Cisti di Baker

Cisti di Baker: sintomi, cause, complicanze, rimedi, terapie risolutive

E’ necessario distinguere le cisti di Baker (o poplitee) dalle comuni cisti in quanto quelle di cui tratteremo nel presente focus si possono definire pseudo cisti non dotate di pareti proprie (come le classiche cisti) ma dal contenuto esclusivamente liquido.

Come si formano questi rigonfiamenti pieni di liquido e perché?

L’insieme di questa sorta di ‘ammortizzatori’ presenti nella capsula articolare del ginocchio possono, per vari motivi, infiammarsi e generare problemi meccanici creando, appunto, pseudo cisti.

Tali tumefazioni sono dovute ad un eccessivo accumulo di liquido sieroso in una delle borse sinoviali, sacche che contengono ‘lubrificante’ impegnato a ridurre l’attrito tra le varie parti anatomiche che compongono l’articolazione del ginocchio.

Le cisti di Baker, che si formano dietro il ginocchio (cavità poplitea), sono state descritte ed individuate nel 1877 da William Baker, medico chirurgo inglese da cui prendono il nome.

Le dimensioni di queste sacche piene di liquido variano a seconda della gravità del disturbo (da pochi millimetri ad alcuni centimetri): possono formarsi una o più cisti, ma raramente si sviluppano su entrambe le ginocchia.

Quali sono i sintomi e le cause? Le complicanze, i rimedi e le terapie?

Inizialmente, la ciste di Baker potrebbe risultare asintomatica: in tal caso, soltanto una visita specialistica (palpazione, ecografia o risonanza magnetica nucleare) eseguita in via del tutto casuale (per altri motivi) è in grado di individuare la patologia.

Man mano che la deformità cresce, aumentano proporzionalmente e gradualmente anche i sintomi che, in genere, sono:

– Comparsa di una massa anomala (simile ad un nodulo) nell’area posteriore del ginocchio che, se viene premuta, risulta dura;
– Dolore che, spesso, dal ginocchio si estende al polpaccio;
– Tensione muscolare;
– Edema (gonfiore) al ginocchio colpito;
– Eritema;
Limitazione funzionale e rigidità articolare;
– Sensazione di rumore, una sorta di click che si avverte quando si muove l’articolazione.

I vari sintomi appena elencati si presentano in maniera più o meno intensa a seconda della gravità della patologia. Sono dovuti alla graduale compressione della cisti sulle strutture adiacenti.

Complicazioni

La complicazione più frequente è data dalla rottura della membrana sinoviale della cisti di Baker cui segue la fuoriuscita del liquido che si versa sul muscolo del polpaccio: questa rottura è responsabile di gonfiore e dolore acuto al polpaccio, ecchimosi perimalleolare oppure al dorso del piede.

La complicanza più rara è legata, invece, ad un’eventuale calcificazione, infezioni (dovute a Streptococcus pneumoniae, Candida albicans, tubercolosi, brucellosi), emorragia o pressione ai danni del nervo peroneo e tibiale.

Bisogna saper riconoscere la rottura di una cisti di Baker da una tromboflebite (detta anche trombosi venosa profonda) perché quest’ultima è pericolosa ed è necessario intervenire tempestivamente con trattamenti specifici.

Cause ciste di baker

Per descrivere le cause è necessario suddividere le cisti di Baker in due tipologie:
Primaria, tipica dei bambini in età compresa fra i 4 ed i 7 anni;
Secondaria, tipica dell’età adulta (dai 35 ai 70 anni).

La cisti di Baker primaria può avere un’origine idiopatica ed insorgere senza un motivo preciso o apparente: l’articolazione del ginocchio del bambino si presenta sana.

Si pensa che a provocarla sia un passaggio anomalo di liquido sinoviale dall’articolazione del ginocchio alla borsa poplitea.

Le cause della cisti poplitea secondaria, tipica dell’età adulta, possono ricollegarsi a patologie preesistenti del ginocchio quali:

– Osteoartrite;
Gonartrosi (artrosi del ginocchio);
Artrite reumatoide;
– Artrite settica;
Lesione del menisco;
– Lesione dei legamenti;
– Gotta;
– Borsite primaria;
– Connettivite;
– Sinovite villo nodulare;
– Osteocondrosi disseccante;
– Amiloidosi;
– Traumi o microtraumi ripetuti a carico di una parte del ginocchio (ad esempio, per sforzo prolungato tipico del maratoneta o del runner);
– Ernia posteriore della membrana sinoviale (causata da artrite reumatoide).

Tutte queste patologie non fanno altro che produrre una maggior quantità di liquido sinoviale causando, appunto, la cisti.

Rimedi

cavo popliteo

Arrivati a questo punto, la domanda nasce spontanea: come si curano? Quali sono i rimedi ed i trattamenti finalizzati ad eliminare le cisti di Baker?

Finché non causano danni, particolari fastidi e dolori o, peggio ancora, complicanze, non serve nessuna cura. La cisti, in alcuni casi, può essere riassorbita spontaneamente seppure in maniera graduale (a volte, può impiegare un anno e mezzo per riassorbirsi.

