Ginocchio-gonfio

Ginocchio gonfio

Ginocchio gonfio con o senza dolore: sintomi, cause, cosa fare, cure

Puoi ritrovarti con un ginocchio gonfio con o senza dolore, ma sappi che non si tratta di una patologia. Il versamento di liquido all’interno dell’articolazione del ginocchio altro non è che una conseguenza diretta, ben visibile all’esterno, di una lesione localizzata nella capsula articolare.

La cosiddetta ‘acqua nel ginocchio’ è un problema frequente dovuto all’accumulo di liquido all’interno o intorno all’articolazione.

Cause e sintomi variano a seconda del tipo di versamento che, a sua volta, dipende dalla lesione delle varie componenti articolari del ginocchio.

Cosa fare? Scopri i rimedi, le terapie più efficaci a seconda della problematica, quando e come interviene la Fisioterapia attraverso trattamenti di elezione.

Ginocchio gonfio: anatomia e diversi tipi di versamento

ginocchio gonfio cause

L’articolazione del ginocchio, una tra le più importanti e complesse del corpo umano, è costantemente sottoposta a vari tipi di movimento, perciò può andare incontro a lesioni seppure legamenti e menischi siano preposti per evitare un eccessivo stress meccanico.

I diversi tipi di versamento sono associati alla lesione delle varie componenti articolari: ossee (femore, tibia, rotula) e non ossee (menischi, legamenti crociati e legamenti collaterali).

Di conseguenza, avremo versamenti di liquido di tipo:

  • Sieroso, causato da un processo infiammatorio o dalla lesione dei menischi;
  • Adiposo, caratterizzato da liquido con tracce di grasso (ma anche sangue), tipico della frattura ossea;
  • Ematico, con presenza di sangue senza grasso, tipico di una lesione dei legamenti crociati;
  • Purulento (evenienza rara) associato ad un processo infettivo (batterico) a carico del ginocchio.

Sintomi

Generalmente, il versamento di liquido nel ginocchio è accompagnato dai seguenti sintomi associati:

  • Gonfiore localizzato;
  • Ecchimosi o ematoma;
  • Dolore nel muovere la gamba o alla palpazione;
  • Arrossamento cutaneo nell’area dell’articolazione interessata;
  • Limitazione della funzionalità e mobilità articolare, difficoltà a muoversi;
  • Traumatismi esterni evidenti, lesioni o ferite;
  • Calore al tatto;
  • Eventuali fratture delle ossa coinvolte.

Cause

ginocchio gonfio e infiammato

Le cause responsabili del ginocchio gonfio possono essere diverse:

  • Infortunio, trauma (contusione, distorsione del ginocchio, lesione del menisco o della cartilagine, frattura del ginocchio, rottura dei legamenti);
  • Processo infiammatorio (liquido sinoviale generato da artrosi, artrite);
  • Stress meccanico e ripetuti microtraumi;
  • Conseguenza post-operatoria;
  • Infezione articolare;
  • Gravidanza;
  • Gotta;
  • Borsite;
  • Cisti di Baker (in questo caso, il gonfiore è localizzato dietro, nella parte posteriore del ginocchio).

Cause decisamente più rare del gonfiore al ginocchio sono:

  • Lussazione della rotula;
  • Ginocchio del corridore (infiammazione del tendine rotuleo);
  • Tumore osseo;
  • Trombosi venosa profonda;
  • Problemi di circolazione (ad esempio, di coagulazione del sangue).

Fattori di rischio

Le persone più colpite da versamento e gonfiore al ginocchio sono:

  • Soggetti di mezza età o anziani che soffrono di gonartrosi (artrosi ginocchio) e artrite reumatoide;
  • Persone obese o in sovrappeso;
  • Soggetti in terapia anticoagulante, predisposte ad emorragie;
  • Chi pratica sport come calcio, basket, rugby, particolarmente esposti a traumi da contatto o bruschi cambi di direzione.

Diagnosi

cura ginocchio gonfio

Soltanto attraverso un’accurata diagnosi è possibile analizzare il tipo di lesione e la gravità del disturbo per, poi, valutare la terapia più adeguata per intervenire.

La diagnosi comprende:

  • Esame obiettivo e anamnesi (inclusi test specifici e manovre eseguite dal medico ortopedico);
  • Artrocentesi, esame specialistico invasivo che consiste nel prelevare dall’articolazione ed analizzare una parte del versamento articolare. Con questo esame si potrà evidenziare la presenza o meno di sangue, grasso, pus, depositi di calcio o acido urico;
  • Radiografia standard dell’arto inferiore (nel caso si sospetti una frattura);
  • Ecografia;
  • Risonanza Magnetica per verificare eventuali danni ai tessuti molli, soprattutto legamenti e menischi.

Ginocchio gonfio: cosa fare? Rimedi e cura

Come risolvere il ginocchio gonfio? Esistono diversi approcci terapeutici che variano a seconda della problematica associata al gonfiore: dal riposo ai farmaci, dalla fisioterapia all’intervento chirurgico vero e proprio.

Nei casi più comuni dovuti a trauma non grave ed infiammazione, la terapia conservativa prevede:

  • Riposo assoluto;
  • Elevazione del ginocchio;
  • Applicazione di ghiaccio;
  • Riduzione del carico;
  • Compressione con bende elastiche o ginocchiere;
  • Assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e antidolorifici;
  • Infiltrazioni di corticosteroidi o di acido ialuronico.

In caso di infezioni, il trattamento prevede l’assunzione di antibiotico.

Se dolore e versamento dipendono da una lesione ossea il medico ortopedico potrebbe valutare un intervento chirurgico. Patologie che coinvolgono legamenti o menischi possono richiedere un intervento di chirurgia artroscopica oppure a cielo aperto.

Ginocchio gonfio: Fisioterapia strumentale d’avanguardia

Nel nostro Centro Ryakos trattiamo efficacemente il gonfiore al ginocchio attraverso le seguenti terapie fisiche strumentali:

  • Tecarterapia che sviluppa calore endogeno all’interno dell’articolazione;
  • Laser Yag ad alta potenza che agisce sui tessuti in profondità;
  • Ultrasuoni;
  • Magnetoterapia;
  • TENS.
tecarterapia-ginocchio

Fisioterapia manuale d’elezione

Una volta risolti dolore e infiammazione, si procederà con la seconda fase che prevede il ripristino della mobilità e funzionalità articolare e muscolare.

I migliori trattamenti, in questo senso, sono:

  • Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
  • Massoterapia;
  • Manipolazione miofasciale dei trigger point;
  • Kinesiotaping;
  • Esercizi terapeutici eccentrici, di stretching e rinforzo muscolare;
  • Terapia propriocettiva per ripristinare l’equilibrio.

Non bisogna esagerare né improvvisare gli esercizi terapeutici che vanno eseguiti correttamente dietro la supervisione del fisioterapista.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale essenziale allo scopo di  pianificare, per il ginocchio gonfio come per qualsiasi altro disturbo o patologia, un programma terapeutico personalizzato.

Tempi di guarigione

In riferimento alle lesioni dei tessuti molli, sono necessarie dalle 4 alle 12 settimane per guarire.

Per le lesioni cartilaginee, potrebbe volerci più tempo in quanto l’afflusso del sangue è minore.

Come prevenire il ginocchio gonfio

Come prevenire la formazione di liquido nel ginocchio?

Per prevenire il più possibile questo fastidioso e doloroso disturbo, è bene:

  • Sottoporsi periodicamente a visite mediche per controllare lo stato delle articolazioni, in caso di artrosi, artrite reumatoide, gotta;
  • In caso di traumi subiti in passato, indossare tutori e presidi ortopedici prescritti dal medico in grado di bilanciare il lavoro articolare ;
  • Mantenere il peso nella norma, quindi dimagrire se si è in sovrappeso per evitare il sovraccarico sull’articolazione del ginocchio;
  • Rinforzare i muscoli della coscia facendosi seguire da un fisioterapista esperto;
  • Adottare una corretta educazione posturale per ridurre il carico di lavoro;
  • Controllare l’alimentazione, in caso di patologie reumatiche dovute a depositi di calcio e acido urico.
Lesione-menisco

Lesione menisco

Lesione menisco: come curarla.

La lesione menisco traumatiche sono una causa comune di gonalgia. Il menisco mediale si lesiona con maggiore frequenza rispetto al laterale.

Non comune nei minori di 18 anni, in quanto perché questa lesione menisco si produca, l’articolazione deve aver raggiunto lo sviluppo e la forma definitiva, e la cartilagine deve mostrare alcuni segni di involuzione.

