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Come si cura la Cervicobrachialgia?

Cura cervicobrachialgia: risolvi con la Fisioterapia d’avanguardia

Ti hanno diagnosticato la sindrome brachiale e sei in attesa di conoscere il tipo di cura per la cervicobrachialgia più efficace e rapida, in grado di liberarti da dolore e blocco.

Il dolore cervicale (che si irradia alla spalla e al braccio) e i sintomi associati (formicolio alla mano, debolezza muscolare, rigidità e contrattura dei muscoli paracervicali)  li conosci fin troppo bene. Sai che possono dipendere da irritazione o compressione di una radice nervosa a livello del rachide cervicale.

Sai anche che la cervicobrachialgia può manifestarsi a causa di svariate patologie (artrosi cervicale, ernia discale cervicale, ecc.). Fortunatamente, non ti sono stati riscontrati deficit neurologici, radicolopatie o alterazioni strutturali. Hai un’artrosi cervicale curabilissima con la terapia conservativa e un ciclo di Fisioterapia strumentale, manuale e riabilitativa che ti rimetterà a nuovo.

Andiamo subito al sodo e scopriamo insieme come si cura la cervicobrachialgia.

Cura cervicobrachialgia: terapia conservativa

cura cervicobrachialgia

Una volta diagnosticata la cervicobrachialgia, dovrai seguire scrupolosamente i consigli e le prescrizioni dello specialista.

Nella fase acuta, a seconda delle condizioni e della gravità del dolore, il medico potrà prescrivere:

  • Riposo per un breve periodo;
  • Crioterapia (terapia del freddo, applicazione di ghiaccio) alternata a termoterapia (terapia del caldo, bagni caldi);
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), analgesici, miorilassanti (in caso di contratture) o, se il dolore è particolarmente acuto, cortisonici;
  • Infiltrazioni di anestetico locale e cortisone;
  • Utilizzo di un collare cervicale (soprattutto in caso di blocco totale dei movimenti) e di un cuscino cervicale.

Superata la fase acuta, raccomanderà un ciclo di Fisioterapia e Riabilitazione.

Fisioterapia strumentale d’elezione nella cura della cervicobrachialgia

La cura della sindrome brachiale trova nella Fisioterapia un percorso estremamente efficace e risolutivo, soprattutto se il disturbo è muscolare oppure origina dal tessuto connettivo, se il paziente non presenta deficit neurologici, radicolopatie o alterazioni strutturali.

Oltre ad esaminare la diagnosi medica, il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale comprensiva di tutti i principali test. In riferimento alla cervicobrachialgia esistono diversi test: compressione foraminale, compressione di Jackson, compressione in estensione o in flessione, abduzione della spalla (segno di Bakody), test di Spurling.

La valutazione fisioterapica è essenziale per programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Nella prima fase, i trattamenti strumentali d’elezione in grado di apportare benefici immediati su infiammazione e dolore sono:

  • Tecarterapia ad alto indice di efficienza con effetto antinfiammatorio, analgesico, decontratturante, vascolarizzante e rigenerante. Stimola l’energia all’interno dei tessuti rigenerando le cellule colpite dalla patologia. Può essere abbinata alla terapia manuale;
  • Laser Yag ad Alta Potenza, trattamento rapido e molto efficace;
  • Ionoforesi;
  • TENS.

Terapia manuale

osteopata napoli

Superato in gran parte o del tutto il dolore, il Fisioterapista procederà a sbloccare e ripristinare la funzionalità articolare e muscolare attraverso i migliori trattamenti manuali:

  • Massaggi decontratturanti eseguiti dal Massofisioterapista;
  • Terapia manuale osteopatica (manipolazioni dolci, tecniche ad energia miotensiva e cranio-sacrali) che ha lo scopo di liberare i blocchi articolari ed eliminare le contratture;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Esercizi attivi e passivi (allungamenti dei muscoli scaleni, mobilizzazione, decompressione, rinforzo muscolare, ginnastica posturale).

E’ determinante iniziare al più presto gli esercizi terapeutici per recuperare quanto prima il tono muscolare, la mobilità articolare, la forza e l’elasticità muscolare.

Per la cura cervicobrachialgia definitiva, come per ogni disturbo e patologia, è necessario trattare la causa senza limitarsi ai sintomi. Se alla base del problema si riscontra un deficit posturale bisogna combatterlo e vincerlo. Come?

La Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres: la soluzione definitiva

mezieres

Per verificare le condizioni posturali del paziente, bisogna eseguire l’Esame Baropodometrico.

E’ un passo importante perché uno squilibrio posturale, nonostante le migliori cure fisioterapiche, può portare a nuove ricadute.

Se l’Esame Baropodometrico rileva problemi di postura, il Fisioterapista qualificato raccomanderà la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres, un percorso unico, esclusivo, individuale, il migliore in termini di risultati a lungo termine. Va oltre la ginnastica posturale classica e lo stretching.

Eseguendo correttamente la tecnica di respirazione diaframmatica (essenziale durante le sedute), il paziente verrà seguito dallo specialista nell’esecuzione di un graduale allungamento della catena muscolare posteriore. E’ una tecnica di allungamento da mantenere in modo prolungato e duraturo.

Questo percorso correttivo e riabilitativo, terapeutico ma anche preventivo, non si può improvvisare e può essere applicato solo da esperti Mezieristi.

A fine ciclo, il risultato della messa in tensione globale eseguita dalla testa ai piedi sarà un riequilibrio posturale dell’intera colonna, degli arti superiori e inferiori. Addio recidive!

Cura cervicobrachialgia: terapia chirurgica

operazione cervicobrachialgia

Raramente si ricorre all’intervento chirurgico in caso di cervicobrachialgia.

Viene valutata questa possibilità soltanto se il problema non si risolve dopo un anno di trattamenti conservativi e sintomatici inefficaci. Succede in presenza di compressione del midollo spinale, di deficit neurologici di forza e sensibilità agli arti superiori che non migliorano con la terapia farmacologica o di ernia discale cervicale avanzata. L’obiettivo è la decompressione nervosa (nervi spinali cervicali o loro derivazioni passanti per lo stretto toracico).

In base alle condizioni del paziente, il neurochirurgo potrà scegliere tra le seguenti operazioni:

  • Microdiscectomia durante cui rimuove la parte di disco erniata, intervento possibile soltanto se il disco non è degenerato;
  • Artrodesi intersomatica con rimozione del disco intervertebrale (discectomia) e sostituzione con una protesi cervicale artificiale;
  • Unione delle due vertebre, cui consegue la perdita di parte della mobilità della colonna cervicale.

Come prevenire la cervicobrachialgia

Non esiste un rimedio in grado di prevenire al 100% questa patologia.

E’ possibile, però, seguire certe misure precauzionali che possono ridurre il rischio di insorgenza.

Ti consigliamo di:

  • Mantenere una postura corretta in qualsiasi momento della giornata (in posizione eretta, da seduto, ecc.) e anche di notte, utilizzando un cuscino cervicale ergonomico durante il riposo;
  • Evitare la sedentarietà;
  • Praticare regolarmente attività fisica per preservare la colonna vertebrale dall’ernia cervicale;
  • Muovere in modo corretto il corpo, soprattutto durante il sollevamento di pesi (che non devono gravare sulla colonna vertebrale) ed evitare con cura eccessive torsioni della schiena.
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L’ernia del disco non rientra con nessuna tecnica!

Le ernie discali non rientrano con nessuna tecnica : solo la tecnica chirurgica risolve ma…

Per quante leggende metropolitane circolino online e nelle convinzioni di molti, le ernie del disco che siano cervicali, lombari o dorsali non rientrano ne con manipolazioni ne con qualche altra tecnica manuale o strumentale. Soltanto l’intervento chirurgico di rimozione può risolvere il problema. Ci riferiamo solo alle ernie espulse o anche a quelle contenute, estruse, protrusioni? A tutti i tipi di ernia e anche alle protrusioni.

Ripassiamo un po’ di concetti descrivendo le varie tipologie di ernia discale, ma la realtà resta la stessa: non rientra con nessuna tecnica tranne quella chirurgica.

E’ questo il focus dell’articolo e ti spiegheremo perché.

Vediamo in che modo interviene la Fisioterapia d’avanguardia e come risolvere il problema.

Le ernie non rientrano ma esistono meccanismi di guarigione spontanea

cura ernia del disco lombare

Dopo esserti sottoposto ad una TAC e ad una Risonanza Magnetica Nucleare, ti hanno diagnosticato un’ernia lombare/cervicale. Qualcuno ti ha detto di evitare l’intervento chirurgico perché con la ginnastica l’ernia può rientrare. Errato!

Può succedere che il frammento discale espulso si disidrati perdendo gran parte del suo volume e trovando una posizione più innocua in relazione alle strutture locali che possono evocare dolore (algogene). L’ernia si ‘secca’, il materiale fuoriuscito viene gradualmente riassorbito dal corpo fino a non dare più fastidio.

Si tratta di un meccanismo naturale di difesa che può portare ad una guarigione spontanea nel giro di massimo 9 mesi dal momento dell’espulsione dell’ernia, in gran parte dei casi (70-75%).

Per questo motivo, è importante attendere questa eventualità prima di decidere per un intervento chirurgico, come pure per una manovra o terapia fisica.

Può verificarsi anche un secondo meccanismo, in caso di ernia lieve o protrusione discale: il rinforzo muscolare lombare ottenuto con la ginnastica e, allo stesso tempo, il ripristino della postura lombare possono far migliorare la sintomatologia ma non far regredire la protrusione.

Si tratta di eventualità ma, di regola, un’ernia discale non rientra se non grazie all’intervento di rimozione chirurgica.

