Ictus Cerebrale

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Ictus cerebrale

Gli accidenti vascolari cerebrali come l’ictus cerebrale sono la terza causa di mortalità dopo i tumori e le patologie cardiovascolari.

L’irrorazione dell’encefalo e supportato da due sistemi arteriosi:

  • Il sistema della carotide anteriore,
  • Il sistema vertebro – basilare posteriore,

che confluenti costituiscono il poligono di Willis.

Il poligono di Willis permette la comunicazione e la possibilità di una supplenza, in presenza di un evento qualsiasi, tra i due emisferi cerebrali e tra i due sistemi carotideo e vertebro – basilare; un danno a carico dei suoi rami possono causare gravi lesioni del tessuto nervoso con conseguente ictus cerebrale.

Una riduzione del flusso sanguigno, impedimento o emoraggia cerebrale può produrre :

  • Infarto cerebrale con la presenza di un ematoma conseguente ad uno stravaso di sangue,
  • Accidente ischemico transitorio (T.I.A.). E’ un episodio cerebrovascolare di natura ischemica, con segni focali reversibili in meno di 24 ore, ma che comunque dà luogo alla costituzione di una lesione.

Cause dell’ Ictus

Alla base di tale evenienza i fattori incidenti sono :

  • Malattie delle arterie di tipo arteriosclerotico con produzione di stenosi
  • Occlusioni trombotiche delle arterie cerebrali
  • Occlusioni emboliche da cardiopatia (emboli)
  • Fattori emodinamici ( squilibripressori, cardiopatie, viscosità ematica, variazione del calibro e delle pervietà delle vie di compenso)
  • Modificazione qualitativa e quantitativa dei fattori della coagulazione del sangue.

Esiti dell’ ictus ischemico

risonanza ictus ischemico

L’ictus cerebrale può avere un esordio improvviso, graduale o intermittente.

Se l’ individuo (specie anziano) presenta sintomi come cefalea, vomito, perdita della memoria, vertigini, difficoltà di parlare, è da prendere in considerazione la presenza di una artreriosclerosi cerebrale.

Nei casi gravi l’ictus, oltre ai su citati sintomi, presenta un quadro neurologico con esiti di emiparesi, emiplegia e afasia a secondo dell’emisfero colpito.

In fase acuta lo stato di coscienza è compromesso variando dallo stato di torpore al coma e quest’ultimo compromette ulteriormente il quadro clinico con disturbo della respirazione, alterazione pressoria e della termoregolazione.

L’ictus cerebrale, inizialmente, si accompagna a incontinenza sfinterica e successivamente a ritenzione vescicole e stipsi.

A livello neurologico vi è la deviazione della testa e degli occhi verso il lato della lesione cerebrale e una caduta della parte inferiore della bocca per deficit della muscolatura, oltrealla presenza di paralisi agli arti superiore ed inferiore di un solo lato del corpo che non riescono a fare alcun movimento o riescono in parte , ma con una riduzione di forza. Tali sintomi sono i segni di una emiplegia ( paralisi completa dei muscoli volontari di una metà del corpo).

Essa si presenta con caratteri di flaccidità, inizialmente, e dopo pochi giorni si instaura la fase spastica.

Caratteristiche dell’ ictus cerebrale

  • Faccia asimmetrica con la bocca tirata dal lato sano e semiaperta dal lato colpito. Nei movimenti la bocca devia dal lato sano e la lingua, se portata fuori, devia dal lato colpito
  • Articolazione della parola e deglutizione sono difficoltose
  • Il lato colpito interessa l’arto superiore e quello inferiore con impossibilità a muoversi; maggiormente colpito è l’arto superiore.

Oltre ad un’indagine diagnostica accurata e una cura farmacologica, il paziente necessita di terapie fisioterapiche.

Cure fisioterapiche dell’ ictus cerebrale

Sotto l’aspetto fisioterapico tale paziente deve essere trattato da subito e la terapie deve vertere sugli arti colpiti in modo passivo e se qualche movimento è ancora possibile attivamente necessita promuoverlo ripetutamente.

I pazienti colpiti da ictus devono alzarzi e muoversi il più presto possibile onde evitare la formazione di piaghe da decubito.

Il fisioterapista può utilizzare il metodo:

Ma oltre alle tecniche fisioterapiche sarà utile la presenza del Terapista Occupazionale quando il paziente farà ritorno a casa.

Sarà cura del Terapista Occupazionale valutare :

  • l’indipendenza residue nelle attività di vita quotidiana
  • la necessità di modificare e/o sostituire le attività attraverso altre tecniche, adattamenti, ausili
  • l’ambiente in cui vive, il tipo di abitazione, vicinato, struttura sociale
  • insegnare i trasferimenti dal letto alla carrozzina o dalla carrozzina alla poltrona elettrica
  • attività lavorativa.

Molto utile in questo caso, ma anche per gli anziani con struttura muscolare ipotonica e disabili di qualsiasi natura, l’utilizzo della poltrona elettrica con diversi movimenti quali :

  • elevazione
  • reclinabile
  • con movimenti simultanei
  • massaggiante.

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Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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