Menisco sintomi

Il paziente lamenta dolore e la sensazione di avere l’articolazione “bloccata” oppure nota che l’articolazione è “ cedevole”. La palpazione della rima articolare dolorosa.

La lesione meniscale può essere longitudinale, trasversale o “a manico di secchio”.
Più di un terzo delle lesioni meniscali è associato a lesioni del legamento crociato anteriore.

Guardiamo un Video dell Anatomia dell articolazione del Ginocchio

Diagnosi di lesione menisco

lesione del menisco

Molto spesso una diagnosi di lesione del menisco puó essere risolta cercando dei trigger point che danno dolore menisco riferito in quell’ area specifica del menisco. I trigger si trovano a livello del muscolo quadricipite e quindi del retto femorale, del vasto mediale, del vasto laterale e del vasto intermedio.

Possono essere ricercati sui muscoli posteriori dietro al ginocchio a livello del muscolo soleo, del bicipite femorale, del semimembranoso, semitendinoso, gracile e sartorio.

Inoltre molto spesso la causa del dolore al ginocchio é da ricercare nella mobilitá dei corni meniscali.  In questo caso la mani di un esperto fisioterapista o osteopsta saranno in grado di ristabilire la corretta mobilità e funzionalitá ai menischi e al ginocchio.

Le tecniche sui menischi sono molteplici e indolore e danno sin dalla Prima seduta sollievo. Talvolta vi è una scomparsa completa della sintomatologia. Nei casi in cui le terapie e i metodi sopra descritti non dessero giovamenti si ricorre all’ artroscopia. Questa prevede una pulizia articolare e meniscale dei frammenti lesionati.

Trattamento e indagini in caso di menisco lesionato

Indagini strumentali: Ecografia, RMN

Trattamenti riabilitativi: tecar, laser Nd:Yag, Osteopata, massaggi.

Video della Tecar al ginocchio a cura di Fisioghio

Il trattamento migliore in caso di menisco lesionato prevede l’usi della laserterapia antalgica yag, della tecarterapia e di un trattamento manuale.

Il laser yag e la tecarterapia serviranno per trattare l’infiammazione, il dolore e le contratture muscolari che possono dare sia un dolore localizzato al ginocchio simile ad una meniscopatia che limitare la mobilità articolare. I muscoli che danno una sintomatologia simil lesione meniscale sono il soleo, i femorali, il semimembranoso e il semitendinoso oltre che il muscolo quadricipite. Prima di procedere al trattamento verranno testati tutti i muscoli appena citati per focalizzare il trattamento.Con il laser yag potrà essere eseguito un trattamento molto mirato a livello del corno anteriore o posteriore del menisco affetto da infiammazione o lesione.Il trattamento manuale servirà per migliorare la mobilità articolare, mobilizzare i menischi liberandoli e facendo compiere loro un migliore scivolamento articolare, a drenare i tessuti, decontratturare i muscoli oltre che ossigenare l’articolazione tramite apposite tecniche di decoaptazione.

Oggi giorno avviene un semplice intervento di pulizia. Prima si andava a rimuovere completamente il corno del menisco lesionato creando danni articolari importanti e artrosi precoce con imoianto di protesi sicura.L interventi dura circa 30-60 minuti dopodiché inizia un breve ciclo di riabilitazione.  Prevederà uso della tecar per rimuovere dolore e gonfiore, esercizi di rinforzo muscolare , mobilizzazione e rieducazione propriocettiva tramite pedane, palloni e altri strumenti.

Qui un Video di Esercizi per la Riabilitazione Post Operatoria di Menisco

Prenota ora una Visita Gratuita allo 0813419278

Morbo-di-Osgood-Schlatter

Morbo di Osgood-Schlatter

Morbo di Osgood-Schlatter: dolore al ginocchio, come curarlo

La patologia del ginocchio nota come sindrome o morbo di Osgood-Schlatter colpisce generalmente bambini e adolescenti (soprattutto di sesso maschile) che praticano un’intensa attività sportiva. E’ una malattia conosciuta anche come apofisite tibiale anteriore oppure osteocondrosi dell’apofisi tibiale anteriore.

Ne hai mai sentito parlare?

E’ un disturbo benigno e con la crescita tende a scomparire. Può colpire anche in età adulta? Quali sono i sintomi, le cause, eventuali complicanze e soprattutto le cure, i rimedi?

Scoprilo.

Morbo di Osgood Schlatter: cos’è

Morbo di Osgood-Schlatter

L’osteocondrosi dell’apofisi tibiale anteriore è una patologia di tipo infiammatorio-degenerativo, una sindrome dolorosa a carico del ginocchio che colpisce, di solito, i bambini di sesso maschile nella fascia di età compresa tra 10 e 15 anni che praticano attività sportiva. Può capitare anche alle bambine in età compresa fra gli 8 ed i 13 anni.

Coinvolge il punto preciso in cui il muscolo quadricipite si unisce alla tibia. Questo particolare punto prende il nome di tuberosità tibiale anteriore. Di solito, si manifesta ad una sola gamba senza limitazioni funzionali: solo nel 25-30% dei casi colpisce entrambe le ginocchia.

La patologia si risolve da sé quando le ossa del bambino smettono di crescere (18-19 anni).

In base ai dati più recenti, questa sindrome dolorosa colpisce 1 su 5 atleti adolescenti, quindi non è da sottovalutare.

Quali sono i sintomi?

Sintomi della malattia di Osgood Schlatter

Il morbo di Schlatter si manifesta con i seguenti sintomi:

  • Dolore al ginocchio che si intensifica dopo l’attività fisica (soprattutto nei movimenti di flessione, estensione e dopo aver salito le scale) e diminuisce con il riposo;
  • Gonfiore e sensazione di calore;
  • Comparsa di una protuberanza di circa 2 cm appena sotto il ginocchio.

In genere, il dolore è localizzato a livello del terzo inferiore del tendine ma può irradiarsi verso la rotula e la tibia.

Le cause

Ecco quali sono le cause responsabili della malattia di Osgood Schlatter:

  • Intense e ripetute sollecitazioni del tendine rotuleo sul nucleo di accrescimento del tubercolo tibiale nei movimenti di estensione della gamba che portano ad uno stress meccanico;
  • Gestione muscolare scorretta, in particolare del muscolo quadricipite;
  • Predisposizione ereditaria;
  • Squilibrio tra la crescita dell’apparato muscolo-legamentoso e quella scheletrica.

Questa malattia compare in età pre-adolescenziale (tra i 10 ed i 15 anni) per risolversi verso i 18-20 anni, quando si conclude il processo di crescita e la calcificazione delle ossa. Colpisce soprattutto il sesso maschile, i ragazzi che praticano sport come calcio, basket, danza, atletica. Questo genere di sport  prevede piegamenti ripetitivi del ginocchio, notevole attività del muscolo quadricipite, stress meccanico continuo alla tuberosità della tibia (che non ha ancora completato il processo di ossificazione).

La ripetuta azione traumatica provocata dalla trazione del tendine rotuleo sulla sua inserzione tibiale, le continue contrazioni del muscolo estensore della gamba portano ad una frammentazione ossea che può generare uno sviluppo osseo alterato.

Il continuo stress meccanico causa uno spostamento dell’apofisi tibiale che tenderà ad ossificarsi fuori dalla sua sede naturale. Ne consegue la comparsa della protuberanza sotto la rotula.

Morbo di Osgood Schlatter: conseguenze

Possono verificarsi le seguenti complicazioni:

  • Calcificazioni intra-tendinee;
  • Rigidità dei muscoli circostanti;
  • Distacco della tuberosità tibiale (evento raro).

Il morbo di Osgood-Schlatter in età adulta

fisioterapia osgood schlatter

Se in età pre-adolescenziale questa sindrome viene trascurata, potrebbero verificarsi complicazioni in età adulta.

Una volta terminato il processo di crescita, la tuberosità tibiale si può frammentare: il frammento osseo calcificato può causare sofferenza al tendine. Ecco perché, negli adulti, si parla di tendinopatia rotulea. Il frammento potrebbe causare distacchi ossei che dovranno essere rimossi o fissati tramite intervento chirurgico, seppure questo evento si verifichi di rado.

Diagnosi

diagnosi Morbo di Osgood-Schlatter

Attraverso la visita specialistica il medico ortopedico è in grado di riconoscere i sintomi, il dolore ed il gonfiore a livello dell’apofisi tibiale ma, per un’ulteriore conferma, prescriverà una radiografia RX laterale del ginocchio al fine di escludere fratture, altre forme di osteocondrosi, patologie tumorali, osteomieliti. A volte, l’RX mostra una frammentazione del tubercolo tibiale.