Ernia discale: cos’è, tipologie, breve ripasso

protusioni-cervicali

L’ernia del disco intervertebrale è la fuoriuscita del nucleo polposo (interno) dall’anello fibroso, duro ed elastico (esterno) che si usura e si lacera. La fuoriuscita del materiale morbido si dirige verso il canale spinale o in vicinanza dei nervi spinali. Le cause dell’ernia discale possono essere traumatiche o degenerative.

In base alla quantità di materiale fuoriuscito dal disco e all’eventuale compressione sui nervi, i sintomi variano: dolore, perdita di forza muscolare a braccia, gambe o mano, scosse elettriche, alterazioni della sensibilità come intorpidimento, sciatalgia fino alla conseguenza estrema della paralisi. In altri casi, l’ernia discale può essere asintomatica.

I tre grandi gruppi di ernie discali sono: lombari (65%), cervicali (25%) e dorsali (10%).

Esistono tre diverse fasi dell’ernia:

  • Protrusione, quando il nucleo polposo si deforma senza fuoriuscita;
  • Ernia contenuta, quando il nucleo fa breccia nell’anello ma è ancora contenuto (con presenza del legamento longitudinale posteriore) e non fuoriesce;
  • Ernia espulsa, con fuoriuscita del nucleo polposo che si riversa nel canale vertebrale libero senza più essere in rapporto con il disco.

Le ernie non rientrano: cosa fare, cure, rimedi

farmaci per ernia cervicale

Nella fase acuta, il medico prescriverà antidolorifici e soprattutto cortisonici e consiglierà al paziente di evitare determinati sforzi pur mantenendosi in movimento. Stare troppo fermi peggiora la situazione: i muscoli rischiano di contrarsi ancora di più innescando un circolo vizioso. E’ necessario un movimento corretto lasciandosi seguire da un Fisioterapista qualificato.

Se la sintomatologia dolorosa è particolarmente intensa, il medico può prescrivere infiltrazioni spinali a base di cortisone oppure ozono per evitare di dover assumere per bocca forti dosi di antidolorifici.

Come interviene la Fisioterapia d’avanguardia

Qualunque tipo di ernia o protrusione, in qualsiasi posizione si trovi, non rientra. Nessuna tecnica al mondo, tranne quella chirurgica, può risolvere il problema.

Fisioterapia strumentale e manuale, manipolazioni osteopatiche e massoterapiche e Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres possono offrire le seguenti soluzioni terapeutiche:

  • Curare l’edema vertebrale che causa neuropatia;
  • Decontrarre la muscolatura;
  • Una volta risolta la fase acuta, migliorare la mobilità vertebrale/articolare.

Noi del Centro Ryakos offriamo una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (comprensiva di tutti i principali test) per pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

I più avanzati ed efficaci trattamenti strumentali per combattere il dolore sono:

A questi due trattamenti d’elezione seguiranno:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Mobilizzazioni del Fisioterapista per decontrarre la muscolatura;
  • Chinesiterapia (esercizi terapeutici mirati di scarico della colonna e di compenso della muscolatura, rinforzo muscolare, ginnastica posturale);
  • Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres per correggere gli scompensi posturali.

Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres

mezieres

Spesso, una cattiva postura può essere responsabile dell’ernia discale. Il modo migliore per prevenirla è modificare le proprie abitudini, soprattutto la postura.

La ginnastica posturale, al pari delle buone abitudini da adottare quotidianamente, serve a:

  • Mantenere ben allineate tra loro le vertebre;
  • Equilibrare la muscolatura del corpo;
  • Mantenere i dischi intervertebrali idratati;
  • Prevenire la fuoriuscita dei dischi dalla loro sede.

Se la ginnastica posturale è importante per evitare che la situazione peggiori, la Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres moltiplica i risultati ottenuti con la Fisioterapia.

Il Centro Ryakos esegue l’Esame Baropodometrico per verificare la condizione posturale complessiva del paziente. Se necessario, consiglierà la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres. Si tratta di un percorso terapeutico in grado di ristabilire l’equilibrio di tutta la colonna vertebrale. Con questo metodo il paziente recupera del tutto la postura, migliora l’elasticità dei muscoli e la fluidità del movimento.

Le ernie non rientrano: la soluzione definitiva è l’intervento chirurgico

ernia-del-disco

L’ernia espulsa non rientra: è come voler far rientrare il dentifricio spremuto dal tubetto.

Considerando la possibilità di una guarigione spontanea (l’eventualità che il nucleo polposo fuoriuscito si ‘secchi’ e venga riassorbito), bisognerà attendere dai 3 ai 9 mesi dall’espulsione dell’ernia. Per tale motivo, non si procede all’intervento chirurgico prima dei 3/9 mesi o a meno che non vi siano gravi deficit neurologici/motori.

Se, dopo la terapia conservativa e la Fisioterapia, il problema non si risolve è necessario ricorrere all’intervento per l’asportazione chirurgica dell’ernia (discectomia), la rimozione del frammento che comprime il nervo.

La tecnica chirurgica può essere a cielo aperto oppure mini invasiva a seconda della grandezza e delle condizioni dell’ernia.

Generalmente, l’intervento non dura più di un’ora ed il paziente viene dimesso il giorno successivo all’operazione. Una volta dimesso, potrà muoversi liberamente evitando sforzi per 3-4 settimane. Potrà tornare al lavoro dopo 4-6 settimane dall’intervento.

Nel 90% dei casi, grazie all’intervento chirurgico il problema viene risolto.

Prevenzione

Cosa fare per prevenire l’ernia discale o recidive?

Se vuoi prevenire l’ernia ti consigliamo di:

  • Adottare posture corrette sia di giorno sia di notte quando dormi, utilizzando un materasso ortopedico ergonomico;
  • Evitare la sedentarietà;
  • Praticare una regolare attività fisica allo scopo di mantenere un buon tono muscolare e stretching per migliorare la flessibilità muscolare;
  • Evitare eccessivi sforzi, inadeguati al tuo livello di preparazione muscolare;
  • Smettere di fumare;
  • Controllare il peso corporeo.
Stenosi-cervicale

Stenosi cervicale : è curabile?

Stenosi cervicale:quando il canale vertebrale si restringe

Il termine stenosi si traduce in ‘restringimento’ di un dotto, di un passaggio. La stenosi cervicale è una patologia degenerativa responsabile del graduale restringimento di una o più porzioni del canale vertebrale che interessa il rachide cervicale. Questo canale è lo spazio che contiene midollo spinale e radici nervose: col passare del tempo, si verifica una compressione a carico delle strutture nervose contenute nella colonna cervicale.

Raramente, le cause sono di natura congenita. Insorge soprattutto a causa del processo d’invecchiamento (in soggetti ultrasessantenni), artrosi, ernia discale espulsa, spondilosi, spondilolistesi, ma anche a seguito di fratture, traumi e microtraumi, sforzi eccessivi, artrite reumatoide, degenerazione delle faccette articolari.

In casi più rari, i responsabili possono essere infezioni, gotta, morbo di Piaget, tessuto cicatriziale post-chirurgico, tumori ossei. Sono a rischio soprattutto i soggetti sedentari o che eseguono lavori pesanti.

Il restringimento legato a stenosi cervicale può portare a diverse conseguenze:

–      Ispessimento e indurimento dei legamenti vertebrali;

–      Allargamento di ossa e articolazioni con possibile formazione di osteofiti;

–      Protrusione o collasso dei dischi intervertebrali;

–      Scivolamento delle vertebre dalla loro sede.

I sintomi si sviluppano lentamente, gradualmente nel tempo; in mancanza di compressione nervosa, la patologia è asintomatica.

Il quadro sintomatologico varia a seconda del tipo di struttura nervosa coinvolta dalla stenosi cervicale: dolori articolari e muscolari nell’area compromessa, perdita della forza muscolare e della sensibilità agli arti superiori, rigidità muscolare e articolare, formicolii, bruciori, sensazione di scariche elettriche.

Stenosi del canale vertebrale cervicale: complicanze

stenosi cervicale

Se trascurata o curata in modo inadeguato, la stenosi cervicale può avere un esito invalidante e portare alla mielopatia cervicale, una sofferenza a carico del midollo spinale cervicale responsabile di disabilità potenzialmente irreversibile (paraplegia). La spasticità è un fenomeno tipico della mielopatia cervicale caratterizzato da rigidità degli arti inferiori dovuta ad un’interruzione o interferenza a carico dei fasci nervosi che dal cervello regolano l’attività muscolare periferica.

Possono sopraggiungere disturbi di forza parziali (tetraparesi) o completi (tetraplegia) che causano invalidità associata a disturbi urinari o sfinterici, disfunzione erettile, impotenza nell’uomo, gravi problemi di sensibilità propriocettiva, di equilibrio e deambulazione.

La mielopatia cervicale necessita di intervento chirurgico ma è difficile fare una prognosi certa sulla risposta del paziente al trattamento chirurgico riguardo al recupero dei disturbi neurologici.

Un danno midollare associato a spasticità ha un’aspettativa di miglioramento limitata e, oltretutto, dipende dalle condizioni generali del paziente.

Stesso dicasi per i disturbi sfinterici e sessuali che, una volta comparsi, difficilmente regrediscono dopo un intervento di decompressione cervicale.

Esiste una cura risolutiva per la stenosi cervicale?

anatomia canale vertebrale cervicale

Attualmente, non esiste una cura risolutiva per la stenosi cervicale. Una volta diagnosticata attraverso un esame obiettivo confermato da indagini strumentali (radiografia, TAC, Risonanza Magnetica Nucleare, Elettromiografia), bisognerà scegliere la terapia più adeguata.