In altri casi (dovuti, ad esempio, ad artriti) è necessario un intervento terapeutico specifico per evitare che il problema degeneri.

Per curare i sintomi (gonfiore, dolore, espansione della cisti) si può ricorrere all’uso di:

– Calze o fasciatura compressive;
– Ghiaccio applicato sulla zona colpita dalla cisti per 15-30 minuti, operazione da ripetere più volte al giorno;
– FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che, però, possono causare diversi effetti collaterali (ulcerazione, sanguinamento gastrico) e sono controindicati per chi è affetto da asma, ipertensione, insufficienza cardiaca e renale;
– Stampelle per non far gravare troppo il peso sull’arto interessato;
– Fisioterapia per potenziare i muscoli, renderli più elastici e, di conseguenza, ridurre lo stress ai danni dell’articolazione;
Trattamenti di tecarterapia (per drenare la borsa, rilassare e decontratturare i muscoli gastrocnemi, il muscolo popliteo e i muscoli femorali) ,ionoforesi (della durata di almeno 30 minuti) e applicazioni di kinesio taping(drenante decontratturante).
Questi rimedi terapeutici, nei casi meno problematici, sono risolutivi.

Qui un video di Esercizi utili

Cisti di Baker: terapia chirurgica nei casi più severi

Le misure terapeutiche, più o meno invasive, dipendono dalle cause che portano alla formazione della cisti di Baker.
Quando i rimedi descritti in precedenza non bastano (nel caso in cui la cisti sia causata, ad esempio, da patologie reumatiche, traumatiche o degenerative), si può ricorrere a:

Infiltrazioni a base di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione;
Aspirazione del liquido sinoviale in eccesso dalla borsa;
Particolari trattamenti in artroscopia (metodo meno invasivo) per drenare il liquido sinoviale e pulire l’articolazione.

Nei casi più severi, quando la grandezza della cisti e l’area coinvolta possono raggiungere livelli di pericolosità, la terapia risolutiva è quella chirurgica in grado di alleviare i sintomi ma, soprattutto, di limitare i danni articolari del ginocchio asportando la cisti.

Si tratta del metodo più invasivo, indicato quando le cisti raggiungono dimensioni eccessive, che consiste nella recisione della porzione anatomica che ospita la cisti di Baker. E’ l’ultima spiaggia, l’intervento risolutivo nel caso in cui l’artroscopia non si rivela sufficiente a raggiungere i risultati sperati.

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Dolore dietro al ginocchio

Dolore dietro al ginocchio

Il dolore dietro al ginocchio è un problema abbastanza comune soprattutto nei pazienti sportivi e in quelli anziani affetti da artrosi.

Tale problematica inficia la vita di tutti i giorni come lo svolgere un semplice movimento, il salire o scendere le scale.

La risoluzione di tale sintomatologia dolorosa dipende in primis dalla diagnosi corretta e dalle cure mediche e Fisioterapiche.

Se non curata correttamente la causa il sintomo risulterà essere sempre presente o scomparire per un periodo limitato di tempo.

Da cosa è causato il dolore dietro il ginocchio?

Le cause del dolore dietro al ginocchio vanno ricercate a più livelli.

Le principali e più frequenti sono:

  • cisti di Baker che risulta essere il disturbo più comune che dà dolore dietro al ginocchio(cavo popliteo), limita i movimenti di flessione dello stesso come nel salire le scale. La cisti di Baker consiste nella formazione e nell’ispessimento della borsa posta posteriormente tra il muscolo gastrocnemi e il muscolo semimembranoso. Tale cisti molto spesso è causata da una patologia primaria come un’artrosi del ginocchio;
  • Lesione meniscale: una lesione meniscale a carico del corno anteriore o posteriore del menisco provoca dolore sia nei movimenti di flesso/esntesione del ginocchio che nei movimenti di rotazione interna ed esterna dedlla tibia sul femore;
  • contrattura muscolare: una contrattura dei muscoli posteriori della gambe e della coscia può provocare un dolore talvolta intenso in questa regione limitando inoltre i movimenti e la forza muscolare oltre che l’elasticità;
  • Tendinite.

Queste sono le principali cause di dolore dietro al ginocchio e pertanto una Valutazione approfondita consente un trattamento mirato e focalizzato sulla cause della sintomatologia dolorosa e sul deficit di mobilità.

Dolore dietro ginocchio: come si diagnostica?

La diagnosi è di tipo medico clinico Obiettivo e strumentale.

I pazienti molto spesso riferiscono: ” ho dolore al ginocchio quando lo piego”-

Il medico Ortopedico tramite test specifici testerà l’articolazione femoro-tibiale, i menischi e la presenza di un eventuale cisti di Baker.

Molto importanti saranno i test per la valutazione dell’ integrità dei menischi e/o di una patologia di tipo artrosico.

A supporto della valutazione clinica vengono le indagini strumentali come la radiografia o la risonanza magnetica per diagnosticare appunto una lesione del menisco o la presenza di un’ artrosi o cisti di baker.