Morbo di Osgood-Schlatter: terapia conservativa

tutore osgood schlatter

Se è vero che la sindrome, in gran parte dei casi, guarisce spontaneamente quando la crescita è terminata, è anche vero che il bambino prova dolore. E’ necessario, quindi, intervenire avendo cura di non trascurare questo problema.

Il medico prescriverà una terapia conservativa che prevede:

  • Sospensione dell’attività sportiva responsabile della sindrome;
  • Riposo;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (ibuprofene) e antidolorifici (locali o sistemici) da assumere con una certa cautela considerando gli effetti collaterali;
  • Applicazione locale di ghiaccio;
  • Utilizzo di un tutore del ginocchio (pressore sottorotuleo) per ridurre lo stress meccanico sulla tibia;
  • Sedute di Fisioterapia con esercizi specifici.

Come la Fisioterapia cura la sindrome di Osgood-Schlatter

Per ridurre l’infiammazione e controllare il dolore, è importante sottoporsi a trattamenti riabilitativi specifici di Fisioterapia.

I migliori, in questo caso, sono:

–       Ionoforesi;

–       Laser Yag ad alta potenza;

–       Ultrasuoni;

–       Magnetoterapia

–       Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;

–       Esercizi specifici decontratturanti per eliminare le tensioni muscolari del quadricipite, stretching della catena posteriore, esercizi di rinforzo muscolare per elasticizzare il muscolo e per migliorare la coordinazione tra quadricipite e flessori;

–       Recupero del gesto atletico e della postura.

Ai bambini colpiti da questa sindrome si consigliano due attività sportive, in particolare: nuoto e ciclismo.

Il decorso di questa malattia è benigno: si guarisce definitivamente nell’arco di 2 anni.

Il recupero della postura con il metodo Mezieres

Dopo che il dolore sarà passato e il ragazzo avrà recuperato la funzionalità articolare e muscolare, sarebbe il caso di controllare le condizioni posturali dell’intera colonna vertebrale effettuando l’esame Barodopometrico. Se attraverso questo esame verranno riscontrati problemi, il percorso migliore di Rieducazione posturale globale è il metodo Mezieres. Con questo metodo è possibile recuperare completamente la postura dell’intera spina dorsale.

Il Centro Ryakos offre una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale. Dopo aver eseguito questo controllo generale attraverso test fisioterapici, muscolari, neurologici, ortopedici, funzionali, ecc. sarà possibile programmare un percorso terapeutico personalizzato.

Distorsione-del-ginocchio

Distorsione del Ginocchio

Come si cura la distorsione del ginocchio?

Sarà possibile rispondere alla domanda “come si cura la distorsione del ginocchio dopo un’accurata diagnosi. La migliore terapia può essere decisa soltanto dopo aver scoperto la causa e la gravità della lesione: la regola vale per qualsiasi patologia, inclusa la distorsione di una delle più grandi articolazioni del corpo umano.

Il ginocchio comprende un insieme di muscoli, legamenti, tendini e menischi: la distorsione interessa uno o più legamenti di questa articolazione ovvero il collaterale mediale e laterale ed il crociato anteriore e posteriore.

In genere, non si tratta di un infortunio grave ma bisogna curarlo adeguatamente e con i giusti tempi di recupero. Ogni anno, colpisce migliaia di persone (come la distorsione della caviglia) a seguito di un trauma, a causa di una patologia degenerativa o a carico dell’apparato scheletrico.

Come si cura la distorsione del ginocchio: l’importanza di evitare recidive

come curare la distorsione del ginocchio

Cosa succede durante la distorsione del ginocchio? Succede che la rotazione supera il limite fisiologico del normale range di movimento di questa articolazione provocando uno stiramento o, nel peggiore dei casi, una lesione del legamento collaterale mediale, legamento crociato anteriore o dei tendini.

Nei casi non gravi, la fisioterapia e l’osteopatia rappresentano un valido percorso terapeutico per accelerare i tempi di guarigione ed il recupero completo: servono, oltretutto, a prevenire il rischio di recidive.

Per evitare recidive, è importante conoscere le cause ed i fattori di rischio.

Sono particolarmente soggetti a distorsione del ginocchio:

Gli sportivi che praticano sport da contatto (running, calcio, basket, sci, tennis, ginnastica artistica, pesistica, ecc.);
Le donne in menopausa la cui densità ossea e cartilaginea si riduce notevolmente;
Chi è affetto da malattia degenerativa dei tessuti connettivi o di tipo reumatoide che compromettono la resistenza e l’elasticità di muscoli, legamenti, tendini, cartilagini.

Il più delle volte, la causa è traumatica (rotazione o movimento mal eseguito, caduta con torsione, un urto particolarmente violento).

Distorsione del ginocchio: sintomi e diagnosi

gradi lesioni legamenti ginocchio

Pur essendo, nella maggioranza dei casi, una patologia reversibile e risolvibile, la distorsione del ginocchio può risultare fastidiosa e dolorosa al punto tale da limitare i movimenti condizionando le normali attività quotidiane.

Dolore, gonfiore, arrossamento e senso di calore dovuto ad infiammazione, rigidità articolare, instabilità, versamento di sangue nei tessuti circostanti, talvolta riduzione del tono muscolare.

Tutti questi sintomi sono di intensità variabile, più o meno presenti a seconda della gravità della distorsione (primo, secondo o terzo grado).

Il medico ortopedico potrà diagnosticare una distorsione con una semplice visita obiettiva. In certi casi, però, è necessario escludere patologie gravi ed è quindi necessario sottoporsi ad una radiografia(TAC, risonanza magnetica).

Come si cura la distorsione del ginocchio: terapia conservativa

In presenza di una comune distorsione del ginocchio, il medico prescriverà:

Alcuni giorni di riposo con immobilizzazione dell’arto;
Elevazione della gamba per favorire il ritorno venoso. Nei primi giorni successivi all’infortunio, è importante mantenere la gamba a riposo e sollevata;
Applicazione di ghiaccio che, oltre ad anestetizzare lievemente la parte, servirà a fermare il versamento responsabile di dolore e gonfiore. Il ghiaccio andrà applicato per 15-20 minuti ogni 3-4 ore per almeno 2-3 giorni finché il dolore non si sarà ridotto in modo significativo;
Una fasciatura a compressione o l’utilizzo di un tutore specifico;
Farmaci antidolorifici e antinfiammatori non steroidei (FANS):
Artrocentesi, ovvero aspirazione del liquido tramite siringa (solo nei casi più severicaratterizzati da gonfiore importante)

L’intervento chirurgico in artroscopia si rende necessario soltanto in presenza di una forte instabilità articolare (distorsione di terzo grado).

Trattamenti di Fisioterapia e Osteopatia per la cura della distorsione ginocchio

tecarterapia in caso di distorsione al ginocchio

Si dovrebbe iniziare con sedute di fisioterapia leggera dopo 3-7 giorni dal trauma (o dall’intervento chirurgico) per un percorso essenziale di riabilitazione in grado di prevenire lo sviluppo di rigidità articolare ed atrofia muscolare.

Superata la fase acuta, è fondamentale sottoporsi a trattamenti fisioterapici finalizzati a:

Intervenire su dolore e infiammazione eliminandoli;
Eliminare la rigidità articolare per recuperare fluidità nei movimenti;
Ripristinare la funzionalità articolare velocizzando la guarigione ed il recupero completo;
Recuperare il tono muscolare ottimale rafforzando l’articolazione.

Nella prima fase di trattamento, si punterà all’eliminazione del dolore rigenerando i tessuti lesi attraverso le seguenti terapie:

Laser Yag ad Alta Potenza;
TENS;
Ionoforesi;
Magnetoterapia.

La seconda fase ha come obiettivi eliminare l’edema, la rigidità muscolare e lavorare sul recupero della funzionalità articolare e muscolare tramite sedute di:

Terapia manuale eseguita dall’Osteopata;
Esercizi terapeutici (eccentrici, stretching statico e dinamico, rinforzo muscolare, flessibilità, recupero del range di movimento) da ripetere a casa senza mai forzare e senza movimenti bruschi.

Il percorso di riabilitazione standard prevede il potenziamento della muscolatura nella regione anteriore della coscia (quadricipite). Rinforzare questi muscoli servirà a stabilizzare ulteriormente l’articolazione riducendo il rischio di nuovi infortuni.

Nella terza fase, si passerà al recupero del controllo propriocettivo, posturale e del gesto sportivo a scopo preventivo, per evitare recidive.

Come si cura la distorsione del ginocchio: controllo del gesto atletico e della postura

Il fisioterapista qualificato completa il suo lavoro testando la stabilità del ginocchio del paziente, una volta concluso il ciclo di sedute fisioterapiche. Chiederà al soggetto di simulare sotto sforzo (specie se si tratta di un atleta) il gesto tecnico che dovrà compiere tornando alla sua attività sportiva.

