L’importanza della collaborazione tra le figure sanitarie

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Perché i professionisti sanitari devono collaborare?

A partire dal 2013, in Italia è avanzato il concetto degli “ospedali orientati al paziente”, organizzati e strutturati con un’equipe non soltanto professionale ma multidisciplinare in termini sia diagnostici sia terapeutici. Perché i professionisti sanitari devono collaborare? Una prima, veloce risposta a questo quesito è: “l’unico scopo deve essere il completo benessere e la salute del paziente”.

Un lavoro d’equipe efficiente che punti sulla soluzione dei problemi di salute delle persone: questo significa lavoro multidisciplinare. E’ un concetto semplice e ormai consolidato, eppure ancora esistono professionisti sanitari che pensano di avere il primato e l’unicità della cura di un paziente. Questa idea, ormai superata, poteva andar bene fino alla fine degli anni Settanta, quando ha iniziato a dare i primi segnali di crisi.

L’importanza del lavoro multidisciplinare

Organizzazione multiprofessionale: è questo lo strumento vincente per integrare le competenze, le conoscenze e le abilità di ogni figura professionale al solo scopo di ottenere migliori risultati per la cura del paziente. Questo vale sia in fase di diagnosi (cartella clinica integrata) per raccogliere in un unico documento tutte le informazioni utili nel percorso di cura e assistenza del paziente sia in fase terapeutica.

L’equipe multiprofessionale può coinvolgere qualsiasi professionista sanitario: medico, infermiere, tecnico di radiologia o di laboratorio, dietista, osteopata, psicologo, fisioterapista, chirurgo, ortopedico, cardiologo, logopedista, psicologo, ostetrica, ecc.

L’attività integrata di ognuno di questi operatori sanitari può creare un lavoro di equipe vincente indirizzato verso un unico scopo. Che si tratti di cura, ricerca, attività scientifica o professionale, il contributo di ogni singolo operatore sanitario è rivolto verso un unico obiettivo: la salute delle persone.

L’unione dei professionisti sanitari fa la forza del paziente

Il professionista sanitario fornisce servizi di assistenza sanitaria preventiva, curativa, promozionale o riabilitativa nei seguenti settori: medicina, chirurgia, odontoiatria, farmacia, biologia, psicologia, ostetricia e infermieristica.

In base alla Legge 3 gennaio 2018 n. 11, le professioni sanitarie poste sotto la vigilanza del Ministero della Salute, operano nel campo della prevenzione, diagnosi, assistenza, cura e riabilitazione.

Le principali figure sanitarie sono:

  • Medico chirurgo (con o senza specializzazione);
  • Medico odontoiatra;
  • Farmacista;
  • Medico veterinario;
  • Psicologo;
  • Biologo;
  • Chimico.

Fanno parte di un altro gruppo le figure sanitarie assistenziali, riabilitative e tecniche.

I professionisti sanitari assistenziali sono:

  • Infermiere;
  • Infermiere pediatrico.

Le professioni sanitarie riabilitative sono:

  • Fisioterapista;
  • Podologo;
  • Logopedista;
  • Ortottista (assistente di oftalmologia);
  • Tecnico della riabilitazione psichiatrica;
  • Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;
  • Terapista occupazionale;
  • Educatore professionale.

La lista delle professioni sanitarie tecniche è composta da:

  • Tecnico audiometrista;
  • Tecnico sanitario di radiologia medica;
  • Tecnico sanitario di laboratorio biomedico;
  • Igienista dentale;
  • Tecnico sanitario di neurofisiopatologia;
  • Tecnico ortopedico;
  • Tecnico audioprotesista;
  • Dietista;
  • Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

Le professioni sanitarie tecniche della prevenzione si riferiscono, invece, alle figure di:

  • Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro;
  • Assistente sanitario.

Coordinatore delle professioni sanitarie ed altri profili

Esistono altri profili sanitari, di livello non universitario, che rientrano nelle due categorie di:

  • Operatori di interesse sanitario (massofisioterapista, operatore socio sanitario e assistente studio odontoiatrico);
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie (ottico, odontotecnico, puericultrice e massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici).

La legge n. 43/2006 ha istituito la figura di ‘Coordinatore delle professioni sanitarie” che deve conseguire un master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento.

Tutte queste figure professionali riconosciute dal Ministero della Salute possono collaborare tra loro dando ognuno il proprio contributo per ottimizzare il lavoro di prevenzione, cura, riabilitazione ed assistenza del paziente.