Molto importante risulta inoltre essere la diagnosi fisioterapica e funzionale.

Vengono eseguiti test di mobilità di flessione/estensione e rotazione interna ed esterna di tibia su femore.

In una valutazione approfondita devono essere tenute in considerazione le articolazioni della caviglia e del piede oltre che del ginocchio, dell’ anca e del bacino quindi di tutto l’arto inferiore.

Una disfunzione del piede o del bacino può provocare un dolore dietro al ginocchio causato da una tensione muscolare anomale/eccessiva e pertanto individuare disfunzioni nelle regioni adiacenti risulta fondamentale.

I muscoli che devono essere tenuti in considerazione e testati attentamente sono tutti i Muscoli della regione posteriore della coscia e della gamba.

Vengono quindi testa i muscoli gastrocnemi, soleo, tibiale posteriore, popliteo, bicipite femorale, semimembranoso, semitendinoso.

Una contrattura di tali muscoli può provocare una retrazione eccessiva della catena posteriore instaurando quindi un dolore dietro al ginocchio.

Gonfiore deitro ginocchio: quale terapia medica seguire?

La terapia medica in tutti i casi prevede l’utilizzo i farmaci antinfiammatori non steroidi per ridurre l’infiammazione.

Nei casi in cui vi sia un’ infiammazione acuta a causa di una lesione meniscale o un artrosi importante il Medico può optare per un infiltrazione di cortisone e/o di acido ialuronico per consentire al paziente di migliorare sin da subito la sintomatologia dolorosa e affidarsi al più presto alla cure di un Fisioterapista.

Gli integratori non danno risultati soddisfacenti e pertanto non vengono molto prescritti dai Medici in questo caso.

Rimedi naturali

I rimedi naturali in caso di dolore dietro al ginocchio consistono nel riposo funzionale, negli esercizi di stretching dei muscoli posteriori di gamba e coscia e del polpaccio (non in fase acuta), applicazioni di impacchio di ghiaccio, impacchi di voltaren e/o arnica.

I tutori sono consigliati e il riposo va osservato solo nella fase più acuta della patologia che in genere dura circa 15 giorni.

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Nei casi vi sia un gonfiore eccessivo è bene elevare l’arto per migliorare la circolazione e drenare.

I trattamenti di Fisioterapia nel dolore dietro al ginocchio

I trattamenti Fisioterapici consentono di ridurre il fastidio e dolore, migliorare l’infiammazione, drenare il liquido in eccesso nella borsa, migliorare la mobilità dei menischi e la mobilità articolare globale del ginocchio e rendere la muscolatura più elasticità e quindi più forte.

I migliori trattamenti in caso di lesione del menisco, cisti di baker e/o artrosi del ginocchio che provocano per l’appunto dolore dietro al ginocchio sono:

La tecarterapia è una radiofrequenza che consente tramite delle applicazioni di circa 30 minuti di ridurre il dolore e l”infiammazione locale, la rigidità muscolare. I benefici sono apprezzabili sin dalle prime applicazioni a patto che ci si affidi a strutture che dispongono di apparecchiature e specialisti Human Tecar.

La terapia Manuale consente di migliorare la mobilità articolare, di piegare meglio il ginocchio, viene in soccorso in caso di lesioni del menisco tramite manipolazioni che consentono di liberare i menischi facendoli ritornare sui loro “binari” articolari, eliminare le contratture tramite la valutazione e la digitopressione dei trigger point dolorosi, oltre che eseguire tecniche manuali di decoaptazione articolare per consentire ai pazienti affetti da artrosi di beneficiare di tale tecnica ossigenente per l’articolazione.

Grazie alla terapia manuale inoltre possono essere trattate e soprattutto valutate tutte le articolazioni, come detto precedentemente, che possono essere la causa primaria di un dolore dietro al ginocchio.

Il kinesio taping invece è molto utile per ridurre il gonfiore, drenare la cisti di Baker e dare un effetto decontratturante sui muscoli rigidi e contratti..

In genere questo tipo di trattamento risolve completamente la sintomatologia dolorosa ed evita eventuali recidive.

L’ intervento chirurgico viene eseguito solo nel caso in cui vi sia un danno meniscale importante o un artrosi che è destinata a protesi.

Tecarterapia ginocchio

Tecarterapia ginocchio: è utile?

La tecarterapia ginocchio è uno dei trattamenti più richiesti dai nostri pazienti.

In questo articolo ci concentreremo sullì utilizzo della tecarterapia nelle patolgie del ginocchio, sull’utilizzo, a chi affidarsi, sui costi e sui benefici.

Che cos’è?

La tecarterapia è una radiofrequenza con una solo frequenza di lavoro e vi è possibilità di eseguire la tecarterapia ginocchio con due modalità che permettono il trattamento superficiale o profondo: capacitivo(superficiale) e resistiivo(profondo).

La tecar è nata nel 1998 per la medicina dello Sport ed oggi viene utilizzata in tutte le patologie osteo- articolari e muscolari.