Controllerà anche la sua condizione posturale eseguendo un esame Baropodometricocomputerizzato. In caso di problematiche, gli consiglierà un percorso di rieducazione posturale totale attraverso il metodo Mezieres, l’unico in grado di riequilibrare l’intera colonna vertebrale. Solo in questo modo, lo specialista potrà dire di aver curato al 100% il suo paziente.

Il Centro Ryakos ha come obiettivo curare la causa dopo aver risolto la sintomatologia. Crediamo nell’importanza del recupero del gesto atletico e della postura ottimale, spesso responsabile di patologie o infortuni. Per questo motivo offriamo una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale attraverso test fisioterapici, muscolari, neurologici, ortopedici, funzionali, di forza ed elasticità.

Una volta eseguito il controllo totale, in caso di problematiche pianificheremo un programma terapeutico personalizzato.

Tempi di recupero

I tempi di recupero dipendono da diversi fattori tra cui:

la tempestività con cui si diagnostica e si cura la distorsione del ginocchio (prima si interviene, meglio è);
l’età del paziente (più si è giovani, più si recupera in fretta);
la gravità dell’infortunio (una distorsione di primo grado guarisce prima);
la scelta di una terapia adeguata.  

In genere, per una distorsione di 1° o 2° grado, sono necessarie 2-4 settimane per recuperare completamente la funzionalità del ginocchio. In questo periodo, è consigliabile indossare un tutore semirigido o una fascia elastica per ridurre il carico sul ginocchio infortunato durante la deambulazione.

Gli atleti agonisti non dovrebbero riprendere l’attività sportiva prima di 6-7 mesi in caso di distorsione del ginocchio.

Esercizi-per-la-gonartrosi

Esercizi per la gonartrosi

Esercizi per la gonartrosi

L’artrosi del ginocchio è la patologia articolare più diffusa in Italia (colpisce almeno 4 milioni di persone): preparare una guida dedicata agli esercizi per la gonartrosi mi sembra il minimo che si possa fare. Ti servirà a capire quanto sia importante e ‘curativo’ il movimento eseguito in modo mirato. L’obiettivo finale è rallentare la degenerazione della cartilagine articolare, dell’osso subcondrale, dei legamenti e dei tendini per evitare che la situazione peggiori.

Nella fase acuta, il medico ti prescriverà una terapia conservativa basata su farmaci antinfiammatori e antidolorifici, trattamenti di fisioterapia per potenziare resistenza, tono ed elasticità dei muscoli che sostengono l’articolazione del ginocchio.

Ti consiglierò alcuni esercizi per la gonartrosi che potrai effettuare a casa: esercizi utili che, però, non bastano. E’ importante combinarli con specifici trattamenti di fisioterapia avanzata, efficaci e rapidi.

In tutti i casi, potenziare i muscoli è fondamentale perché serve a ridurre il dolore aumentando, allo stesso tempo, forza muscolare e mobilità articolare.

Esercizi per la gonartrosi: su quali cause intervenire

Le origini del dolore o delle limitazioni nella funzionalità articolare possono essere molto diverse tra loro: può trattarsi di trauma sportivo, infortunio, lesione al legamento crociato o al menisco, artrosi.

La gonartrosi è la prima causa di dolore al ginocchio per gli over 65 (soprattutto donne) oppure persone in sovrappeso, obese, con uno stile di vita sbagliato. L’avanzare dell’età rappresenta la prima causa scatenante della gonartrosi ma non è l’unica: può trattarsi di patologie di natura post-traumatica, vascolare, reumatica, di sovrappeso, sedentarietà, posture sbagliate, deformità articolari che possono colpire anche i più giovani.

L’usura dei capi articolari, le lesioni da gonartrosi si localizzano sia nell’articolazione tra femore e rotula sia nell’articolazione tra femore e tibia. La cartilagine si assottiglia, i muscoli si retraggono, il ginocchio si irrigidisce: se non viene adeguatamente curata, a lungo andare la gonartrosi può portare all’aumento del dolore di tipo meccanico e della rigidità fino alla disabilità o invalidità.

I due fattori di rischio principali sono il sovrappeso e la sedentarietà. Il movimento è essenziale per migliorare le condizioni di chi soffre di gonartrosi.

L’importanza degli esercizi per la gonartrosi

L’artrosi al ginocchio può essere combattuta con esercizi specifici di stretching, rinforzo della muscolatura e di propriocezione. Eseguendoli regolarmente tutti i giorni vedrai che il gonfiore, la rigidità e il dolore si ridurranno.

Questo tipo di esercizi aiuta a mantenere attiva la funzionalità articolare, i meccanismi del movimento rafforzando i muscoli che supportano l’articolazione e favorendo il riassorbimento di microtraumi e traumi. Migliorano anche la flessibilità e la stabilità degli arti inferiori.

Inizia gradualmente e senza forzature aumentando il numero di sessioni quando sentirai i tuoi muscoli più forti. Esegui lentamente, non bruscamente. Gli esercizi non devono risultare faticosi, stressanti o dolorosi: devono favorire il rilassamento e stimolare forza e flessibilità. Se avverti troppo dolore ti consiglio di sospenderli e di farti visitare.

Dedica almeno mezz’ora tutti i giorni al movimento terapeutico suddividendo gli esercizi in sessioni, prendendoti delle pause tra l’una e l’altra.

Oltre agli esercizi che ti descrivo di seguito, non trascurare la camminata e la ginnastica in acqua per favorire la flessibilità del ginocchio. Tieni sotto controllo anche il peso.

Esercizio per la gonartrosi n.1

esercizi per artrosi al ginocchio

Sdraiati in posizione supina con le braccia distese lungo i fianchi. Solleva la gamba contraendo i muscoli addominali: in questo modo, spingerai indietro la zona lombare. Mantieni per 5 secondi la gamba a mezza altezza per estendere il ginocchio, poi torna lentamente alla posizione iniziale abbassandola. Ripeti 4 volte per gamba.

Esercizio per la gonartrosi n.2

esercizio per gonartrosi

Restando sdraiato sempre in posizione supina esegui lo stretching dei semimuscoli. Dovrai piegare una gamba sollevando lentamente l’altra e avvicinando il ginocchio verso il petto. Mentre esegui l’esercizio, sistema la mani vicino al sedere nel tentativo di raddrizzare il più possibile il ginocchio. Mantieni questa posizione per 30-60 secondi, poi piega con lentezza il ginocchio prima di abbassare la gamba tornando alla posizione iniziale.

Esercizio per la gonartrosi n.3

rimedi per gonartrosi

Seduto a terra con le gambe dritte divaricate, poggia le mani sul pavimento mantenendo il busto eretto. Piega un ginocchio lentamente per 5 secondi finché non sentirai tirare senza avvertire dolore. Ripeti l’esercizio con l’una e l’altra gamba.

Esercizio per la gonartrosi n.4

esercizio per rinforzo muscolare

Seduto con le cosce completamente poggiate su una sedia, sistema una caviglia sopra l’altra. Fletti la gamba sottostante verso l’alto mentre spingi verso il basso l’altra gamba. Mantieni questa posizione per circa 10 secondi se riesci a farlo senza avvertire dolore. Esegui una serie di 5 esercizi alternando le gambe (sopra e sotto) e prendendoti una pausa di qualche secondo tra un movimento e l’altro.

Questo esercizio serve a rinforzare i muscoli del quadricipite, la stabilità del ginocchio e l’equilibrio.

Esercizio per la gonartrosi n.5

esercizio del cavalier servente

Hai mai adottato la posizione del “cavalier servente”? Prova inginocchiandoti e tenendo una gamba piegata con il piede ben piantato a terra. Avvicina il piede della gamba inginocchiata verso il gluteo aiutandoti con una mano (o una cintura). Questo esercizio di stretching del quadricipite serve ad allungare il muscolo anteriore della coscia, a preservare la rotula ed a non sentire dolore quando scendi le scale. Mentre lo esegui, non arcuare la schiena: mantieni dritto il busto. Ripeti una serie di 5 movimenti cambiando gamba.

Esercizio per la gonartrosi n.6

esercizio di propriocezione

In posizione eretta, su un piede solo ed a gambe tese, fai oscillare braccia e ginocchio piegato in tutte le direzioni. Mantieni questa posizione per 10 secondi: sospendi l’esercizio se senti dolore. Ripeti 5 movimenti per ogni lato prendendoti una pausa di qualche secondo tra l’uno e l’altro.

Questo è un esercizio di propriocezione utile per rinforzare il ginocchio e, di conseguenza, proteggere le articolazione dell’anca e della caviglia.