In gran parte dei casi, l’approccio terapeutico è multiplo e non richiede l’intervento chirurgico. Lo scopo è quello di contenere e ridurre il più possibile il dolore, frenare il processo degenerativo ed il peggioramento dei sintomi migliorando la funzionalità articolare e muscolare. Come? Lo specialista può prescrivere:

–      Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), antidolorifici (paracetamolo) da assumere per un breve periodo;

–      Iniezioni di corticosteroidi o infiltrazioni di farmaci steroidei (iniezioni peridurali);

–      Oppioidi a lunga durata d’azione;

–      Decontratturanti, miorilassanti;

–      Farmaci antiepilettici e antidepressivi che intervengono sulla percezione del dolore;

–      L’utilizzo di un collare cervicale per un periodo limitato;

–      Integratori a base di glucosamina solfato e condroitina (se la causa è l’artrosi);

–      Riduzione del peso corporeo, in caso di necessità.

Questa terapia conservativa può funzionare nelle forme più lievi di stenosi cervicale o in caso di controindicazione all’intervento chirurgico.

Una volta superata la fase acuta, è fondamentale sottoporsi a Fisioterapia mirata e personalizzata che prevede:

–      terapie fisiche strumentali d’elezione (Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza, Ultrasuoni, Elettrostimolazione, Radiofrequenza);

–      terapie fisiche manuali (trattamenti osteopatici, massoterapia, manipolazione miofasciale dei trigger point);

–      esercizi terapeutici specifici per rinforzare la muscolatura, ridurre il dolore, migliorare l’elasticità dei muscoli e bloccare il processo degenerativo;

–      Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres che si rivela molto utile per riequilibrare la postura dell’intera colonna vertebrale.

Stenosi cervicale: quando è necessario l’intervento?

stenosi del canale vertebrale cervicale

In caso di gravi deficit motori e nervosi, si ricorre a trattamento chirurgico mini invasivo di:

  • decompressione (laminectomia) per eliminare il tessuto osseo in eccesso che comprime le radici nervose;
  • discectomia cervicale per asportare un eventuale disco erniato;
  • corpectomia cervicale per asportare corpi vertebrali malati da sostituire con protesi sintetiche;
  • stabilizzazione del canale vertebrale per rimuovere un disco intervertebrale e sostituirlo impiantando una struttura artificiale (spaziatore interspinoso).

All’operazione seguirà un periodo di Fisioterapia e Riabilitazione.

In gran parte dei casi, escludendo problematiche neurologiche, l’intervento risolve completamente il problema, complicanze e rischi premettendo (infezioni, piccole lesioni ad una radice, rottura del sistema di stabilizzazione, pull-out di una vite) come per qualsiasi altro tipo di intervento.

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Ernia cervicale C5-C6 o C6-C7

Ernia cervicale C5-C6 o C6-C7: cos’è, sintomi, cause, cura mirata

Gran parte dei soggetti colpiti da discopatia del tratto cervicale soffre di ernia cervicale C5-C6 o C6-C7. Ciò significa che l’ernia cervicale si manifesta più di frequente a livello dei segmenti C5-C6 e C6-C7.

In questo approfondimento, spiegheremo bene cos’è, quali sono i sintomi, le cause, come diagnosticare l’ernia in modo preciso ed accurato e, soprattutto, perché affidarsi alla Fisioterapia d’avanguardia per risolvere il problema.

Oltre ad un accurato esame diagnostico e all’intervento di un medico ortopedico, è importante sottoporsi ad una valutazione globale e distrettuale eseguita da un Fisioterapista qualificato. Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita (valutazione inclusa) per avere modo, in seguito, di pianificare un programma terapeutico personalizzato. L’obiettivo è andare oltre i sintomi, scovare la reale causa ed intervenire su questa attraverso terapie d’elezione su misura per te. Approfitta dell’offerta e non rimandare più.

Ernia cervicale C5-C6 o C6-C7: cos’è

ernia cervicale

Tutto è iniziato con un semplice dolore al collo accompagnato da cefalea o sbandamenti. Da una lastra o risonanza ti viene diagnosticata una protrusione discale o ernia cervicale C5-C6 o C6-C7. Tranquillo, rientri nella casistica più frequente: è questo il tipo di discopatia cervicale più comune (talvolta, asintomatico). Niente di preoccupante se decidi di affrontare subito il problema affidandoti a specialisti per intraprendere la terapia più adeguata, efficace e risolutiva.

L’ernia in sé (cervicale o lombare) si verifica a seguito dello schiacciamento di uno o più dischi intervertebrali del collo (una sorta di cuscinetti che funzionano da ammortizzatori tra le vertebre) con conseguente compressione o rottura di una porzione discale. Fuoriesce materiale gelatinoso dal nucleo polposo del disco interessato all’ernia e questa fuoriuscita provoca la formazione di una sporgenza del disco che può comprimere radici nervose, nervi spinali o midollo spinale.

Il rachide cervicale è composto dalle prime 7 vertebre della colonna (numerate da C1 a C7). Nel caso specifico, i dischi intervertebrali del tratto cervicale coinvolti sono quelli posti, rispettivamente, tra la quinta e la sesta vertebra cervicale o tra la sesta e la settima.

Se la lesione del disco è contenuta si parla di protrusione discale; in questo caso, l’anello fibroso del disco intervertebrale risulta indebolito, comincia a sfaldarsi ma si trova nella sua posizione fisiologica (quindi, non c’è fuoriuscita del nucleo polposo).

L’ernia cervicale vera e propria, invece, è caratterizzata dalla fuoriuscita del nucleo polposo dovuta alla rottura dell’anello fibroso.

Comunque sia, i sintomi possono iniziare a comparire anche in presenza di semplice protrusione discale.

Ernia cervicale C5-C6 o C6-C7: sintomi

dolore cervicale da ernia c6 c7

Il quadro sintomatologico della discopatia che coinvolge i segmenti C5-C6 o C6-C7 è, più o meno, lo stesso dell’ernia cervicale in genere. Diversi studi confermano che il 70% degli adulti, pur presentando una piccola/media ernia cervicale, non manifesta sintomi.

I sintomi tipici dell’ernia cervicale sono:

  • Dolore localizzato al collo (cervicalgia) che può irradiarsi alla scapola o al braccio;
  • Contrattura muscolare;
  • Rigidità e limitazione articolare;
  • Disturbi visivi indefiniti (fastidio alla luce, difficoltà di messa a fuoco o nel vedere oggetti in movimento);
  • Dolore al braccio e/o alla mano;
  • Formicolio, intorpidimento, sensazione di scosse o punture di spilli, debolezza muscolare e perdita di sensibilità (per la compressione di una radice nervosa).

Ernia cervicale C5-C6 o C6-C7: segni neurologici

ernia cervicale c5 c6

Rispetto all’ernia cervicale C4-C5 o C7-T1 quella che colpisce i segmenti C5-C6 o C6-C7 presenta specifici segni neurologici.

L’ernia cervicale C5-C6 coinvolge più di frequente la radice nervosa C6 e presenta i seguenti sintomi:

  • Dolore e disturbi della sensibilità che dal collo possono estendersi fino al margine radiale della mano (la parte del pollice);
  • Debolezza del muscolo bicipite omerale e dei muscoli estensori del polso.

L’ernia cervicale C6-C7 (statisticamente, la più comune) colpisce, solitamente, la radice nervosa C7 provocando i seguenti sintomi:

  • Dolore e disturbi della sensibilità che dal collo possono irradiarsi lungo il braccio fino al dorso della parte centrale della mano e del terzo dito;
  • Debolezza del tricipite (preposto alla funzione di estendere il gomito) e dei muscoli estensori delle dita.

In caso di ernia cervicale C4-C5, il dolore è localizzato a livello della spalla (regione scapolo omerale); si avverte debolezza a carico del muscolo deltoide ma non manifesta, solitamente, deficit di sensibilità (intorpidimento o formicolio). In caso di ernia cervicale C3-C4 il dolore viene avvertito alla regione scapolare.

L’ernia cervicale C7-T1 si manifesta, invece, con debolezza nella motricità della mano, dolore e disturbi della sensibilità che dal collo si irradiano lungo il braccio fino alla superficie ulnare della mano (fino al 5° dito).

Un video del Test di Jackson per la valutazione dell’ ernia cervicale

Cause

L’ernia cervicale colpisce, generalmente, prima dei 50 anni. I segmenti maggiormente colpiti sono C6-C7 (70%), che corrisponde all’attaccatura del collo sul busto, e C5-C6 (20%) a causa della loro maggiore mobilità e maggiori sollecitazioni cui sono sottoposti.

ernia cervicale c6 c7

Le cause responsabili di ernia cervicale sono:

  • Usura, disidratazione e degenerazione di uno o più dischi intervertebrali dovuti, il più delle volte, all’avanzare dell’età;
  • Trauma cervicale diretto (come il colpo di frusta);
  • Predisposizione fisica/genetica;
  • Contrattura muscolare prolungata che provoca un’eccessiva pressione sulle vertebre;
  • Sovraccarichi funzionali sul rachide cervicale;
  • Posture errate;
  • Deficit muscolari;
  • Debolezza dei legamenti;
  • Sforzi, sollecitazioni, microtraumi ripetuti nel tempo;
  • Fattori nervosi (ad esempio, stress emotivo);
  • Vertebre inclinate;
  • Spondilosi cervicale.

I fattori di rischio sono:

  • età avanzata (dopo i 50 anni);
  • deficit posturale;
  • obesità o sovrappeso;
  • fumo;
  • sedentarietà.

Diagnosi

vertebra cervicale c6 c7

Per diagnosticare una sospetta ernia cervicale C5-C6 o C6-C7, il medico (fisiatra, ortopedico o, in caso di necessità, neurologo) studieranno i sintomi, raccoglieranno la storia clinica del paziente (anamnesi) ed eseguiranno test specifici durante la visita (esame obiettivo).