La prima e unica Tecar si chiama Human Tecar ed è l’ unica ad avere une frequenza brevettata dopo studi scientifici che ne garantiscono i risultati.

Altri strumenti non possono pertanto lavorare alla frequenza della Human Tecar e pertanto i risultati non sono garanti ne sicuri.

La tecarterapia consente un trattamento della patologie del ginocchio sia nella fase acuta che cronica grazie alla diverse modalità e potenze di erogazione.

Nel caso in cui vi sia un’ infiammazione acuta non deve essere erogato calore nella zona per non peggiorare la situazione e grazie alla tecarterapia il trattamento può essere svolto in modalità atermica.

La tecarterapia sfrutta l’energia all’ interno dei tessuti stimolando quindi :

Benefici

I benefici, apprezzabili sin dalla prima applicazione sono:

  • diminuzione del dolore
  • riduzione dell’ infiammazione
  • azione decontratturante
  • drenaggio dei liquidi
  • miglioramento della mobilità articolare
  • migliore elasticità muscolare.

La tecarterapia ginocchio viene eseguita da un Esperto Fisioterapista che dopo una scrupolosa valutazione Fisioterapia e Funzionale associerà al trattamento le tecniche manuali più indicate nel singolo caso.

Possono essere eseguite tecniche massoterapiche drenanti o decontratturante durante la fase capacitiva agendo quindi sulle contratture dolorose e sul sistema linfatico nel caso di edema, versamento, ematoma.

Durante la fase resistiva di tecarterapia ginocchio vengono eseguite tecniche manuali come la kinesiterapia, la mobilizzazione, digitopressione dei trigger point, manipolazioni articolari, pompage e tutte le altre tecniche fisioterapiche indicate nel singolo caso.

Pertnato si comprende che tale metodica è operatore dipendente e i risultati dipendono dalla preparazione del Fisioterapista e dalla qualità del macchinario.

In quali casi funziona?

La tecarterapia ginocchio è particolarmente indicata in caso di:

tecar terapia al ginocchio

In base alla diagnosi e alla patologia vengono quindi impostate le modalità di esecuzione, le tecniche manuali fisioterapiche e riabilitative, le potenze e le zone di trattamento.

A chi affidarsi per la tecarterapia ginocchio?

Come detto precedentemente è bene affidarsi a centri Human tecar dove sono presenti sia apparecchi brevettati e di una certa qualità che operatori Human Tecar Specialist che frequentano costantemente corsi di aggiornamento sulla Metodica Tecar.

L’ esperto Humna Tecar Specialist oltre ad avere competenze nel trattamento di tecarterapia è un Fisioterapista e pertanto la sua valutazione è di fondamentale importantza nella riuscita del trattamento.

Nelle patologie del ginocchio oltre alla valutazione e diangosi ortopedica iniziale il Terapeuta esperto deve valutare eventuali problematiche a carico della caviglia, dell’ anca e del bacino.

Una disfunzione a tale livello può avere ripercussioni sul ginocchio e pertanto un trattamento di tecar se non erogato nella giusta zona non porta alcun beneficio.

Devono essere inoltre valutati tutti i muscoli della gamba e della coscia che se hanno una contrattura o un deficit di tono possono creare dolore al ginocchio.

I muscoli che spesso sono coinvolti nel dolore del ginocchio sono: soleo, popliteo, bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso, adduttori, e tutti i muscoli del quadricipite( retto femorale, vasto mediali-laterale-intermedio).

Inoltre va valutato anche l’angolo di valgismo e varismo e nel caso vi sia una problematica a tale livello impostato successivamente un trattamento riabilitativo di tipo Posturale per trattare globalmente la disfunzione del ginocchio.

Quanto costa una seduta?

In genere il costo di una seduta di tecarterapia Ginocchio è di 30 Euro.

Nel nostro centro il prezzo di un trattamento di tecarterapia comprende anche il massaggio manuale e le tecniche di riabilitazione.

Offriamo uno sconto del 20 % per pacchetti di 10 sedute e quindi la seduta costa solo 24 per applicazione.

Quanto dura un trattamento tecar al ginocchio?

Un trattamento di tecar al ginocchio dura in media 30 minuti.

Nei casi più gravi e acuti si può proloungare il trattamento portandolo ad un ora o eseguendo due applicazioni durante il giorno da 30 minuti.

Gli sportivi agonisti per accelerare i processi di guarigione e di autoriparazione si sottopongono a più sedute durante il giorno anche di un ora per seduta.

Non vi sono controindicazione alla applicazioni di tecarterapia e pertanto possono essere anche prolugate.

Le uniche controindicazioni della tecarterapia riguardano i pazienti in stati di Gravidanza, Portatori di apparecchiature di Pace Maker e Neoplasie.

La tecarterapia al ginocchio può essere eseguita sia sui bambini che nei pazienti che hanno protesi di tipo metallico o al titanio.

Quante sedute occorrono?

A meno che non vi siano esigenze particolari o bisogna riprendere rapidamente l’attività sportiva nel nostro centro consigliamo applicazioni di tecarterapia trisettimanali a giorni alterni per dare tempo al corpo di reagire allo stimolazione cellulare e quindi procedere all’autoriparazione.