Esercizio per la gonartrosi n.7

estensione della coscia

Per prevenire il blocco in flessione del ginocchio dovuto al dolore, esegui questo esercizio di estensione della coscia. Siediti e distendi una gamba poggiandola su uno sgabello mentre l’altra resta piegata con il piede a terra. Mantieni questa posizione per 15-20 minuti (non oltre i 20), poi passa all’altra gamba. Dopo l’esercizio, applica del ghiaccio sulle ginocchia.

Esercizio per la gonartrosi n.8

esercizio di equilibrio articolare

Siediti posizionandoti leggermente in avanti per assicurarti una maggiore ampiezza di movimento. Da seduto sistema una pallina sotto il piede. Falla rotolare avanti e indietro. Esegui accuratamente l’esercizio muovendoti al massimo dell’ampiezza, distendendo completamente la gamba e arrivando con il piede sotto la sedia. Questo esercizio di equilibrio articolare protegge l’articolazione. Esegui una serie di 5 movimenti per gamba.

Tutori per l’artrosi del ginocchio

A seconda della causa e del livello di gravità della gonartrosi è possibile scegliere il tutore più adatto. Sbagliare modello può significare non soltanto non risolvere il problema ma complicare la situazione. Può consigliare il tutore ideale soltanto il medico ortopedico o il fisioterapista dopo una visita accurata ed una corretta diagnosi.

In base alla funzione ed alla struttura, il tutore può essere sportivo, protettivo, post-intervento, termico, per infortuni gravi, fascia elastica riscaldante e in neoprene, ortesi regolabile (con chiusura laterale a strappo, a cerniera, con cinturino sotto-rotuleo).

Il tradizionale tutore per gonartrosi (dotato di stecche e snodi) ha il compito di limitare i movimenti (la flessione) e consentire un movimento controllato del ginocchio per rallentare il processo di degenerazione della cartilagine articolare.

In genere, il suo utilizzo è particolarmente indicato per artrite, artrosi, fratture (femore, rotula, parte superiore della tibia), lesione del menisco o ai legamenti crociati.

Le funzioni di base del tutore sono quelle di comprimerlo per rilassare tendini e muscoli, attenuare il dolore, mantenere stabile il ginocchio, impedire sforzi eccessivi o movimenti sbagliati, bilanciare il carico, prevenire infortuni.

Esercizi per la gonartrosi e trattamenti specifici di fisioterapia

Limitarsi agli esercizi per la gonartrosi da eseguire a casa non basta. Per ridurre ed eliminare il dolore e l’infiammazione, rigenerare i tessuti, recuperare la normale funzionalità muscolare ed articolare, bisogna ricorrere a determinati trattamenti fisioterapici sia strumentali sia manuali:

  • Tecarterapia;
  • Magnetoterapia;
  • Laser Yag ad Alta Potenza;
  • Trattamento manuale eseguito dall’Osteopata
  • Trattamento miofasciale dei trigger point.

Sarà il fisioterapista a consigliarti gli esercizi più adatti ed a mostrarti come vanno effettuati.

Oltre alla rieducazione muscolare, procederà anche con la verifica della tua condizione posturale totale: soltanto il giusto equilibrio può consentire alla colonna vertebrale di funzionare come si deve senza creare dolore o infiammazione. L’esame Baropodometrico computerizzato serve a valutare la tua condizione posturale generale: in caso di problematiche, con il Metodo Mezieres potrai recuperare la postura corretta.

Il vero motivo del successo di un percorso fisioterapico completo è la personalizzazione della terapia.

Il Centro Ryakos pianifica un programma terapeutico personalizzato per ogni paziente, solo dopo averlo sottoposto ad una prima visita gratuita con valutazione globale e distrettuale (attraverso test fisioterapici, muscolari, ortopedici, funzionali, neurologici, di forza ed elasticità).

Infiammazione-tendine-rotuleo

Infiammazione tendine rotuleo

Tendine rotuleo : anatomia e sintomi

In quanto articolo approfondiremo l’ infiammazione del tendine rotuleo.

Il tendine rotuleo è una struttura posta contatto con la rotula del ginocchio la cui funzione é quella di trasmettere la forza dalla rotula alla tibia generata dalla contrazione del muscolo quadricipite.

É un tendine molto forte e robusto poiché sottoposto a sollecitazioni importanti.

Col termine tendinopatia si descrivono varie patologie  a carico del tendini che possono essere una semplice infiammazione del tendine chiamate tendinite, alla usare e quindi cronicizzazione dell’ infiammazione tendinea chiamata tendinosi. Nel caso vi sia un infiammazione della guaina che riveste il tendine si parlerá di tenosinovite.

Infiammazione tendine rotuleo é in genere di tipo infiammatorio e puó riguardare sia le parte superiore che quella inferiore.

I sintomi in un primo momento sono leggeri e si avvertono solo durante l’attivitá sportiva. Man mano il dolore potrá presentarsi anche con nelle normali attivitá quotidiane e a riposo.

Spesso si presente negli sportivi che eseguono movimento ripetuti come il salto e da qui il nome di ginocchio del saltatore. Altre cause di tendinite possono essere dovute a microtraumi ripetuti, asse femoro-tibiale non allineato, problematiche a farico del muscolo quadricipite come ad esempio trigger point e squilibrio posturale degliarti inferiori e del bacino.

Diagnosi e trattamento in casi di infiammazione tendine rotuleo

indagine tendinite rotulea

La diagnosi é sia clinica che strumentale. Prevede la valutazione della dolorabilitá alla palpazione della regione interessata, test muscolari contro resistenza e test di lunghezza muscolare.

Le indagini consigliate vanno dalla semplice ecografia alla risonanza magnetica.

In caso di un infiammazione tendinea rotulea acuta i tempi di recupero sono di circa un mese. Per le problematiche croniche e quindi in caso di tendinosi i tempi di recupero possono allungarsi fino a 6 mesi.

Ciô che causa un rallantamento nella cura di queste infiammazioni é che il tendine é un tessuto scarsamente vascolarizzato e proprio per questo motivo che i tempi di recupero sono lenti.

L’uso del ghiaccio é consigliato solo in fase acuta e dopo attività sportiva. Nelle fasi croniche é sempre sconsigliato poiché provoca vasocostrizione su una struttura giá poco irrorata.

Il paziente si presenta dal medico o dal fisioterapista quando vi è gia un importante situazione infiammatoria.

Verrá prescritta una terapia medica a base di Fans, farmafi antinfiammatori, e  talvolta a base di cortisone anche se non molto consigliato poiché provoca indebolimento del tendine.

La fisioterapia strumentale in caso di tendinite rotulea prevede l’utilizzio di laserterapia al alta potenza, Onde d’urto(non in fase acuta), Tecarterapia e ultrasuoni terapia.

Molto utili risultano essere gli esercizi eccentrici che prevedono un riallungamento e un potenziamento allo stesso tempo del tendine. Consigliamo di eseguirli al proprio domicilio quotidianamente per migliorare e stabilizzare i risultati della Riabilitazione.

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Il tutore è utile in caso di tendinite ginocchio?

Si, risulta essere molto utile  l’applicazione di un tutore specifico per la tendinite rotulea.

Abbiamo scritto una Guida per il tutore per il ginocchio.

Ecco un Video a cura di Altra Riabilitazione

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Se soffri anche tu di infiammazione del tendine rotuleo chiama ora per una Visita Gratuita allo 0813419278

Cisti-di-Baker

Cisti di Baker

Cisti di Baker: sintomi, cause, complicanze, rimedi, terapie risolutive

E’ necessario distinguere le cisti di Baker (o poplitee) dalle comuni cisti in quanto quelle di cui tratteremo nel presente focus si possono definire pseudo cisti non dotate di pareti proprie (come le classiche cisti) ma dal contenuto esclusivamente liquido.

Come si formano questi rigonfiamenti pieni di liquido e perché?

L’insieme di questa sorta di ‘ammortizzatori’ presenti nella capsula articolare del ginocchio possono, per vari motivi, infiammarsi e generare problemi meccanici creando, appunto, pseudo cisti.

Tali tumefazioni sono dovute ad un eccessivo accumulo di liquido sieroso in una delle borse sinoviali, sacche che contengono ‘lubrificante’ impegnato a ridurre l’attrito tra le varie parti anatomiche che compongono l’articolazione del ginocchio.

Le cisti di Baker, che si formano dietro il ginocchio (cavità poplitea), sono state descritte ed individuate nel 1877 da William Baker, medico chirurgo inglese da cui prendono il nome.

