente in presenza di compressioni a carico delle radici nervose del plesso lombare.
  • Stenosi spinale,è una patologia a carico del canale vertebrale che subisce un restringimento, questa condizione comporta la compressione del materiale presente all’interno del canale, quindi del midollo, dal quale si diramano le radici nervose. La stenosi a livello lombare ha come effetto principale un dolore localizzato alla zona lombare, con possibile irradiazione agli arti inferiori e alterazioni della sensibilità.

 

  • Gravidanza, la lombalgia è tre volte più frequente nelle donne in gravidanza rispetto a quelle non gravide di pari età. Ovviamente il motivo risiede nell’aumento di peso localizzato nella zona addominale, la donna per sostenere tale peso senza cadere in avanti assumerà un atteggiamento in iperlordosi, sovraccaricando l’intero tratto lombare.

 

  • Posture scorrette, spesso adottiamo posture scorrette e non ce ne rendiamo conto, al lavoro sedute con la schiena eccessivamente inarcata o nel caso delle commesse che stanno tante ore in piedi sforzando la zona lombare. Anche chi ha la scoliosi è soggetto ad incombere in dolori lombari, chi ha problemi nell’appoggio podalico può soffrire di mal di schiena, in quest’ultimo caso sarà opportuno effettuare un esame baropodometrico.

 

 

Tutte le attività anche i movimenti più semplici, effettuati con una postura sbagliata, aumentano il rischio di lombalgia, in quanto il peso del corpo e i relativi carichi non sono ben distribuiti ma si concentrano in determinati punti.

 

Altre cause possibili di lombalgia possono essere:

l’obesità, problemi ai reni, eccessiva attività fisica con continui sforzi a carico della schiena, movimenti rapidi del tronco con conseguenti strappi o distrazioni muscolari, come quelli che facciamo per sollevare qualcosa da terra o nel prendere un bambino in braccio, ciclo mestruale, l’uso di scarpe scomode, lavori sedentari o anche tante ore passate in macchina possono rappresentare una causa o una concausa di lombalgia.

 

Come si può diagnosticare una lombalgia?

 

Più che diagnosticare la lombalgia è importante diagnosticare la causa che ha provocato la lombalgia

La diagnosi va effettuata dal medico specialista,attraverso la raccolta dell’anamnesi di questi pazienti, che ci permette l’acquisizione di elementi importanti come la distribuzione del dolore nel tempo, quindi il ritmo del dolore, la sua localizzazione (se unilaterale, bilaterale, se centrale, lombare basso o alto) e la presenza o meno di irradiazioni. È necessario chiedere al paziente se esistono alcune posizioni o movimenti che esacerbano il dolore.

Importante è l’accurato esame obiettivo che va fatto con il paziente sia in decubito prono che supino, dove verranno effettuati test muscolari e alcune manovre ortopediche,come la manovra di Lasègue,la sua positività può essere indice di protrusione, ernia discale o di una compressione del nervo sciatico.

L’esame obiettivo continua con il paziente in stazione eretta dove generalmente è apprezzabile sia all’osservazione che alla palpazione una contrattura della muscolatura paravertebrale, semprein stazione eretta va valutata la presenza di posture antalgiche ovvero la posizione e gli atteggiamenti del corpo che il paziente assume per non sentire dolore (questi a lungo andare comportano squilibri posturali significativi).

Dopo la visita lo specialista, se lo ritiene necessario, può indirizzare il pazienteverso esami strumentali specifici, come la radiografia, la risonanza magnetica o la Tac, per confermare ladiagnosi.

Solo quando il medico sarà certo della sua diagnosi potrà prescrivere una cura farmacologica e un percorso di tipo fisioterapico valido.

 

In caso di lombalgia è sufficiente la cura farmacologica?

 

 

La cura farmacologica mira ad alleviare i sintomi dolorosi, per cui cura solo ed esclusivamente i sintomi e non la causa della lombalgia.

Chiarito ciò,i farmaci prescritti dai medici vi aiuteranno a ridurre il dolore e l’infiammazione, quindi hanno la loro importanza, ma non sono sufficienti alla risoluzione definitiva del problema.

Generalmente il medico prescrive dei cicli di antinfiammatori per un massimo di 2 settimane, nei casi più gravi arriverà ad integrare le iniezioni di cortisone e antinfiammatori.

 

Sono utili le pomate e i cerotti antinfiammatori?

 

Certo, possono dare un sollievo e alleviare in modo blando la sintomatologia dolorosa, quelli più utilizzati sono il Dicloreum, il Thermacare e il Fastum.

 

Attenzione ai cerotti autoriscaldanti, possono aumentare la sintomatologia dolorosa, specialmente se c’è un interessamento delle radici nervose, mi sento di consigliarli solo per le lombalgie dovute alla semplice contrattura muscolare, in quanto sprigionando un calore intenso possono giovare alla rigidità muscolare.

 

 

Quale trattamento Fisioterapico è più efficace in caso di Lombalgia?

 

Non esiste un trattamento fisioterapico più efficace, esiste un ragionamento clinico attraverso il quale si determinano le azioni più idonee a favorire il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi:

 

  • Alleviare la sintomatologia dolorosa
  • Favorire la guarigione dei tessuti lesionati
  • Ridurre la contrattura e la rigidità muscolare
  • Ripristinare la normale articolarità e la corretta biomeccanica del rachide e la funzionalità muscolare
  • Insegnare al paziente le regole da seguire per prevenire le recidive
  • Ritorno alle normali attività quotidiane e lavorative

 

 

 

 

Per poter raggiungere i primi obiettivi del trattamento, quindi alleviare il dolore e la contrattura muscolare si ricorre a terapie strumentali altamente performanti, come la tecarterapia e la laserterapia yag, che hanno un effetto antinfiammatorio,stimolano la rigenerazione tissutale attraverso la vascolarizzazione e l’ossigenazione dei tessuti danneggiati.

La terapia manuale può risultare efficace per ridurre il dolore e ripristinare l’articolarità a livello del rachide lombare.

 

Importantissimo è intraprendere un percorso di rieducazione posturale globale, che ci permette di riequilibrare non solo il segmento colpito ma l’intera colonna vertebrale, in questo modo andremo ad eliminare i sovraccarichi ed alleviare le tensioni a livello discale e nervoso.

 

Per rieducazione posturale non intendo certo sedute di gruppo,pilates e altre cose simili, che non voglio assolutamente sminuire, anzi addirittura li consiglio nei modi e nei tempi opportuni, ma solo dopo aver intrapreso e portato a termine un percorso posturale individuale, adattato alle singoleproblematicità e alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.

 

 

 

 

Articolo a cura della Dott.ssa Di Carluccio Anna, Fisioterapista Ryakos Center

 

 

 

 

 

 

1Comment