Il ciclo consta in genere in dieci sedute ma talvolta in caso di lievi problematiche possono bastare anche solo 5 sedute.

tecar infiammazione del ginocchio

Molto importante nella fase di guarigione eseguire sedute di riabilitazione con il Fisioterapista oltre ad seguire costantemente gli esercizi assegnati dal Terapeuta.

La tecarterapia è uno strumento molto utile al Fisioterapista ma non può sostituire e non deve sostituire ne le mani del Terapeuta ne l’esercizio fisico attivo del paziente.

Prenota un trattamento di tecarterapia ginocchio o una Visita Gratuita allo 0813419278

Laserterapia ginocchio

Laserterapia ginocchio: quando è utile farla?

La laserterapia ginocchio è molto utile in caso di infiammazione e dolore al ginocchio in caso di patologie acute e croniche.

Molto utilizzata in caso di lesione del menisco, gonartrosi, infiammazioni tendinee la laserterapia ginocchio è un trattamento non invasivo che da risultati immediati sul dolore e sulla risoluzione definitiva dell’ infiammazione locale.

Tramite il laser yag è possibile eseguire un trattamento focalizzato sulle aree interessate da infiammazione.

Il laser è un raggio di luce con una particolare lunghezza d’onda che a contatto con i tessuti biologici innesca una serie di benefici quali: antalgico, antinfiammatorio, biostimolante, drenante, antiedemigeno.

Tali benefici sono ottenibili grazie alle diverse modalità di emissione e alla diverse potenze erogate manualmente dall ‘operatore.

In quali Patologie è indicata la laserterapia ginocchio?

La laserterapia al ginocchio è utile come detto precedentemente in tutte le patologie del ginocchio di natura infiammatoria, muscolare e traumatica quali:

  • meniscosi
  • gonartrosi
  • tendinite rotulea
  • tendinite della zampa d’oca
  • lesione muscolare del quadricipite
  • trauma contusivo
  • trauma distorsivo
  • sindrome femoro rotulea
  • infiammazione legamentosa

Grazie alle modalità di emessione di avanguardia il Laser Yag è il miglior di laser d’avanguardia poichè consente di massimizzare i tempi di trattamento e di erogare la modalità di emissione laser più indicata.

Ecco un Video sul Laser Yag

Il laser Yag prevede vari tipi di modalità quali: 

  • e quadro c: funzione antalgica
  • Cw. antinfiammatoria e biostimolante
  • Pulsato 1/2/3 modalità antinfiammatoria prevista nel trattamento delle fasi acute e sub acute.

A chi rivolgersi?

Praticare sedute di laserterapia ginocchio con strumentazioni non d’avanguardia è come non eseguire per nulla il trattamento.

E’ bene sempre scegliere e affidarsi a centri che utilizzano tecnologia d’avanguardia, che dispongono di strumentali ad alte potenze con varie modalità di emissione.

La laserterapia a scansione per esempio risulta essere inefficace a causa delle frequenze di erogazione bassissime e poichè il trattamento non è focalizzato sull’ area di interessa. Il nome a scansione spiega bene l’utilizzo di tale strumento che ormai è in disuso e lo si trova solo nei centri convenzionati o in quelli dove non si dà molta importanza ne al paziente ne agli strumenti.

Il Laser da scegliere e quindi il centro deve essere almeno un Laser Yag con 8 Watt di potenze e ad erogazione puntata.

Prenota un trattamento Laser allo 0813419278 o una visita gratuita.

Protesi Ginocchio

Protesi Ginocchio

La protesi ginocchio rappresenta la fase finale dell’artrosi al ginocchio. L’artrosi al ginocchio è imputabile a molteplici fattori, come deformità congenita, traumi ed artrite reumatoide. Può generare varismo o valgismo.

I fattori di rischio per artrosi del ginocchio sono: obesità, età, artrosi generalizzata, traumi o lesioni del ginocchio, interventi chirurgici sul ginocchio, sesso.

Gli indicatori della presenza di artrosi del ginocchio sono : dolore durante l’attività e rigidità con versamento, scricchiolio al ginocchio, mobilità limitata.

Il trattamento dell’artrosi del ginocchio può essere:

  • Conservativo – con iniezioni di acido ialuronico, di steroidi intrarticolare o piastrinico, tutte di breve effetto e di durata. In contemporanea l’uso di elettrostimolazione in pazienti con muscoli ipotonici, esercizi attivi di mobilità dell’anca, il ginocchio e la caviglia, tutore di ginocchio, trattamento artroscopico del ginocchio, anche esso un palliativo e non molto utile perché ha un effetto solo temporaneo ed infine l’osteotomia del ginocchio con una distribuzione meccanica diversa dal punto di vista del carico.
  • Protesi totale del ginocchio – le indicazioni per tale ipotesi, sono un dolore disabilitante con menomazione funzionale e fallimento di tutte le misure conservative su menzionate, inclusi gli ausili (bastone), antiinfiammatori, modificazione dello stile di vita.