Le dimensioni di queste sacche piene di liquido variano a seconda della gravità del disturbo (da pochi millimetri ad alcuni centimetri): possono formarsi una o più cisti, ma raramente si sviluppano su entrambe le ginocchia.

Quali sono i sintomi e le cause? Le complicanze, i rimedi e le terapie?

Cisti di Baker: sintomi

cisti tendinea ginocchio

Inizialmente, la ciste di Baker potrebbe risultare asintomatica: in tal caso, soltanto una visita specialistica (palpazione, ecografia o risonanza magnetica nucleare) eseguita in via del tutto casuale (per altri motivi) è in grado di individuare la patologia.

Man mano che la deformità cresce, aumentano proporzionalmente e gradualmente anche i sintomi che, in genere, sono:

– Comparsa di una massa anomala (simile ad un nodulo) nell’area posteriore del ginocchio che, se viene premuta, risulta dura;
– Dolore che, spesso, dal ginocchio si estende al polpaccio;
– Tensione muscolare;
– Edema (gonfiore) al ginocchio colpito;
– Eritema;
Limitazione funzionale e rigidità articolare;
– Sensazione di rumore, una sorta di click che si avverte quando si muove l’articolazione.

I vari sintomi appena elencati si presentano in maniera più o meno intensa a seconda della gravità della patologia. Sono dovuti alla graduale compressione della cisti sulle strutture adiacenti.

Complicazioni

La complicazione più frequente è data dalla rottura della membrana sinoviale della cisti di Baker cui segue la fuoriuscita del liquido che si versa sul muscolo del polpaccio: questa rottura è responsabile di gonfiore e dolore acuto al polpaccio, ecchimosi perimalleolare oppure al dorso del piede.

La complicanza più rara è legata, invece, ad un’eventuale calcificazione, infezioni (dovute a Streptococcus pneumoniae, Candida albicans, tubercolosi, brucellosi), emorragia o pressione ai danni del nervo peroneo e tibiale.

Bisogna saper riconoscere la rottura di una cisti di Baker da una tromboflebite (detta anche trombosi venosa profonda) perché quest’ultima è pericolosa ed è necessario intervenire tempestivamente con trattamenti specifici.

Cause ciste di baker

Per descrivere le cause è necessario suddividere le cisti di Baker in due tipologie:
Primaria, tipica dei bambini in età compresa fra i 4 ed i 7 anni;
Secondaria, tipica dell’età adulta (dai 35 ai 70 anni).

La cisti di Baker primaria può avere un’origine idiopatica ed insorgere senza un motivo preciso o apparente: l’articolazione del ginocchio del bambino si presenta sana.

Si pensa che a provocarla sia un passaggio anomalo di liquido sinoviale dall’articolazione del ginocchio alla borsa poplitea.

Le cause della cisti poplitea secondaria, tipica dell’età adulta, possono ricollegarsi a patologie preesistenti del ginocchio quali:

– Osteoartrite;
Gonartrosi (artrosi del ginocchio);
Artrite reumatoide;
– Artrite settica;
Lesione del menisco;
– Lesione dei legamenti;
– Gotta;
– Borsite primaria;
– Connettivite;
– Sinovite villo nodulare;
– Osteocondrosi disseccante;
– Amiloidosi;
– Traumi o microtraumi ripetuti a carico di una parte del ginocchio (ad esempio, per sforzo prolungato tipico del maratoneta o del runner);
– Ernia posteriore della membrana sinoviale (causata da artrite reumatoide).

Tutte queste patologie non fanno altro che produrre una maggior quantità di liquido sinoviale causando, appunto, la cisti.

Rimedi

cavo popliteo

Arrivati a questo punto, la domanda nasce spontanea: come si curano? Quali sono i rimedi ed i trattamenti finalizzati ad eliminare le cisti di Baker?

Finché non causano danni, particolari fastidi e dolori o, peggio ancora, complicanze, non serve nessuna cura. La cisti, in alcuni casi, può essere riassorbita spontaneamente seppure in maniera graduale (a volte, può impiegare un anno e mezzo per riassorbirsi.

In altri casi (dovuti, ad esempio, ad artriti) è necessario un intervento terapeutico specifico per evitare che il problema degeneri.

Per curare i sintomi (gonfiore, dolore, espansione della cisti) si può ricorrere all’uso di:

– Calze o fasciatura compressive;
– Ghiaccio applicato sulla zona colpita dalla cisti per 15-30 minuti, operazione da ripetere più volte al giorno;
– FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che, però, possono causare diversi effetti collaterali (ulcerazione, sanguinamento gastrico) e sono controindicati per chi è affetto da asma, ipertensione, insufficienza cardiaca e renale;
– Stampelle per non far gravare troppo il peso sull’arto interessato;
– Fisioterapia per potenziare i muscoli, renderli più elastici e, di conseguenza, ridurre lo stress ai danni dell’articolazione;
Trattamenti di tecarterapia (per drenare la borsa, rilassare e decontratturare i muscoli gastrocnemi, il muscolo popliteo e i muscoli femorali) ,ionoforesi (della durata di almeno 30 minuti) e applicazioni di kinesio taping(drenante decontratturante).
Questi rimedi terapeutici, nei casi meno problematici, sono risolutivi.

Qui un video di Esercizi utili

Cisti di Baker: terapia chirurgica nei casi più severi

Le misure terapeutiche, più o meno invasive, dipendono dalle cause che portano alla formazione della cisti di Baker.
Quando i rimedi descritti in precedenza non bastano (nel caso in cui la cisti sia causata, ad esempio, da patologie reumatiche, traumatiche o degenerative), si può ricorrere a:

Infiltrazioni a base di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione;
Aspirazione del liquido sinoviale in eccesso dalla borsa;
Particolari trattamenti in artroscopia (metodo meno invasivo) per drenare il liquido sinoviale e pulire l’articolazione.

Nei casi più severi, quando la grandezza della cisti e l’area coinvolta possono raggiungere livelli di pericolosità, la terapia risolutiva è quella chirurgica in grado di alleviare i sintomi ma, soprattutto, di limitare i danni articolari del ginocchio asportando la cisti.

Si tratta del metodo più invasivo, indicato quando le cisti raggiungono dimensioni eccessive, che consiste nella recisione della porzione anatomica che ospita la cisti di Baker. E’ l’ultima spiaggia, l’intervento risolutivo nel caso in cui l’artroscopia non si rivela sufficiente a raggiungere i risultati sperati.

Prenota una Visita Gratuita allo 0813419278 per curare la cisti di Baker

Dolore-al-ginocchio

Dolore al ginocchio

Dolore al ginocchio

Il dolore al ginocchio è una problematica piuttosto frequente che colpisce questo complesso articolare e dipende da molteplici fattori e cause.

Colpisce sia uomini che donne allo stesso modoe l’insorgenza può essere improvvisa o graduale.

Nel dolore al ginocchio o più comunemente gonalgia è comune il dolore durante il movimento poichè tale articolazione è soggetta alla forza di gravità.

Guardiamo insieme un video sull’ Anatomia del Ginocchio

Quali sono le cause?

Le cause di dolore alle ginocchia sono molteplici e possono dipende da problematiche a carico dei muscoli, dei tendini, dei legamenti, dell’ articolazione, dei menischi o della cartilagine.

La cause più frequenti di dolori al ginocchio sono:

Come si può notare le cause di dolore al ginocchio sono svariate e pertanto per seguire un corretto iter terapeutico c’è  bisogno di una diagnosi corretta e precisa.

Artrosi e lesioni del Menisco

L’artrosi dà dolore e infiammazione locale, rossore, gonfiore, limitazione di moviemtno della flessione e della estensione, dolore a salire o scendere le scale.

radiografia ginocchio

Le lesione del menisco danno dolore nella porzione anteriore del ginocchio e sono evidenziate tramite test specifici eseguiti dall Ortopedico e tramite una risonanza magnetica.

La tendiniti della rotula o della zampa d’ooca danno dolore alla palpazione del tendine interessato e vengono diagnosticate tramite un esame ecografico muscolo scheletrico.

La cisti di Baker da dolore dietro al ginocchio e si evidenza anche essa tramite una risonanza magnetica, un ecografia.

Un muscolo contratto come nel caso del quadricipite, dei muscoli flessiori del ginocchio può dare un dolore riferito al ginocchio e pertanto risulta di fondamentale importanza nella diagnosi di tale sindrome la corretta valutazione muscolare da parte di Un fisioterapista esperto nelle sindromi muscolari.

Un trauma alla caviglia non curato adeguatamente può provocare nel tempo dei disturbi di tipo posturale, dei deficit di deambulazione che possono sfociare con un dolore al ginocchio.