In seguito, potrà prescrivere i seguenti esami strumentali:

  • Radiografia Rx del collo nelle due proiezioni standard per verificare le condizioni del rachide cervicale e l’entità della lesione;
  • RMN (Risonanza magnetica nucleare) che approfondisce anche lo stato dei tessuti molli. E’ l’esame d’elezione per individuare un’eventuale ernia del disco, con esatta localizzazione ed entità del conflitto con le strutture nervose o del midollo spinale;
  • TAC, che mostra immagini dettagliate della componente ossea, esame utile per pazienti a cui è controindicata la Risonanza magnetica Nucleare;
  • Elettromiografia (EMG), un esame neurofisiologico che serve a verificare eventuali danni radicolari attraverso la misurazione dell’attività elettrica a livello di nervi e muscoli;
  • Mielografia con mezzo di contrasto per verificare le condizioni del midollo spinale seguita da diverse proiezioni a raggi X.

Ernia cervicale C5-C6 o C6-C7: terapia e cura risolutiva in Fisioterapia

farmaci per ernia cervicale

Soltanto il 3-4% delle ernie cervicali necessita di rimozione tramite intervento chirurgico per compressione sul nervo o sul midollo spinale.

In fase acuta, il medico prescriverà farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), antidolorifici, miorilassanti, corticosteroidi o, se necessario, l’utilizzo del collare per un breve periodo.

Oltre alla diagnosi medica, risulta particolarmente importante la valutazione globale e distrettuale (con i più importanti test) che il Centro Ryakos esegue. Il nostro Centro Fisioterapico offre una prima visita gratuita comprensiva di questa valutazione, quindi puoi approfittarne ed avere un ulteriore motivo per non rimandare più.

In base agli esiti della valutazione globale e distrettuale, il Fisioterapista programmerà un percorso terapeutico personalizzato che comprende terapie fisiche strumentali e manuali d’elezione, le più efficaci, rapide e risolutive.

In prima fase, per ridurre ed eliminare infiammazione e dolore, il Fisioterapista sceglierà fra le seguenti terapie strumentali d’avanguardia:

In seguito, per recuperare la mobilità, l’elasticità e la forza muscolare, si procederà con le migliori terapie manuali:

  • Manovre e manipolazioni eseguite dall’Osteopata;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Massoterapia;
  • Esercizi terapeutici di allungamento (stretching), mobilizzazione, decompressione e potenziamento muscolare da eseguire su indicazione ed in presenza del Fisioterapista.

Rieducazione Posturale Globale con metodo Mezieres

mezieres

Una volta concluso il ciclo riabilitativo, è importante controllare la condizione posturale attraverso l’Esame Baropodometrico. Se necessario, in caso di deficit posturali responsabili dell’ernia cervicale, esiste la possibilità di risolvere il problema con la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres. Con questo metodo unico è possibile ristabilire l’equilibrio della postura dell’intera colonna vertebrale per evitare recidive.

Video di Esercizi utili per ernia c5-c6 c6-c7

Manipolazioni-Cervicali

Manipolazioni Cervicali: quando sono utili

Manipolazioni Cervicali: quando sono indicate?

Chi ha deciso di recuperare una buona qualità della vita e non intende assumere farmaci per tamponare un dolore cervicale recidivo si chiede: “le manipolazioni cervicali quando sono indicate?”. Cerca soluzioni serie, capaci di scovare la causa reale del problema. Chi come te vuole sbarazzarsi di infiammazione e dolore cervicale che non va via, ad un certo punto, vuole scoprire di più.

Un tuo amico, parente o conoscente ti ha parlato più volte di Osteopatia e Massoterapia. All’inizio, eri semplicemente curioso, ora vuoi sapere se funzionano davvero e se sono in grado di risolvere il tuo problema.

Hai digitato su Google ‘manipolazioni cervicali’ (ricordi che il tale amico te ne parlava, qualche mese fa) e ora ti ritrovi a leggere questo approfondimento. Chiariamo subito un punto: la medicina manuale eseguita da specialisti rappresenta una scienza medica consolidata e codificata a livello internazionale.

Ti converrebbe continuare a leggere perché sei finito nel posto giusto.

Manipolazioni Cervicali: quando sono indicate e perché?

manipolazione vertebrale cervicale

Nell’ambito della Fisioterapia cervicale – che comprende tutta una serie di trattamenti mirati e accreditati a livello internazionale – sono due i trattamenti manuali in grado di ridurre infiammazione e dolore cervicale: Osteopatia e Massoterapia.

Prima di approfondire le varie tecniche terapeutiche di entrambe le discipline di Fisioterapia, chiediamoci per quali disturbi o patologie a carico delle zone cervicali e lombari sono indicate:

Riassumendo, le indicazioni alla manipolazione cervicale e vertebrale sono quelle in cui il dolore vertebrale (o di origine vertebrale) è sostenuto da un disturbo doloroso del Segmento Mobile Vertebrale (SMV), una disfunzione di natura meccanica e reversibile che coinvolge articolazioni, legamenti, dischi, radici nervose. Tali elementi possono rappresentare la sede di origine del dolore vertebrale oppure di un dolore riflesso (muscolare/paravertebrale o localizzato in sedi più distanti collegate a muscoli, fasce, tendini, radici nervose). La manovra manipolativa riesce a correggere la Disfunzione Somatica ed a restituire alla colonna vertebrale il suo movimento fisiologico.

Manipolazioni Cervicali eseguite dall’Osteopata

manipolazione cervicale quando fa bene

Ora che hai scoperto le Manipolazioni Cervicali quando sono indicate e perché, vediamo in che modo interviene l’Osteopata per risolvere di dolori cervicali acuti o cronici.

L’Osteopatia è, indubbiamente, un approccio diverso, unico nel suo genere: valuta la salute del paziente nella sua globalità, inclusa la postura o l’alimentazione.

L’Osteopata esegue la sua personale diagnosi attraverso l’anamnesi, test ortopedici/neurologici e la palpazione per individuare con esattezza la natura e l’origine del dolore cervicale.

Le vertebre cervicali si relazionano anatomicamente e funzionalmente con diverse strutture del corpo. Ad esempio, una disfunzione dello stomaco (dovuta a perdita di movimento per deficit posturale) può incidere sul rachide cervicale. Chi ne soffre tende ad alterare e perdere la lordosi fisiologica assumendo un atteggiamento di verticalizzazione della colonna e del cranio.

L’Osteopata utilizza diverse tecniche a seconda della problematica:

–       Cranio sacrale;

–       Fasciale;

–       Viscerale;

–       Funzionale;

–       Manipolazione diretta (thrust), approccio basato su una spinta ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA) ed eseguito attraverso un micromovimento secco che combina uno stiramento e una rotazione.

Le mobilizzazioni passive possono essere dolci oppure molto intense, generando anche i tipici crack: variano per quantità, velocità, localizzazioni e forze applicate.

Il trattamento terapeutico osteopatico professionale non è invasivo, esclude a priori l’assunzione di farmaci, è sicuro ed efficace. In genere, dopo le prime sedute, il dolore diminuirà da subito insieme alla rigidità ed altri sintomi della cervicalgia. Benefici e miglioramenti potrebbero, però, risultare passeggeri se non si modificheranno abitudini scorrette (ad esempio, la postura o l’alimentazione).

Il lavoro dell’Osteopata può essere ottimizzato dalla collaborazione di un Fisioterapista per velocizzare i tempi di guarigione dalla condizione infiammatoria attraverso l’uso di terapie fisiche strumentali d’elezione come la Tecarterapia o il Laser Yag ad Alta Potenza.

Manipolazioni Cervicali eseguite dal Massoterapista

massaggio cervicale decontratturante

Rispetto ad altri disturbi, la cervicalgia spesso è causata da traumi o tensioni muscolari che, durante la palpazione, si riconoscono come noduli o corde.

La Massoterapia, una pratica fisioterapica, interviene sul problema cervicale attraverso una serie di manipolazioni su muscoli per migliorare l’irrorazione sanguigna dell’area trattata ed attivare i naturali processi riparativi.

Il Massoterapista utilizza generalmente le mani (con l’ausilio di gomiti, avambracci, oli, creme).

La Massoterapia cervicale è un trattamento manuale che sfrutta diversi tipi di manovre:

  • sfioramento, manovra di preparazione e conclusione del trattamento, con cui le mani scivolano dolcemente sulla pelle senza eseguire alcuna pressione;
  • sfregamento con cui si inizia a fare pressione sulla pelle;
  • frizione con cui la mano mantiene il contatto costante con la cute;
  • impastamento (superficiale e profondo) con cui si pratica una manovra in corrispondenza delle masse muscolari;
  • pressione esercitata in senso perpendicolare alla zona da trattare, eseguita con palmi, dita o gomiti;
  • percussione che consiste in una serie di picchettamenti rapidi e brevi, praticati con dita, bordo della mano o mani a coppetta;
  • vibrazione, che trasmette un movimento rapido e breve alla cute oppure alla muscolatura.

La tecnica miofasciale in Massoterapia

utilità delle manipolazioni cervicali

Il trattamento massoterapico risulta particolarmente efficace in caso di tensioni o contratture muscolari dovuti a stress o traumi che si ripercuotono sulla zona cervicale o lombare. Le manovre del Massoterapista svolgono un’azione decontratturante, di riallungamento e rigenerante. Interviene sulla circolazione sanguigna e linfatica, sul sistema nervoso.

La tecnica miofasciale risolve le tensioni muscolari a livello del tessuto connettivo che avvolge i muscoli e ne permette l’ancoraggio sulle strutture ossee.

Anche la Massoterapia, se associata a terapie fisiche strumentali d’avanguardia (Tecarterapia, Laser Yag), aumenta di efficacia.

Un trattamento eseguito da un Massoterapista qualificato è sicuro, non ha effetti collaterali. Si tratta di una terapia manuale controindicata in caso di:

  • lesioni (muscolari, ossee, cutane);
  • problemi della pelle (infezioni, irritazioni, rash cutanei);
  • ustioni, lividi, vesciche.

Manipolazioni Cervicali: effetti collaterali e controindicazioni

quando servono le manipolazioni cervicali

Le Manipolazioni Cervicali eseguite in modo non professionale da personale inesperto presentano il rischio di brutte sorprese che possono portare a gravi conseguenze. Non dimentichiamo che il tratto cervicale è una regione molto sensibile le cui vertebre presentano diverse strutture vascolari che portano il sangue al cervello.

