Coronavirus e Fisioterapia

fisioterapia respiratoria

COVID 19: l’importanza della Fisioterapia respiratoria

La riabilitazione respiratoria viene svolta all’interno di un progetto riabilitativo interdisciplinare, che combina in modo integrato l’assistenza medica, infermieristica, la terapia farmacologica, la terapia riabilitativa e il supporto psicologico. Con l’obiettivo:

  1. Aiutare i pazienti affetti da malattie respiratorie croniche
  2. Migliorare il controllo dei sintomi
  3. Miglior svolgimento delle attività di vita quotidiana

Coronavirus e Fisioterapia

All’interno di questa equipe il fisioterapista svolge un ruolo determinante nel percorso di cura del paziente, che richiede una solida preparazione specialistica.

Il fisioterapista respiratorio, quando il quadro clinico lo permette, ripristina un’adeguata funzione respiratoria consentendo un recupero del respiro spontaneo e della ventilazione dalle vie aeree fisiologiche. Altro obiettivo importante della riabilitazione è prevenire i danni da immobilizzazione, attraverso una precoce mobilizzazione dopo e durante l’allettamento prolungato anche nella prospettiva di contribuire a ridurre i tempi di degenza.

«La fisioterapia respiratoria è molto importante anche per ridurre la durata della degenza e quindi liberare più velocemente posti letto e permettere di accogliere altri pazienti, vista la grave carenza di posti letto che abbiamo in questo momento».

Riguardo la riabilitazione respiratoria nei pazienti colpiti dal Covid-19, il 16/03 è stato pubblicato un documento contenete le linee guida condivise dei fisioterapisti italiani firmato da ARIR e AIFI (Associazione dei Riabilitatori dell’insufficienza respiratoria e dei Fisioterapisti Italiani), che contiene tutte le indicazioni operative sul trattamento del Covid-19:

  • prevenzione delle complicanze
  • procedure a rischio di contaminazione
  • procedure da non applicare in fase acuta
  • misure appropriate per la prevenzione

Covid-19

fisioterapia covid

Il Coronavirus Covid-19 produce una polmonite che determina una grave insufficienza respiratoria ipossica, conseguente ad una seria alterazione del rapporto ventilazione-perfusione, che determina nell’infetto una restrizione dei polmoni significativa che necessità di alti flussi di ossigeno per mantenere la saturazione fisiologica nei valori standard.

Riabilitazione del Covid19? Come e dove 

La riabilitazione deve essere effettuata in strutture a norma ed adeguate: il Coronavirus è una patologia che crea un serio deficit dei muscoli respiratori. Per i pazienti che sono stati ricoverati e intubati è consigliata una seconda degenza per un periodo di almeno 2-3 settimane mentre per i pazienti che hanno avuto percorso del Covid meno grave può bastare una-due settimane di riabilitazione. La restante parte di riabilitazione si può fare presso i classici centri di Riabilitazione per almeno un mese.

 Prima fase di Riabilitazione

La prima fase di riabilitazione serve per prevenire le complicanze da allettamento e immobilità, evitare l’aumento del distress respiratorio, evitare le fastidiose manovre di disostruzione bronchiale, l’allenamento allo sforzo, e soprattutto non meno importante evitare la respirazione diaframmatica.

Seconda Fase Riabilitativa

Successivamente, dopo aver svezzato il paziente dalla ventilazione meccanica invasiva o non, la riabilitazione prevedere le seguente tecniche:

  • Rieducazione respiro (sia diaframmatica e non con muscolatura accessoria)
  • Incrementare i volumi polmonari attraverso l’utilizzo di particolari apparecchi
  • Rinforzo e stimolazione dei muscoli respiratori e di tutto il sistema muscolo-scheletrico (allettamento prolungato)
  • Training deambulatorio (considerando la resistenza del paziente)
  • Recupero delle attività di vita quotidiana
  • Allenamento allo sforzo
  • Disostruzione bronchiale (quando è necessaria)
  • Corretta gestione dell’ossigeni terapia (quando è necessaria)

Fisioterapia respiratoria nei pazienti con Coronavirus

fisioterapia respiratoria

Paziente con respiro spontaneo

  • Ossigenoterapia convenzionale
  • High flow nasal oxygenation, dove le cannule nasali siano posizionate perfettamente nelle narici
  • Ventilazione non invasiva, che non sia protratta per più di un’ora per un massimo di una volta

Molto importante nel paziente con respiro spontaneo risulta essere la postura. Bisogna evitare assolutamente la postura scivolata a letto favorendo la posizione seduta o semi-seduta.

Paziente con ventilazione meccanica invasiva

  1. Pronazione è raccomandata almeno 12-16h al giorno da effettuare entro le 72 h dall’intubazione. Questa posizione prevede che il paziente sia posizionato con il lato ventrale verso il basso e il lato dorsale verso l’alto.

I pazienti che rispondono alla posizione prona sono quelli in cui scende a parità di ventilazione l’anidrite carbonica. Vi sono alcuni effetti indesiderati quali:

  • Lesioni del plesso brachiale
  • cattiva posizione del padiglione auricolare
  • La pronazione da interrompere in caso di discesa dell’ossigenazione
  • Lesioni da decubito
  • Edema facciale
  • Danni cornea o congiuntiva
  1. Manovre di reclutamento
  2. Broncoaspirazione: attraverso sistemi di aspirazione a circuito chiuso

Controindicazioni: procedure da non applicare in fase acuta

  • Respirare con il muscolo diaframma
  • Respirare a labbra socchiuse
  • Disostruzione bronchiale (da limitare poichè favorisce il rischio di contaminazione)
  • Utilizzo di spirometria incentivante
  • Mobilizzazioni della gabbia toracica
  • Lavaggi nasali
  • Mobilizzazione in paziente con instabilità clinica
  • Allenamento allo sforzo
  • Allenamento dei muscoli respiratori

Roberto Franzese

Massofisioterapista specializzato in terapia fisica strumentale, nel trattamento delle sindromi dolorose e in rieducazione posturale Mezieres. Iscritto all'Ordine TSRM delle Professioni Sanitarie Guarda il profilo completo    Seguici su Fb      Seguici su Instagram

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