La cura quindi è focalizzata sulla causa e quindi è bene affidarsi ad un Medico e un Fisioterapista preparato per risolvere la causa del dolore al ginocchio.

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Quali rimedi naturali esistono?

I rimedi naturali sono molteplici e consentono al soggetto affetto da dolori al ginocchio di ridurre il dolore, l’infiammazione e il gonfiore ma non risolvono la problematica completamente e soprattutto non agiscono sulla cause del disturbo.

In caso di infiammazione sono consigliate applicazioni di ghiaccio localmente da applicare più volte al giorno per un massimo di 10 15 minuti per volta o un tutore ginocchio.

Oltre al ghiaccio farmaci antinfiammatori vengono prescritti dal medico e riposo funzionale soprattutto nella fase acuta che ricordiamo dura circa 7 10 giorni.

Nel caso vi sia un problema di tipo muscolare come una contrattura che da dolore localmente o a distanza le applicazioni di borsa dell’ acqua calda o esercizi di stretching risultano essere molto efficaci e vanno ripetuti almeno due volte al giorno.

Le ginocchiere sono utili?

patologie del ginocchio

La ginocchiera in genere non è mai utile a meno che non si tratti di una patologia a carico della rotula, un trauma distorsivo del ginocchio.

Le sublussazioni rotulee esterne vengono trattate nella prima fase con fisioterapia strumentale e ginocchiera che tiene in asse la rotula.

Le distorsioni del ginocchio in base all’ entità del danno possono prevedere l’utilizzo di una ginocchiera nella prima fase per stabilizzare l’articolazione del ginocchio che è stata soggetta al trauma distorsivo ed evitare recidive.

Ricordiamo che il nostro corpo è stato creato per il movimento e quindi i supporti come una gnocchiera devono essere utilizzati solo per il tempo necessario pena una riduzione del tono- trofismo muscolare, elasticità muscolare e mobilità articolare.

Quali farmaci assumere?

farmaci per dolore al ginocchio

I farmaci prescritti dal Medico sono farmaci antinfiammatori non steroidei, infiltrazione di cortisone o di acido ialuronico.

Il cortisone e gli antinfiammatori vengono prescritti in caso di infiammazione del ginocchio laddove siano presenti gonfiore, rossore e calore o un dolore acuto che limita le normali attività quotidiane.

L’ acido ialuronico invece viene inietto con infiltrazioni dal medico ortopedico laddove vi sia una problematica di tipo meccanico, una riduzione della cartilagine articolare o una lesione meniscale.

Quale Fisioterapia seguire?

La fisioterapia risulta essere la migliore arma da utilizzare in caso di dolore al ginocchio.

In base alla patologia e allo stato infiammatorio (acuto, cronico) possono essere utilizzate diverse tecniche terapeutiche manuali e/o strumentali.

Gli stati infiammatori acuti prevedono:

  • crioterapia
  • laserterapia atermica
  • tecarterapia atermica
  • tecniche manuali miorilassanti
  • pompage
  • ionoforesi.

Lo stato infiammatori acuto viene trattato per migliorare il dolore e l’infiammazione e tramite strumenti di avanguardia come la tecar e la laserterapia yag si possono notare benefici immediati.

Come detto precedentemente in base alla patologia viene utilizzato uno strumento piuttosto che un altro con potenze differenti in base la patologia.

La tecarterapia può essere utilizzata in caso di patologie osteo-articolare e muscolari in fase acuta o cronica. Consente un trattamento veloce di traumi, ematoma, gonfiore, infiammazione della cartilagine(artrosi).

La Laserterapia è molto indicata in caso di problematica a carco dei tessuti tendinei, legamentosi e ossei come nel caso delle tendiniti della rotula, della zampa d’oca, lesione del menisco, artrosi mono-compartimentale, traumi contusivi.

E’ bene sempre affidarsi ad un esperto specialista per individuare la giusta terapia e il corretto iter terapeutico da seguire per risolvere più velocemente e senza rischi di recidive il dolore al ginocchio.

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Dolore-dietro-al-ginocchio

Dolore dietro al ginocchio

Dolore dietro al ginocchio

Il dolore dietro al ginocchio è un problema abbastanza comune soprattutto nei pazienti sportivi e in quelli anziani affetti da artrosi.

Tale problematica inficia la vita di tutti i giorni come lo svolgere un semplice movimento, il salire o scendere le scale.

La risoluzione di tale sintomatologia dolorosa dipende in primis dalla diagnosi corretta e dalle cure mediche e Fisioterapiche.

Se non curata correttamente la causa il sintomo risulterà essere sempre presente o scomparire per un periodo limitato di tempo.

Da cosa è causato il dolore dietro il ginocchio?

Le cause del dolore dietro al ginocchio vanno ricercate a più livelli.

Le principali e più frequenti sono:

  • cisti di Baker che risulta essere il disturbo più comune che dà dolore dietro al ginocchio, limita i movimenti di flessione dello stesso come nel salire le scale. La cisti di Baker consiste nella formazione e nell’ispessimento della borsa posta posteriormente tra il muscolo gastrocnemi e il muscolo semimembranoso.Tale cisti molto spesso è causata da una patologia primaria come un’artrosi del ginocchio;
  • Lesione meniscale: una lesione meniscale a carico del corno anteriore o posteriore del menisco provoca dolore sia nei movimenti di flesso/esntesione del ginocchio che nei movimenti di rotazione interna ed esterna dedlla tibia sul femore;
  • contrattura muscolare: una contrattura dei muscoli posteriori della gambe e della coscia può provocare un dolore talvolta intenso in questa regione limitando inoltre i movimenti e la forza muscolare oltre che l’elasticità.

Queste sono le principali cause di dolore dietro al ginocchio e pertanto una Valutazione approfondita consente un trattamento mirato e focalizzato sulla cause della sintomatologia dolorosa e sul deficit di mobilità.

Ecco un Video del Dott. De Filippo 

Dolore dietro ginocchio: come si diagnostica?

La diagnosi è di tipo medico clinico Obiettivo e strumentale.

I pazienti molto spesso riferiscono: ” ho dolore al ginocchio quando lo piego”-

Il medico Ortopedico tramite test specifici testerà l’articolazione femoro-tibiale, i menischi e la presenza di un eventuale cisti di Baker.

Molto importanti saranno i test per la valutazione dell’ integrità dei menischi e/o di una patologia di tipo artrosico.

radiografia ginocchio

A supporto della valutazione clinica vengono le indagini strumentali come la radiografia o la risonanza magnetica per diagnosticare appunto una lesione del menisco o la presenza di un’ artrosi o cisti di baker.

Molto importante risulta inoltre essere la diagnosi fisioterapica e funzionale.

Vengono eseguiti test di mobilità di flessione/estensione e rotazione interna ed esterna di tibia su femore.

In una valutazione approfondita devono essere tenute in considerazione le articolazioni della caviglia e del piede oltre che del ginocchio, dell’ anca e del bacino quindi di tutto l’arto inferiore.

Una disfunzione del piede o del bacino può provocare un dolore dietro al ginocchio causato da una tensione muscolare anomale/eccessiva e pertanto individuare disfunzioni nelle regioni adiacenti risulta fondamentale.

I muscoli che devono essere tenuti in considerazione e testati attentamente sono tutti i Muscoli della regione posteriore della coscia e della gamba.

Vengono quindi testa i muscoli gastrocnemi, soleo, tibiale posteriore, popliteo, bicipite femorale, semimembranoso, semitendinoso.

Una contrattura di tali muscoli può provocare una retrazione eccessiva della catena posteriore instaurando quindi un dolore dietro al ginocchio.

Quale terapia medica seguire?

farmaci antinfiammatori per dolori dietro al ginocchio

La terapia medica in tutti i casi prevede l’utilizzo i farmaci antinfiammatori non steroidi per ridurre l’infiammazione.

Nei casi in cui vi sia un’ infiammazione acuta a causa di una lesione meniscale o un artrosi importante il Medico può optare per un infiltrazione di cortisone e/o di acido ialuronico per consentire al paziente di migliorare sin da subito la sintomatologia dolorosa e affidarsi al più presto alla cure di un Fisioterapista.

Gli integratori non danno risultati soddisfacenti e pertanto non vengono molto prescritti dai Medici in questo caso.

Rimedi naturali

I rimedi naturali in caso di dolore dietro al ginocchio consistono nel riposo funzionale, negli esercizi di stretching dei muscoli posteriori di gamba e coscia (non in fase acuta), applicazioni di impacchio di ghiaccio, impacchi di voltaren e/o arnica.

I tutori sono consigliati e il riposo va osservato solo nella fase più acuta della patologia che in genere dura circa 7 giorni.