In caso di manipolazione cervicale eseguita da professionisti, non si corre alcun rischio, anzi queste manipolazioni terapeutiche non soltanto sono ben tollerate ma hanno un’efficacia tripla rispetto ai farmaci e non sono dolorose.

L’Osteopata e il Massoterapista eseguono terapie manuali dopo aver valutato indicazioni e controindicazioni e dopo aver eseguito la visita preliminare, aver letto la diagnosi medica generale corredata da esami strumentali e dopo un’attenta valutazione globale e distrettuale.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per pianificare un programma terapeutico personalizzato.

La controindicazione numero uno è l’operatore inesperto. Affidati a ‘buone mani’, ad un Osteopata e Massoterapista esperti e qualificati.

Le manipolazioni cervicali sono controindicate in caso di:

Manipolazioni Cervicali: quando e come intervenire?

La manipolazione cervicale eseguita tanto dell’Osteopata quanto del Massoterapista può far emergere, in fase di diagnosi e valutazione, problemi di natura posturale. I due specialisti, attraverso manovre e manipolazioni, puntano ad eliminare blocchi e squilibri posturali localizzati in un distretto muscolare ma se non modifichi le tue cattive abitudini il problema può ripresentarsi.

A conclusione del trattamento, è importante verificare la condizione posturale complessiva attraverso l’Esame Baropodometrico. Se necessario, il Fisioterapista ti raccomanderà la Rieducazione Posturale Globale col metodo Mezieres per riequilibrare la postura dell’intera colonna vertebrale. In questo modo, potrai recuperare la corretta posizione dei muscoli e la funzionalità articolare evitando recidive.

Cervicobrachialgia-o-contrattura-degli-scaleni

Cervicobrachialgia o contrattura degli scaleni?

Cervicobrachialgia o contrattura degli scaleni?

I sintomi che accusi dipendono da cervicobrachialgia o contrattura degli scaleni? I muscoli scaleni eccessivamente contratti sono un sintomo o una causa della cervicobrachialgia? Come scoprirlo?

Rispondere a queste tre principali domande è l’obiettivo del nostro focus.

La cervicobrachialgia è caratterizzata da sintomi tipici, primo fra tutti un dolore a livello del rachide cervicale che si irradia a spalla, braccio e mano. Le cause scatenanti possono essere diverse ma, in questo approfondimento, ci concentriamo sulla contrattura degli scaleni e sull’irritazione del plesso brachiale.

Esiste la possibilità di diagnosticare la sindrome degli scaleni? Siamo pronti a rispondere a queste ed altre domande per arrivare ad un solo obiettivo: la cura risolutiva offerta dalla Fisioterapia d’avanguardia.

Cervicobrachialgia o contrattura degli scaleni: la diagnosi differenziale

cervicobrachialgia muscolare

Generalmente, in presenza di sospetta cervicobrachialgia, il medico prescriverà i seguenti esami:

  • Anamnesi;
  • Esame obiettivo molto accurato con valutazione di un eventuale ridotto range articolare del collo, della forza, sensibilità e riflessi osteotendinei degli arti superiori. Questo esame include diversi test tra cui test di compressione foraminale, di Jackson, in estensione, in flessione, segno di Bakody, test di Spurling ;
  • Radiografia del tratto cervicale in due proiezioni;
  • Risonanza Magnetica del rachide cervicale nel caso in cui si sospettino lesioni dei tessuti molli, dischi intervertebrali o del midollo spinale;
  • Elettromiografia per lo studio neurofisiologico del plesso brachiale, un esame di valutazione della conduzione nervosa (indicato in caso di ernia cervicale e tunnel carpale).

In particolare, attraverso test appropriati, dovrà essere eseguita la diagnosi differenziale per verificare un’eventuale sindrome dello scaleno anteriore del Piccolo Pettorale o plessite (nevrite del plesso brachiale).

Queste ultime patologie possono riprodurre in maniera totale o parziale i sintomi della cervicobrachialgia.

Vediamo quali sono questi sintomi tipici.

Sintomi tipici della cervicobrachialgia

dolore cervicobrachiale

Descrivere al proprio medico i sintomi accusati è fondamentale per aiutarlo a diagnosticarne le cause.

I sintomi classici della cervicobrachialgia sono:

  • Dolore cervicale che può essere sordo, lancinante, aumentare con determinati movimenti del collo, con un colpo di tosse o starnuto;
  • Rigidità e contrattura dei muscoli paracervicali;
  • Parestesie all’arto superiore, soprattutto di notte (diminuzione o perdita di sensibilità, formicolii, crampi, torpore);
  • Riduzione o perdita dei riflessi dell’arto superiore;
  • Debolezza muscolare;
  • Compressione dei nervi sensitivi e motori che originano dal midollo spinale. A seconda delle radici nervose tra C5 e C8, tale compressione può produrre diversi disturbi (motori che interessano muscoli come il deltoide, il bicipite o il tricipite, i muscoli dell’avambraccio, spalla, mano o polso, problemi di sensibilità).

Il dolore alla spalla e al braccio può manifestarsi come il tipico dolore della cervicobrachialgia (che dal collo si irradia verso il braccio) oppure associato ai movimenti dell’arto (trasmesso verso il basso) o nevralgia diffusa, non associata al movimento.

La contrattura degli scaleni è un sintomo o una causa della cervicobrachialgia?

Contrattura degli scaleni: sintomo o causa della cervicobrachialgia? 

muscoli scaleni contratti

La cervicobrachialgia è caratterizzata da un dolore cervicale che si irradia ad uno o entrambi gli arti superiori. Le cause possono essere diverse (protrusione o ernia cervicale, stenosi del canale).

Il motivo principale è dato dalla costituzione anatomica del plesso brachiale, un vero e proprio fascio di nervi che dal tratto cervicale si estende al braccio e alla mano.

Una degenerazione artrosica evidente può provocare una compressione che si manifestano a causa di determinati movimenti della testa: questa compressione può colpire le radici nervose del plesso brachiale causando dolore che si estende a spalla e braccio.

Esistono, però, altre zone critiche: il plesso brachiale attraversa il gruppo dei muscoli scaleni (in particolare, scaleno anteriore e medio). Un’eccessiva contrattura degli scaleni può irritare uno dei nervi del plesso brachiale causando la cervicobrachialgia con dolore accompagnato a parestesia (riduzione o perdita di sensibilità) al braccio e alla mano. Questa patologia è chiamata sindrome degli scaleni.

Quando il plesso brachiale è irritato i sintomi, generalmente, sono:

Cervicobrachialgia o contrattura degli scaleni: la Fisioterapia risponde

trattamento della cervicobrachialgia

Nella fase acuta il medico ti prescriverà riposo, farmaci antinfiammatori non steroidei, analgesici, miorilassanti o cortisonici a seconda della gravità del dolore.

Sempre nella fase acuta, è particolarmente utile l’applicazione del collare cervicale (specie in caso di blocco totale dei movimenti) e l’utilizzo di un cuscino cervicale.

Alcuni trattamenti strumentali d’elezione di Fisioterapia per la cura della sindrome cervicobrachiale portano benefici immediati su infiammazione e dolore:

  • Tecarterapia ad azione antinfiammatoria, analgesica, decontratturante e rigenerante;
  • Laser Yag ad alta potenza, terapia rapida ed efficace;
  • Ionoforesi;
  • Tens;
  • Magnetoterapia.

In seguito, per sbloccare e ripristinare la funzionalità articolare, recuperare elasticità e forza muscolare, il Fisioterapista procederà con le migliori terapie fisiche:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata (manipolazioni dolci, tecniche ad energia miotensiva che sfruttano le contrazioni muscolari attive del paziente, cranio-sacrali);
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Massoterapia;
  • Esercizi attivi e passivi (stretching, in particolare allungamenti dei muscoli scaleni, mobilizzazione, decompressione, rinforzo muscolare).

Valutazione globale e distrettuale: prima visita gratuita al Centro Ryakos

Oltre alla diagnosi, nel nostro Centro Ryakos pianifichiamo un programma terapeutico personalizzato, su misura per ogni paziente, dopo averlo sottoposto ad una valutazione globale e distrettuale.

Offriamo una prima visita gratuita con questo tipo di valutazione comprensiva dei più importanti test.

Per risolvere dolore, infiammazione, rigidità, debolezza muscolare ed evitare recidive, i trattamenti che ti abbiamo elencato in precedenza sono ideali, i più efficaci e rapidi.

In questo caso, sarà importante trattare al meglio la causa della sindrome brachiale.

In caso di deficit posturale risultante dall’Esame Baropodometrico, il Fisioterapista qualificato ti raccomanderà un percorso unico nel suo genere: la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres, in grado di riequilibrare la postura di tutta la colonna vertebrale attraverso la messa in tensione globale eseguita dalla testa ai piedi. Questo metodo consente di riallungare tutta la catena muscolare posteriore recuperando la corretta posizione dei muscoli e ripristinando la fisiologica funzionalità delle superfici articolari.

La-contrattura-del-muscolo-trapezio-e-la-Cervicalgia

La contrattura del muscolo trapezio e la Cervicalgia

La contrattura del muscolo trapezio e la Cervicalgia

Perché abbiamo intitolato questo approfondimento “La contrattura del muscolo trapezio e la Cervicalgia”? La condizione di forte contrattura del muscolo trapezio (così come di altri muscoli del collo) è il sintomo più frequente quando si soffre di disturbi al rachide cervicale.

Il trapezio è un grande muscolo localizzato nella parte posteriore del collo (alla base del cranio) che si estende fino alle spalle. La sua funzione principale è quella di stabilizzare e muovere la scapola. La contrattura cervicale coinvolge soprattutto il trapezio ed il muscolo elevatore della scapola.