Quali sono i vantaggi del lavoro multidisciplinare?

I vantaggi del lavoro multidisciplinare sono numerosi e tutti a favore del paziente:

  • Assistenza migliorata;
  • Processi clinico-assistenziali integrati;
  • Errori e tempi di consultazione ridotti;
  • Strumenti di comunicazione uniformati;
  • Documento unico che raccoglie tutte le informazioni del paziente;
  • Possibilità per tutti gli operatori coinvolti di accedere alle valutazioni ed evoluzioni del processo clinico;
  • Interventi terapeutici ed assistenziali ottimizzati.

L’unione fa la forza per l’equipe multiprofessionale.

Una cartella clinica integrata è tale quando si ha il raggiungimento delle conoscenze relative alla situazione clinico/assistenziale da parte di tutti i professionisti sanitari coinvolti. Tale integrazione scaturisce sia da iniziative individuali sia dall’interazione delle varie conoscenze degli operatori.

Campania: una delle 3 regioni che ha istituito il Garante per il Diritto alla Salute

L’organizzazione multidisciplinare (o, se volete, ‘sinergia sanitaria’) richiede nuove modalità di gestione, organizzazione e sviluppo del personale, sviluppo ed acquisizione di specifiche skill comunicative, relazionali e organizzative. Tutto questo serve a sviluppare un’efficace integrazione tra i vari ruoli, competenze e professionalità. La comunicazione è fondamentale sia nella relazione operatore-utente sia in quella tra operatori: serve a migliorare non solo le competenze ma l’efficienza operativa dell’intera equipe in cui si opera.

In Italia, la Campania vanta professionisti sanitari d’eccellenza ed è all’avanguardia anche riguardo a certe iniziative. E’ recente la notizia (5 marzo 2019) che vede la Campania una delle poche regioni italiane ad aver istituito la figura del Garante per il Diritto alla Salute (istituita nel 2017 con la legge Gelli).

Si tratta di un istituto preposto alla tutela e salvaguardia del diritto alla salute, uno dei diritti fondamentali sancito anche dall’art. 32 della Costituzione. Lombardia, Piemonte e Campania sono le uniche 3 regioni sulle 20 totali ad aver attuato questa legge, seppure abbiano dovuto demandare tale funzione al Difensore Civico Regionale per mancanza di fondi.

Per legge, chiunque può rivolgersi al Garante per denunciare disfunzioni o inefficienze, ma quanti in Italia conoscono la figura del Garante per il Diritto alla Salute? In Italia, questa istituzione viene definita dall’avv. Gabriele Chiariniun’occasione mancata” per quello che potrebbe essere un valido strumento per cittadini ed operatori sanitari.

La Campania, al pari di Piemonte e Lombardia, non si arrende e si dimostra una delle regioni italiane più attente all’organizzazione sanitaria, inclusa la necessità di equipe multidisciplinari tra professionisti sanitari pronti a collaborare tra  loro per due motivi: valorizzare il proprio lavoro individuale e rendere più efficiente l’attività di gruppo al servizio della salute di tutti.

Eccellenze in Campania: la ‘pagella’ dell’Agenas

Nel 2016, attraverso il Piano esiti dell’Agenas, l’Agenzia Nazionale del Ministero della Salute ha messo sotto esame 1.371 ospedali italiani (pubblici e privati) per stilare una mappa della qualità sul nostro sistema sanitario.

Da questa indagine sono risultate aree di eccellenza in Campania.

Ci teniamo ad elencarle di seguito:

  • Monaldi (azienda dei Colli) di Napoli nell’ambito dell’area respiratoria;
  • Cardarelli di Napoli per la chirurgia oncologica;
  • Rummo di Benevento per il settore gravidanza;
  • G. Moscati di Avellino per l’Unità di Oncologia diretta da Cesare Gridelli;
  • San Sebastiano di Caserta per le gravidanze e per l’area del sistema nervoso (neurologia, neurochirurgia e interventistica vascolare);
  • Policlinico Federico II di Napoli per la chirurgia oncologica e le procedure riguardanti il sistema nervoso;
  • Ruggi di Salerno per la rivascolarizzazione degli arti inferiori (arteropatia ostruttiva) e carotidee come pure nei casi di aneurisma dell’aorta addominale.

Eccellenze indiscusse a livello nazionale, aziende ospedaliere consolidate da anni e scuole per le giovani risorse di oggi e domani.


Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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