Nei casi vi sia un gonfiore eccessivo è bene elevare l’arto per migliorare la circolazione e drenare.

I trattamenti di Fisioterapia nel dolore dietro al ginocchio

I trattamenti Fisioterapici consentono di ridurre il dolore, migliorare l’infiammazione, drenare il liquido in eccesso nella borsa, migliorare la mobilità dei menischi e la mobilità articolare globale del ginocchio e rendere la muscolatura più elasticità e quindi più forte.

I migliori trattamenti in caso di lesione del menisco, cisti di baker e/o artrosi del ginocchio che provocano per l’appunto dolore dietro al ginocchio sono:

La tecarterapia è una radiofrequenza che consente tramite delle applicazioni di circa 30 minuti di ridurre il dolore e l”infiammazione locale, la rigidità muscolare. I benefici sono apprezzabili sin dalle prime applicazioni a patto che ci si affidi a strutture che dispongono di apparecchiature e specialisti Human Tecar.

La terapia Manuale consente di migliorare la mobilità articolare, viene in soccorso in caso di lesioni del menisco tramite manipolazioni che consentono di liberare i menischi facendoli ritornare sui loro “binari” articolari, eliminare le contratture tramite la valutazione e la digitopressione dei trigger point dolorosi, oltre che eseguire tecniche manuali di decoaptazione articolare per consentire ai pazienti affetti da artrosi di beneficiare di tale tecnica ossigenente per l’articolazione.

Grazie alla terapia manuale inoltre possono essere trattate e soprattutto valutate tutte le articolazioni, come detto precedentemente, che possono essere la causa primaria di un dolore dietro al ginocchio.

Il kinesio taping invece è molto utile per ridurre il gonfiore, drenare la cisti di Baker e dare un effetto decontratturante sui muscoli rigidi e contratti..

In genere questo tipo di trattamento risolve completamente la sintomatologia dolorosa ed evita eventuali recidive.

L’ intervento chirurgico viene eseguito solo nel caso in cui vi sia un danno meniscale importante o un artrosi che è destinata a protesi.

Se anche tu soffri di un dolore dietro al ginocchio approfitta di una Visita Gratuita allo 0813419278

Tecarterapia-ginocchio

Tecarterapia ginocchio

Tecarterapia ginocchio: è utile?

La tecarterapia ginocchio è uno dei trattamenti più richiesti dai nostri pazienti.

In questo articolo ci concentreremo sullì utilizzo della tecarterapia nelle patolgie del ginocchio, sull’utilizzo, a chi affidarsi, sui costi e sui benefici.

Che cos’è?

La tecarterapia è una radiofrequenza con una solo frequenza di lavoro e vi è possibilità di eseguire la tecarterapia ginocchio con due modalità che permettono il trattamento superficiale o profondo: capacitivo(superficiale) e resistiivo(profondo).

La tecar è nata nel 1998 per la medicina dello Sport ed oggi viene utilizzata in tutte le patologie osteo- articolari e muscolari.

La prima e unica Tecar si chiama Human Tecar ed è l’ unica ad avere une frequenza brevettata dopo studi scientifici che ne garantiscono i risultati.

Altri strumenti non possono pertanto lavorare alla frequenza della Human Tecar e pertanto i risultati non sono garanti ne sicuri.

La tecarterapia consente un trattamento della patologie del ginocchio sia nella fase acuta che cronica grazie alla diverse modalità e potenze di erogazione.

Nel caso in cui vi sia un’ infiammazione acuta non deve essere erogato calore nella zona per non peggiorare la situazione e grazie alla tecarterapia il trattamento può essere svolto in modalità atermica.

La tecarterapia sfrutta l’energia all’ interno dei tessuti stimolando quindi :

Benefici

I benefici, apprezzabili sin dalla prima applicazione sono:

  • diminuzione del dolore
  • riduzione dell’ infiammazione
  • azione decontratturante
  • drenaggio dei liquidi
  • miglioramento della mobilità articolare
  • migliore elasticità muscolare.

La tecarterapia ginocchio viene eseguita da un Esperto Fisioterapista che dopo una scrupolosa valutazione Fisioterapia e Funzionale associerà al trattamento le tecniche manuali più indicate nel singolo caso.

Possono essere eseguite tecniche massoterapiche drenanti o decontratturante durante la fase capacitiva agendo quindi sulle contratture dolorose e sul sistema linfatico nel caso di edema, versamento, ematoma.

Durante la fase resistiva di tecarterapia ginocchio vengono eseguite tecniche manuali come la kinesiterapia, la mobilizzazione, digitopressione dei trigger point, manipolazioni articolari, pompage e tutte le altre tecniche fisioterapiche indicate nel singolo caso.

Pertnato si comprende che tale metodica è operatore dipendente e i risultati dipendono dalla preparazione del Fisioterapista e dalla qualità del macchinario.

In quali casi funziona?

La tecarterapia ginocchio è particolarmente indicata in caso di:

tecar terapia al ginocchio

In base alla diagnosi e alla patologia vengono quindi impostate le modalità di esecuzione, le tecniche manuali fisioterapiche e riabilitative, le potenze e le zone di trattamento.

A chi affidarsi per la tecarterapia ginocchio?

Come detto precedentemente è bene affidarsi a centri Human tecar dove sono presenti sia apparecchi brevettati e di una certa qualità che operatori Human Tecar Specialist che frequentano costantemente corsi di aggiornamento sulla Metodica Tecar.

L’ esperto Humna Tecar Specialist oltre ad avere competenze nel trattamento di tecarterapia è un Fisioterapista e pertanto la sua valutazione è di fondamentale importantza nella riuscita del trattamento.

Nelle patologie del ginocchio oltre alla valutazione e diangosi ortopedica iniziale il Terapeuta esperto deve valutare eventuali problematiche a carico della caviglia, dell’ anca e del bacino.

Una disfunzione a tale livello può avere ripercussioni sul ginocchio e pertanto un trattamento di tecar se non erogato nella giusta zona non porta alcun beneficio.

Devono essere inoltre valutati tutti i muscoli della gamba e della coscia che se hanno una contrattura o un deficit di tono possono creare dolore al ginocchio.

I muscoli che spesso sono coinvolti nel dolore del ginocchio sono: soleo, popliteo, bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso, adduttori, e tutti i muscoli del quadricipite( retto femorale, vasto mediali-laterale-intermedio).

Inoltre va valutato anche l’angolo di valgismo e varismo e nel caso vi sia una problematica a tale livello impostato successivamente un trattamento riabilitativo di tipo Posturale per trattare globalmente la disfunzione del ginocchio.

Quanto costa una seduta?

In genere il costo di una seduta di tecarterapia Ginocchio è di 30 Euro.

Nel nostro centro il prezzo di un trattamento di tecarterapia comprende anche il massaggio manuale e le tecniche di riabilitazione.

Offriamo uno sconto del 20 % per pacchetti di 10 sedute e quindi la seduta costa solo 24 per applicazione.

Quanto dura un trattamento tecar al ginocchio?

Un trattamento di tecar al ginocchio dura in media 30 minuti.

Nei casi più gravi e acuti si può proloungare il trattamento portandolo ad un ora o eseguendo due applicazioni durante il giorno da 30 minuti.

Gli sportivi agonisti per accelerare i processi di guarigione e di autoriparazione si sottopongono a più sedute durante il giorno anche di un ora per seduta.

Non vi sono controindicazione alla applicazioni di tecarterapia e pertanto possono essere anche prolugate.

Le uniche controindicazioni della tecarterapia riguardano i pazienti in stati di Gravidanza, Portatori di apparecchiature di Pace Maker e Neoplasie.

La tecarterapia al ginocchio può essere eseguita sia sui bambini che nei pazienti che hanno protesi di tipo metallico o al titanio.

Quante sedute occorrono?

A meno che non vi siano esigenze particolari o bisogna riprendere rapidamente l’attività sportiva nel nostro centro consigliamo applicazioni di tecarterapia trisettimanali a giorni alterni per dare tempo al corpo di reagire allo stimolazione cellulare e quindi procedere all’autoriparazione.

Il ciclo consta in genere in dieci sedute ma talvolta in caso di lievi problematiche possono bastare anche solo 5 sedute.

tecar infiammazione del ginocchio

Molto importante nella fase di guarigione eseguire sedute di riabilitazione con il Fisioterapista oltre ad seguire costantemente gli esercizi assegnati dal Terapeuta.

La tecarterapia è uno strumento molto utile al Fisioterapista ma non può sostituire e non deve sostituire ne le mani del Terapeuta ne l’esercizio fisico attivo del paziente.

Prenota un trattamento di tecarterapia ginocchio o una Visita Gratuita allo 0813419278

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