La contrattura è un sintomo doloroso che si verifica in fase di flessione, inclinazione ed estensione del collo: quando si manifesta, i vasi che forniscono sangue ai muscoli vengono compressi.

Questo sintomo doloroso dovuto alla particolare tensione muscolare si associa ad altri sintomi: rigidità, mal di testa, sbandamenti e vertigini, dolore riflesso anche al braccio.

In questo focus, esploriamo a 360 gradi la contrattura del trapezio: perché si manifesta, quali sono i sintomi associati, come affrontare il problema e, soprattutto, come risolverlo.

Il trattamento risolutivo è offerto, anche stavolta, dalla Fisioterapia d’elezione.

La contrattura del muscolo trapezio e la Cervicalgia: sintomi associati

cervicalgia e trapezi infiammati

Per capire se il tuo problema cervicale dipende proprio dalla tensione e contrattura del muscolo trapezio (e non da altre cause), c’è da valutare certi segnali, sintomi precisi:

  • Dolore al collo localizzato in un punto preciso della nuca oppure generalizzato;
  • Rigidità;
  • Difficoltà di movimento;
  • Dolore al braccio oppure tra scapola e colonna vertebrale. Questo è un sintomo tipico della discopatia C5-C6 o C6-C7;
  • Mal di testa che può manifestarsi a un lato (emicrania cervicale) oppure in modo uniforme (cefalea tensiva) in quanto i muscoli del collo e quelli cranici sono strettamente collegati;
  • Testa pesante;
  • Nausea provocata dalla tensione che irrita il Nervo Vago (nervo digestivo);
  • Sbandamenti o vertigini in quanto l’infiammazione di muscoli e vertebre cervicali coinvolgono determinati centri nervosi (tronco dell’encefalo).

Le tre cause del muscolo trapezio contratto

trapezi contratti e infiammati

La contrattura del muscolo trapezio e la Cervicalgia viaggiano insieme al punto tale da essere scatenate entrambe da tre principali cause: posturali-meccaniche, metaboliche e da ansia/stress.

Ognuna di queste cause si può riconoscere da determinati sintomi tipici. Ci spieghiamo meglio.

Se la causa è posturale-meccanica avvertirai un dolore localizzato in un punto preciso che si intensifica durante certi movimenti e si attenua in maniera considerevole a riposo.

Puoi comprendere, invece, che la causa è metabolica (problemi allo stomaco cronici, intolleranze, allergie) se avverti questi sintomi: dolore al collo generalizzato (non facilmente individuabile), correlato con i pasti, miglioramento delle condizioni se segui una dieta adeguata, gonfiori o colon irritabile associati.

Se la causa è da ricondurre a tensione nervosa e stress, oltre ad avvertire fortemente questa tensione dei muscoli cervicali, manifesterai anche sbandamenti o vertigini, perdita di lucidità o memoria (a breve termine), dolore che persiste anche a riposo oppure il bisogno costante di allungare il collo.

Tra le altre cause, ricordiamo il sovraccarico funzionale (sportivo o lavorativo), movimenti e gesti ripetitivi, debolezza muscolare, movimenti bruschi o alterati della spalla, vita sedentaria, mancanza di riscaldamento prima dell’attività fisica.

I soggetti più a rischio sono le persone sedentarie, in sovrappeso, con deficit posturale e gli sportivi che si allenano in modo sbagliato.

Serve una diagnosi?

Non sempre i muscoli più tesi sono quelli che provocano più dolore o altri sintomi. La contrattura non può essere misurata o identificata con una lastra a meno che non si tratti di una conseguenza da traumi o strappi muscolari (ben visibili da un’ecografia).

Tolti i casi di traumi o lesioni, la contrattura muscolare del trapezio è una sensazione soggettiva: la percepisci, ne soffri al di là di qualsiasi misurazione. I muscoli tesi, rigidi dipendono spesso dal nostro carattere, da come ci muoviamo, da cosa mangiamo.

Attraverso l’esame obiettivo lo specialista (fisiatra o fisioterapista) saprà riconoscere una contrattura del muscolo trapezio.

Contrattura muscolo trapezio: la terapia conservativa

trapezi contratti

Segui le indicazioni del tuo medico che, per superare la fase acuta del dolore, ti prescriverà:

  • Farmaci antinfiammatori e antidolorifici da assumere per un breve periodo;
  • Cortisonici, in caso di dolore particolarmente forte;
  • Il magnesio supremo è un ottimo miorilassante naturale;
  • Applicazioni di ghiaccio;
  • Crema all’arnica;
  • Fisioterapia (dopo aver superato la fase acuta);
  • Correzioni posturali;
  • Esercizi mirati per rieducare il lavoro muscolare (allungamento e rinforzo muscolare);
  • Miglioramento dell’alimentazione (se la contrattura dipende da cause metaboliche);
  • Tecniche di respirazione diaframmatica per ridurre la tensione nervosa (il diaframma è collegato al sistema nervoso).

La contrattura del muscolo trapezio e la Cervicalgia: Fisioterapia d’elezione

terapia per la contrattura dei trapezi

La Fisioterapia d’avanguardia ha un ruolo molto importante per risolvere il problema della contrattura del muscolo trapezio legato alla Cervicalgia.

Il Centro Ryakos pianifica un percorso terapeutico personalizzato solo dopo aver eseguito una valutazione globale e distrettuale. Offre una prima visita gratuita comprensiva di questa essenziale valutazione.

In base ai risultati emersi dalla valutazione, il Fisioterapista sceglierà la terapia più adeguata tra i seguenti trattamenti strumentali:

  • Tecarterapia che svolge un’azione antinfiammatoria, antidolorifica, decontratturante e rigenerante;
  • Laser Yag ad alta potenza, in grado di risolvere rapidamente e in modo efficace infiammazione e dolore;
  • Ionoforesi;
  • Magnetoterapia.

Lo specialista ricorrerà anche alle migliori terapie fisiche per sciogliere la contrattura, i blocchi cervicali ripristinando la funzionalità articolare, l’elasticità e forza muscolare. Le migliori terapie fisiche sono:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata (manipolazioni dirette, rieducazione fasciale, tecniche cranio sacrali e viscerali, ecc.);
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Massoterapia;
  • Esercizi di stretching, mobilizzazione del tratto cervicale, decompressione e potenziamento muscolare. Gli esercizi terapeutici mirati sono essenziali per recuperare la funzionalità articolare e muscolare;
  • Tecniche di respirazione diaframmatica per ridurre la tensione nervosa.

Metodo Mezieres per la Rieducazione Posturale Globale

Tra le cause più frequenti di contrattura del muscolo trapezio, ritroviamo quelle posturali-meccaniche. Posture scorrette possono essere responsabili del problema.

Per verificare la tua condizione posturale, sarai sottoposto ad Visita Baropodometrica computerizzata.

Se l’esito di questo esame evidenzierà un deficit posturale, il Fisioterapista ti raccomanderà il metodo Mezieres per la Rieducazione Posturale Globale.

Si tratta di un metodo unico, risolutivo, in grado di riequilibrare la postura di tutta la colonna vertebrale. Serve a riallungare tutta la catena muscolare posteriore, recuperare la corretta posizione dei muscoli e ripristinare la normale funzionalità delle superfici articolari.

Tutto questo è importante non soltanto per riconsegnare al paziente una buona qualità della vita ma anche per evitare recidive.

Come-curare-l-artrosi-cervicale

Come curare l’artrosi cervicale

Cura artrosi cervicale: soluzione definitiva offerta dalla Fisioterapia

Una volta individuate le cause ed esserti sottoposto ad una diagnosi accurata e completa, qual è la cura artrosi cervicale più rapida ed efficace da seguire? E’ questa la domanda numero uno a cui vogliamo rispondere in questo approfondimento.

Se la terapia farmacologica punta ad attenuare i sintomi dolorosi, la Fisioterapia d’avanguardia e Osteopatia hanno come obiettivo qualcosa di più: individuare le cause reali (patologie muscolo-scheletriche, posture sbagliate, disturbi neurologici, ecc.) attraverso una valutazione globale e distrettuale ed intervenire su queste dopo aver risolto infiammazione e dolore. Lo scopo è quello di frenare il processo degenerativo di questa patologia che porta all’usura e deterioramento delle cartilagini, superfici articolari delle vertebre e dischi intervertebrali cervicali in svariati modi, tutti mirati. Scopri quali.

Cura artrosi cervicale: intervieni subito, evita complicanze

come curare l'artrosi cervicale

Non trascurare i sintomi dell’artrosi cervicale perché la situazione potrebbe peggiorare (è il caso di dire ‘degenerare’). A lungo andare, potrebbe essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico (ad esempio, in caso di grave compressione del nervo o del midollo spinale). Preferisci evitare l’ultima spiaggia, giusto?

Se non curata tempestivamente o trattata in modo inadeguato, l’artrosi del tratto cervicale potrebbe compromettere le strutture nervose e vascolari (protette, in condizioni normali, dalla colonna cervicale) e le conseguenze possono essere spiacevoli:

  • perdita di sensibilità e formicolii;
  • compromissione del midollo spinale;
  • grave perdita della forza muscolare;
  • difficoltà di deambulazione;
  • disturbi di continenza vescicale e fecale;
  • formazione di osteofiti che possono depositarsi in prossimità delle arterie vertebrali (arterie che irrorano il cervello e l’area dell’orecchio interno preposta al controllo dell’equilibrio.

Cura artrosi cervicale: terapia conservativa nella fase acuta

vertebra cervicale

Nella fase acuta, allo scopo di ridurre (temporaneamente) infiammazione e dolore il medico prescriverà una terapia conservativa che prevede:

  • farmaci antinfiammatori e analgesici;
  • miorilassanti in caso di tensione e contratture muscolari. Un miorilassante naturale efficace è il magnesio supremo;
  • cortisonici, in caso di forte dolore, non risolvibile con antinfiammatori;
  • applicazione (per 7-10 giorni) di un collare cervicale.