Il trattamento conservativo in caso di gonartrosi del ginocchio prevede uso di ghiaccio, infiltrazioni di acido ialuronico che permettono un migliore scivolamento dei capi articolari, laserterapia, ionoforesi, tecarterapia, esercizi di rinforzo isometrico e concentrico, massaggio decontratturante e allungamento dei muscoli della catena posteriore quale soleo, gastrocnemi, femorali, semimembranoso e semitendinoso.

Uno dei trattamenti con alto indice di efficienza risulta essere la tecarterapia che grazie al suo effetto antalgico-antinfiammatorio migliora il dolore al ginocchio, rilassa i muscoli contratti, riduce il gonfiore apportando miglioramenti notevoli alla mobilità articolare generale.

Il tutore per il ginocchio può essere utile per contenere il dolore e l’infiammazione.

Controindicazioni alla protesi di ginocchio:

  • Infezioni recenti e recidivanti;
  • Infezioni sistemica;
  • Artropatia neuropatica;
  • Fusione solida di ginocchio;
  • Osteoporosi grave;
  • Cattive condizioni di salute;
  • Vascolarizzazione periferica non adeguata.

La protesi totali di ginocchio può essere non vincolata, semivincolata e vincolata. Ovviamente prima dell’esecuzione chirurgica dell’impianto di protesi è necessario una fisioterapia preoperatoria con: addestramento al trasferimento del paziente dal letto alla sedia, in bagno, nella vasca, l’insegnamento a camminare con il deambulatore e prevenire possibili lussazioni.

Dopo l’intervento di protesi ginocchio e ancora in fase di ricovero e necessario:

  • Rinforzare il quadricipite interessato dalla protesi di ginocchio con contrazione attiva
  • Riprendere il trasferimento dal letto alla sedia
  • Camminare con il deambulatore in modo indipendente o con 2 canadesi
  • Controllare tumefazione e infiammazione
  • Mobilizzare passivamente da 0° a 40° ed in seguito fino a 90° il ginocchio con la protesi.

Con il rientro a casa:

  • Continuare con la mobilizzazione passiva
  • Utilizzo della cyclette
  • Trasferimenti autonomi
  • Esercizi per tutti i muscoli interessati alla deambulazione.

Dopo una protesi ginocchio le attività consigliate a lungo termine sono:

  • Cyclette
  • Ballo liscio
  • Golf
  • Nuoto
  • Cammino

Con qualche raccomandazione

  • Bowling
  • Scherma
  • Vogatore
  • Cammino veloce

Da evitare

  • Baseball
  • Pallacanestro
  • Football
  • Squash
  • Calcio
  • Pallavolo

Per una più rapida ripresa oltre tutto ciò già menzionato è possibile associare terapia strumentale quale TEKAR che elimina l’infiammazione e decontrae la muscolatura permettendo una più adeguata mobilizzazione della protesi del ginocchio .

Esercizi Protesi Ginocchio

Prima Valutazione della protesi ginocchio allo 0813419278.

Bandelletta ileotibiale

Sindrome della bandelletta ileotibiale: cos’é?

La Sindrome della bandelletta ileotibiale detta anche ginocchio del corridore indica un’infiammazione della regione  a carico del tratto ileo-tibiale ovvero la zona laterale femorale in cui si uniscono il femore e la tibia, zona appena sotto la fascia lata.

Questo muscolo é di fondamentale importanza poiché ritenuto responsabile della stabilitá laterale dell’articolazione femoro-tibiale e senza di esso l’articolazione tenderebbe ad aprirsi.

Inoltre alla palpazione proprio per la funzione appena descritta troveremo un muscolo sempre dolente e iper-trofico.Denominato ginocchio del corridore o benderella ileotibiale perché colpisce spessi chi pratica podismo e in maniera minore chi pratica altri sport e quindi che la si puó inserire nelle patologie da sovraccarico.

Cause della sindrome della bandelletta ileotibiale

Tra le cause piú importanti della sindrome della bandelletta ileotibiale troviamo i deficit anatomici quali varismo di tibia o femore, eterometria degli arti inferiori oppure un brusco cambiamento dei carichi di allenamento tipico dei podisti amatoriali che saltano le tappe di allenamento e preparazione.

sindrome della bandelletta

Sintomi della bandelletta ileo tibiale

Tale sindrome si manifesta con un dolore continuo ,ma allo stesso tempo non acuto il che manifesta il sovraccarico, sulla faccia esterna del ginocchio.

Il dolore aumenta e si accentua notevolmente quando si effettua una flessione oltre i 30 gradi del ginocchio. Inoltre il dolore diminuisce col riposo e si accentua con l’attività.

Un altro aspetto da non sottovalutare risiede nel sovraccarico atletico.

Come risolvere la sindrome della bandelletta ileotibiale?

La diagnosi è quasi esclusivamente obiettiva e si evoca dolore alla digitopressione della zona laterale del ginocchio.

Utile il test ortopedico di Ober che consta nell’estensione dell anca in decubito laterale dal lato opposto da esaminare.