I suddetti farmaci presentano effetti collaterali anche gravi: vanno assunti per un breve periodo soltanto dietro prescrizione medica.

Dopo la fase acuta, per risolvere definitivamente (non temporaneamente) i sintomi, la terapia farmacologica lascerà il posto alla soluzione offerta dalla Fisioterapia d’avanguardia.

Cura artrosi cervicale: la soluzione offerta dalla Fisioterapia d’avanguardia

artrosi cervicale cura

E’ importante intervenire il prima possibile eseguendo una diagnosi precisa per scegliere la terapia più adeguata al tuo caso. Basta solo la diagnosi? No, è altrettanto importante sottoporsi ad una valutazione globale e distrettuale eseguita dal Fisioterapista qualificato (comprensiva dei più importanti test) per pianificare un programma terapeutico personalizzato. È il primo step essenziale, talmente importante che noi del Centro Ryakos offriamo una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale.

In base ai risultati, verrà programmato un percorso terapeutico su misura per te. Tutto questo non soltanto per risolvere dolore, rigidità, perdita di forza e frenare il processo degenerativo della patologia, ma anche per evitare recidive.

Innanzitutto, superata la fase acuta, il Fisioterapista punterà ad eliminare il dolore attraverso i seguenti trattamenti strumentali d’elezione:

Successivamente, il Fisioterapista lavorerà per sciogliere i blocchi cervicali e ripristinare la funzionalità articolare del rachide cervicale, recuperare elasticità e forza muscolare. In questa fase, utilizzerà le seguenti terapie fisiche:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata attraverso manipolazioni dirette, tecniche ad energia miotensiva che sfruttano le contrazioni muscolari attive del paziente, rieducazione fasciale, tecniche cranio sacrali e viscerali, ecc.;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Massoterapia;
  • Esercizi di stretching, mobilizzazione del tratto cervicale, decompressione e potenziamento muscolare. Gli esercizi terapeutici sono essenziali per recuperare la funzionalità articolare e muscolare.

Cura per l’artrosi cervicale: la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres

cura per artrosi cervicale

Più spesso di quanto si pensi, l’artrosi cervicale può dipendere da tensione muscolare causata da posture scorrette. Per verificare la tua condizione posturale complessiva, lo specialista eseguirà l’Esame Baropodometrico computerizzato. Se da questo esame risulterà un deficit posturale, ti raccomanderà la cura artrosi cervicale definitiva: la Rieducazione Posturale Globale metodo Mezieres, in grado di riequilibrare la postura di tutta la colonna vertebrale. Questo metodo unico consiste in una messa in tensione globale eseguita dalla testa ai piedi: permette di riallungare tutta la catena muscolare posteriore, recuperando la corretta posizione dei muscoli e ripristinando la fisiologica funzionalità delle superfici articolari. A questo punto, muscoli, superfici articolari e vertebre potranno, finalmente, lavorare come si deve.

Come curare l’artrosi cervicale: consigli utili

Medico ortopedico, Fisioterapista e Osteopata ti hanno già dato ottimi consigli. Col passare del tempo, fai tesoro dei loro consigli e ricordati di:

  • Assumere magnesio supremo (ottimo miorilassante che non presenta alcun effetto collaterale né controindicazioni) in caso di tensioni muscolari;
  • Dormire in modo intelligente utilizzando un materasso e cuscino ortopedico ed evitando la posizione prona (a pancia in giù) per non mettere in tensione le strutture molli a livello cervicale. E’ preferibile la posizione di lato che consente ai dischi di idratarsi;
  • Mantenere sempre una postura corretta come ti ha insegnato il Fisioterapista;
  • Evitare la vita sedentaria;
  • Mantenere la schiena ben salda allo schienale ed utilizzare una sedia ergonomica se lavori in ufficio. Concediti qualche pausa, ogni tanto, per alzarti e camminare;
  • Metterti a dieta se sei in sovrappeso per evitare il sovraccarico alle vertebre;
  • Mantenere una buona idratazione dell’organismo se non vuoi far soffrire il tuo corpo;
  • Eseguire regolarmente gli esercizi indicati dal Fisioterapista rinforzando anche l’addome per non caricare troppo la schiena a livello cervicale.
Sintomi-della-cervicale-infiammata

Sintomi della cervicale infiammata

Sintomi della cervicale infiammata: controlla tensione e postura

Concentriamo il nostro focus sui sintomi della cervicale infiammata trattando, una volta di più, di uno dei disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico più frequente in assoluto. La cervicalgia genera dolore localizzato nella regione cervicale composta da 7 vertebre connesse da legamenti e rivestite da vari strati muscolari. Il rachide cervicale sostiene la testa consentendo la mobilità del collo e proteggendone le strutture vascolo-nervose.

Le cause possono essere molto diverse tra loro: dal trauma (come il colpo di frusta) alla postura scorretta, dalla scarsa attività fisica alle tensioni muscolari dovute a stress, da alterazioni nella curvatura della colonna vertebrale all’artrosi, dall’ernia del disco alla Malocclusione.

Dolori e infiammazioni che interessano il rachide cervicale possono coinvolgere le vertebre cervicali, le articolazioni o la muscolatura.

Il dolore non è l’unico sintomo con cui si manifesta la cervicalgia. In questo approfondimento, passeremo in rassegna tutti i sintomi e le terapie più efficaci per eliminare il problema.

Cervicale infiammata sintomi: le tre tipologie

sintomi della cervicale infiammata

La cervicale infiammata può presentare sintomi da ricondurre a tre differenti categorie di dolore cervicale:

  • Cervicalgia vera e propria, simile al torcicollo, caratterizzata da dolore al collo, difficoltà durante il movimento, rumorini tipo sabbia, rigidità muscolare e limitazione funzionale dell’area colpita;
  • Sindrome cervico-brachiale, con dolore al collo che si estende alle spalle, lungo il braccio, perdita di forza. Formicolii, sensazione di calore o di scosse fino alla mano, eccessiva sensibilità agli arti colpiti sono dovuti ad una compressione anomala dei nervi del tratto cervicale;
  • Sindrome cervico-cefalica, che genera emicrania o cefalea di tipo tensivo, vertigini, nausea e vomito, disturbi sensoriali alla vista o all’udito.

Per indagare sull’origine del problema, è importante localizzare il dolore, capire se il disturbo cervicale coinvolge i nervi o meno. La localizzazione esatta del dolore viene individuata dallo specialista (ortopedico o fisiatra) attraverso esami diagnostici strumentali (radiografia, TAC, Risonanza Magnetica Nucleare o Elettromiografia).
Vediamo, in dettaglio, i principali sintomi della cervicale infiammata.

Dolore al collo

Il tipico dolore al collo della cervicalgia varia di intensità e durata a seconda delle cause. Può essere transitorio e di breve durata (fino a risolversi spontaneamente), intenso in condizioni acute e più lieve in condizioni croniche.

In caso di problema neuropatico, il dolore al collo si irradia alla spalla, braccio, area scapolare fino a raggiungere mano e gomito.

Quando persiste per oltre 3 mesi, viene definito cronico ed è più difficile da curare, ma con un trattamento fisioterapico adeguato si possono velocizzare i tempi di guarigione evitando l’abuso di farmaci antinfiammatori e antidolorifici.

Mal di testa, pesantezza, cerchio alla testa

cura per la cervicale infiammata

Mal di testa (cefalea, emicrania) e cerchio alla testa rappresentano sintomi ricorrenti per chi soffre di dolore cervicale.

Il senso di pesantezza della testa è dovuto al fatto che la tensione muscolare, la rigidità indebolisce i muscoli cervicali preposti a sostenere il capo. Se questi muscoli sono stanchi e non riescono a fare da sostegno, la testa sembra pesare molto di più.

Chi soffre di mal di testa dovuto alla cervicale infiammata spesso ha sintomi associati come disturbi dell’equilibrio, nausea, sbandamenti.

Sbandamenti, vertigini, instabilità, disturbi visivi

Sbandamenti, mancanza di lucidità, disturbi dell’equilibrio, instabilità, vertigini sono sintomi della cervicale infiammata particolarmente sgradevoli.

La tensione o contrattura dei muscoli cervicali altera e riduce la microcircolazione e può provocare uno stato di confusione, sbandamenti ed anche disturbi visivi, vista offuscata.

Talvolta, sbandamenti e vertigini sono dovuti ad una compressione dell’arteria vertebrale: succede nei casi di discopatia (ernia discale cervicale) che interessa soprattutto le vertebre C1 e C3.

Disturbi di sensibilità, dell’udito, perdita di forza agli arti superiori

In particolare, chi soffre di ernia cervicale può avvertire disturbi della sensibilità tattile, termica o dolorifica. Può anche accusare una perdita di forza agli arti superiori insieme a vertigini, nausea e vomito, problemi all’udito (fischi, ronzii, che non sono propriamente acufeni) e alla vista (disturbi visivi).

Contrattura muscolare

In gran parte dei casi, il dolore è legato ad una contrattura dei muscoli del collo (soprattutto il trapezio). La contrattura nasce come reazione di difesa riflessa del corpo al dolore ma, a lungo andare, può trasformarsi da sintomo riflesso a causa che scatena il dolore.

La tensione muscolare può essere dovuta anche a stress, ansia o posture errate.

Rigidità del collo e del braccio, limitazione funzionale

La tensione muscolare porta,  nel corso del tempo, alla rigidità delle vertebre cervicali. I movimenti del collo si riducono e provocano dolore. Tra i sintomi della cervicale infiammata, la limitazione funzionale dell’articolazione del collo, la sensazione di blocco è uno dei più fastidiosi e condizionanti. Porta all’impossibilità di ruotare la testa oltre un certo range di movimento.

La rigidità del collo e del braccio è da ricondurre ad un problema neuropatico che interessa le vertebre da C4 a C7.