Questo test indica una retrazione del tensore della fascia lata.

Spesso si può confondere questa problematica con lesione del menisco laterale, tendinite del bicipite femorale o del popliteo o gonartrosi.

Le indagini strumentali utili possono essere la radiografia e l’ecografia.

Il trattamento terapeutico consta nel riposo e in terapia fisica strumentale quali tecarterapia e/o onde d’urto nella prima fase.

Passata la fase sub-acuta si procede con una valutazione approfondita degli arti inferiori.   Quindi verranno valutati il piede, il ginocchio, l’anca e il bacino valutando eventuali asimmetrie o disfunzioni.

Verrà effettuato inoltre un trattamento di rieducazione funzionale tramite esercizi propriocettivi e di stretching, tramite trattamenti per migliorare la gestualità, la coordinazione e la forza con le vibrazioni meccano-sonore e pedane propriocettive.

Dopodiché per il recupero totale si procederà in base a ciò che è stato evidenziato con il trattamento più adatto della causa che potrà prevedere utilizzo di plantari, rieducazione posturale, trattamento osteopatico.

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Ginocchio valgo

Ginocchio Valgo : una guida completa

Anatomia del Ginocchio

Prima di procedere alla descrizione del ginocchio Valgo studiamo e analizziamo l’anatomia del ginocchio.

Il ginocchio è l’articolazione dell’arto inferiore che principalmente lavora contro il potere della forza di gravità.

Durante il passo, infatti, e nella statica, il peso del corpo si scarica sul ginocchio in modo tale che all’articolazione è richiesta la massima stabilità.

Il ginocchio è un articolazione complessa, in quanto ne prendono parte il femore con i sui massicci condili; mediale e laterale, la rotula anteriormente e i condili della tibia.

Tra i condili tibiali e quelli femorali si trovano i menischi, importanti cuscinetti cartilaginei, che permettono a tali estremità ossee di scivolare l’uno sull’ altro senza attrito ne sfregamento.

Il ginocchio è rinforzato da un imponente apparato muscolare- legamentoso, che permette al ginocchio di effettuare movimenti di flesso-estensione in massima sicurezza.

Guardiamo un Video dell Anatomia del Ginocchio

Cosa si intende per Ginocchio Valgo?

Il ginocchio valgo, di per sé, è una deformità anatomica che consiste nella rotazione interna delle ginocchia.

Chiamate anche ginocchia a X,in quanto il femore devia marcatamente verso l’interno e la tibia invece deflette verso l’esterno, in questo modo le ginocchia si toccano tra loro, mentre i piedi sono notevolmente distanziati, l’immagine che si ottiene, guardando entrambi gli arti è appunto quella di una X.

Possiamo affermare che il ginocchio valgo è causato da un anomalia nell’allineamento tra femore e tibia, queste in condizioni normali formano un angolo leggermente chiuso verso l’esterno diciamo un angolo piatto, in condizioni di valgismo invece, la tibia e il femore non si trovano sullo stesso asse longitudinale ma voltano verso l’interno, formando un angolo ottuso aperto lateralmente e un angolo acuto medialmente.

Quando il Ginocchio Valgo diventa patologico?

In realtà un leggero grado di valgismo del ginocchio è considerato del tutto normale e non incide sulla funzionalità del ginocchio.Quando l’angolo aperto all’esterno, formato dall’asse della coscia con quello della gamba si riduce al di sotto di 160°, il valgismo è considerato patologico. In questi casi, al difetto estetico può associarsi quello funzionale.

Nell’infanzia è frequentissima la tendenza delle ginocchia al valgismo e nella maggioranza dei casi si risolve naturalmente entro gli 8-9 anni.

In ogni caso, è necessario appurare l’entità della deviazione angolare in modo da poter giudicare se essa rientri nel limite del fisiologico o del patologico.

Tale accertamento riveste ai fini terapeutici una grande importanza, perché in base ad esso verranno decise le cure da adottare.

valgismo

 

 

 

 

 

 

Quali sono le cause del Ginocchio Valgo?

Sono 5 le cause principali di ginocchio valgo nell’adulto:

Insufficienza muscolare a carico del piccolo medio e grande gluteo, questo comporta una debolezza a livello dell’anca, se tali muscoli non sono abbastanza forti da garantire una regolare abduzione dell’anca, il femore tenderà ad orientarsi verso l’interno.

Insufficienza muscolare a carico del quadricipite femorale, in particolare il vasto mediale che attraverso la sua contrazione si ottiene un extra-rotazione della rotula ovvero questa può guardare lateralmente. Se il vasto mediale è debole la rotula si orienterà verso l’interno ottenendo lo strabismo rotuleo.

Insufficienza muscolare del semitendinoso e semimembranoso, sono muscoli posteriori della coscia pertanto stabilizzano il ginocchio a livello posteriore, come per il vasto mediale anche la debolezza del semimembranoso e del semitendinoso comporta una deviazione del ginocchio verso l’interno.