Formicolii, intorpidimento, debolezza muscolare

formicolio alla mano

Formicolii, intorpidimento e debolezza muscolare, accompagnati (come abbiamo accennato) a rigidità del collo e del braccio, sono sintomi tipici di un problema neuropatico che vede coinvolti i nervi.

Cervicale infiammata : farmaci, Fisioterapia

manipolazioni per ansia stress e vertigini

Nella fase acuta del dolore, il medico prescriverà farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e analgesici, a base di cortisone o miorilassanti (in caso di contratture muscolari). Potrebbe rivelarsi necessaria anche l’applicazione di un collare cervicale (per 7-10 giorni al massimo).

La vera cura inizierà dopo la fase acuta grazie alla Fisioterapia d’avanguardia.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale al fine di pianificare un programma terapeutico personalizzato.

Il programma personalizzato prevede, inizialmente, i migliori trattamenti fisici strumentali (Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza, Ionoforesi, Magnetoterapia) per eliminare completamente dolore e infiammazione.

Successivamente, per recuperare il range di movimento e la funzionalità articolare, si passerà a terapie fisiche. Le più efficaci sono:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point;
  • Esercizi di stretching, decompressione, rinforzo muscolare.

Risolvi l’infiammazione cervicale controllando la postura

Hai risolto i sintomi, hai recuperato la funzionalità articolare, ma non conosci la tua condizione posturale che, spesso, è responsabile di infiammazione e dolore.

Per controllare la postura, basta sottoporsi ad Esame Baropodometrico. Se il Fisioterapista riscontrerà deficit posturali, ti raccomanderà la Rieducazione Posturale Globale con il metodo Mezieres per riequilibrare la postura di tutta la colonna vertebrale ed evitare recidive.

Vertigini-da-ansia

Vertigini da ansia

Vertigini da ansia: come riconoscerle e risolverle con la Fisioterapia

Ti manca la terra sotto i piedi, la testa gira e provi un senso di stordimento, soffri di tachicardia, nausea e disturbi alla vista, il tuo senso di orientamento è alterato e vuoi capire se le tue sono vertigini da ansia. Sai benissimo che non è una malattia ma un sintomo. Sai anche che non vuoi convivere con questo sintomo per il resto della vita. Vuoi riprendere il controllo sul tuo senso dell’equilibrio al più presto.

Le cause che possono scatenare le vertigini sono tante: artrosi cervicale, alterazione funzionale del rachide cervicale di tipo muscolare (muscoli suboccipitali), traumi, deficit posturali, disfunzioni della mandibola, eccessivo stress. Stress e ansia. Ci interessa approfondire le vertigini provocate dall’ansia, spiegando come si possono riconoscere ed affrontare trovando una soluzione efficace grazie alla Fisioterapia d’avanguardia e trattamenti mirati.

Vertigini da ansia e ansia da vertigini: un circolo vizioso

causa delle vertigini

Stress, tensioni psicologiche, stati ansiosi causano vertigini accompagnate dalla paura di perdere l’equilibrio o i sensi. Le vertigini ed i sintomi associati non fanno altro che aumentare l’ansia a causa di un’involontaria iperventilazione polmonare e possono portare ad attacchi di panico.

Lo stato emotivo gioca un ruolo predominante: quando si parla di vertigini da ansia, il sintomo (temporanea sensazione di svenimento oppure sensazione di rotazione o di fluttuazione che perdura nel tempo) è da ricondurre a disturbi del sistema nervoso. E’ un sintomo che, a lungo andare, può portare a stanchezza e depressione.

L’ansia da vertigini o le vertigini che aumentano l’ansia possono causare una respirazione troppo frequente (iperventilazione) percepita come panico o capogiro con formicolio a mani, viso, piedi.

Per gestire l’ansia, bisogna intervenire soprattutto sulla respirazione attraverso una rieducazione al corretto modo di respirare ed altri trattamenti di cui ti parleremo più avanti.

Come riconoscere le vertigini causate dall’ansia

ansia stress e vertigini

Ovviamente, per valutare la terapia più adeguata, è necessario accertarsi sulle cause che provocano le vertigini.

Come fare per capire che si tratta proprio di vertigini da ansia? Come riconoscere un sintomo psicosomatico, una reazione fisiologica ad uno stato psicologico?

Sei passato da uno specialista all’altro: tutti hanno escluso che le vertigini siano la conseguenza di un problema cervicale, dell’orecchio interno, di emicrania vestibolare, ecc. Nella tua estenuante ricerca della verità, sei stanco e ancora più stressato: finché non troverai il modo di uscirne, ansia e vertigini non molleranno facilmente la presa.

Le vertigini sono innescate dagli attacchi di panico dati dall’ansia, dalla paura, dalla tensione provata in determinati momenti. La paura è capace di generare in noi una forte tensione muscolare, sudorazione profusa, respirazione accelerata o agitata, una percezione della realtà distorta. Tutto questo non fa altro che aggravare la situazione.

Le vertigini da ansia si riconoscono attraverso determinati segnali:

  • Non sono dovute a cause fisiologiche, lo confermano i risultati diagnostici;
  • Persistono ma si presentano in determinate situazioni di tensione, ansia o paura;
  • Si manifestano più come senso di instabilità che di vertigini vere e proprie;
  • Le vertigini peggiorano in situazioni che richiedono un uso intensivo della vista, quando questa è esposta a stimoli eccessivi;
  • La vertigine da ansia causa, in genere, una sensazione di stordimento, confusione mentale mentre le vertigini vere e proprie provocano perdita dell’equilibrio o svenimenti;
  • Chi è colpito da vertigine causata dall’ansia manifesta un’ipersensibilità al movimento (proprio e altrui);
  • La vertigine provata da una persona ansiosa è caratterizzata da una sensazione ‘interna’ di movimento: gira la testa, non l’ambiente che la circonda.

Fattori che alimentano le vertigini da ansia

Esistono alcuni fattori che possono alimentare o influenzare l’insorgenza delle vertigini da ansia:

  • Tensione muscolare tipica di chi è in atteggiamento di difesa per timori e ansie;
  • Panico e angoscia che possono provocare tachicardia (palpitazioni) ed aumento della pressione sanguigna e, di conseguenza, debolezza e mal di testa. Nel momento in cui la pressione scende, si manifestano vertigini e confusione mentale;
  • Mancanza di respiro (respiro corto) causata da un’iperventilazione, un modo di respirare rapido e superficiale che porta ad incamerare più ossigeno del necessario riducendo il livello di anidride carbonica. Lo squilibrio tra i due gas provoca vertigini, disturbi visivi, formicolio agli arti, debolezza alle gambe. Oltretutto, il respiro corto crea tensione e irrigidisce i muscoli del collo;
  • Stress, condizione costante di sovraccarico mentale che fa lavorare troppo il sistema nervoso centrale. Provoca confusione, giramenti di testa, debolezza, uno strano senso di disconnessione dal mondo.

Eliminare le vertigini da ansia: come?

Parti dall’idea che l’ansia provoca sensazioni spiacevoli ma non è una malattia, è qualcosa che si può dominare e sconfiggere. Quando viene sconfitta, le vertigini ed altri sintomi associati scompaiono.

Esistono tecniche per gestire l’ansia e dominarla, esercizi che tanto il Fisioterapista quanto l’Osteopata possono consigliarti. Si tratta di:

  • Esercizi di respirazione diaframmatica per ridurre l’iperventilazione. Respirare profondamente e correttamente regola il battito cardiaco e ristabilisce la tranquillità;
  • Esercizi di rilassamento muscolare che servono, indirettamente, a ridurre la tensione psico-fisica.

Le migliori terapie fisiche per sbloccare tensione, rigidità muscolare, per rilassare i muscoli (soprattutto del tratto cervicale e della schiena) imparando a dominare l’ansia sono:

–       Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;

–       Massoterapia;

–       Manipolazione miofasciale dei trigger point;

–       Esercizi di stretching, decompressione, posturali e propriocettivi per lavorare anche sul ripristino della coordinazione e dell’equilibrio.

Ansia, Vertigini e Postura: come intervenire

manipolazioni per ansia stress e vertigini

La postura non è soltanto il modo con cui stai eretto ma anche il modo di muoverti nello spazio, spostarti, mantenere un equilibrio in ogni momento. L’ideale sarebbe muoversi con armonia e funzionalità ottimale.

Le vertigini da ansia alterano questo equilibrio, la stabilità: a livello cerebrale si registra un ritardo nel calcolo dell’equilibrio. Di conseguenza, la postura è strettamente collegata al problema.

Se la postura è squilibrata, il cervello riceverà ‘messaggi’ destabilizzanti di allerta e pericolo, di ‘qualcosa che non va’. Deficit posturali, posture errate possono essere responsabili di sintomi ansiosi come le vertigini.

L’Esame Baropodometrico serve a controllare la condizione posturale di tutto il corpo. In caso di problemi posturali, il Fisioterapista esperto consiglia la Rieducazione Posturale Globale con il metodo Mezieres per la correzione posturale di tutta la colonna vertebrale.

Il Centro Ryakos ti offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale per pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

Consigli utili

Oltre a gestire e dominare l’ansia attraverso esercizi mirati, ti diamo alcuni consigli utili per combattere le vertigini:

  • Mantieni una buona idratazione dei tessuti bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno;
  • Impara a ridurre la tensione muscolare ripetendo a casa gli esercizi consigliati dal Fisioterapista;
  • Controlla la tua curva glicemica e, in caso di problemi, migliorala;
  • Colma eventuali deficit di vitamina B la cui carenza può favorire vertigini da ansia;
  • Controlla la pressione arteriosa: se troppo alta o troppo bassa il rischio di vertigini aumenta;
  • Elimina o riduci l’uso di sostanze che influiscono negativamente sulla circolazione (tabacco, alcol, sale, caffeina).

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