Rigidità della caviglia, per rigidità si intende la difficoltà della caviglia a compiere movimenti di dorso-flessione ovvero il movimento che ci permette di spostare il peso del corpo sui talloni e di alzare le dita e l’avampiede da terra, Questa rigidità del piede comporta una sua pronazione(il piede cade internamente) con conseguente rotazione interna della tibia che si riflette anche a livello del ginocchio e delle anche.

Causa anatomica, quando il valgismo è la diretta conseguenza di un anomalia della struttura anatomica del bacino, o del femore, o della tibia, o del piede.

Quali sono le maggiori complicazioni del ginocchio valgo?

Il mancato allineamento tra femore e tibia con il tempo comporterà svariate complicanze che sono direttamente proporzionali alla gravità del valgismo.

Le principali complicazioni sono:

Gonartrosi e meniscopatia; in caso di ginocchio valgo il peso del corpo non è adeguatamente distribuito sull’intera superfice articolare, ma bensì, sarà spostato nella parte laterale del ginocchio, questa condizione comporterà una maggiore usura dei condili laterali e del rispettivo menisco.

Sindrome rotulea dolorosa; dovuta ad una anomalia dell’angolazione della rotula che, in presenza di ginocchio valgo, è costretta a guardare internamente.

Dolore al ginocchio cronico; il dolore che impedisce di camminare per lunghi tratti, si accentua con la deambulazione e diminuisce con il riposo, spesso è localizzato nella parte laterale del ginocchio ma si può avvertire anche a livello delle anche e dei piedi.

Sono utili i plantari?

I plantari risultano essere molto efficaci,in presenza di ginocchio valgo, per sostenere il piede nella parte mediale ovvero interna.

I plantari hanno l’importante funzione di assorbire le sollecitazioni e gli urti, che in condizioni normali vengono ben tollerate dalle nostre articolazione, ma in presenza di valgismo delle ginocchia, queste sollecitazioni continue si tramutano in microtraumi, usura precoce e infiammazione del ginocchio.

Per questi motivi l’uso del plantare, elaborato inseguito ad un accurata valutazione baropodometrica, è assolutamente consigliato per limitare il sovraccarico funzionale sia del ginocchio sia del piede.

Molto utile può risultare un tutore per il ginocchio per limitare il dolore acuto.

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Il ginocchio valgo si può correggere?

La correzione del ginocchio valgo dipende da svariati fattori come; l’entità della deformità, se lieve media o grave, dalla precocità con cui si inizia un percorso di tipo fisioterapico e posturale.

E’ fondamentale rivolgersi ad un bravo Ortopedico per cercare di contrastare il valgismo ma soprattutto per arrestarne l’evoluzione quindi la gravità della malformazione.

Qual è la terapia del ginocchio valgo?

La terapia del ginocchio valgo si sviluppa attraverso 3 tipi di interventi:

  1. L’elaborazione di un plantare su misura o preconfezionato di alta qualità come quelli Noene;
  2. Programma di Fisioterapia, cucito su misura in base alla gravità del valgismo. Gli esercizi di fisioterapia mirano al rinforzo dei muscoli deficitari che contribuiscono al mancato allineamento tra femore e tibia.
  1. Rieducazione Posturale con il Metodo Mezieres, tutte le strutture anatomiche si muovono grazie al rapporto che hanno le une con le altre, e di conseguenza si influenzano reciprocamente. In presenza di ginocchio valgo si creano altri scompensi di tipo posturale che coinvolgono la colonna vertebrale e l’intero arto inferiore. Un approccio di tipo globale è essenziale in qualsiasi genere di deformità, anche lieve. La rieducazione posturale mira infatti a migliorare l’armonia e la funzionalità di tutte le componenti, attraverso il riallineamento delle simmetrie corporee.

E’ utile la terapia farmacologica?

La terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di FANS, farmaci anti-infiammatori non steroidei, hanno un effetto analgesico e antipiretico sono indicati solo in caso di infiammazione e dolore acuto dell’articolazione.

Utili, soprattutto nella fase di prevenzione, sono gli integratori alimentari a base di Glucosamina,Prolina, Vitamina C e Vitamina D, che presi regolarmente intensificano la produzione di collagene, contribuendo alla rigenerazione e alla protezione delle cartilagini e del tessuto osseo.

Quando il ginocchio valgo va operato?

Il trattamento chirurgico è indicato in casi estremi in cui la deformità incide sensibilmente sulla qualità della vita.

In età adolescenziale il medico chirurgo procederà con un epifisiodesi temporanea, che consiste nel bloccare o rallentare l’accrescimento delle cartilagini, che nella prima fase della vita sono attive quindi crescono, per poi evolversi con la maturità scheletrica in tessuto osseo.

L’ obiettivo di questo intervento è quello di uniformare l’asse di carico in modo tale che il peso sia adeguatamente distribuito su tutta la superfice articolare.

In età adulta è indicata invece l’osteotomia femorale, ossia la resezione della porzione di osso danneggiato dalla mancata simmetria di carico e un rimodellamento della superfice articolare, eliminando in modo parziale o totale il sovraccarico funzionale.

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